Valesio (Br) 3.000 anni di storia – BelSalento

di Giovanni Greco

Le passeggiate archeologiche di BelSalento in Valesio,
luogo magico della Terra dei Messapi.

Il sito è di notevole importanza datato a circa 3.000 anni or sono.

Sito archeologico di notevole importanza a ridosso del canale “nfocaciucci” e ai limiti della Xylella – Servizi di BelSalento. Valesio (Br), nelle camagne e nelle terre sequestrate alla scu e date in gestione all’associazione “Libera” di Don Ciotti. Il video è del 15 agosto 2015.

a cura di Giovanni Greco – Siamo a VALESIO, (anche indicata in testi classici come Baletum o Valesium) è un sito archeologico a sud di Brindisi in provincia di Brindisi, raggiungibile dalla Superstrada Brindisi-Lecce allo svincolo per il comune di Torchiarolo. Nella Tabula Peutingeriana questo sito è indicato come Mutatio Valentia ed è posto a metà del tragitto della cosiddetta Via Traiana Calabra che andava da Brindisi a Lecce per proseguire poi sino ad Otranto. Sorge probabilmente nell’VIII secolo a.C. come insediamento capannicolo su un’area di circa 6 ettari a sud e a nord del canale Infocaciucci. Il suo cinto murario, fatto da blocchi irregolari, è databile tra il VI e il IV-III sec a.C., originariamente era lungo poco più di 3 km, era alto 4 metri ed altrettanto spesso, racchiudeva un agglomerato urbano messapico esteso su un’area di 83 ettari.

Della stazione di posta restano alcuni reperti e strutture riferibili ad un impianto termale di medie dimensioni, sito in località S.Stefano, un complesso posto al centro della città ed articolato in modo canonico, con la successione della sala principale con il mosaico, lo spogliatoio (apodytherium), gli ambienti del frigidarium con la vasca d’acqua fredda e le sale riscaldate del tepidarium, del sudatorium e del calidarium, con i tipici pilastrini a sezione quadrata (suspensurae) che sorreggevano il pavimento rialzato e intorno al quale circolava l’aria calda che veniva dai forni. Il complesso fu realizzato all’inizio del IV secolo (epoca imperiale romana) e rimase in uso fino al secolo successivo.

La città romana è indicata nella Tabula Peutingeriana con il nome Baletium e anche come Mutatio Valentia nell’Itinerarium Burdigalense del IV secolo, ovvero quando raggiunse la massima estensione ed era luogo del servizio postale imperiale e stazione di “mutatio” (cambio dei cavalli) sul percorso della via Calabra che collegava Brindisi a Otranto (Hydruntum), il proseguimento della via Traiana che attraversava l’abitato di Valesio e Lecce (Lupiae).

  • In tutto il Salento sono sparse tante “Valesio” completamente abbandonate e/o deturpate; e non si provvede a censire un tale patrimonio storico-archeologico per poi renderlo fruibile. E infatti qui nel Salento abbiamo mille e mille Valesio, dai dolmen e menhir che sono stati trafugati in questi giorni (2015) poi ci sono tutte le altre evidenze preistoriche del Salento, le masserie, le grotte basiliane … l’elenco è infinito. La sola ragione di questo degrado è l’inciviltà degli amministratori locali, almeno della maggior parte di loro. Sino a tutt’ora abbiamo una gestione veramente approssimativa dei beni culturali, il che produrrà ulteriore degrado. Potremmo salvare qualcosa ma dobbiamo iniziare subito, immediatamente perchè questo degrado è “incultura” che produce sistemi simil-mafiosi.

INDICAZIONI:
Da Lecce : superstrada Lecce – Brindisi uscita San Pietro Vernotico – Torre S. Gennaro.
Da Brindisi : superstrada Brindisi – Lecce uscita San Pietro Vernotico – Torre S. Gennaro


a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

 

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