Sigismondo Castromediano – BelSalento

di Giovanni Grecojhgfghjklkj

Sigismondo Castromediano

SIGISMONDO_CASTROMEDIANO

Cavallino,  20/1/1811 – 26/8/1895 Duca di Cavallino. Sigismondo di Lymburgh-Castromediano, duca di Morciano e marchese di Cavallino, deputato del Primo Parlamento Italiano e Consigliere Provinciale di Lecce. Figlio di Domenico II e Anna Teresa Balsamo, è stato l’ultimo erede del casato dei Castromediano di Limburg, signori di Cavallino dal XIV secolo circa.  Nacque sotto il regno di re Gioacchino Murat. Fu nominato segretario del Circolo Patriottico Salentino nel 1848, quando regnava Ferdinando II di Borbone.

Fu deputato del Primo Parlamento Italiano e Consigliere Provinciale di Lecce. Le sue idee politiche rientravano fra i radicali e per una Monarchia costituzionale: un’unica patria italiana con a capo il re sabaudo. Aderì alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini, ma per soli dieci giorni e fu uno dei principali responsabili della sommossa antiborbonica scoppiata a Lecce il 29 giugno di 1848. Per aver partecipato ad essa fu accusato di cospirazione contro la monarchia borbonica, e il 29 ottobre dello stesso anno fu arrestato insieme ai compagni del Circolo Patriottico Salentino e condannato a trent’anni di carcere nelle galere di Procida, Montefusco, Montesarchio, Nisida e Ischia, insieme ad altri amici, come il Verri, lo Stampacchia, Morelli … Dopo dieci anni Ferdinando II gli commutò la pena del carcere con l’esilio in America.  Ma Sigismondo scappò e nel 1859 raggiunse l’Irlanda, poi la Gran Bretagna e infine Torino che nel frattempo il nuovo re Vittorio Emanuele II di Savoia, aveva eletta capitale del regno di Sardegna. Qui lui e i suoi compagni di fuga furono accolti e aiutati da Vittorio Emanuele II e da Camillo Benso di Cavour, diventando sostenitori dell’annessione nel regno di Vittorio Emanuele II. Rientrato a Cavallino nel 1861, Sigismondo Castromediano, patriota del Risorgimento, si presentò candidato nel collegio di Campi Salentina e risultò eletto deputato al I° Parlamento Italiano alla Camera dei Deputati.

Sigismondo cospiratore

cfr : http://www.antoniogarrisiopere.it/29_c04_SigisCastr—–.html

Nelle successive elezioni politiche del 1865 non venne rieletto. Abbandonò la politica per dedicarsi agli studi di storia e archeologia. Fu a capo della commissione che propose la istituzione del Museo, la cui fondazione fu deliberata dalla Provincia di Terra d’Otranto nel 1868 e pertanto è il più antico della Puglia. La Biblioteca provinciale di Lecce fu arricchita dai suoi libri; istituì il Museo archeologico, intitolato al suo nome: il Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, che conserva le testimonianze della civiltà messapica e degli insediamenti romani nel Salento.

Ebbe vasti interessi culturali, come ad esempio per i canti popolari sulla musica popolare salentina di Lecce, Cavallino, Calimera, Carpignano Salentino e Morciano di Leuca; come riporta Franco Martina :  “l’anima di quel progetto era tutta nell’uso politico della storia, nella convinzione cioè che la creazione di istituzioni in grado di rendere accessibile la conoscenza del passato potesse contribuire a creare una nuova e diffusa coscienza civile e quindi a riequilibrare il quadro politico nazionale
Cfr. Franco Martina, Sigismondo Castromediano. L’uso civile della storia patria, in Raffaele Giura Longo e Giovanni De Gennaro, La storiografia pugliese nella seconda metà dell’Ottocento, 2002, pp. 131–140).

Il celebre canto Quannu te llai la facce la matina che sarà cantata e incisa da Tito Schipa nel 1921, risale alla fine dell’800, allorchè fu pubblicato dal Castromediano nella raccolta Casetti-Imbriani nei “Canti popolari delle provincie meridionali” (Torino 1871).

Si dilettava egregiamente in prove letterarie in versi e in prosa, su svariate tematiche, di argomento amoroso profano e sacro. Tra i componimenti in poesia si citano:

  • Per Ippolita Colonna Principessa di Francavilla (1832), sonetto;
  • Parricida cegliese, novella in endecasillabi scritta in prima stesura nel 1834 e riscritta in seconda stesura nel 1837 con correzioni e aggiunte;
  • Marco Giunio Bruto (1835), sonetto;
  • Bambino sognante, breve lirica immaginativa in versi doppi senari.

Tra i lavori in prosa, tutti incompleti, si citano:

  • Schizzo del mio carattere (1839), breve scritto autobiografico;
  • Frammenti d’impressioni in un viaggio fatto al Capo di Leuca e, nel medesimo quinterno, la novella Un istante e la sorpresa. Racconto storico;
  • Il forzato di Brindisi, novella in due stesure;
  • Caballino – Cenno panografico (1839), per ora solo una miscellanea di appunti;
  • Carità italiana (1846) breve racconto storico.

Dal 20 settembre al 5 ottobre 1845, nella capitale Napoli si tenne il VII Congresso degli Scienziati italiani;il duca di Cavallino tenne il suo intervento su L’agricoltura e la pastorizia di Caballino.


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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(Isaac Asimov)

 

 

 

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