I Volontari Britannici e Scozzesi per Garibaldi del 1860

ricerche a cura di Giovanni Greco

jhgfghjklkj“The Illustrated London News” del 1860 

E’ una Stampa dell’epoca Vittoriana del 1860, contenuta nel “The Illustrated London News” che raffigura “la Partenza dei volontari della Legione Britannica per Garibaldi” del 15–26 ottobre 1860 – Garibaldian volunteers. Creator Morgan, engraver — Engraver Additional Name(s) Fehrenbachs, Herr, fl. ca. 1860 –  La pagina completa mostra sotto la demolizione del Ponte di Westminster.

Mentre in quest’altra Stampa di Guerra del 1860 è raffigurato il “Ricevimento dei Volontari Britannici per Garibaldi a Napoli” in via Toledo.La Legione Britannica e Scozzese – In Scozia Garibaldi era molto popolare. Le sottoscrizioni raccolte in Scozia a favore della causa italiana avevano permesso di noleggiare la vecchia nave a vapore a pala City of Aberdeen, utilizzata per portare in Sicilia la Spedizione Strambio partita il 10-11 luglio da Genova con i volontari garibaldini e successivamente utilizzata da Garibaldi per spostarsi con i garibaldini da Palermo verso Milazzo
Cfr :
Scottish volunteers with Garibaldi – Janet Fyfe – Scottish Historical Review Trust – Edimburgo – 1978, pagg. 168, 180 (https://www.jstor.org/stable/25529302?seq=1#page_scan_tab_contents). La Legione Britannica ebbe una breve esperienza di guerra, dopo essere avanzati verso nord con Garibaldi. Anche se una metà dei volontari britannici erano entusiasti e si comportavano bene, c’erano un certo numero di “roughs” (teppisti) principalmente provenienti da Glasgow e Londra, che mancavano di disciplina, così la Legione acquisì il nome per il disordine simile a quello degli irlandesi papalini a Roma. Gli italiani dicevano con indulgenza: “… questi uomini non sono abituati ad un paese dove il vino costa poco”.

15 – 26 ottobre 1860 Partenza dei volontari della Legione Britannica – Garibaldian volunteers. Creator Morgan, engraver — Engraver Additional Name(s) Fehrenbachs, Herr, fl. ca. 1860 – 

La Legione Britannica era un corpo militare di volontari inglesi e scozzesi, che nel 1860 decisero di unirsi a Garibaldi durante la Spedizione dei Mille e che combatterono per l’unità italiana assieme ai garibaldini contro l’esercito borbonico. Ufficialmente erano “Garibaldi Excursionists” per evitare problemi di apparenze diplomatiche.
I volontari britannici erano stati reclutati dal maggiore Styles, che appare secondo da sinistra nella incisione indossando l’uniforme e la medaglia della Guerra di Crimea (The illustrated London News”, Oct. 20, 1860).
La pubblicità per l’arruolamento era la seguente: «Escursione in Sicilia e a Napoli. Tutte le persone interessate (particolarmente i Membri del Corpo dei volontari fucilieri) desiderosi di visitare l’Italia del Sud e di aiutare con la loro presenza ed influenza la “Causa di Garibaldi e l’Italia”, possono sapere come procedere per fare domanda alla “Commissione Garibaldi” presso gli uffici al No. 8 di Salisbury Street, London».

L’oro con il quale gli inglesi comprarono quasi tutti i generali borbonici e col quale assoldarono 20.000 mercenari ungheresi e slavi e pagarono il soldo ad altri 20.000 tra carabinieri e bersaglieri, opportunamente congedati dall’esercito sardo-piemontese e mandati come “turisti” nel Sud, altro che i 1000 scalcinati eroi……

Cfr : http://belsalento.altervista.org/da-garibaldi-ai-massoni-agli-inglesi-ai-savoia-viaggio-dal-1861-alla-mafia-di-oggi/  

I volontari della Legione Britannica sono descritti in un articolo della rivista londinese: “The illustrated London news” del 20 ottobre 1860 concernente la partenza da Harwich di 800 (600 secondo G.M. Trevelyan – pag. 260), inglesi e scozzesi che misero la loro spada al servizio di Garibaldi. I finanziamenti per l’invio della legione in Italia provenivano dal “Garibaldi Special Fund”, nato dopo l’istituzione nel 1859 del “Garibaldi Fund” per raccogliere fondi a favore della causa per l’unificazione italiana, che in Inghilterra era molto sentita a sostenuta anche a livello popolare, anche per la presenza di numerosi rifugiati politici italiani, che tenevano conferenze e fondavano associazioni italo-inglesi per aiutare la causa dell’indipendenza italiana (L’Italia degli inglesi – La Gran Bretagna filo-italiana nell’età del Risorgimento (1847-1864), Elena Bacchin, Università degli studi di Padova).

La rivista “The illustrated London news” sottolinea che, includendo i circa 200 volontari già con Garibaldi, il numero totale è un considerevole più di 1.000 volontari britannici nell’armata garibaldina. I volontari britannici che effettivamente raggiunsero l’Esercito Meridionale di Garibaldi furono però in numero inferiore. I volontari britannici provenivano spesso dalla classe media o avevano lavori ben remunerati e lasciarono il loro paese attratti dall’avventura e dalla libertà, per combattere per l’indipendenza di un paese straniero.
Prima della loro partenza dall’Inghilterra altri volontari britannici erano già al fianco di Garibaldi nel Sud Italia, come Hugh Forbes, che era già stato con Garibaldi nel 1849 prendendo parte alla difesa della Repubblica romana contro le truppe francesi che difendevano il papato (Garibaldi’s defence of the Roman Republic 1848-1849 – George Macaulay Trevelyan – Longmans – 1919 – appendix N, pages 349-350), John Whitehead Peard, il “sosia” di Garibaldi o il carismatico Colonnello John Dunne ed il suo “Battaglione inglese” i cui soldati erano però tutti siciliani e chiamavano Dunne “Milordo”, Dunne venne ferito a Capua (Garibaldi and the making of Italy, George Macaulay Trevelyan – page 64, 241), Percy Wyndam e parecchi altri con ruoli minori.
La Legione Britannica, imbarcata sulle navi Emperor e Melazzo, sbarcò a Napoli il 15 ottobre 1860 prendendo parte ad un combattimento, sotto il comando di John Whitehead Peard a Sant’Angelo fino alle mura di Capua, complessivamente due volontari furono uccisi ed altri otto feriti (Garibaldi and the making of Italy, George Macaulay Trevelyan, pages 259-260).
Cfr : https://it.wikipedia.org/wiki/Legione_Britannica_(1860)#cite_note-8

Secondo le ricerche di wikiwand, nella spedizione di garibaldi (…) Erano presenti anche volontari stranieri che risultano impiegati in combattimento il 1-2 ottobre, circa 200 cavalleggeri ungheresi e altri 200 fanti ungheresi, 50 francesi di De Flotte, un centinaio di disertori borbonici stranieri comandati da Wolf e gruppi di britannici. Türr (l’ungherese) è stato l’aiutante generale (http://heitalianwarsofindependence.blogspot.it/2010/10/). Il 15 ottobre sbarca a Napoli la Legione britannica, chiamata anche Garibaldi Excursionists composta di circa 600 volontari successivamente impiegati in alcuni combattimenti / Il nome “Garibaldi Excursionists” era adottato per aggirare il “Foreign Enlistment Act”, che vietava arruolamenti per l’estero.

il 20 luglio le truppe borboniche vennero sconfitte nella battaglia di Milazzo, a cui partecipò lo stesso Garibaldi, giunto da Palermo con 1.200 volontari (2.000 secondo “Scottish Historical Review Trust”) a bordo del vecchio vapore a pala scozzese “City of Aberdeen”, già utilizzato per portare in Sicilia la Spedizione Strambio, partita da Genova il 10-11 luglio con 900 volontari (The campaign of Garibaldi in the Two Sicicilies ((subst:–)) Charles Stuart Forbes ((subst:–)) William Blackwood and Sons ((subst:–)) Edimburgo ((subst:–)) 1861 ((subst:–)) pag. 88). Il vapore “City of Aberdeen” era stato noleggiato grazie alle sottoscrizioni raccolte in Scozia, dove Garibaldi era molto popolare, in quanto considerato il Wallace italiano. Durante la battaglia del Volturno si distinte lo scozzese capitano Cowper di Aberdeen, che comandava una batteria di artiglieri e diversi altri scozzesi facevano parte dei volontari, anche per la grande popolarità di Garibaldi in Scozia, dove molti vedevano in lui il Wallace italiano.

La Legione Britannica, sbarcata a Napoli il 15 ottobre per unirsi a Garibaldi, era equipaggiata con carabine a canna rigata modello Enfield, di tale modello dovevano essere forniti anche i migliori volontari italiani.
Le uniche armi a retrocarica in dotazione alle forze garibaldine erano le carabine a rotazione americane donate da Colt a Garibaldi nel numero di 100 e destinate ad equipaggiare la compagnia di Peard, si trattava però di armi di difficile uso, specialmente nella fase di caricamento, inoltre lo scoppio della cartuccia procurava spesso bruciature al polso.
Dopo la Battaglia di Milazzo e prima di attraversare lo Stretto di Messina, il 15 agosto il piroscafo inglese Queen of England, proveniente dall’’Inghilterra, arrivò al Faro portando 23.500 carabine Enfield e parecchi cannoni a canna rigata, questi ultimi però vennero impiegati nella Battaglia del Volturno.

L’armamento dei borbonici

L’esercito borbonico era molto ben equipaggiato e armato in gran parte con fucili a canna rigata o adattati con rigatura, possedeva una buona cavalleria e ottima artiglieria, anche a canna rigata che venne impiegata a Capua. La fanteria era armata con fucili a canna rigata di grosso calibro, mentre i “Cacciatori” erano dotati di un’arma dello stesso calibro, ma più corta.

Era presente il tedesco Wilhelm Friedrich Rüstow, capo di stato maggiore di Garibaldi (), che scrisse un libro sulla Spedizione (La Guerre Italienne en 1860 – Wilhelm Friedrich Rüstow – Paris – 1862). Mentre tra i britannici erano presenti: Hugh Forbes, ingegnere e linguista inglese che aveva già combattuto con Garibaldi nel 1849, Percy Wyndham, l’irlandese artigliere Dick Dowling e per breve tempo gli americani Catham Roberdeau Wheat e Charles Carrol Hicks, che tornarono in America per combattere con i confederati, John Whitehead Peard, il “garibaldino-inglese” “sosia” di Garibaldi, con busto al Gianicolo di Roma e il carismatico inglese colonnello John William Dunne, che in Sicilia era soprannominato “milordo” dai coraggiosi ragazzi siciliani di strada arruolati nel suo reggimento, da non confondersi con la Legione Britannica, sbarcata solo successivamente a Napoli, nel reggimento di Dunne solo una parte degli ufficiali erano britannici e i soldati tutti siciliani, Dunne fu ferito a Capua.

Tra i garibaldini stranieri ha un particolare rilievo John Whitehead Peard, infatti durante la spedizione garibaldina accadeva a volte che Garibaldi fosse rappresentato da John Whitehead Peard, un avvocato ed ufficiale inglese, conosciuto anche con il nome “Garibaldi’s Englishman”, sosia di Garibaldi, che creduto tale veniva acclamato dalla folla come il “Liberatore” Garibaldi in persona e Peard non smentiva tale illusione per non deludere le folle esultanti, contribuendo anche a confondere i comandi borbonici.
In precedenza Peard aveva preso parte anche alla Seconda guerra d’indipendenza italiana come volontario al seguito di Garibaldi del quale era profondo estimatore.
A John Whitehead Peard è stata dedicata una statua che si trova al Gianicolo di Roma denominata “Il garibaldino inglese”.

 Cfr : http://www.wikiwand.com/it/Spedizione_dei_Mille

Qui il link sulla Lettera di credito rilasciata a Garibaldi nel1860 dalla National Bank of Scotland

1860 National Bank of Scotland Lettera di credito rilasciata a Garibaldi / Fondi e Legione Britannica


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