Salento : Discarica di Burgesi di Ugento – dai 600 fusti tossici alla Xylella

di Giovanni Greco rifiuti-tossici

600 fusti tossici sotto terra: scoperta bomba ecologica nel Salento

Discarica di Burgesi di Ugento

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Immediatamente prima del Natale 2016, il 23 dicembre 2016, giunse la notizia che sotto la discarica di Burgesi di Ugento, gestita dalla MONTECO, erano stati scoperti (sepolti  tombati nel sottosuolo) 600 fusti di rifiuti altamente tossici speciali smaltiti illegalmente fra gli anni ‘80 e ’90 dello “scorso secolo”, contenenti quindi veleni  ad alto – altissimo rischio ambientale. L’allarme venne direttamente dalla Procura di Lecce. Nella zona sono presenti tracce di (Pcb) i cosidetti policlorobifenili che sono degli inquinanti persistenti, tossici quanto la diossina, i cui effetti sono : cancro al fegato, alla pelle, disordini del sistema nervoso, immunitario ed endocrino. La discarica di Burgesi di Ugento era gestita dalla MONTECO di Campi Salentina, in provincia di #Lecce, la quale però, a suo tempo, era stata autorizzata a conferirvi esclusivamente rifiuti solidi urbani … e non rifiuti tossici ed estremamente nocivi per intere generazioni di abitanti del posto. 

Oltre il danno, la beffa di un territorio che nutre abbandono culturale in una fetta della popolazione. Infatti, a fine gennaio 2017 qualcuno taglia di netto alcune decine di alberi monumentali, proprio a ridosso di quei terreni con gli oltre 600 fusti tossici tombati. Potremmo certamente sostenere che è la dimostrazione che il Salento vive stratigrafie di autolesionismo? O di interessi condivisi? Dovuti probabilmente sia all’ignoranza di qualcuno, ma anche alla complicità strategica di qualcun’altro? Certo, è probabilissimo sostenere : sia che esista questa ignoranza (di qualcuno), sia che esista questa complicità strategica (di qualcun’altro). Un connubio fra ignoranza e complicità furbesca (e tetra), tale da innescare una congiunzione diabolica, che va dal far accadere che siano sotterrati fusti tossici nei terreni … e che si possa tranquillamente approfittare della situazione dell’inquinamento … per tagliare alberi sani. Proprio sfruttando il dramma della pandemia del batterio killer!!! Essendo la “xf”, un lavaggio del cervello fatto nel tempo su quella parte della popolazione indifferente alla realtà della natura dell’ambiente circostante. E quindi sfruttando l’inesistente timore dell’esistenza della Xylella fastidiosa, hanno tagliato pure quelle piante sane e secolari, che vivevano non molto distante dal terreno dei fusti tombati. Si dirà : “forse erano malati?!”. Resta che oltre il danno, la beffa di un territorio che nutre abbandono culturale in una fetta della popolazione e stratigrafie di autolesionismo … o di interessi condivisi.

Ma ripercorriamo le tappe della cronistoria di questo ennesimo inquinamento ambientale e sociale Made in Salento.

Scrive Luigi Russo del CSV SALENTO in un post facebook del 19 gennaio 2017: “OPERAZIONE ATTILA” VICINO ALLA BURGESI… E QUESTI NON SONO I VANDALI DELLA NOTTE MA QUELLI CHE METTONO IN ATTO LE TEORIE DEGLI SCIENZIATI SCIENZIATISSIMI, DELLA #settastasiccatuttu Le foto sono state scattate oggi tra Acquarica e Ugento. Zona di CoDiRO. Siccome ai proprietari i “professori” (e i loro “ripetitori locali”) hanno detto che #stasiccatutto, e che devono rassegnanrsi perché “cambierà il paesaggio”, hanno fatto prima a “potare” così, in questo barbaro modo. Beh, certo, il CoDiRO così è stato debellato. Il giornalista di una grande TV che farà presto un servizio ha commentato: “Ma sono impazziti? Ma chi ha teorizzato questo scempio senza senso?”. Appunto! Certi scienziati #difendiAMOgliulivi da #quellicheodianogliulivi“.

fobia, disperazione e rassegnazione indotte dalla farsa del cosiddetto batterio killer della Xylella …

(in foto ulivi “piallati” Presso Acquarica del Capo – fonte Luigi Russo)16195193_10208040139222267_7788131617186007558_n

Il mio commento del 19 gennaio 2017 al suo post fu, come dire … quasi scontato: “ … è la dimostrazione che non esiste un rimedio all’ignoranza. Ignoranza indotta, creata nei decenni appositamente da una classe politica locale … per opportunismo. Una ignoranza utile all’autodistruzione. Forse il rimedio resta quello di infondere culturama nel frattempo l’ignorante proseguirà nella sua “non cultura” e piallerà alberi, grotte paleolitiche, antiche masserie o luoghi di culto abbandonati (da una burocrazia indifferente. Viva la coca cola e il cemento facile)… L’ignorante è fatto così. Un ridicolo mooolto cretino, che va ridicolizzato per la sua ignoranza. Lui e la sua stirpe! Il muretto a secco, a occhio, dalla tipologia e dalla disposizione dei massi … non vorrei sbagliare, ma “a me sembra” che risalga … direi all’alto medioevo. quindi risalirebbe a circa oltre 400 anni or sono. Potrei sbagliarmi, ovvio. Ma se anche quei tronchi sono di quel periodo, allora è l’ulteriore e scontatissima conferma ormai che i beni monumentali e ambientali sono concretamente a rischio estinzione perchè sono in mano a una folta massa incolta di burocrati ignoranti … : alla faccia delle tipologie identitarie di un luogo …“.


All’accaduto del taglio di queste piante c’è chi ha ricordato che la legge stabilisce il regime di tutela anche per le piante non ancora censite e che in quell’area accanto alla discarica Burgesi  ci sono prove fin troppo evidenti dell’esistenza di piante secolari. A tal proposito Giovanni Juan D’elia propone la lettura di un interessante testo di legge sull’argomento degli alberi monumentali http://www.leggioggi.it/2013/05/10/regione-puglia-gli-ulivi-monumentali-danno-fastidio-allo-sviluppo/

Sull’accaduto del taglio di questi alberi monumentali poi, il 20 gennaio 2017 ecco qui l’articolo di TrNews http://www.trnews.it/2017/01/20/i-predoni-degli-ulivi-alberi-secolari-tagliati-e-destinati-al-mercato-nero/123169017/

I predoni degli ulivi: alberi secolari tagliati e destinati al mercato nero

Da Ugento a Lecce, si moltiplicano le stragi di ulivi: alberi totalmente tagliati e legname portato via. L’ombra del mercato nero di legna e mobili e il dubbio che non si tratti di episodi tra loro isolati.


Mentre per tornare alla discarica Burgesi e ai suoi veleni intrappolati nella falda, da TagPress sempre del 19 gennaio 2017 http://www.tagpress.it/ambiente/discarica-burgesi-casili-subito-mappatura-siti-inquinati-nel-salento-20170119

Nella provincia di Lecce 45 Comuni inadempienti a richiesta del Servizio Ciclo dei rifiuti e bonifiche della Regione. Discarica Burgesi è solo un caso isolato?


Il 19 gennaio 2017 infatti il consigliere del M5S Cristian Casili (agronomo neretino e Componente Commissione IV (Sviluppo economico) Vicepresidente Commissione V (Ambiente – Assetto ed utilizzazione del territorio) – ha dichiarato che: “La discarica di Burgesi è solo la punta dell’iceberg, sono centinaia quelle non  ancora uscite alla luce del sole”, e che venga fatta una mappatura di ogni sito inquinante esistente nel Salento. “A gennaio 2014 il Noe di Lecce,  – denuncia Casili –   dopo i solleciti del 2012 e 2013 a cui non era mai stata data risposta, ha scritto delle lettere a 68 comuni delle tre province salentine in cui si chiedeva la precisa localizzazione delle discariche, proprio con l’obiettivo di mapparle. Sono gli enti risultati inadempienti rispetto alla richiesta del Servizio Ciclo dei rifiuti e bonifiche della Regione Puglia: tra questi ben 45 i comuni del leccese. Si tratta di amministrazioni che non hanno mai risposto e trasmesso in Regione alcuna documentazione una ulteriore dimostrazione di come spesso le amministrazioni comunali siano assenti sui temi ambientali non volendo credere che in alcuni casi ci sia la volontà di nascondere qualcosa. Ai sindaci, primi responsabili della salute dei cittadini, bisogna chiedere una nuova presa di coscienza. Che novità ci sono su questi territori?chiede Casili  A distanza di tre anni dalle richieste del Noe cosa hanno fatto questi 45 Comuni? (le lettere del Noe interessavano i comuni di : Patù, Alessano e Scorrano) O regna ancora il silenzio? Sono domande alle quali la Regione deve dare una pronta risposta, squarciando il velo di silenzio che ha regnato su queste discariche per troppi anni”..

15895228_396384217368106_5001741297638231447_nIl 12 gennaio 2017 poi leggevamo sui giornali che l’inchiesta è stata archiviata PER PRESCRIZIONE DEI REATI —> Della serie che “se li chiami TUTTI CRIMINALI, diranno che soffri d’ansia”? 

Ma è anche vero che l’attuale falda rispecchia esattamente una politica marcia, come la casta locale che sa e non sa, vede e forse provvede. Forse. Ma sempre in ritardo, male e con spese disumane per i cittadini.

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Scrive il FORUM AMBIENTE E SALUTE
VELENI NEL SALENTO? VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA !!!
I VELENI NEL SALENTO NON DESTANO PREOCCUPAZIONI, TANTO SI SA CHE A SUBIRE LE CONSEGUENZE FATALI SONO SOLO I CITTADINI !!!
E QUANDO SI SCOPRE CHE I VELENI CI SONO SI BUTTA FUMO NEGLI OCCHI PER NON FAR TROVARE I RESPONSABILI DI QUESTA CATASTROFE SANITARIA !!! SIAMO ALLA FOLLIA !!!
I SALENTINI SONO CITTADINI, GIAMMAI SUDDITI, NE’ CAVIE !!!


Quindi il reato è andato in prescrizione e ci si aspettava che i terreni altamente contaminati venissero comunque bonificati. Il 31 dicembre 2016 Luigi Russo, del CSV SALENTO postava su facebook : “VELENI ALLA BURGESI – ALLE “RASSICURAZIONI” NON CREDE NESSUNO. E INTANTO ANCHE I POZZI SPIA DI NARDÒ DIMOSTRANO CHE LA FALDA È COMPROMESSA – Intanto i cittadini si mobilitano, in tutto il Salento. E il Csv insieme al Forum Terzo settore Lecce sta programmando 14 “cantieri per la sussidiarietà” in tutte le zone critiche. Sarà invitato anche Michele Emiliano oltre alle Istituzioni locali, e tutti dovranno giocare a carte scoperte”.

In un primo momento la Procura di Lecce aveva sollecitato i Comuni di Ugento e di Acquarica del Capo ad avviare la bonifica dei siti (che all’epoca erano gestiti dalla Monteco), e già il 28 dicembre 2016 le amministrazioni di Ugento e Acquarica (che di fatto non hanno mai partecipato alla gestione di quel sito), per tutelare le proprie ragioni hanno dato mandato all’avvocato Luigi Quinto, la formulazione di una richiesta milionaria di risarcimento danni destinata alla Monteco.


sabato 24 dicembre 2016

I fusti contengono policlorobifenili, sostanze altamente tossiche e cancerogene.

Seicento fusti tossici sepolti nel Salento. Questa la scoperta shock – pubblicata da Nuovo Quotidiano di Puglia – venuta fuori dalle indagini della Procura della Repubblica di Lecce, che ha scoperchiato una vera e propria bomba ecologica nella ex discarica ugentina di Burgesi.
Nella fattispecie si tratta di policlorobifenili, sostanze altamente tossiche e cancerogene utilizzate a livello industriale soprattutto nella prima metà del secolo scorso. Il carico è stato individuato a 30 metri sotto terra, ricoperto dai rifiuti domestici della discarica ormai dismessa. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Angela Rotondano e dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, si è avvalsa delle importanti dichiarazioni rilasciate da Gianluigi Rosafio, condannato per smaltimento illecito di Pcb nei primi anni Duemila.

Ora, come specificato dalla stessa Procura, la priorità assoluta diventa la bonifica, che dovrebbe scongiurare il pericolo dell’inquinamento della falda. Per questo motivo si dovrà attendere una risposta dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Puglia e dal Comune di Ugento.

VELENI ALLA BURGESI – ORA TUTTI SI ALLARMANO. ORA PARLARE DEI TUMORI NON È PIÙ ANTI-TURISTICO. ORA VENGONO PERFINO RIABILITATI GLI AMBIENTALISTI (FINO A IERI RITENUTI “COMPLOTTISTI”)

Praterie di articoli e servizi giornalistici. Ma perché tutto non si risolva nella solita, banale passerella dei soliti noti locali, che per non essere accusati di essere i responsabili degli inquinamenti e dei mancati controlli ora si fanno fotografare con Michele Emiliano, è necessario che la questione venga presa in carica anche dai Cittadini responsabili. Il Csv Salento lancia la sfida di un “Cantiere per la sussidiarietà” a Ugento, da realizzare ai massimi livelli e con tutti i soggetti interessati, entro gennaio (quando le luci della ribalta si saranno spente). Infine, una domanda provocatoria: ma non è che c’è correlazione tra inquinanti nel suolo e nella prima falda e dissecamento degli ulivi, che in quella zona è molto accentuato? Anche su questo ci aspettiamo risposte … C‘è un filo rosso che collega le discariche, i rifiuti tossici, l’aggressione al territorio, gli abusivismi, la corruzione, i tentativi di distruggere l’olivicoltura salentina con la scusa della xylella, i progetti di autostrade senza senso. Dobbiamo svelare questo filo rosso, e ripeterlo sempre, finché la gente non si renderà esattamente conto di come stanno le cose e comprenda anche quali sono i nomi dei registi e degli attori palesi o occulti di quei disastri. Denuncia e proposta. E avanti!

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Dal Blog SulaTesta di Gianni Lannes del 13 giugno 2015

ULIVI, FITOFARMACI, DISCARICHE DI RIFIUTI, GUERRA BATTERIOLOGICA E IMBROGLI DI STATO

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2015/06/ulivi-fitofarmaci-discariche-di-rifiuti.html?spref=fb

 di Gianni Lannes

Un’arma letale e insospettabile per aggredire un paese alleato e destabilizzare la sua economia agricola. Alla prova dei fatti la Xylella non c’è, non è mai apparsa in Europa. E latitano pure le prove scientifiche: il saggio di patogenicità. Eppure le autorità regionali e nazionali hanno minacciato di distruggere gli uliveti salentini, non si sa per miopia o calcolo speculativo, invece di attuare la bonifica delle aree inquinate dagli sversamenti ecomafiosi. Addirittura, il sedicente ecologista Nichi Vendola, in veste di governatore uscente ha paventato uno scenario da ecatombe. Per la cronaca documentata: Nicola Vendola da presidente della regione Puglia ha decretato aiuti economici, elargendo soldoni pubblici, a multinazionali di Big Pharma. Tre anni prima della scoperta ufficiale, andava già in onda in Puglia, un convegno in materia, con gli esperti nordamericani al soldo delle corporation ogm, che poi hanno dettato legge. Il sostituto procuratore di Lecce Elsa Valeria Mignone ha dichiarato: «L’Istituto agronomico mediterraneo, dove si è svolto il workshop del 2010 nel quale è stato portato il batterio da xylella per scopi scientifici, gode per legge di immunità assoluta e l’autorità giudiziaria non può andare a indagare». Nella parte sud-occidentale della provincia di Lecce e principalmente nelle campagne della costa ionica (Parabita, Tavignano, Racale, Ugento, Melissano, Gallipoli, Casarano, Galatina, Nardò) nel 2013 è stato rilevato il fenomeno chiamato «complesso del disseccamento rapido dell’olivo» che presenta la bruciatura delle foglie su alcuni rami delle piante di ulivo. Ancora non è certa la natura e l’entità del fenomeno ed il livello di diffusione, ma sono state avanzate le più disparate ipotesi e risoluzioni radicali senza che gli studi scientifici necessari siano stati portati a compimento. Un dato è certo: lo stato di abbandono degli alberi e l’uso massiccio di fitofarmaci, nonché la pioggia di nanoparticolato metallico irrorato nel cielo dalla NATO a partire dal 2002. (continua)


SCHIAVONE 1988 Rifiuti Tossici : “eravamo ad OTRANTO …”

http://247.libero.it/focus/28847144/94/associazione-georgofili-cosa-dicono-gli-atti-secretati-sulle-stragi-di-mafia-c-chi-non-vuole-parlare/


‘C’è la massoneria dietro il business dei rifiuti’. Guarda il video del poliziotto colpito da tumore che indagava sul traffico dei Casalesi

“Dietro tutti c’è la massoneria. E’ stato appurato che c’erano contatti tra Licio Gelli e Gaetano Cerci (colletto bianchi del clan dei Casalesi, ndr)”. Ad affermarlo è Nicola Mancini, sostituto commissario della polizia di stato, che oggi deve lottare contro un tumore, che gli è scoppiato dopo aver indagato sui rifiuti interrati a Casal di Principe. Mancini tira in ballo anche l’avvocato Cipriano Chianese, definito il ‘broker dei rifiuti’, colui che, per conto dell’organizzazione criminale, teneva contatti con le società che avevano bisogno di ‘interrare’ i rifiuti.

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foto di Antonio Baldari 7-6-2013 il laghetto di Sanarica non si tocca


da corrieredelmezzogiorno del 8 nov 2013

La Puglia snodo dei traffici illeciti
«Qui anche i rifiuti dei Casalesi»

Nel 2012 accertate 522 infrazioni:il 10% del totale in Italia. Ecco il rapporto di Legambiente

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2013/8-novembre-2013/puglia-snodo-traffici-illecitiqui-anche-rifiuti-casalesi-2223610639286.shtml


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