Il Basilisco in BelSalento

di Giovanni Greco

Il Basilisco

25335f_e8f5720701be4edf8548d2d0479c16b5il Basilisco, mitico mostro medievale, fu descritto come un gallo con la coda di serpe capace di bruciare le erbe, fulminare uomini e animali e spezzare persino i sassi.

25335f_18a44c785b3840fd868f644e1ee3b74b

Nato da una goccia di sangue della Medusa, per riparasi dal suo sguardo erano necessari vetri o specchi, che confluirono nell’immaginario alchemico: la donnola tiene in bocca uno specchio che le ripara il muso e affronta il basilisco.

è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere o pietrificare con un solo sguardo. I basilischi hanno due nemici mortali: le donnole, che però muoiono sempre anche se riescono ad ucciderlo, azzannandolo alla gola, e i galli, il cui canto gli è letale. Un basilisco può inoltre essere ucciso anche facendolo specchiare in modo che sia il suo stesso sguardo ad ucciderlo. Con il passare del tempo, grazie al moltiplicarsi di storie, le sue capacità letali continuarono ad aumentare, comprendendo l’abilità di sputare fiamme e quella di uccidere solo con il suono della sua voce, oltre alle sue sempre crescenti dimensioni. Secondo quanto riferisce l’Arditi, lo stemma di Sternatia raffigura un dragone inserito in un mappamondo stilizzato e simboleggia la forza. Oggi si possono ammirare due degli esemplari più antichi presenti in paese di cui, uno, datato 1608, è conservato in un corridoio del municipio di Sternatia , l’altro si trova incastonato nell’angolo di una casa in piazza Umberto I, un tempo chiesa di san Giovanni. Secondo alcuni l’animale rappresentato nello stemma di Sternatia sarebbe un basilisco, leggendario rettile che, nelle credenze medievali, uccideva le sue vittime con il solo sguardo. Le leggende popolari raccontano che il basilisco nasce dall’uovo di un gallo; infatti, si crede che se un gallo vive sette anni, cova un uovo che dischiudendosi fa nascere il terrificante rettile dallo sguardo assassino.

di Raimondo Rodia‎

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il Basilisco, mitico mostro medievale, fu descritto come un gallo con la coda di serpe capace di bruciare le erbe, fulminare uomini e animali e spezzare persino i sassi. Nato da una goccia di sangue della Medusa, per riparasi dal suo sguardo erano necessari vetri o specchi.

Nella Storia Naturale, Plinio il Vecchio indica il Basilisco come una creautura che vive in Egitto o in Libia e che trova rifugio in grotte, caverne e sotteranei. Nelle antiche leggende cristiane invece questa creatura viene citata come il simbolo sulla Terra dell’Anticristo o del Diavolo. Inoltre viene citato anche da autori quali Spencer, Chaucer e Shakespeare.

 Da Wikipedia, l’enciclopedia libera http://it.wikipedia.org/wiki/Basilisco_%28mitologia%29

Nei bestiari e nelle leggende greche ed europee, il basilisco (dal greco βασιλίσκος basilískos, “piccolo re” da βασιλεύς basiléus, “re”; in latino rēgulus) è una creatura mitologica citata anche come “re dei serpenti”, che si narra abbia il potere di uccidere o pietrificare con un solo sguardo diretto negli occhi. Secondo Plinio il Vecchio e Solino il basilisco sarebbe un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo che pietrifica o incenerisce. [a b c V. Borniotto, “Halitus mortis”: il basilisco come serpente velenoso, in “Anthropos & Iatria”, 2, XV, maggio-agosto 2011, pp. 9-13]
Qualunque essere vivente entri in contatto con il suo fiato o venga morso muore sul colpo. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. Un cavaliere che colpì il basilisco fu ucciso insieme al cavallo dal veleno che si infiltrò attraverso la lancia,[a b Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Libro VIII, par. 78-79] come racconta anche il poeta Lucano. [Marco Anneo Lucano, Pharsalia, Libro IX]. (…) Ermete Trismegisto, il quale avrebbe pure sostenuto come le ceneri di basilisco fossero state necessarie per trasformare l’argento in oro: un’attribuzione del tutto infondata ma che dimostra come già nel XIII secolo la figura del basilisco fosse associata a interpretazioni alchemiche.

Il  leggendario Basilisco è citato anche in un salmo biblico nella versione della Vulgata: 

«Super aspidem et basiliscum ambulabis, et conculcabis leonem et draconem»
Tu camminerai sull’aspide e sul basilisco, e calpesterai il leone e il drago.

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Il basilisco è il simbolo di Sternatia, nel Salento, e di alcune città della Basilicata quali Lauria, Melfi, Teana e Venosa. Inoltre è simbolo della città campana di Aversa: infatti esso è perfetta sintesi culturale tra l’origine d’oltralpe dei Normanni fondatori di Aversa e la tradizione osca locale che aveva eletto il basilisco, re dei serpenti, ad emblema dell’eternità della stirpe degli Osci.

Utilissime nella ricerca del basilisco le fonti storiche a noi a disposizione; come ad es il Basilisco di Aldrovandi deò 1642 : http://www.summagallicana.it/Volume3/C.VIIII.b.htm


BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

 

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