Squalo catturato dai pescatori a Gallipoli. Ma era innocuo

di Giovanni Greco

Squalo catturato dai pescatori a Gallipoli. Ma era innocuo

Squali nel Mediterraneo : non è certo il primo caso, nè si tratta di una novità. Hanno ucciso un essere vivente che non avrebbe fatto danni all’essere umano. Uno squalo in estinzione. Questa volta è accaduto a Gallipoli il 17 giugno 2017, dove è finito catturato sotto gli arpioni dei pescatori locali del peschereccio Nettuno, ucciso e issato sulla barca con l’aiuto di cinque persone alle prese di lunghe corde, un innocuo esemplare di squalo capopiatto (Hexanchus griseus), https://it.wikipedia.org/wiki/Hexanchus_griseus da li trascinato sulla banchina e immolato ai flash dei passanti del porto. Conosciuto con il nome di “squalo vacca”, in estinzione, si alimenta di molluschi e non rappresenta alcun pericolo per l’uomo. Morto (ucciso), forse più per l’ignoranza sulla sua specie, che per la paura che gli squali incutono. Eppure proprio i pescatori teoricamente dovrebbero conoscere il mare: o quantomeno riconoscere i pesci che lo abitano e la loro utilità nell’equilibrio della fauna marina. Equilibrio che è in pauroso declino.
Non si sa ancora se la sua cattura sia stata accidentale. I pescatori sostengono che l’animale sarebbe finito casualmente in una loro rete usata per catturare i gamberi. Alla stampa i pescatori hanno detto che : “Ne ha mangiati e spezzati con la coda per più di un quintale e mezzo e quando l’abbiamo tirato su a poppa aveva la bocca ancora piena. Si agitava molto e per reazione ha provato anche ad aggredirci. Il danno, dopo dieci ore di pesca, è stato enorme“.

La carcassa dell’animale ha poi fatto una fine orrenda : tagliato a pezzi e venduto al mercato del pesce.

Ricordiamo che nel 2003 la Pew Ocean Commission segnalò il grave declino dei grandi predatori marini : “abbiamo rimosso una quantità pari al 90% dei grandi predatori come squali, pesce spada e merluzzi dagli oceani del mondo”. Ma allora come mai i pescatori con le loro attività di pesca, non si adeguano ad una seria conoscenza di queste emergenze ambientali, utili alle loro stesse professioni? Soprattutto quando si tratta di tutelare specie che sono a rischio di estinzione?

Le immagini del video postato nel social facebook il 17 giugno 2017, in pochi giorni hanno raggiunto 770.000 visualizzazioni, 6.400 condivisioni, oltre 4.000 commenti totali; tutti i commenti sono stati nel segno del disprezzo per l’atrocità delle scene. Non una sola parola sembra sia stata spesa positivamente per coloro che hanno ucciso il povero animale.

di Giovanni Greco
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(Isaac Asimov)

 

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