Svevi nel Salento / Federico II (1197-1250)

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

medioevoSVEVI nel Salento / Federico II (1197-1250) lo Stupor Mundi che parlava sei lingue (latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo)


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in foto : Frederick II and eagle duca di Svevia, che regnò negli anni 1105-1147

Ai Normanni nel 1194 seguì, fino al 1266, la dominazione degli Svevi. Nel 1197 trionfa Enrico VI di Svevia, figlio del Barbarossa e padre di Federico II (il puer Apuliae), prima dei secoli  ”bui” Angioini e Aragonesi. Gli Svevi  erano un insieme di tribu’ germaniche. Amarono questi territori e ne promossero lo sviluppo culturale ed artistico nelle terre salentine. Il regno Svevo era  perfettamente organizzato sotto tutti gli aspetti, in particolare sotto quelli della sicurezza sociale e delle finanze. Nel 1266 gli Svevi furono sconfitti dagli Angioini, in lotta a loro volta con gli Aragonesi per il dominio delle terre. Queste ultime, furono teatro delle scorrerie dei Turchi,  a Otranto nel 1480. Con la scomparsa di Federico II di Svevia, quando era ancora in atto l’aspra contesa con il Papato, nel meridione d’Italia si ebbe un periodo di declino e di lacerazioni.

Federico II Hohenstaufen (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250) è stato re di Sicilia (come Federico I, dal 1198 al 1250), Duca di Svevia (come Federico VII, dal 1212 al 1216), re di Germania (dal 1212 al 1220) e Imperatore del Sacro Romano Impero, e quindi precedentemente Re dei Romani, (come Federico II, eletto nel 1211, incoronato dapprima ad Aquisgrana nel 1215 e, successivamente, a Roma dal papa come Imperatore nel 1220), infine re di Gerusalemme (dal 1225 per matrimonio, autoincoronatosi nella stessa Gerusalemme nel 1229). Nei sigilli di Federico adoperati dopo questo matrimonio (celebrato a Brindisi il 9 novembre 1225), compare la dicitura “ET REX IERUSALEM”. E (forse nel 1225) nella cattedrale di Brindisi, che conserva le reliquie di San Teodoro, si tennero le nozze di Federico II con Isabella di Brienne.

l’accordo tra Federico II e al Malik al Kamil, raffigurato in una miniatura tratta dalla “Nuova Cronica” di Giovanni Villani (1276-1348)

Il 17 Marzo del 1229, – grazie all’accordo col sultano Abu al Maali Muhammad ibn Muhammad ibn al Adil ibn Ayyub Nasir al Din, detto al Malik al Kamil (1170/1180-1230) – Federico II aveva fatto il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, a seguito della pacifica conclusione della Sesta Crociata (1228-1229).
Il giorno seguente, il 18 Marzo 1229, nella Basilica del Santo Sepolcro, avvenne (l’irrituale) incoronazione a Gerusalemme di Federico II di Svevia; il quale si incoronò Re di Gerusalemme, nonostante l’opposizione del clero locale e di quasi tutti i feudatari, in quanto era scomunicato, sicché non avrebbe potuto partecipare a una funzione religiosa.
Ma Federico si sentiva legittimato non solo dalla conquista e dal titolo imperiale, ma anche per via del suo matrimonio (nel 1225), con Jolanda di Brienne (1212-1228), regina nominale di Gerusalemme, da cui aveva avuto il futuro imperatore Corrado IV (1228-1254), da lui stesso associato al trono di Gerusalemme.
Ironia della sorte, il re cristiano che conquistò Gerusalemme senza combattere era stato scomunicato da papa Gregorio IX, al secolo Ugolino di Anagni (1170-1241), per la colpa di aver indugiato prima di partire per la Terra Santa. Non contento, il pontefice avrebbe bandito una crociata contro Federico II, reo di essere sceso a patti con il nemico.

E’ lo Stupor Mundi, il letterato-Imperatore che aveva sognato di unificare l’Italia, con una sola lingua, indipendente dal Papato, non nemica degli Arabi. Apparteneva alla nobile famiglia degli Hohenstaufen (o anche Staufer o Staufen) originaria della Svevia (nell’attuale Germania). Il nome “Hohenstaufen”, significa letteralmente “Alto Staufen”, ha origine nel XIV secolo, quando fu usato per la prima volta per distinguere la collina chiamata Staufen (Alpi sveve), dal villaggio omonimo nella valle sottostante. Il nome “Staufen” deriva da ex stouf che significa “il calice”, ed è stata usata nel Medio Evo per indicare i colli conici in Svevia. La casata degli Hohenstaufen si estinse in linea maschile diretta con Manfredi e Corradino di Svevia, autori di due tentativi falliti di riconquistare il trono imperiale nel 1266 e 1268. Attraverso la discendenza di Costanza, figlia di Manfredi, i sovrani d’Aragona rivendicarono la successione al trono di Sicilia.

Federico discendeva, per parte di madre, dalla dinastia normanna degli Altavilla, regnanti di Sicilia. Conosciuto con gli appellativi stupor mundi (“meraviglia o stupore del mondo”) o puer Apuliae (“fanciullo di Puglia”), Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l’attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male. Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e da innovazione artistica e culturale, volta a unificare le terre e i popoli, ma fortemente contrastata dalla Chiesa, di cui il sovrano mise in discussione il potere temporale. Federico stesso fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, araba ed ebraica.

Uomo straordinariamente colto ed energico, stabilì in Sicilia e nell’Italia meridionale una struttura politica molto somigliante a un moderno regno, governato centralmente e con un’amministrazione efficiente. Federico II parlava sei lingue (latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo) e giocò un ruolo importante nel promuovere le lettere attraverso la poesia della Scuola siciliana. La sua corte reale siciliana a Palermo, dal 1220 circa sino alla sua morte, vide uno dei primi utilizzi letterari di una lingua romanza (dopo l’esperienza provenzale), il siciliano. La poesia che veniva prodotta dalla Scuola siciliana ha avuto una notevole influenza sulla letteratura e su quella che sarebbe diventata la moderna lingua italiana. La scuola e la sua poesia furono salutate con entusiasmo da Dante e dai suoi contemporanei, e anticiparono di almeno un secolo, l’uso dell’idioma toscano come lingua d’élite letteraria d’Italia.

L’Imperatore Federico II di Svevia, Stupor Mundi, muore il 13 Dicembre 1250

La salma di Federico fu sommariamente imbalsamata. I funerali si svolsero nella sede imperiale di Foggia, e, per sua espressa volontà, il cuore venne deposto in un’urna collocata nel Duomo. La sua salma, omaggiata dalla presenza di moltitudini di sudditi, venne esposta per qualche giorno e trasportata poi a Palermo, per essere tumulata in Cattedrale, entro il sepolcro di porfido rosso antico, come voleva la tradizione normanno-sveva, accanto alla madre Costanza, al padre Enrico VI e al nonno Ruggero II. Recentemente il sepolcro è stato riaperto. Federico giace sul fondo sotto altre due spoglie (quelle del padre Enrico VI e della madre Costanza d’Altavilla).

Giovanni Grasso – Poeta italobizantino del sec. XIII, (uno dei 4 poeti della scuola di poesia dell’abbazia di San Nicola di Casole presso Otranto) fu protonotario e maestro imperiale (1219-36), funzionario di cancelleria di Federico II che  il 10 dicembre 1250 sottoscrisse il testamento di Federico II.


La pressante ed articolata politica economica e fiscale che Federico II aveva realizzato in italia meridionale, aveva contribuito a modificare radicalmente il quadro monetario che egli aveva trovato al suo ritorno dalla Germania (Cfr. Powell 1962, pp. 453 ss.; Del Treppo 1996, pp. 316-338) e, durante gli ultimi anni del suo regno, la moneta aveva cominciato ad avere un peso sempre maggiore nell’economia quotidiana salentina. Questo ruolo si intensificò negli anni successivi alla sua morte quando, decadute le norme restrittive imposte dall’imperatore (sulle restrizioni di Federico II cfr. Sambon 1896, pp. 338-340; Travaini 1993, p. 106), iniziarono ad affluire nel Salento i denari provenienti dalla Grecia franca.

Nel 1231, con le costituzioni di Melfi, Federico operò la prima codificazione del diritto amministrativo di uno stato europeo dall’epoca di Giustiniano, lungo linee che, tracciando i contorni di uno stato centralistico e burocratico che annullava le autonomie feudali e comunali, anticipavano l’assolutismo illuminato. L’attività economica della regione aveva in seguito acquistato forza grazie alla riapertura della zecca di Brindisi, nel 1256 (Cfr. MEC 1998, p. 189.), ed all’istituzione delle nundinae locali di S. Leucio, nel 1264 (Cfr. Vetere 1993, p. 443), e le ripercussioni di queste iniziative possono essere colte nella capillare diffusione sul territorio di monete di piccolo taglio dal basso contenuto di fino.

Federico II di Svevia modificò profondamente i castelli di Brindisi ed Oria, poi la cosidetta “Torre del Serpe“ (restaurata da Federico II nel 1230).; o la torre federiciana di Leverano (la più alta torre della Terra D’Otranto e il maggiore esempio di ingegneria militare medievale); o le (prime) torri colombaie di forma circolare (intese come architettura a sostegno dell’economia delle masserie rurali, segno di prestigio sociale e sinonimo di ricchezza), come presso la Masseria Grande di Surano, quella di Carpignano Salentino e di Serrano.

Vedi anche :  in Numismatica con BelSalento.com

Augustale di Federico II, moneta d’oro emessa dall’imperatore a partire dal 1231 dalle zecche di Messina e di Brindisi

La zecca di Brindisi sotto Federico II di Svevia (AD 1215 – 1249) e il Denaro coniato a Brindisi nel 1242

 

Vedi anche OTRANTO I NORMANNI E FEDERICO II / L’abbazia di San Nicola di Casole

L’abbazia di San Nicola di Casole

NORMANNI e FEDERICO II – La storia dello ZAFFERANO nel Salento – BelSalento


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.
BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

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