Lo Zafferano nel Salento in una mappa del 1567 – Hic tractus abundat crocu – lo zafferano che si ottiene dal pistillo del fiore di crocus sativus

a cura del dott Giovanni Greco

Lo Zafferano nel Salento – “Hic tractus abundat crocu” in una mappa del 1567 – “crocu” = lo zafferano che si ottiene dal pistillo del fiore di crocus sativus.

fiori di Zafferano

A Cavallo fra Medioevo e Rinascimento Girolamo Marciano (Leverano, 1571 – Leverano, 1628) nel suo “Descrizione, Origini e Successi della Provincia d’Otranto (il manoscritto verrà pubblicato in Napoli nel 1855) scriverà «Quindi caminando più oltre miglia due si trova la terra di Maruggio, miglio uno dalla marina distante. Chiamano questa terra Marubium, altri Maurubium e Maurusium, da’ Mauri, ovvero Mori, i quali dicono averla abitata […]. Oggi si possiede questa terra dalla Religione di Malta de’ Cavalieri di S. Giovanni, a cui la donò una donna cognominata de Pandis per avere i Cavalieri accettato nella religione un suo figliuolo per nome……. l’anno….. Giace questa Terra in luogo fertile, ameno, e salutifero. Ha dalla parte di tramontana un colle, che le fa riparo, e dall’ostro un miglio lontano il mare, dall’oriente ed occidente campagne ed oliveti con territorii fertilissirni d’erbaggi, grani, vini, olii, lini, zafferano, uve passe, fichi, ed altri frutti in abbondanza. Mancano solamente in questo luogo quieti e pacifici abitatori, percioecchè la maggior parte attendono ad altro (sia di quei che vi abitano, o che sia genio o natura del luogo, con buona pace loro) che alle perfidie ed ai litigi, consumandosi e distruggendosi l’un l’altro nella roba e nella vita […]».

Cfr : http://www.lavocedimaruggio.it
Ancora oggi nelle aree più interne del bosco di Maruggio, è possibile trovare cespugli di timo e zafferano selvatico nella fitta pineta di pini d’Aleppo e anche nel sottobosco affianco alle tipiche piante della macchia mediterranea tra cui la filirea, l’olivastro, il lentisco, la ginestra spinosa.


Ed ecco una meravigliosa mappa in cui appare la scritta  Hic tractus abundat crocu. La prima edizione di questa carta risale al 1567 ma fu stampata nel 1601; è la famosa (eppur rara) “Corographia. Jacobo Castaldo Auctore – Ortelius A., (Tratta dal “Theatrum orbis terrarum”) di Abramo Ortelio (1527-1598). Questa carta fu stampata la prima volta a Venezia nel 1567 ed è la più antica carta regionale della Puglia, praticamente privilegia la Terra d’Otranto. Compare dal 1573 nel Theatrum Orbis Terrarum dell’Ortelio. La carta dal 1595 nel “Theatrum” venne accoppiata con la Calabria del Parisi, presente in questa raccolta. Scala 1:600.000. (Koeman [7490:31]). Giacomo Gastaldi fu astronomo, cartografo, ingegnere, attivo in Venezia dal 1539. Quattro sue annotazioni compaiono in questa carta. Tra queste, una in cui l’autore identifica verso la fine della penisola una vasta area senza paesi, sul versante Ionio ad ovest, a nord : in senso orario confinante con Liste, Galletina, S.Pietro, ad ovest: S.Donato, Starnatio, a Sud: Noia, Acquarica, Felino su cui scrive: “Hic tractus abundat crocu“. Evidentemente Gastaldi allude al prezioso e salutare zafferano che si ottiene dal pistillo del fiore di crocus sativus, della famiglia delle Iridacee, di colore lilla-porpora.

 

1567 “Hic tractus abundat crocu” Ortelio – Gastaldi


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