Quando i Borbone vietavano con un Decreto l’uso di veleni in agricoltura nel 1837

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

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Quando i Borbone vietavano con un Decreto l’uso di veleni in agricoltura1837

Collezione delle leggi e de’ decreti reali del Regno delle Due Sicilie, 6 agosto 1837

Nella “Collezione delle leggi e de’ decreti reali del Regno delle Due Sicilie (del 6 agosto 1837)” vi era anche il decreto numero 4164,  che nell’agosto 1837 vietava l’uso di veleni in agricoltura nel regno delle Due Sicilie. Si legge : “Decreto con cui vien prescritto essere reati di competenza delle Commissioni militari lo spargimento di sostanze velenose, ovvero le vociferazioni che si sparga veleno, tendente a turbare la pubblica tranquillità“.

Questo decreto giunse dopo le insurrezioni del colera di un mese prima, allorchè i Borbone furono accusati dai liberali, di essere stati loro a introdurre il colera.

L’Europa del 1837 era invasa dal colera che fra aprile e giugno si diffuse anche a Napoli e in Sicilia. In quegli anni i medici non sapevano bene quale fosse l’origine e come si fosse propagata la malattia, ed erano divisi tra epidemisti e contagionisti. Fu proprio Ferdinando II che confutò le tesi contagioniste. In quei mesi a Napoli si erano verificate tensioni popolari in quanto si era diffusa la notizia che il colera fosse stato causato da un veleno portato in città e diffuso attraverso il pane. Ferdinando II incurante di quella notizia si recò a piedi nei vicoli popolani napoletani e “a stretto contatto con il suo popolo […] mangiò con essi il calunniato pane“.

L’ipotesi che il colera sarebbe stato provocato da un veleno (cvd) fu sfruttata dai liberali e dai carbonari meridionali per insorgere contro i sovrani duosiciliani e, sia con fini politici sia con fini personali, furono loro a cacciare l’ulteriore notizia che quel veleno sarebbe stato diffuso dallo stesso governo borbonico. La calunnia, che avrebbe dovuto sollevare la Sicilia contro i Borboni, scatenò una serie di feroci cacce agli untori, provocando il massacro di molti innocenti. Spesso i liberali non riuscirono a controllare la furia popolare che essi stessi avevano eccitato. L’insurrezione iniziò a Palermo il 15 luglio. La paura dilagò fra la popolazione tant’è che in Siracusa ad esempio, molti siracusani vennero accusati di essere gli “avvelenatori” e furono massacrati dai loro stessi concittadini. Il 23 luglio il popolo insorse contro i borbonici, abbandonandosi ad ogni sorta di violenza.

Fu istituita una commissione di cittadini “probi e preparati” con il compito di giudicare i fatti e gli accusati; ma in essa c’erano anche i propugnatori della teoria del veleno, che erano tutti filo liberali e filo unitari. La commissione stabilì quindi, che la sostanza adoperata era il nitrato di arsenico. Ne conseguì che  si instaurò un governo provvisorio (filo liberale, filo unitario e inneggiante al tricolore italiano savoiardo), il quale proclamò lo stato d’assedio, dispose l’arresto delle autorità governative (fedeli ai Borbone), e costituì un comitato di salute pubblica.

 Nei mesi successivi  Ferdiando II riportò ordine nel suo regno e amnistiò tutti i popolani che avevano aderito alla rivolta, ma non concesse il real perdono ai capi politici e a coloro  che avevano fatto furti, saccheggi e omicidi.

Cfr: Giacinto Libertini (a cura di), Raccolta Rassegna Storica dei Comuni, Frattamaggiore, Istituto di Studi Atellani, 2010, Volume 10 – Anni 1984-88.

DECRETI DEL REGNO DEI BORBONE


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a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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