San Demetrio il santo militare del VI secolo nel culto del Salento medioevale

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

San Demetrio il santo militare del VI secolo nel culto del Salento medioevale

San Demetrio Chiesa del Salvatore in chora, Costantinopoli, 1316-1321

San Demetrio è stato uno un santo militare fra i più venerati in Oriente; fu martirizzato per non aver rinnegato la fede cristiana. Nel 586 Tessalonica fu assediata da Avari e Slavi e ad allora risalgono i suoi miracolosi interventi in armi  (del VII e X sec.) a difesa della città di Tessalonica. Ne seguì una lunga serie di panegirici episcopali, che furono distribuiti su un lungo arco cronologico. Il suo culto si diffuse progressivamente. Il santo è spesso raffigurato in armatura da soldato romano, sebbene soprattutto le sue prime rappresentazioni lo vedono vestito della semplice clamide diaconale. Dopo la caduta di Costantinopoli viene sempre più spesso associato a San Giorgio ed insieme raffigurati a dorso di un cavallo, di colore rosso per San Demetrio e bianco per San Giorgio.

Visse nel Salento amando la natura e le erbe Officinali. In gran parte del Salento il suo culto è perdurato per lungo tempo. Nel la provincia di Bari vi è un toponimo S. Demetrius nel territorio di Giovinazzo (G. B. Nitto de Rossi, F. Nitti, “Le pergamene del duomo di Bari” 1266-1309. Una chiesa dedicata a San Demetrio si trova in un complesso masseriale di Capitignano (Taranto) in una strada provinciale che da Taranto conduce alla litoranea salentina. A Ostuni è ancora visibile Porta San Demetrio, dell’anno mille. E sempre nella zona nord del territorio salentino, nell’antico Convento delle Clarisse di Mesagne (oggi non più esistente) si ha memoria di un’antica chiesetta (forse di rito greco) dedicata a San Demetrio. Dalle visite pastorali compiute dai vescovi della Diocesi di Oria dal 1565 al 1900, apprendiamo che a Ceglie messapica a partire dal 1500, sorgeva una chiesa dedicata a San Demetrio, andata distrutta nella prima metà dell’Ottocento. Nell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate in agro di Squinzano sono presenti affreschi con (forse) San Demetrio. Al santo sono dedicate alcune vie e piazze, come Piazza San Demetrio a Galatone che pare deve aver avuto anche una chiesetta ipogea (dedicata a San Demetrio). E sempre per la civiltà delle grotte (che si diffonderà In tutto il Salento), nella chiesa rupestre dei S.S. Stefani a Vaste appare un ciclo pittorico con un probabile San Demetrio. E il santo è presente anche a Poggiardo negli affreschi della cripta di S. Maria degli Angeli. A Specchia ci sono i ruderi della chiesa di San Demetrio.  Mentre a  Nardò si trova la chiesa rupestre di Sant’Antonio Abate, con affreschi di San Giorgio e San Demetrio. A Tricase di fronte al Municipio vi è una via San Demetrio, nella vecchia via Giuseppe Pisanelli; secondo Antonio Micetti, il primo Santo Patrono della terra di Tricase sarebbe stato proprio San Demetrio. Nell’abside della chiesa di Santa Maria della Croce a Casaranello si conserva una serie di antichi affreschi dedicati a San Nicola e San Demetrio risalenti al X secolo. Di un San Demetrio in Leuca ne parla un testo del 1693 “ANTICHITA’ Dl LEVCA CITTA’ GIA’ POSTA NEL CAPO SALENTINO DE’ LUOGHI DELLE TERRE E D’ALTRE Città del medesimo Promontorio”, nel quale a pag 169 si legge “Haueua però i suoi borghi, come più sotto in verso all’Occidente si vede, e di la verso Tramontana era Criminò, o Criminno, più sopra verso Levante vi era un altro Casale, in dove fu eretta la Chiesa di San Demetrio, e tutti questi stevano a Leuca soggetti. Prima di arrivar in San Demetrio, vi è un posto chiamato Terrarico, dove i soldati facevan la guardia a favore di Leuca.”

Quindi, vista una certa presenza del santo (anche nel territorio salentino), presumibilmente la moneta (vedi sezione NUMISMATICA) del “follaro di Ruggero II con San Demetrio (1148-1149)”, pare sia stato emesso per celebrare i successi mediterranei di Ruggero II, e che era una moneta “celebrativa” delle battaglie di Grecia, in uso nel territorio del Salento.


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Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

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