Carboneria : le Sette liberali di Terra d’Otranto (1800-1830)

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

jhgfghjklkjCarboneria : le Sette liberali di Terra d’Otranto (1800-1830)

Carboneria e Massoneria furono due istituzioni che conservarono sempre una propria autonomia. La Massoneria,  dal carattere aristocratico e dottrinario, era condannata dalla Chiesa in quanto era espressione dei privilegi delle classi elevate. La Carboneria, invece, si caratterizzò per una maggiore democraticità e popolarità, rispondendo in qualche modo agli interessi della piccola borghesia. Durante il Regno di Gioacchino Murat si assiste a una doppia posizione di Massoneria e Carboneria: da una parte troviamo realtà filo francesi, dall’altra nuclei di massoni e carbonari iniziarono ad opporsi alla politica di Murat. Tale opposizione determinò (…) contrasti all’interno della Carboneria (cui) conseguì una vera e propria scissione che vide nascere un’altra setta, denominata dei Calderari (…) detta anche del “contrappeso” perché si contrapponeva alla Carboneria (…) in terra d’Otranto ai Borboni si contrapponevano Carbonari e Massoni, Europei e Filadelfi. I patrioti europei, di derivazione mazziniana, contavano nuclei in Lecce, Salice, Copertino, Novoli, Soleto, Campi, Gallipoli, mentre gruppi di Filadelfi si riunivano in Lecce, Veglie, San Cesareo, Lequile, Cavallino, Soleto, Sternatia, Martignano, Cursi, Nociglia, Trepuzzi [M. Pastore, Settari in Terra d’Otranto, p. 131]. Luoghi di riunione erano i caffè, le sagrestie delle chiese, le villette isolate di facoltosi signori: tutto ciò che potesse essere fuori dal controllo poliziesco.

Inizialmente nella carboneria convivevano tutte le componenti antigovernative, espressione di ogni estrazione sociale. Quando i programmi politico-costituzionali furono chiariti, molti dei contadini e degli artieri si ritirarono delusi e fondarono così la setta dei Calderari, appunto. Ma le violenze di questi ultimi (spesso motivate da ragioni e conflitti personali) non venivano perseguite né punite, al contrario dei Carbonari, perché l’intendente Ceva-Grimaldi, d’accordo col ministro di polizia, proteggeva i Calderari affinché facessero da contrappeso ai Carbonari: una politica che per la sua parzialità produceva conflittualità tra le sette (esattamente ciò che l’Intendente voleva), ma col pesante risultato di rendere ingovernabile l’ordine pubblico

Nel corso del 1816 il principe di Canosa utilizzò con maggiore determinazione i Calderari per contribuire alla riduzione della presenza carbonara.  Si sostiene che ogni calderaio dovesse contare al suo attivo l’uccisione di almeno tre carbonari. Il governo Borbonico fu dunque costretto a porre in essere una serrata azione militare di repressione di tali fenomeni.  Il Borbone chiese l’aiuto degli Austriaci, che intervennero con un’armata guidata dal gen. Frimont, che si scontrò il 7 marzo 1821 ad Antrodoco con l’esercito del gen. Pepe. In quella che viene considerata la prima battaglia del Risorgimento nell’esercito del Pepe confluirono molti uomini di Terra d’Otranto ed ai moti prese parte anche il salentino Liborio Romano che fu in seguito inviato al confino e poi esiliato. Sconfitti gli insorti, con decreto del 21 marzo 1821 le sette segrete furono poste fuorilegge e i capi severamente puniti. L’attività delle sette carbonare, però, non rallentava. Si decise allora di inviare in Terra d’Otranto un “visitatore” nella persona del marchese Giuseppe Ceva Grimaldi. Arrivato a Lecce il 27 giugno 1826 iniziò a visitare i vari comuni del Capo di Leuca assumendo informazioni, altrettanto fece in Gallipoli, dove però non riuscì ad ottenere precise informazioni sulle tre logge operanti in città.
(Carbonari, patrioti e rei di stato nel basso Salento  – di Giovanni Bellisario
Cfr : http://www.lapiazzamagazine.com/2016/10/carbonari-patrioti-e-rei-di-stato-nel-basso-salento/
).


La Carboneria fu la principale setta clandestina liberale operante negli anni della Restaurazione. Il nome Carboneria derivava dal fatto che i “settari” dell’organizzazione avevano tratto il loro simbolismo ed i loro rituali dal mestiere dei carbonai, coloro che preparavano il carbone e lo vendevano al minuto. Da quest’ultimi presero anche il gergo: si parlava di vendita di carbone, fare il carbone nel bosco, purgare la foresta dai lupi (cioè liberare la terra dai tiranni). Questa società, nata inizialmente in Francia (“Charbonniers”), come un’antica associazione artigiana, che riuniva carbonai, boscaioli e persino contrabbandieri in una lega di reciproco aiuto, fu importata nel Regno di Napoli da ufficiali napoleonici, durante il regno di Gioacchino Murat (intorno al 1810). La più nota ma, al contempo, impenetrabile società segreta dell’Ottocento fu la Carboneria, emanazione della loggia dei Filaleti, cioè Amici della libertà, francesi. Organizzata in Vendite, operava in stretto contatto col Rito Scozzese, era diretta da un vertice chiamato Alta Vendita composta a livello internazionale da quaranta membri. Molto diffuse in Piemonte e nell’Italia settentrionale, la prima Vendita meridionale fu stabilita a Capua, nel 1809.
Mazzini fu iniziato alla Carboneria fra il 1827 e il 1829.

Nel 1806 Giuseppe Bonaparte, fratello dell’imperatore Napoleone, diviene re di Napoli, sostituendosi a Ferdinando I di Borbone che ha trovato rifugio in Sicilia, come già nel 1799. Comincia allora nel regno meridionale il cosiddetto Decennio francese, che i Borbonici dopo la Restaurazione definiranno “periodo dell’occupazione militare”, giudicando usurpatori ambedue i sovrani napoleonidi, Giuseppe (1806-1808) e Gioacchino Murat (1808-1815). La nuova monarchia francese “volle impersonare la Rivoluzione con le sue maggiori conquiste: uguaglianza civile, nuovo ordinamento amministrativo, abolizione della feudalità e dei fedecommessi, riduzione della potenza del clero, sviluppo dell’istruzione ecc., in una parola, la possibilità di progresso immediato” (Domenico DEMARCO, La borghesia fondiaria del Regno di Napoli nel secolo XIX: le origini, i problemi, in «Rassegna storica del Risorgimento», XXXVIII (1951), p. 357).Cfr : A Lucarelli  La Puglia nel Risorgimento https://books.google.it
1815. Il ritorno di Ferdinando sul trono di Napoli – Con la sconfitta di Napoleone a Waterloo, nel giugno 1815, si chiuse definitivamente la lunga stagione delle guerre, imposta dalla Francia rivoluzionaria e napoleonica alla vecchia Europa. Ebbe inizio così l’età della Restaurazione, ossia della ricostituzione del vecchio ordine feudale, riportando sul trono gli stessi sovrani spodestati da Napoleone i quali vollero ripristinare gli antichi diritti dell’ancien règime. Concluso il Congresso di Vienna, si ricostituì il Regno borbonico in Delle Due Sicilie (il 9 maggio 1815). Il re si fece nominare Ferdinando I. Per fermare questo processo, si diffusero i nuovi fermenti rivoluzionari e si costituirono le società segrete, con il favore di molti elementi della borghesia cittadina e fra artigiani e mercanti, che non avevano perdonato al sovrano borbonico la sua politica favorevole ai grandi proprietari terrieri.

Nel Salento, la Carboneria venne incolpata di avere accettato nelle sue file numerosi ribelli turbolenti e sanguinari. Il Giudice del Circondario di Salice, Capece Minutolo, sosteneva che i covi delle società segrete servivano agli affiliati per esercitarsi nella ferocia. Aggiungeva poi che alcune persone del paese venivano molestate solo per la loro affezione alla dinastia dei Borboni e che tutte le sopraffazioni e i reati commessi nei confronti della popolazione di Salice provenivano dalla terribile setta dei Filadelfi, dei quali era capo il famigerato Luca Capocelli che dominava il volgo. I popolani, infatti, eseguivano ciecamente i suoi ordini ottenendo lauti guadagni dai molteplici ed efferati misfatti che operavano ogni giorno. Con l’arrivo a Lecce delle truppe comandate dal Generale Church, si fece giustizia anche dei “settari delinquenti di Salice”, definiti dal Giudice Capece Minutolo: Filadelfici.
Cfr : https://archividituglie.wordpress.com/2015/10/16/i-carbonari-salentini-1813-1828/
Secondo lo storico di Salice Giovanni De Nisi: “A Salice già fioriva la setta dei Figli di Sofia, importata dal sacerdote don Vittorio Capocelli, reputato uomo dotto, Grossa Luce ed oratore della Loggia massonica. Da questa scaturirono I Figli di Sofia e Patrioti, con a capo Francesco de Castris; e I Decisi, morte, terrore e spavento, con a capo Pietro Baldassarre; ed infine, I Decisi e Filadelfi, capeggiati da Lelio Capocelli. Questa setta fu una delle più insidiose e temute perciò si stabilì in Salice un clima di terrore, di vendette e di persecuzioni. I carbonari liberali che volevano mantenersi estranei erano maggiormente presi di mira, specie se rifiutavano di iscriversi all’onorata e temibile setta” (Giov. De Nisi, Salice Terrae Hidrunti, p. 156).
Cfr : http://centrostudigioacchinoenapoleone.forumfree.it/?t=66000539


In vero, nel Meridione d’Italia, queste società erano operanti già prima della Repubblica Napoletana del 1799. Due erano state le principali fazioni in campo: i Giacobini da una parte, i Realisti dall’altra.
Sia gli uni che gli altri si muovevano clandestinamente: i primi erano convinti assertori che la libertà, l’indipendenza e il buon governo si potessero ottenere soltanto con una Repubblica democratica; i secondi erano manovrati dai Borbone ed appoggiati dal clero e ritenevano che i giacobini fossero nemici del Papa, di Cristo e del Trono e, come tali, dovessero essere eliminati. (Cfr : Antonio Verardi “Le società segrete: la Carboneria in Pugliahttp://www.pugliain.net/le-societa-segrete-la-carboneria-in-puglia/)

Emerge un quadro in cui, in seno alle lotte delle sette carbonare, si è sviluppato anche un profondo conflitto all’interno della Chiesa, per la presenza di sacerdoti del basso clero che confluivano nelle sette segrete sostenendo le aspirazioni di libertà della borghesia meridionale in particolare nelle Puglie e soprattutto nella provincia di Lecce [N. Corcia, cit. in A. Lucarelli, La Puglia nel Risorgimento, v. IV p. 98]. Qui ne facevano parte “molti funzionari della Intendenza e dei Tribunali, ragguardevoli personaggi della nobiltà e gran numero di preti e frati che vennero i più accesi sostenitori del regime costituzionale” secondo il commento dello storico Palumbo [P. Palumbo, Risorgimento salentino, p. 309]. Attorno alla Carboneria si arruolò il fior fiore di clero, burocrazia ed esercito “fin quasi a costituire uno Stato nello Stato” [A. Lucarelli, La Puglia nel Risorgimento]. Lucarelli riporta una citazione tratta dal rapporto segreto del generale Church al termine della sua missione anti-brigantaggio nel 1818: “I più pericolosi nemici del Sovrano e dello Stato sono gli ecclesiastici; tutti i preti riconosciuti per seduttori del popolo e despoti dei paesi dovrebbero togliersi da colà, se si vuole operare tranquillità e subordinazione al governo” [Biblioteca nazionale di Napoli, Manoscritti, XD, 68, cit. in Lucarelli, op. cit. pp. 98-99].

Intanto, la vecchia aristocrazia una volta tornata in auge dovette prendere atto che la società non era più la stessa lasciata dieci anni prima. Dopo anni di guerre e di rivoluzioni, infatti, troppi erano stati i cambiamenti. A cominciare dalle ideologie e dai modelli di governo che, scaturiti dalle esperienze rivoluzionarie e di governo napoleonico, si erano fin troppo radicati nella coscienza di molti giovani eruditi ed in parte anche nelle masse popolari dell’entroterra per cui non fu facile riuscire a spazzar via il nuovo e allo stesso tempo ripristinare leggi feudali ormai superate. Tranne il vento della rivoluzione.

La classe borghese arricchita da una parte ed una classe di braccianti e contadini dall’altra. Questo in sintesi il quadro della Puglia dei primissimi anni del 1800. La sfida all’assolutismo dinastico si attuò con l’astensione dai pagamenti fiscali In particolare in terra d’Otranto proliferarono le Associazioni Segrete in cui confluiva tutto il malcontento popolare “con decise tendenze costituzionali e antifrancesi, nel primo quinquennio del secolo XIX ad iniziativa delle truppe cisalpine che qui stanziarono dal 1803 al 1805, ed erasi largamente sviluppata a tempo di re Gioacchino; il quale si mostrò così restio ad ogni concessione di rappresentanze parlamentari da interrompere bruscamente, come si ricava dalle corrispondenze dell’Archivio Provinciale Barese, le operazioni elettorali, ch’erano già in corso nel marzo del 1811 conforme alle disposizioni dello Statuto di Baiona, promulgato da Giuseppe Bonaparte” (Cfr : “Il moto liberale del 1817 e carbonari e briganti nella Terra d’Otranto”  http://www.culturaservizi.it/vrd/files/RS38_moto_liberale_1817.pdf). (…) “rancori e delusioni così profonde che le società segrete, dapprima rade e sparute, si diramarono subito nelle città e nelle borgate, e in tutti i ceti, ad eccezione de’ contadini estraniati quasi dal consorzio civile. Di ardori liberali era permeata la nobiltà salentina, la borghesia, gran parte del clero e tutta la milizia legionaria o provinciale, ch’era composta di professionisti, possidenti, artigiani, e rappresentava il popolo in armi contro il despotismo interno e la tracotanza straniera” (…) “tra luglio ed agosto del 1817 a Salice vien lacerata la bandiera borbonica e sfregiato il ritratto del sovrano; uguale oltraggio è arrecato alla reale effigie nella chiesa matrice di Novoli; a Squinzano è infranto lo stemma regio situato sulla porta degli Alcantarini; (Archivio di Stato di Napoli, ‘Divisioni militari, fasc.89) appaion dappertutto libelli e proclami inneggianti alla libertà; e gendarmi reali e fucilieri del reggimento «Real Corona» e cavalleggieri del reggimento «Regina» non han ritegno di associarsi ai ribelli. Il fermento sobbolle e si diffonde viepiù tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno di quel medesimo anno : par che da un istante all’altro debba irromper la rivolta“(…) “La società dei Filadelfi adesca i poveri, promettendo di sostenerli ed istruendoli « nei segni comuni che consistono nel porre una mano sotto al petto e nel fare un segno misterioso di silenzio»“.
Cfr : “Il moto liberale del 1817 e carbonari e briganti nella Terra d’Otranto”  http://www.culturaservizi.it/vrd/files/RS38_moto_liberale_1817.pdfFra il 1816 e il 1817 nell’intero Mezzogiorno d’Italia si era ormai svipuppato un esteso moto costituzionale. Nei vari proclami dei movimenti insurrezionali (che precorrono la rivoluzione del 1820) veniva esortata l’astensione dai pagamenti fiscali. I toni aspri usati trovano una motivazione nel forte astio all’aristocrazia ecclesiastica del meridione di inizio ‘800.

(carte del Ministero della Polizia, Real Ministero, fasc. 3581)

Cfr : “Il moto liberale del 1817 e carbonari e briganti nella Terra d’Otranto”  http://www.culturaservizi.it/vrd/files/RS38_moto_liberale_1817.pdf

Quindi le Sette liberali della terra d’Otranto abbracciarono ogni classe sociale. Sorsero i Filadelfi, i  Decisi nella provincia di Lecce e i Decisi Liberali nella provincia di Foggia e tante altre sette nell’intera Terra d’Otranto. I Liberi Messapî in Terra d’Otranto, gli Spartani della Peucetia in Terra di Bari, i Liberi Daunî della Capitanata. Poi ve ne erano molte altre minori, con nomi spesso attinti dalla cultura classica, latina o greca: l’Idro, i Novelli Bruti, i Pitagorici, i Cavalieri di Tebe, i Seguaci di Coclite, i Proseliti di Catone, i Figli della Ragione, gli Alunni di Marte, l’Aquila Imperiale sono solo alcune di queste Sette. Ecco ora, in ordine alfabetico, le principali Sette rivoluzionarie dell’epoca:

La setta dei Guelfi – Una setta carbonara moderata era quella dei Guelfi, presente in molte parti del Meridione e dello stesso Salento. Gli affiliati si limitavano a diffondere l’ideale repubblicano e liberale,  piuttosto che prendere parte a movimenti insurrezionalisti e violenti. Una tra le sette più affermate era, senza alcun dubbio, L’Utica del Salento, sorta a Gallipoli intorno al 1820 da una costola della vendita carbonara L’Asilo dell’Onestà, sanguinaria e interventista. Pare che i motivi della scissione siano da collegare all’uccisione di un gendarme gallipolino, omicidio non condiviso da alcuni affiliati. La nuova setta, guidata nei primi anni da Gregorio de Pace (padre della più famosa Antonietta – Antonietta De Pace) e, alla sua morte, dal fratello, il canonico Don Antonio, si riuniva nelle casine di Stracca e di Camerelle, nei pressi di Villa Picciotti (Alezio).
Cfr : http://www.fondazioneterradotranto.it/2013/01/10/le-societa-segrete/


Le principali Sette rivoluzionarie dell’epoca

(del Prof. Carlo Vincenzo Greco)

Attendibili: attendibile era colui che aveva dato segni di liberalismo ed era segnato in una lista e tenuto d’occhio. Il primo elenco di Terra d’Otranto reca la data del 6 dicembre 1845. In quello del 1846 si trovano annotati 221 attendibili che nel 1847 divennero 333.

Calderari: società segreta sorta nel Regno di Napoli al tempo della Restaurazione, 1815, e fu di carattere reazionario. Furono protetti dal Pietracatella Intendente di Lecce e dal Sindaco Marangio.

Carboneria: alla fine del XIV sec. Molti francesi per sfuggire al governo tirannico della Regina Isabella abbandonarono la città e si nascosero nelle foreste del Giura e delle Alpi. Qui decisero di costituire una società segreta per lottare contro la tirannia e la chiamarono Carboneria. Scelsero questo nome perché per vivere vendevano carbone ricavato dalla legna della foresta. Essi ebbero anche un Santo protettore: San Teobaldo di Provins nella Champagne.

Catena salentina o Salentini risvegliati: setta segreta che ebbe un suo punto di forza nel mesagnese e fu molto attiva negli anni 1825/1829. Non aveva uno statuto scritto, ma il seguente motto d’ordine: Domanda – ricchezza, onori. Risposta – un fumo.

Circolo dei liberali: tale circolo ebbe sede a Lecce al largo del Seminario da dove partivano i bollettini giornalieri diretti ai cittadini e fratelli di qualunque angolo della terra d’Otranto. Ne fecero parte tra gli altri: S. Brunetti, B. Rossi, B. Rizzo.

Decisi: setta sorta nel 1815, per distacco dai Carbonari con a capo il legionario francavillese Pietro Gargano ex murattiano e nipote di Achille Del Preite. Fu una fazione strenuamente risoluta a fronteggiare gli avversari con identiche armi, intrighi e maneggi, insidie ed agguati, pugnali ed archibugi.

Edennisti (o) Ellenisti (o) delle 7 o 8 lettere (o) dei 3 o 4 colori: – col primo nome – si voleva indicare il giardino di Eden, ossia la delizia che i settari si proponevano di ottenere: – col secondo nome – ci si rifaceva al modello politico e sociale dell’antico mondo greco: – col terzo nome – si alludeva ai misteri della setta che si contenevano in 7 e poi 8 lettere, ciascuna delle quali corrispondeva a particolari cognizioni o segreti che a misura dei gradi si partecipavano agli ammessi: – col quarto nome – si denotava il segno materiale dei soci, consistente in laccetti di seta o margheritine dai colori rosso, celeste, nero e giallo che indossavano di sotto la camicia all’estremità di un triangoletto equilatero con le lettere L. U. G. che significavano: Libertà, Uguaglianza, Giustizia. La corrispondenza era mantenuta per mezzo di fratelli serventi, i quali, sotto parvenza di rivenduglioli, di conciapiatti o caldaie, giravano per le province. Le loro riunioni non maggiori di sette si chiamavano campi o circoli.

Effervescenti: carbonari più focosi dei Riscaldati e prossimi ad essere indicati dalla gendarmeria borbonica come Attendibili.

Filadelfi o Adelfi: società segreta francese repubblicano-giacobina. In Italia ebbe parte nei moti piemontesi del 1821 e poi si diffuse in tutta la Penisola. Era una società di ispirazione liberale organizzata in squadriglie.

Guantai nuovi: società segreta nella quale fu presente il brindisino Cesare Braico, medico e membro della Società dell’Unità italiana voluta dallo Spaventa. Partecipò alla spedizione dei Mille meritando l’apprezzamento personale di Nino Bixio.

Illibati: coloro che lavoravano nelle tenebre, fabbricando calunnie ed inventando imposture, secondati, e forse istigati, dall’Intendente D. Ferdinando Cito che aveva rovinato la Provincia fabbricando processi falsi. (Ferdinando Cito, de’ marchesi di Torrecuso, venne come intendente della Provincia nel 1823, preceduto da fama di funzionario duro e austero). Il Palumbo racconta che costui aveva un particolare odio, a ragione di un fatto accadutogli presso Guagnano, contro un brigante chiamato De Polis messo al bando per causa ingiusta.

Accadde che al ritorno da Napoli il Cito con la sposa intoppò nella banda del brigante il quale per sete di vendetta del sopruso commessogli non solamente svaligiò la diligenza ma per soprammercato rese onta alla signora. Preso dai gendarmi ebbe 24 anni di carcere. Ma all’intendente rimase l’odio contro i briganti che di leggieri confondeva coi Carbonari.

Massoneria: nacque in Inghilterra nel XVIII secolo, indi passò in Francia dove accolse i principii dell’Illuminismo. Dopo il 1815, si chiuse nel segreto ed affermò il suo carattere di internazionalismo. In Italia la prima Loggia fu fondata a Firenze nel 1773. Nel Salento vennero aperte delle logge a Lequile, San Cesario, Scorrano, Salice Salentino, Maglie, San Donato, Lecce. (Frammassone era l’aderente alla Massoneria). La più nota fu la “Libera muratoria”.

Mazziniani: un caffè, luogo di ritrovo fu quello del Garganese nel quale comparve un certo Ciccillo Italia e al quale fu dedicata questa canzone “Llargatevi, llargatevi ca passa Don Ciccilo. Don Ciccillo la fanfara, è lu cori de mammà”. A questa società vi aderì anche Vincenzo Cepolla di San Cesario.

Messapi liberi: fu una vendita di carbonari sorta a Mesagne nel 1819, per iniziativa di Giambattista Astuti di Lecce, ufficiale di gendarmeria.

Novelli Bruti: vendita carbonara galatinese attivissima specialmente nel 1817, quando a Galatina vi fu la grande dieta carbonara nella masseria “La Torre”. Vi parteciparono tra gli altri: Giacomo Comi e Giovanni Campa.

Nuovo carbone: vendita carbonara costituitasi a Novoli nel secondo decennio del 1800. Le riunioni venivano tenute in una villetta sulla strada Novoli-Lecce. Il primo Gran maestro fu Francesco Gaetano Oronzo di Paola Perrone nato a Lecce il 15 giugno 1777.

Patrioti europei riformati: setta che rimanda a Filippo Buonarroti, rivoluzionario socialista, ed alla carboneria settentrionale.

Perniciosi: gente di cui bisognava guardarsi e che bisognava sorvegliare perché aveva la libertà e voleva la Costituzione, però con la morte dei tiranni.

Riscaldati: erano coloro che si infervoravano, ma che per la gendarmeria non destavano ancora eccessivi problemi. Di fronte a troppo fervore, il governo borbonico mutava gli elenchi dei Riscaldati in quello degli Effervescenti.

Sanfedisti: società segreta guidata da Cattani. Durante una azione, i Sanfedisti, sfondarono il portone dei Frati di Montescaglioso, invasero le celle in cerca dei nobili massoni e repubblicani. I Sanfedisti erano detti anche “Esercito della Santa Fede” società segreta di carattere clericale e di programma reazionario. Cesare Braico reclutò il maggior numero di Liberali da opporre ai Sanfedisti.

Setta mazziniana italiana gioventù: perseguitata dal re Ferdinando sin dal 1837, per la sua continua propaganda liberale nelle province di Bari e di Lecce.

Settari: venivano reclutati quasi sempre tra i proprietari, liberi professionisti, industriali, sacerdoti, ma anche tra i lavoratori del mondo agricolo ed artigianale. Il nostro centro salentino, Monteroni di Lecce, fu tra quelli che evidenziò sensibilità nei confronti delle idee innovatrici. Verso il 1820, i settari erano circa 90, tra proprietari, professionisti, sacerdoti, artigiani e contadini.

Società dell’Unità italiana: fondata da Settembrini e dallo Spaventa ed aveva per programma la liberazione dell’Italia dalla tirannide interna dei Principi e da ogni potenza straniera e renderla unita.

Solitari di Grecia: cospiratori sin dal 1814, allo scopo di ottenere la Costituzione. Furono presenti nell’assise della grande dieta di Galatina del 1817, quando il governo borbonico mandò il maresciallo Church per domare le anarchie.

Unitari: confluirono in una società sorta a Napoli. Unitario era colui che fondava le sue idee sull’Unità e sulla solidarietà di tutte le componenti ideali del Risorgimento.

Prof. Carlo Vincenzo Greco


LA CARBONERIA IN TERRA D’OTRANTO (1820-1830)

Secondo una statistica di “ribelli” compilata dal Generale Church, dall’Ispettore di polizia Borrelli e dall’Intendente di Terra d’Otranto Ferdinando Cito di Torrecuso, già prima del ritorno di Ferdinando gli elenchi di Terra d’Otranto vi erano 277 settari a Brindisi, 246 a Taranto, 229 a Campi, 256 a Salice, 93 a Novoli, 90 a Monteroni, 78 a Gallipoli (guidati dal massone Angelo Spirito), 82 a Copertino, 55 a Mesagne, 50 a Ceglie, 29 a Soleto, 107 a Galatina, 131 a Nardò, 5 a Sogliano, 56 a Maglie (guidati da Nicola De Donno), 12 a Giuliano (seguaci del massone Antonio Panzera), in Francavilla 290; in Lecce oltre 1000 (Palumbo IL Risorgimento salentino, Lecce, Martello, 1911, vol. 1°, pag. 178).

Cfr : https://www.google.it

capitolo II

Le Vendite Carbonare (1)

La Carboneria in Terra d’Otranto, dove gli spiriti inclinavano a sentimenti di libertà, ebbe grande diffusione.

La facile indole dei suoi abitanti, una civiltà più avanzata, la vivacità ed energia del loro ingegno, il loro clima, la loro educazione rendeva facile l’accesso alla riforma delle ideo di pregiudizio e di superstizione, giacché a quelle di schiavitù il popolo Salentino fu, pel suo franco carattere, sempre refrattario, malgrado che la feudalità avesse avuto lo più estese e le più profondo radici in questa parte del Regno (2).

Vendite sorsero in tutti i Comuni e fin nelle più umili borgate: in breve l’ultimo dei suoi abitanti fu nello stato di conoscere la nobiltà della sua origine, i suoi diritti e la dignitosa condizione dell’uomo sotto un reggimento costituzionale.

(1) Abbiamo attinto questi elenchi da note di Polizia (che verremo via via specificando) esistenti presso l’Arch. Prov. di Lecce e presso il G. Arch. di Stato di Napoli. Abbiamo cercato di completare, riuscendo anche a modificare, quando n’è stato il caso, gli elenchi datici dal Palumbo (op. cit., vol. 1°, pagg. 199214), ma mentre questi si limita a darci un arido catalogo di nomi, noi abbiamo cercato di ravvivare quel catalogo raccogliendo dalle carte di Polizia tutte le notizie che potevano riguardare gli affiliati alla setta.

(2) Vincenzo Balsamo, Pensieri sugli ultimi avvenimenti, seguiti dal Ragionamento di un Elettore con sè stesso, Lecce, 15 luglio 1820. Opuscolo rarissimo; è il solo scritto del tempo rimasto su lo spirito pubblico in Terra d’Otranto, allo scoppiare della rivoluzione del 1820. — Vincenzo Balsamo, avvocato, settario fin dal 1814, fu Massone, Filadelfo, Patriotta e Carbonaro. Oratore Dicasterale fu nel 1820 Vice Grande Oratore nell’Assemblea Nazionale Provinciale. Anima della rivoluzione del 20 (Gr. Arch. di Stato di Napoli, Pand. 3, F° 68, vol. 3°. Nota di G. Lotti del 19 aprile 1829).

Le sètte liberali si estesero tanto che abbracciarono tutte le classi.

La Carboneria ebbe statuti che, mentre nella sostanza rassomigliavano a quelli delle altre regioni, erano accomodati alle esigenze dei luoghi e delle persone (1). Già prima del ritorno di Ferdinando gli elenchi di Terra d’Otranto riportano iscritti in Brindisi 267 B. B… C. C… ; in Taranto 246; in Campi 229; in Salice 256; in Ceglie 50; in Francavilla 290; in Lecce oltre 1000 (2). I titoli delle Vendite spiravano virtù greca e profondo odio ai tiranni.

Lecce (3).

Vi furono sei Vendite denominate Idume.

1 Vendita.

Girolamo Congedo, G… M… Patrocinatore, iniziato fin dal 1814. Fu Massone, Filadelfo, Patriotta. Occupò tutti i gradi e dignità Carbonare: fu fondatore della Carboneria in Provincia, Fu poi CapoBattaglione della Legione (4).
Foscarini Nicola, 1° Assistente. Patrocinatore, antico Carbonaro, affumato Massone, Patriotta e Filadelfo (5).

2 Vendita.

Buja Gaetano, G… M…, agrimensore, antico Carbonaro, Patriotta, Filadelfo, acceso settario (6).

(1) V. Appendice I.
(2) Palumbo IL Risorgimento salentino, Lecce, Martello, 1911, vol. 1°, pag. 178.
(3) Per le Vendite di Lecce ci riferiamo esattamente a quel che no dice il Palombo (op. cit., pagg. 199200), il quale dovette por la ricostruzione di esse usufruire dello carto di qualche Archivio privato (che non indica) giacchi ni nell’Arch. Prov. di Lecce, ni nel Gr. Arch. di Stato di Napoli l traccia alcuna di elenchi di affiliati a dette Vendilo.
(4) Gr. Arch. di Stato di Napoli, Scz. 1, noia di G. Lotti del 19 aprile 1829, Foglio cit.
(5) Ibidem.
(6) Ibidem.

Balsamo Vincenzo, Oratore Esperto.
Gerunda Carmine — Grande Giovambattista — Longordo Giacomo — Sac. Leone Giosuè — Martirani Angelo — Molines Gaetano — Manzi PietroPaolo — Prato Orazio — Paladini Cesare Prato Carlo — Prato Francesco — Pirchio Giuseppe — Rizzo Arcangelo — Pace Panarese — Rossi Luigi — Russi Gaetano — Rossi Nicola — Sorge Ignazio — Stampacchia Vito — Scognamillo Andrea — Scarpa Oronzo — Stasi Ercole — Tondi Marino Schilardi Gaetano — Poso Gaetano — Turrisi Isidoro — Leggieri Michelangelo — Canonico Vergari.

3a Vendita.

Ivnazio Metraja, G… M… Dignitario fin dal 1817. Promosse e fece pervenire al Re le domande di Costituzione della Provincia di Terra d’Otranto, spedì emissari alle altre provincie del Regno perché vi concorressero ancli’esse con simili domande (1).
Nella Dieta di Galatina del 25 novembre 1817 propose la resistenza ad oltranza al Generale Church.
Rizzo Gabriele, 1° Assistente.
Bruni Vincenzo, Cerimoniere.

4‘ Vendita.

Brunetti Francesco, G… M… Patrocinatore, Massone di alto grado, “educato settario„ (2).
Noha (de) Nicola, Barone. Oratore.

5a Vendita.

Sambiasi Tommaso, G… M…

6 Vendita.

Lala Frane. Saverio, G… M… PassagnoM Oronzo, Guardasigilli.

(1) Gr. Arch. di Stato di Napoli, Sez. 1, Pand. 1414, F° 351, f° 2°, parte 1. Rapporto dell’lnt. Cito al Ministro Intontì del febbraio 1826.
(2) Gr. Arch. di Stato di Napoli. Nota di Lotti, F° cit.

Mauro Fedele, Cerimoniere, Massone di alto grado nella Loggia di Lecce, denominata la Iapigia Illuminata, Patriotta e Filadelfo (1).
Palumbo Salvatore, Antico Carbonaro, Filadelfo ed Ispettore Organizzatore dei Patriotti Europei nel 18161817; seguace di Maggi; affermato Massone (2).
Zigari Filippo, Patrocinatore. Antico Carbonaro, Patriotta e Filadelfo, Massone della 0 di Lecce (3).
Altri B. B… C… : Ancona Carlo — Balsamo Francesco — Basile Raffaele — Bortone Francesco — Braione Domenico — Beli Domenico — Carlino Salvatore — Cataneo Girolamo — Sac. Raffaele Cosma — Creti Salvatore — Marco (de) Giuseppe — Bartolo (de) Nicola — Daven (de) Francesco — Sac. Santis (de) Domenico — Franco Ignazio — Falco Francesco — Ferraro Pasquale Guarini Francesco — Gatta Giovanni — Gambo Vincenzo — Licci GiuseppeSaverio — Maggi Giovambattista — Molines Vincenzo — Mancarella Benedetto — Martina G. Battista — Petraglione Giuseppe — Can. Lorenzo Aggianese — Baldari Camillo Berardini Pasquale — Bortone Nicola — Brajone Oronzo — Arietta Domenico — Giudice Barbarisi — Carlino Ippazio — Capone Gius. Tommaso — Simone (de) Ferdinando — Arpe (de) Alessandro — Nigris (de) Benedetto — Finis (de) Francesco — Ferrante Pasquale — Fazzi Domenico — Fiocchi Giacomo — Guglielmi Giovanni — Gerunda Carmine — Grande G. Battista — Longordo Giacomo — Sac. Leone Giosuè — Martirani Angelo — Molines Gaetano — Manzi P. Paolo — Prato Orazio — Paladini Cesare — Prato Francesco — Prato Carlo — Pirchio Giuseppe — Pace Panarese — Rizzo Arcangelo — Luigi Rossi — Russi Gaetano — Sorgo Ignazio — Rossi Nicola — Stampacchia Vito — Scognamillo Andrea — Scarpa Oronzo — Stasi Ercole — Schilardi Gaetano — Tondi Marmo — Poso Gaotano — Turrisi Isidoro Leggieri Michelangelo — Can. Vergari.

(1) Gr. Arch. di Stato di Napoli. Nota di Lotti, cit.
(2) Ibidem.
(3) Ibidem.

Arnesano (1).

Politi Cristoforo, GL. M… Santo Pasquale, Cassiere.
Arpa Santo — Blasi Federico — Sozzo Giosuè — Barba Tommaso — Barba Raffaele — Chirizzi Gius. Santo — Chirizzi Leonardo — Carrozzo Onofrio — Carrozzo Rosario — Girardi Gius. Nicola — Martina Marcello — Politi Camillo — Politi Vincenzo — Petrella Oronzo — Mollo Oronzo — Pulii VitoOronzo — Pulii Ippazio — Rizzo Antonio — Rizzo Domenico — Santo Pasquale, medico — Spedicato Raffaele — Sollazzo Michele — Sozzo Pasquale — Tramise Marino.

Carpignano (2).

Gli Alunni di Marte.

Cosimo Pausa, G… M…

Carmiano (3).

Provengano Nicola, Notaio, G… M… Giovanni (de) Natale, Cassiere.
Marti Luigi — Arnesano Francesco — Bruno Luigi — Bruno Pasquale — Ceccarese Giovanni — Darpa Domenico — Darpa Giuseppe — Bernardo Mili — Monti Vito — Coppola VitoMatteo — Magli Giuseppe — Niccoli Salvatore — Longo Francesco — Sac. Spagnolo Pasquale — Spagnolo Angelo — Vadacca Vitantonio — Agostino (de) Pietro.

(1) Arch. Prov. di Lecce, Statuti della Carboneria. Rivoluzionari del 1820. Nota del R. Giudice di Monteroni, Bodini, del 15 giugno 1829.
(2) Ibidem.
(3) Ibidem.

Campi (L).

Campi Liberi.

Can. Pietro Antonio Bari, G… M… Nel 1815 fu ascritto alla setta dei Patriotti Europei ed ivi occupò grado; indi si ascrisse alla Carboneria ed occupò il grado di G… M…, fu uno dei riscaldati in tutte le epoche. Nel nonimestre fu Segretario Generale del Dicastero di Lecce. Istallatole delle sètte a cui appartenne. La sua condotta posteriore al nonimestre non fu plausibile.
Aliotta Antonio, 2° Grado, ascritto nel 1818. Bari Procopio, 2° Grado, Legionario, anche Patriotta nel 1817. Bari Angelo, idem. Bianco Francesco, 2° Grado, Patriotta e Filadelfo nel 1817. Borrelli Oronzo, 2° Grado, Filadelfo. Calabrese Donato, Chirurgo, nel 1815 Patriotta, nel 1818 G… M… nella Carboneria; nel nonimestre 1° Assistente, Tenente della Legione. Catarozzolo Giuseppe, nel 1818 Patriotta e Filadelfo, nel nonimestre occupò il 2° grado nella Carboneria, Legionario. Chirizzi Gabriele, 1° Grado, Legionario.
Simone (de) Tommaso. Nel 1815 Filadelfo e Patriotta indi Carbonaro; nel 1817 G… M… ed Emissario alla Vendita di Galatina. Nel nonimestre fu 2° Assistente e uno degli Elettori. Simone (de) Giovanni. Nel 1818 Filadelfo e Patriotta, indi Carbonaro; occupò il 3° Grado; inspirava ad ognuno ad arrotarsi alla bandiere costituzionali, prodigalizzando in doni„. Pranchis (de) Giacinto. Noi 1815 Filadelfo e Patriotta graduato, indi Carbonaro, 2° Assistente; nel nonimestre Maestro di Cerimonie; istigava tutti a iscriversi alle sètte, c a pigliare le armi in difesa della Costituzione; Legionario volontario, Sergente Maggiore. Pranchis (do) Francesco, 2° grado. Franchi (do) Luigi, 3° grado; settario fin dal 1817; nel nonimestro Maestro di Cerimonie; uno dei più riscaldati “aizzava le persone

(1) Arch, Prov. di Lecce, vol. cit. Nota del R. G. Giacomo Fasano del 3 gennaio 1830.

contro il legittimo Sovrano per arrolarsi alla bandiere costituzionali Luca (de) Filippo, 3° grado; nel 1815 Patr. e Filad. ; Sergente Maggiore della Legione. Guerrieri Achille, 1° Assistente, Legionario volontario.
Guido Vito, 1° grado, Legionario volontario. Grasso Zaccheo Pasquale, 2° grado, Legionario. Gagliardi Francesco, anche Filadelfo, “divenne molte volte istrumento micidiale a soddisfare i rei disegni di quell’orda settaria„. Maddalo Procopio, 3° grado, Filadelfo nel 1815, Legionario volontario. Lega Giovanni, 2° grado, Filadelfo e Legionario volontario. Lega Antonio, idem.  Licci Luigi, G… M… ed Oratore nel nonimestre; Filadelfo nel 1814. “Effervescente in tutto lo epoche, specialmente durante il periodo costituzionale; per reità di Stato fu poi condannato dal1 Uta Commissiono a 5 anni di prigionia, che espiò nelle Prigioni Centrali di Lecco„. Magi Vito, G… M… ; nel 1815 Filadelfo; Legionario volontario, e Sergente Maggiore. Mirsiani Giovanni, 2° grado; Filadelfo. Maddalena Patrizio dei Duchi di Cutrofiano. 14 Cadde nella Carboneria per liberarsi dallo persecuzioni; in seguito mostrò attaccamento ai Borboni Parlangeli Pietro, medico. Nel 1815 Patriotta, Filadelfo e Massone, “parti per l’Alta Italia quale affezionato al Governo di quell’epoca, e fu reduce in Campi dopo la disfatta di quel Regno. Nel nonimestre occupò il grado di G… M… e fu prescelto Tenente della Legione. Fu istallatore della Vendita a cui appartenne„. Pagliara Camillo (1), Segretario e G. Bolli e Suggelli. Serio Giuseppe, G… M… ; nel nonimestre il Terribile della Vendita, Sergente Maggioro della Legione, riscaldato. Nel 1815 fu anche Filadelfo. Serio Michelantonio, 2° grado; Filadelfo. Serio Vincenzo, 3° grado; Patriotta e Filadelfo. Spagnolo Salvatore, 2° grado, Filadelfo e Legionario volontario. Taurino Pasquale, Medico, 2° grado, effervescente. Taurino Penna Antonio, idem. Tarallo Raffaele, idem.
Carlini Lorenzo Can. Coppola Lorenzo —  Tartarelli Orlando, Legionario volontario — Fanizza Rosario — Can. Guerrieri Emmanuele — Guerrieri Pasquale — Guerrieri Angelo — Grassi Vito Nicola — Indirli Raffaele — Indirli Vincenzo — Immortano Antonio — Maddalo Andrea —  Maddalo Giuseppe —  Marra Domenico —  Marra Vincenzo —  Matteno Saverio — Magi FrancescoPaolo —  Oronzini Vitoronzo — Can. Pagliara Giuseppe — Polito Giovanni — Polito Salvatore — Polito Gioacchino — Pagliara Francesco —  Pagliara Vitantonio —  Pagliara Camillo — Perrone Vincenzo — Poso Arcangelo — Quarta Pasquale — Raganà Francesco — Rosato Nicola —  Rosato Antonio — Rosato Salvatore —  Romano Nicodemo — Romano Antonio — Spedicato Luigi — Spagnolo Vincenzo — Spagnolo Salvatore — Tornatola Antonio — Tarallo Antonio — Tarallo Nicola — Taurino Agostino — Taurino Vincenzo — Can. Taurino Carlo —  Taurino Pasquale, medico.

(1) I nomi preceduti dall’asterisco non sono compresi negli elenchi del Palumbo.

Cellino (1).

La Plebe al Monte Sacro.

Martina Giuseppe, medico; G… M… Caputo Andrea, 2° grado, Patriotta e Filadelfo, Legionario. Merlano Natale, idem. Nolontini Marco, 2° grado. Blasi Francesco, 2° Assistente, Milite; nel 1817 Patriotta e Filadelfo. Bolognini Leonardo, 2° Assistente; Patriotta e Filadelfo nel 1817. Bavaro Mario, idem. Bolognini Tommaso, Elemosiniere, nel 1817 Filadelfo. Macchitella Gioacchino, fu anche Filadelfo o uno dei Decisi. Prete Carlo, 1° Assistente, nel 1814 Filadelfo. Pecorari Leonardo, Sacerdote, Segretario, nel 1818 Filadelfo. Spada Francesco, G… M…, Filadelfo nel 1816. Schipa Abele, anche Filadelfo. Schipa Raffaele, Filadelfo e Legionario. Sabella Sabatino, idem. Scarambone Luigi, idem. Ippolito Francesco, 2° grado, nel 1816 Filadelfo e Cassiere dei Patriotti. Mazzotta Domenico — Mazzotta Andrea — Pagano Massimiliano — Pagano Giuseppe — Renna Domenico — Renna Vito — Ramires Giuseppe.

(1) I numi preceduti dall’asterisco non sono compresi negli elenchi del Palumbo.

Copertino (1).

I Figli della Ragione.

Francesco Verdesca Zaini, G… M…, istallatoli della Vendita, Cavaliere di Tebe, Filadelfo e Capo dei Patriotti (2), Legionario volontario. Verdesca Luigi, Gran Cordone, Af fumato Massone, Patri otta e Filadelfo (3). Paglialunga Luigi, medico, Cavaliere di Tebe, “incendiario„. Frassanito Arcangelo, Sacerdote, G… M… ed Elettore nel nonimestre. Angiolelli Antonio, 2° Assistente, nel nonimestre Sindaco Costituzionale, 1° Tenente della Legione. Angiolelli Lorenzo, Maestro, Patriotta.

(1) Arch. Prov. di Lecce, voi. cit., Nota del R. Giudice Pasquale Sansovito del 1830.
(2) La setta dei Patriotti in questo Comune ebbe molti affiliati: il Campo aveva per titolo La Fenice. 11 Palumbo (op. cit., pag. 202) crede che questo titolo spetti ad un’altra Vendita di Carboneria di cui fu G… M… Arcangelo Frassanito, Sacerdote.

Semplicemente Patriotti furono :
*Marò (de) Ippazio, *Ambrosio (de) Pasquale, *Martino (de) Carlo, *Felline Ippazio, *Frassanito Gaetano, Prete Tommaso, Legionario, *Prete Oronzo, id., *Palma Andrea, Quarta Francesco di Oronzo, *Ruberti Giuseppe e moltissimi altri che furono anche Carbonari (ibidem).

(3) Gr. Arch. di Stato di Napoli, nota del Lotti, f° cit.

Buono Bartolomeo, Maestro, Sergente Legionario. Greco Donato, id. Greco Vincenzo, Cavaliere di Tebe; uno degli Istallatori della Vendita, dove occupò il posto di 1° Assistente, Legionario volontario. Prete Francesco, Maestro e Legionario. Briganti Pasquale, idem. Cardigliano Giampietro, G… M… ; nel nonimestre fu Consigliere Distrettuale. Lupo Achille, Intimatore e Legionario. Frassanito Luigi, idem. Cosma Oronzo, Maestro; durante la proclamazione della Costituzione portò in giro pel paese la bandiera tricolore., Canonico Miele, Segretario e Legionario. Canonico Bove, idem. Canonico Pisacane, Segretario. Canonico Calcagnile, Oratore. Villanova Pietro, Cav. di Tebe e Capo dei Patriotti, Legionario volontario. Calcagnile Francesco, Cav. di Tebe, Istallatore della Vendita, Patriotta. Martino Salvatore, Maestro e Legionario. Pascalis (de) Vincenzo, Maestro, Cassiere, 1° Tenente dei Militi. Giuliani Giuseppe, Segretario, G. Bolli c Suggelli; Intimatore, Foriere della Legione. Lacarà Demetrio, Maestro c Copritore. Palma Gaetano, Maestro ed Elemosiniere, 1° Sergente. Paglialungn Gaetano, Canonico, Maestro, Oratore, effervescente. Quarta Giuseppe, Ricevitore del Registro c Bollo, Maestro. Schirardi Francesco, Maestro, Legionario. Strafeli a Vincenzo, Maestro, Sergente Maggiore dei Militi. Verdesca Zaini Pietro, Maestro, Capitano della Legione. Verdesca Bax Luigi, G… M… Samuele Pietro, Oratore.
Verdesca Bax Francesco — Bernardino Greco — Luigi Nuzzaci — Angioletti Salvatore — Bucci Gennaro —Biscozzo Marino — Sedecino Francesco — Verdesca Pietro — Briganti Francesco — Rizzo Francesco — Amato (do) Salvatore — Lezzi Angelo — Aerdesca Vincenzo — Martino (de) Carlo — Palina Gaetano — Dominicis (de) Nicola —  Francesco Greco —  Lezzi Antonio — Nuzzaci Angelo —  Nuzzaci Luigi —  Ausonio Orlando — Prete Samucde —  Pisacane Giuseppe —  Pisacane Vitantonio —  Varatta Donato (1).

Leverano (2).

I Pioli di Sofia.

Bonavoglia Raffaele, di Lecco, domiciliato a Leverano. Tramacere Salvadore, Canonico di Veglie, G… M… e 1° Oratore; istallò la Vendita nel suo paese (3). Costantino Giacinto, G… M… Centonze Giovanni, medico, 1° Assistente, Legionario volontario. Patera Salvatore, 2° Assistente. Gorgoni Raffaele, Canonico, Cassiere. Greco Andrea, Intimatore. Levrò Salvatore, Cavaliere di Tebe, Capitano dei Militi. Marotta Pietro, Canonico, Oratore. Patera Francesco, Elemosiniere. Savino Salvatore, Copritore. Calcagnile Giovanni, Terribile. Calcagnile Salvatore, Canonico, Maestro. Cassano Pasquale, monaco antoniano, Maestro. Zecca Giuseppe, Maestro. Gargani Luigi, G… M… La Motta Ruggiero, Capitano dei Militi. Perrone Giovanni, Maestro. Perrone Nicola, idem. Pierri Pietro — Margapoti Nicola — Savino Giovannicola — Zecca GiuseppeVito — Cazzella Raffaele — Miglietta Salvatore — Spacciante Oronzo.

(1) Palumbo afferma che l’elenco sia di 77 affiliati, invece è di 57.
(2) Arch. Prov. di Lecce, nota del R. Giudice Sansovito, vol. cit.
(3) Non in Leverano, come dice il Palumbo.

Magliano (1).

 Antonio Mello, Sacerdote, Capo e GL. M… della Vendita.
Giosuè Pati — Pietro Tretuzi — Paladini Oronzo — Licci Bonaventura — Licci Salvatore — Licci GiuseppeAntonio — Spedicato Salvatore —  Petrelli Francesco — Petrelli Pietro — Antonio de Pascale — Paladini Francesco — Tornasi (2) (de) Giovanni — Tornasi (de) Michelangelo — Tornasi (de) Diego — Brescia Salvatore — Quarta Luigi — Spedicato VitoOronzo.

Martano (3).

Martello Martucci, G… M… Oronzo Stampacchia — Saracino Nicola — Marchese Giuseppe — Macchia. FrancescoSaverio — Fazzi Domenico — Brav Pantaleo (4).

Monteroni (5).

I Figli di Muzio Scevola.

 Oronzo Mello, G… M…

(1) Arch. Prov. di Lecce, voi. cit., nota del R. Giudice di Monteroni, Bodini, del 1561829.
(2) E non Tommaso (Palumbo, op. cit., pag. 203).
(3) Cfr. Palumbo, op. cit., pag. 203.
(4) In Martignano, contrariamente a quel che dice Palumbo (op. cit., p. 203), non fu (stallate nessuna Vendita di Carboneria: vi fu introdotta solo la setta dei Filadelfi prima del 1820. Presidente della Camera Filadelfia fu Corrado Giovanni, altri affiliati furono quelli che il Palumbo riporta come BB… CC…

Cosi in Zollino non fu neppure istallata alcuna Vendita, e i liberali di questa borgata erano affiliati alle Vendite di Sternatia, o di Corigliano, o di Soleto, paesi vicini. Settari di Zollino furono: Castellano Domenico, Castellano Giovannandrea, Maggio Leonardantonio, Palmi Vitantonio.

(5) Cfr. Palumbo, op. cit., pag. 203.

Lequile (1).

Nicola Laudisa, GL. M… ; costruì a proprie spese il locale dove si riuniva la Vendita. Nel nonimestre riceveva le offerte, che si facevano in favore del Governo Costituzionale. Albanese Vitantonio, 1° Assistente. Pagliarini Salvatore, 2° Assistente. Capone Gaetano, Oratore. Capozza Pasquale, Esperto. Greco Giampietro, Maestro di Cerimonie. Greco Giuseppe, Segretario. Noi 1816 istallò la Sala Filadelfica e no fu Presidente e poi Esperto. DonatoMattia Calzato, Legionario volontario. Scardino Paolo, Cassiere. Capozza Luigi, uno dei Membri del Dicastero di Lecce.

Novoli (2).

Il Nuovo Carbone.

Perrone Francesco di Paolo, G… M…, da Lecce, domiciliato a Novoli; Capitano della Legione, non partì però pei’ l’Armata. Nel 1817 fu anche Capo dei Patriotti e dei Filadelfi. Tarantini Raffaele, Oratore; Patriotta nel 1817; Tenente della Legione. Gregorio Porci, di Manduria, Capitano della Legione. Leonardo Giampietro, Tenente della Legione. Degli Atti Savorio, Terribile; Tenente della Legione; nel 1817 Filadelfo e Dignitario dei Patriotti. Miglietta Paolino, Tenente della Legione.

(1) Questa Vendita manca in Palumbo. Nel piccolo comune di Caballino ebbe molti affiliati la Sala Filadelfica:  Marchiello Raffaele, Presidente, antico Carbonaro, Luca (de) Tommaso, Oratore, Monittola Donato, 1° Sorvegliante, antico B… C…, Luca (de) Luigi, Segretario, ‘Aprile Giovambattista,  Arigliano Giuseppe (Arch. Prov. di Lecce, vol. cit. ).
(2) Ibidem.

Tarantini Giuseppe, Capo dei Patriotti nel 1817, “Tenente forzoso dei Militi„. Beli Luigi, 1° Assistente, Patriotta nel 1817; Sergente dei Legionari. Beli Giuseppe, 2° Assistente. Tarantini Raffaele, Oratore. Miglietta Luigi, G. Bolli e Suggelli. Miglietta Pasquale, Esperto, Foriere della Legione, non partì per l’Armata; nel 1817 Patriotta. Cosma Giovanni, Intimatore; nel 1817 Patriotta e Filadelfo. Tarantini Paolo, Sergente dei Legionari. Matteis (de) Donato (1).

2a Vendita (2).

Francesco Orlandi, G… M… Beli Domenico, Maestro, Patriotta nel 1817, Legionario. Sac. Franciòso Giuseppe, 1° Assistente. Matteis (de) Salvatore, 2° Assistente. Orlandi Domenico, Oratore. Matteis (de) Donato, Esperto; Patriotta nel 1817. “Sergente forzoso dei Militi, partì per l’Armata„.

Soleto (3).

Il Sole Rallegrato.

In questo comune prima del 1820 esisteva solo una Sala Filadelfica; la Vendita Carbonara fu istallata negli ultimi tempi della Costituzione. Can. Luigi Orsini, G… M… o Presidente dei Filadelfi (4).

(1) Spiridiono Papadia, Salvatore Cleopazzo, Leone Viggione, Gaetano Taurino, Vincenzo Petrucci, Raffaele Miglietta, Michelangelo Ruffo, Francesco Rampino, che il Palombo (op. cit., pag. 203) segna come affiliati a questa Vendita, sono invece affiliati alla Vendita di Tropuzzi.
(2) Questa Vendita sorso negli ultimi tempi del novilunio per scissura dalla prima: non se no conosce il titolo.
(3) Arch. Prov. di Lecco, vol. cit
(4) Il Palumbo dice G… M… Athauasi Giuseppe, che fu settario semplice, «ebbene affiliato allo Vendite di parecchi comuni.

Sergio Bonaventura, 1° Assistente. Abbaterusso Pasquale, Filadelfo. Campa Ippolito, Segretario; occupò anche tale carica nella Sala Filadelfica. Prima del 1820 fu affiliato alle Vendite di altri comuni vicini. Gervasi Giuseppe, di Vito, Filadelfo e Legionario. Luca (de) Realino, medico; Elemosiniere, Filadelfo. Mancarella Salvatore, 2° Assistente, Tenibile, Filadelfo; affiliato anche ad altre Vendite. Manca Alessando, G. Bolli e Suggelli. Manca Felice, Maestro di Cerimonie, Esploratore interno ed esterno. Romano Giovanni, Oratore. Valente Francesco, Esperto, Presidente dei Filadelfi. Serra frate Ottavio, o Agostiniano. Scarpa Domenico, Ufficiale della Legione. Salvatori Giuseppe — Sergio Ignazio — Ripa Giuseppe. — Renna Luigi — Ruzzaci Bonaventura — Manca Francesco (1).

Torchiarolo (2).

Marangio Francesco, G… M…, Capitano della Legione; “effervescente, col denaro somministrava i mezzi, e col consiglio infondeva ai Legionari coraggio per partire alla difesa della Costituzione Miglietta Raffaele, Segretario; Tenente della Legione, Filadelfo. Marangio Pasquale, 1° Assistente. Sac. Renna Oronzo, Oratore. Pezzuto Francesco, Terribile. Tarantini Andrea, M. di Cerimonie. Greco VincenzoLuigi, 2° grado.
Andrioli Geremia —  Candì Vincenzo —  Arpa (de) Domenico —  Rinaldis (de) Ricola —  Anna (de) Isaia —  Delle Gemme Oronzo — Marciante Bonaventura —  Manga Vincenzo — Marzotta Pasquale —  Manga Lorenzo —  Manga Vito — Pennetta Giacinto —  Palma Antonio — Papaleo Giuseppe  Bambino Vincenzo —  Serinetti Vito —  Spagnolo Luigi  Serinetti Giuseppe —  Tarantini Orazio —  Tafuro Pasquale  Vergalio Giuseppe.

(1) Mangione Carlo e Mangione Donato, che il Palumbo riporta come BB. . CC…, furono solo Filadelfi.
(2) Manca questa Vendita in Palumbo (ivi).

San Pietro Vernotico (1).

Schiavi Liberi.

Pennetta Vincenzo, G… M… ; nel 1814 Filadelfo, Tenente dei Militi. Giacomo Baldi, 2° grado, Filadelfo graduato, Sergente Legionario. Marco (de) Raffaele, 4° grado; Oratore nel nonimestre, Filadelfo, Legionario graduato. Simone (de) Vito, 4° grado, 2° Assistente. Marco (de) Francesco, 3° grado, M. di Cerimonie, 14 effervescente„. Dell’Abate Carlo, 2° grado. Marco (de) Mingo Giuseppe. Elia Gregorio, 2° grado. Fumisetto Sebastiano, 2° grado. Grasso Felice, 3° grado, Filadelfo nel 1818, Sergente Maggiore Legionario. Pennetta Massimo, 2° grado, idem. Pennetta Giuseppe, 3° grado, idem. Rizzo Giuseppe, 1° Assistente. Tardio Gioele, 3° grado, Filadelfo. Val sano Luca, 4° grado.
Vaisano Andrea —  Tardio Nicola —  Tarantino Santo Vincenzo —  Tarantino Leonardo —  Tardio Domenico —  Sollazzo Pasquale —  Sollazzo Giuseppe —  Sollazzo Carmine —  Palazzo Raffaele — Sollazzo Pietro — Paradiso Giuseppe — Pennetta Luigi — Molli Pietro — Molli Giuseppe — Marangio’Pasquale — Leo Vincenzo — Giurgola Raffaele — Elia Francesco — Simone (de) Vincenzo — Delle Gemme Oronzo.

(1)  Ibidem.

Sternatia (1).

Marchese Granafei Donato, G… M… ; istallò in questo comune la Sala Filadelfica prima del 1820. Fu Presidente, Oratore in parecchie VV. e; Massone nella Loggia di Otranto, e promotore di sètte in molti comuni. Presidente della gran Dieta Carbonica di Galatina del 25 novembre 1817. “Uomo di talento, si avvicinò al Generale Church, poi tornò all’effervescenza Cerbino Orazio, affiliato alle VV. ® di parecchi comuni prima del 1820; 1° Assistente nella Sala Filadelfica, “effervescente nel novilunio„. Maggiore Francesco, Segretario dei Filadelfi. Marti Giorgio, Legionario, anche Filadelfo (2). Patera Luigi, affiliato alle W. ® di altri comuni prima del 1820, 2° Assistente dei Filadelfi (3) e 2° Tenente della Legione. Roncella Vitantonio, B… C… anche prima del 1820, Oratore nella Sala Filadelfica (4).

Squinzano (5).

In questo comune vi furono due Vendite, l’una denominata dei Pittagorici) l’altra II sollievo dell’umanità.

I PITTAGORICI.

Sac. Papa Francesco, G… M…, “effervescente„, Filadelfo. Andriani Luigi, Medico, 2° grado, Filadelfo. Ampolo (de) Ippazio, Filadelfo. Cocciòlo Vincenzo, 2° grado, Filadelfo.

(1) Ibidem.
(2) Il Palumbo scrive: Marsa e 1° Assistente.
(3) Non della Vendita (Palumbo, ivi).
(4) In questo Comune la Sala Filadelfica ebbe maggior numero di affiliati della Vendita Carbonara. Fu CapoSquadriglia:  Orlandi Domenico; altri affiliati:  Orlandi Pasquale, Zezzari Francesco, Roncella Vitantonio, etc.
(5) Archivio Prov. di Lecce, vol. cit., nota del R. Giudice Fasano, del gennaio 1830.

Campa Nicola, 2° grado. Sac. Elia Nicola, 2° Assistente, Filadelfo fin dal 1818. Sac. Domenico Fiore, Oratore. Fiore Vincenzo, Cassiere, Legionario volont., Filadelfo nel 1816. Margilio Vito, 3° grado. Margilio Domenico, 2° grado. Margilio Giosuè, idem. Margilio Costantino, Segretario, Sergente Maggiore della Legione. Papa Salvatore, 1° Assistente. Papa Filippo, 2° grado. Pulii Vito, Sindaco nel nonimestre. Rainò Alessandro, 2° grado.
Vecchio Vito — Vecchio Nicola — Tarantino Francesco — Tornasi Vincenzo — Tornasi Oronzo — Serinelli Leonardo — Schiavoni Giovanni — Quarta Andrea — Persano Michelangelo — Perrone Pasquale — Papa Giovanni — Polito Angelo — Palma GiuseppeNicola — Palmieri Giovanni — Papa Francesco — Pagano GiuseppeAntonio — Manga Angelo — Mazzotta Vito — Leone Donato — Longo Pasquale — Sac. Ferrari Saverio— Ghezzi Salvatore — Centonze Giovanni — Centonze Gaetano — Caretti Luigi — Buonerba Luigi.

Il Sollievo dell’Umanità.

Castro (de) Giovanni, G… M. ., Capuzzimati Pietro, 1° Assistente. Blasi Giuseppe, 2° Assistente, “effervescente; amò spargerò il veleno di quel sentimento„. Cleopazzo Giosuè, Segretario, Sergente Legionario. Cleopazzo Luigi, Cassiero, Sorgente Legionario. Sac. Cleopazzo Teodoro, 2 grado. Miglietta Oronzo, 1° Assistente. Marino Pasquale, 2° grado. Rzovito SantoPasqualo, Elemosiniere.
Angioletta Vincenzo — Bruno Saverio — Blasi Francesco — Cocciòlo Nicola — Anna (de) Vincenzo — Di Castro Oronzo — Sac. Ippolito Luigi — Marino Nicola — Marzo Raffaelo — Marzo Salvatore — Margilio Donato — Pagano Saverio — Papa Faconda Francesco — Pulii Nicola — Pennetta Pasquale — Polito Collega Saverio — Passanti Giuseppe — Pulii Saverio — Roviti Michelangelo — Scargione Vito — Scozzi Michele — Tarantini Saverio — Taurino Domenico.

San Cesario (1).

Nicola Lettere, G… M… Sac. Pasquale Andrioli, 1° Assistente e Presidente della Sala Filadelfica. Pascali Gaetano, 2° Assistente. Cajaffa Gaetano, Sacerdote, Oratore anche nella Sala Filadelfica. Giorgi (de) Alessio, Segretario, istallatoli della V. ‘ Carbonara e della Sala Filadelfica; nel 1817 fondò il Club Patriottico; nel nonimestre fu uno dei membri del Dicastero del Distretto di Lecce, Capitano dei Militi. Giuseppe Cesario, Esperto e Presidente della Sala Filadolfica. Sac. Nicola Pascali, M. di Cerimonie. Cesario Romano, Cassiere, “costruì nel nonimestre la bandiera tricolore e insieme con molti altri la portò in trionfo per le vie del paese, gridando: “Viva la Costituzione! Viva la libertà! Muoiano i tiranni!„. Casciòne Giuseppe, Assistente. Nicola Licastro — Greco Giuseppe — Monittola Donato — Vito Quarta — Salvatore Pagliarini — Giovanni Licastro (2).

(1) Arch. Prov. di Lecce, vol. cit., nota di Carelli.
(2) In questo comune la Sala Filadelfica ebbe molti affiliati. Oltre quelli già notati vi appartennero:  Francesco Cajaffa, Segretario; Elia Cesario di Cesario, 1° Sorvegliante; Elia Pietro di Francesco, 2° Sorvegliante;  Celestino Faggiani, Segretario;  Giuseppe Manno di Vito, 1° Sorvegliante;  Pascali Gaetano di Cesario, 2° Sorvegliante;  Manno Cesano di Nicola, Presidente, Capitano Legionario;  Manno Giuseppe di Nicola, Segretario e Tenente Legionario;  Elia Salvatore di Pasquale, Oratore; Michele dell’Anna, 1° Sorvegliante; Ignazio Altanese, 2 Sorvegliante; Giuseppe Casciòne, Oratore, Tenente dei Militi, partì per l’Armata.

Trepuzzi (1).

In questo comune vi furono due Vendite; l’una istallata nel 1816 era denominata l’Usbergo della Virtù, l’altra Campo di Maratona. Usbergo della Virtù. Papadia Spiridione, Sacerdote, G… M… ; capo dei Filadelfi e dei Patriotti. Raggione Leone, 1° Assistente. Taurino Gaetano, 2° Assistente. Rucco Michelangelo, Oratore, Filadelfo e Patriotta, Sergente della Legione. Taurino Raffaele, Cassiere, Patriotta e Legionario. Sac. Renna Roberto, Segretario. Petrucci Paolo, G. Bolli, Filadelfo e Patriotta; fu nel 18161817 autore di molti disordini. Rampino Francesco, Terribile, Patriotta e Legionario.

Campo di Maratona.

Cleopazzo Salvatore, G… M… ; istallatore di una Società segreta in Trepuzzi; capo dei Filadelfi e dei Patriotti, Legionario effervescente. Petrucci Savorio, 1° Assistente, Capitano della Legione. Miglietta Raffaele, 2° Assistente, Tenente della Legione. Perrone Gregorio, Oratore; Patriotta nel 1817. Rucco Salvatore, Medico, Cassiere; Patriotta nel 1817; Legionario volontario. Renna Luca, Esperto. Taurino Vincenzo, Segretario. Giurgola Oronzo, G. Bolli o Suggelli. Sac. Papadia Angelo, Copritore e Maestro; capo dei Patriotti nel 1817. Perrone Angolo, Maestro, Uffiziale della Legione. Parlangeli Raffaele, Terribile, Legionario.

(1) Ibidem.

Circondario di Brindisi.

Brindisi (1).

I Liberi Piacentini.

 La setta dei Filadelfi — introdotta la prima volta nel Regno da quei militari che ritornavano in patria provenienti dall’Armata Napoleonica che si era ritirata dietro la Loire nel 1814-15 — ebbe dapprima il titolo di Greci in Solitudine — onde Capo Solitario dicevasi il Presidente. — Tale setta tendeva alla democrazia: ogni socio poteva iniziare solo cinque individui, e le riunioni erano dette Camere, Squadriglie, Compagnie, etc.

Salice.

Molti furono gli affiliati alle sètte in questo comune, specialmente BB… CC… e Decisi. Il Palumbo (1) afferma esservi state due VV. di Carboneria, runa sotto la denominazione I Figli di Sofia, l’altra sotto quella I Figli della Vedova. Senonché di quest’ultima noi non troviamo  né nella nota del R. Giudice Giovanni Palumbo del 14 agosto 1829,  né nei volumi tutti di Polizia dell’Arch. Prov. le di Lecce e del Gr. Arch. di Stato di Napoli alcuna traccia; dubitiamo quindi dell’affermazione del Palumbo, tanto più che con la denominazione: I Rodiatii Figli della Vedova, noi troviamo una V. istallata a Grottaglie. Troviamo poi specificatamente appartenere alla V. I Figli di Sofia quelle persone che il Palumbo ritiene affiliate alla V. I Figli della Vedova.

I Figli di Sofia.

Baldassarre Pietro, G… M… ; notaio. Fu uno dei Decisi. Briganti Francesco, Legionario volontario. Capocolli Vittorio, Sacerdote. Nel 1817 e nel 1820 fu in Lecce imo degli organizzatori di tutte le sètte e istallatore di VVe. Fu “Grossa Luce ed Oratore della Loggia Massonica, riscaldato,,.

(1)  Op. cit., pag. 208.

Capocelli Filippo, Sacerdote; appartenne a varie sètte; soffri 10 anni di prigionia. Capocelli Giovanni, idem. Capocelli Lelio, Sacerdote, G… M… Occupò tutte le dignità settarie. Presidente dei Decisi e dei Filadelfi. Capitano della Guardia Civica. Cordella Raffaele, Tesoriere, Sergente Maggiore, Legionario volontario, Deciso e Filadelfo. Capocelli Luigi, Deciso; soffrì prigionia. Capocelli Pasquale, idem. Corigliano Arcangelo, Legionario. Matteis (de) Giuseppe, Segretario, Deciso. Legionario volontario. Matteis (de) Michele, Sergente Legionario, Deciso. Nisi (de) Giovanni, 4° grado, Deciso, Foriere Legionario. Nisi (de) Raffaele, Terribile. Deciso, 2° Tenente dei Militi. Castris (de) Francesco, G… M…, Patriotta, Capitano dei Legionari. Gravili Diego, Cassiere. Leone Marco, Esperto. Mello Luigi, 1° Assistente, Massone e Patriotta. Mogavero Pasquale, Intimatore; Deciso, appartenne a tutte le sètte. Mogavero Raffaele, Deciso. Mazzotta Tommaso, idem. ; soffrì 10 anni di prigionia. Quaranta Giuseppe, Terribile, Deciso; fu esiliato a Galatone. Simone Raffaele, condannato pei moti del 1820 a 20 anni di ferri. Deciso, appartenne a tutte le sètte, “riscaldato nei sentimenti e nell’agire fu la rovina di Salice Persano Luigi — Margarito Giovanni — Martina Domenico — Mogavero Gesualdo — Mazzotta Carmine — Leuzzi Bonaventura Gravili Cosimo — Castris (do) Raffaele — Sac. Simone (de) Luigi — Nisi (de) Bonaventura — Fantastico Pasquale —  Arnesano Pasquale —  Casilini Giuseppe —  Serafino de Castris — Mollo GiovanniAngelo—Mello Angelo — Baldassarre Antonio Capocelli Serafino —  Capocelli Marco —  Degli Atti Giuseppe —  Mello Gaetano —  Pompilio Lupo —  Mucco Luigi  Saina Zaccaria —  Maudotti Eligio —  Manno Greco — Cosimo Tomaso —  Francesco de Santis —  Fazzi Vincenzo Sac. Capocolli Camillo —  Greco Francescantonio —  Leuzzi GKuseppo —  Giorgio (do) Gennaro —  Politi Giovanni — Sava Cosimo —  Valente Bonaventura —  Persano Pietro —  Degli Atti Luigi —  Persano Vincenzo — Pasquale Fazzi.

Veglie (1).

Mistri (de) Rosato, G… M…, Filadelfo e Patriotta. Centonze Giovanni, Cassiere. Massa Felice, G… M… ed Oratore; Filadelfo, Legionario riscaldato. Panzanaro Pasquale, fiero settario. Quarta Guarino, Filadelfo, Tenente dei Militi.
Cordella Vito — Colella Giovanni — Dominicis (de) Giovanni Dominicis (de) Domenico — Mazzetta Pietro — Mìale Michele Moscogiuro Stefano — Mello Pasquale — Nigro Pietro, G… M…
Negro PietroMaria — Pezzarossa Pietro — Penna Raffaele — Penna Giovanni —  Panzanaro Luigi — Quarta Ferdinando —  Sozzo PasqualeMaria — Spato Gaetano — Santo Frassaniti — Cacciatore Emanuele — Pasquale Leccisi — Teodoro Venienti — Rocca Vitantonio — Frassaniti Pietro — Frassaniti Cosimo — Cacciatore Michele — Colelli Michele — Venienti Giambattista Francesco Nubile.

Guagnano (2).

I Seguaci della Virtù.

Candido Angelo, istallatore. Capo di 24 Decisi. Sac. Luigi degli Atti, G… M… Candido Fiore, Consigliere Distrettuale. “Venuto a forti contrasti con la V. di Guagnano passò a quella di Veglie. Tenibile, riscaldato sicario, Filadelfo, Patriotta e Deciso. Castrignano Giovanni, Deciso, Legionario. Dottore Ortensio degli Atti, Oratore. Martucci Marcello, G… M… e M. Scarambone Domenico, Cassiere e Capitano della Legione.

(1) Arch. Prov. di Lecce, vol. cit., nota del R. Giudice Giovanni Palumbo, 14-8-1829
(2) Ibidem.

Castrignanò Alessandro —  Calcagnile Pietro — Castrignanò Giuseppe — Crispino Antonio — Degli Atti Fedele — Degli Atti Giuseppe — Fanizza Vincenzo — Fanizza Giovanni —  Fanizza Vitantonio —  Gaetano Leonardo — Imperiale Vito — Imperiale Nicola — Imperiale Giuseppe — Mauso Andrea — Marangio Giuseppe — Marangio Cosimo —  Melgiovanni Salvi — Nicoli Francesco — Nicoli Pietro — Perrone Rosario — Simone Pasquale — Simone Serafino — Scopio Vincenzo — Scopio Gaetano — Suffiano Costantino — Sicuro Francesco — Tarantini Mariano — Scazzi. Angelo — Tarantini Salvatore — Tarantini Ferdinando — Tarantini Carlo —  Tafuro Giuseppe —  Rodio Domenico — Rodio Donato —  Rizzo Angelo —  Cirio Manso —  Celestino Manso —  Leuci Giuseppe di Paolo —  Marino Civino —  Leuci Giuseppe di Fedele —  Leone Giuseppe —  Candido Giuseppe Marangio Angelo —  Sabato Francesco —  Gaetano Giuseppe  Sabato Leonardo —  Castrignanò Francesco —  Pierri Angelo —  Bianco Antonio —  Marangio Vincenzo —  Nobile Pietro —  Degli Atti Giovanni —  Rizzo Angelo —  De Luca Pietro —  Giuseppe Tafuro —  Giuseppe Nobile —  Giannino Michele —  Rosario Tobo —  Nobile Giovanni —  Tafuro Costanzo —  Leone Pasquale —  Martini Angelo —  Pasquale Trincherà —  Francesco Ursi —  Rosato Nicola —  Baldassarre Pasquale — Rosato Cosimo —  Colaci Angelo —  Frassanito Luigi —  Lorenzo Vito Nicola —  Civino Giovannantonio — Leone Pietro —  Leone Generoso —  Leone Giovanni —  Leone Francesco —  Rosario Innocente —  Cosimo (de) Memmo — Fauni Giuseppe Tommaso —  Imperiale Angelo —  Maci Cosimo —  Rizzo Francesco Paolo —  Civino Giuseppe —  Suffianò Vito —  Panciullo Moisò —  Bianco Cosimo —  Perrone Nicola —  Filippis (de) Carmine —  Martirani Giuseppe — Perrone Giuseppe —  Frassanito Giuseppe (1).

(1) Nella frazione Baldassarre non fu istallata alcuna Vendita di Carboneria. Troviamo solo 2 (non 4, come asserisco il Palumbo) BB… CC… affiliati alle Vendite dei Comuni vicini: Luigi Rocco e Raffaele de Simone.
Invece vi funzionò ed ebbe parecchi affiliati una Sala Filadelfica. Ne fu Presidente l’Arciprete Vincenzo Faggiani; affiliati: Vincenzo Guerrieri, Pasquale Picciòno, Agostino Zanvito, Gaetano Leone, Pietro Rizzo, Angelo de Luca, Marino Zanvito, Emmanuele Prato, Gaetano Spagnolo, Giuseppe Centonze, Michelangelo Scavini, Gaetano degli Atti, Angelo d’Arpa, Vincenzo d’Arpa, Andrea Scozzi. Tutti questi furono Legionari.

San Donaci.

Martirani Giuseppe, G… M…, Capitano dei Militi. Filippis (de) Carmine, Filadelfo e Patriotta. Sac. Filippis (de) Vincenzo, Filadelfo. Frassanito Vincenzo, 1° Assistente. Lombardi Giovanni, G… M… e Filadelfo. Perrone Giuseppe, 2° Assistente, Terribile e Filadelfo. Perrone Nicola, Segretario, Filadelfo e Patriotta (1). Pellegrino Giuseppe — Tarantino Mariano — Tarantino Salvatore — Tarantino Carlo — Tafuro Giuseppe — Rodio Domenico — Michele Frassanito — Pennetta Vincenzo — Domenico Frassanito — Giuseppe Bruno — Mitri (de) Vito (2).

Circondario di Gallipoli.

Gli elenchi dei settari di questo Circondario sono andati dispersi. Pure ci è riuscito di rintracciare i nomi di parecchi B. B… C. C…

Corigliano (1).

I Primi Figli di Attilio Regolo.

Questa V.a fu una delle prime istallate nella Provincia. Nel 1820 fu G… M… Gaspare Vergine, il famigerato Deciso del 1817. G. Indrini, Arciprete, 1° Assistente. Angelo Peschiulli, 2° Assistente. Antonio d’Urso, Oratore. Giuseppe Antonio Baila, Tesoriere. F. Indrini, Segretario. Giovanni Papuli, G. Bolli e Suggelli. Gaetano Papuli, Deputato Dicasterale.

(1) V. Appendice II.

Galatina (1).

Lì Novelli Bruti.

Va importantissima e ricca di affiliati. Nel luglio del 1820 ne fu GL. M… Giovanni Campa. Antonio Viva, 1° Assistente. Nicola Mongiò de’ Gigli, 2° Assistente. Donato Granafei, Oratore. Carmine Zappatore, Tesoriere. Angelo Lucori, G. Bolli e Suggelli. Dionisio Casciaro, Segretario.

Otranto (2).

Luigi Semola, G… M…, antico Carbonaro, Patriotta, Massone e Filadelfo. Giuseppe Salzedo, Segretario, Comandante il Campo Patriottico, Capitano della Legione. Antonio Morroi Pietro Penna Donato Botrugno Giovanni La Gatta.

Vernole (3).

Gaetano Vergara, Terribile. Domenico Cretì, Segretario. Vito Quarta, B… C…

Acaja (4).

Sac. Donato Boli, G… M… Raffaele Sciolto, 1° Assistente o Cassiere. Domenico Pico, M. di Cerimonie. Generoso Sciolto, Esperto.

(1) Ibidem.
(2) Gr. Arch. di Stato di Napoli, Sez. 1‘, nota di G. Lotti, F° cit. ; e Palumbo,
(3) Arch. Prov. di Lecce, vol. cit., nota del 11. Giudice Alessandro Clementi, 2-2-1827.
(4) Ibidem.

Pisignano (1).

Raffaele Stella, Terribile e 1° Assistente. Giandonato Antonucci, Oratore. Vito Antonucci, Sacerdote, Oratore. Franco Isacco, G. Bolli e Suggelli. Giandonato Isacco, Esperto.

Strudà (2).

Carlo Cecere, G… M… Enrico Paladini, altro G… M… Pasquale Carlino, 2° Assistente. Francesco Carlino, Esperto.

Melendugno (3).

Francesco Sansò, 2° Assistente. Cherubino Santoro, Segretario. Francesco Petraclii, 1° Assistente. Pietro Santoro, 1° Assistente. Luigi Santoro, M. di Cerimonie. Giuseppe Nicola Sansò, Cassiere. Antonio Macchia, Patrocinatore in Lecce, Oratore. Vito Pasquale Macchia, 1° Assistente. Sac. Oronzo Santoro. Arcipr. Niceta Camassa.

(1) Ibidem.
(2) Ibidem.
(3) Ibidem.

Nardò (1).

Arcidiacono Zuccaro, Capo Settario.
Amedeo Ranieri — Fratelli de Pandis — Can. Alessandrelli — Can. Leanza — GiovanVincenzo dell’Abate — Policarpo Castrignanò — Pietro Manieri — Bonaventura Ingusci.

Calimera (2).

Giuseppe Antonio Marchese — Domenico Fazzi — Pantaleo Brav.

Galugnano (3).

Paolo de Santis — Giuseppe Mazzeo.

Torrepaduli (4).

Prestava il locale per le riunioni dei B. B… C. C… Samuele Gaetano da Ruffano, nel Convento degli ex Carmelitani di Torre, e anche in un suo giardino detto Li Cottili.
Sac. Antonio de Giorgi — Vincenzo Giannotta — Delfino Coletta — Ferdinando de Giorgi — Francesco Russo — Filippo Garganese — Giulio Manieri — Luciò Cacciapaglia — Salvatore Leone — Occhiazzo Piacentino.

(1) Ibidem.
(2) Ibidem.
A Vanze fu 1° Assistente Angelo Ferrini (ivi).
(3) Ivi.
(4) Ivi. A Torrepaduli vi fu una Sala Filadolfica di cui fu Presidente Paolo de Santis; Giuseppe Mazzeo, Segretario; Francesco Gigante, 1° Sorvegliante; Polini Pietro, 2° Sorvegliante; Serafino Cristofalo, Esperto; Francesco Santo, Cassiere; Domenico Saltarelli da San Donato, questi raccoglieva lo offerte per la Costituzione.

Rullano (1).

Basurto Giuseppe — Cingaro Fedele — De Giorgi Vito Gaetani Samuele — Leuzzi Antonio — Maniglia Lazzaro — Maniglia Francesco — Orsini Ferdinando — Papalato Angelo — Santalosa Oronzo — Santalosa Andrea — Santo Vito — Sacerdote Viva Antonio — Villani Francesco — Viva Antonio, Proprietario.

Specchia de’ Preti (2).

Quivi si riunivano i Carbonari del Circondario. Ferrari Pasquale, Segretario. Sac. Orlanelli Carmine, Oratore. Antonaci Camillo — Calizzi Vito — Sac. Panese Vitantonio — Risolo Ippazio — Rizzo Vito — Ripa Pietro — Cafarelli Vito — Teatini Domenico — Tranche Antonio.

Supersano (3).

Castellaneta Gaetano — Paolino Condini — Fiodo Antonino — Fiodo Pietro — Pasca Costantino — Pasca Giacomo — Trunco Liborio.

Taurisano (4).

Giovanni Delfino, Sindaco.Tommaso Ponzi — Tommaso Cera.

(1) Ibidem.
(2) Ibidem.
(3) Ibidem.
(4) Ibidem.

Nociglia (1).

In questo Comune non vi fu V. a, ma i B. B… C. C… erano affiliati al 5° Idume di Lecce.
Sac. Cristofaro Vergali.
Giuseppe Ruggieri — Severino Carlucci — Oronzo Lazzari — Giuseppe Greco di Nicola — Pasquale Greco — Sac. Ippazio Toma Francesco Vadracciò — Giuseppe Greco di Saverio — Antonio Greco di Arcangelo — Orazio Sabato — Giuseppe Vito Vergari Francesco Stincone — Antonio del Bene — Pasquale Pace — Giuseppe Penza — Fortunato Vadrucci — Giuseppe Vito Vadrucci Vito de Pietro — Giovanni Stincone — Ferdinando Ruggieri Damiano Ferrari — Pietro Candela — Isidoro Lazzari — Francesco Romano — Pietro de Pietro — Salvatore Lazzari — Vincenzo Zappatore — Giulio Falco — Paolo Guido — Giuseppe Falco — Domenico Cito da San Cassiano.

Scorrano (2).

Vincenzo Resta. Giuseppe Resta.

(1) Vi fu istallata una sala Filadelfica dal medico Pasquale Vacale di Scorrano e da Angolo Abate del Comune aggregato di San Cassiano, per ordine del Comitato che risiedeva a Puggiardo, con l’intervento di due Carbonari: Giuseppe Greco di Nicola, Pasqualino Greco. Ne fu Presidente Francescantonio Greco (Gr. Arch. di Stato di Napoli, Sez. 1, Pand. 126, vol. 1°).

(1) Ibidem.


La seguente ricerca può contenere delle imprecisioni dovute alla natura del tema; ho cercato di assere aderente alla realtà e di rintracciare le migliori fonti a disposizione. Si tratta pur sempre di un tema in fondo, che è stato spesso rivisitato sin dalla metà dell’800. 

Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

— ~ —
a cura di Giovanni Greco
info cel : 373 7244103
mail : [email protected]
fb : facebook.com/groups/belsalentoweb
— ~ —
Segui BelSalento, arte storia ambiente e cultura della terra dei due mari.
Dal 1998 servizi di fruizione culturale : Tradizioni, Mare e Terra del BEL SALENTO.
Parco Letterario, Archeologia Industriale, Preistoria, Storia e Ambiente, Cucina, Arte, Musica, Poesie, Cinema, Teatro, Webtv, GreenLife, Foto, Giornalino e Video Documentari più un blog e due profili fb

Iscriviti al nostro gruppo facebook