Riproduzione di un ELMO MESSAPICO in 3d a cura di Giovanni Greco per BelSalento

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

Riproduzione di un ELMO MESSAPICO in 3d a cura di Giovanni Greco per BelSalento

Con le mie stampanti 3d sto ricreando quello che posso sulle architetture, vasellami, monili e armamenti che si sono succeduti nel Salento nel corso di quasi 2000 anni. Ho iniziato ricreando un elmo spartano e la sua spada che potete vedere in questo link (forse riesco anche a fare lo scudo); il tutto mi servirà come abito di scena per un video per BelSalento che realizzerò nella mia sala video in greenscreen.

Infatti vorrei affrontare la realizzazione delle armature di tutte le dominazioni che abbiamo avuto, dall’età del ferro sino a metà 1700, per poi indossarle per una discreta serie di video o brevi cortometraggi tematici, tutti incentrati sulla storia del nostro “BelSalento”, un po sul modello Quark – ma il mio è un progettino autoprodotto. Naturalmente devo ringraziare coloro che sostengono questi miei lavori 😉 e se anche voi vi sentite di darmi un contributo potrete sostenere questa enorme lavoro di studio, ricerca, pubblicazione e riproduzione in 3d cliccando a questo link.
Vi ringrazio infinitamente 😉 😉 😉

Tornando a noi (…), appena stampato in 3d l’elmo e la spada spartana ho quindi cercato materiale sui Messapi per duplicare (sempre, ovviamente in 3d) le loro armature, che, da quel che sappiamo, erano molto essenziali e difatti in rete non ho trovato moltissimo.
Probabilmente le armature messapiche dovevano essere simili a quelle greche e, nella fase finale della loro esistenza come popolo, presumo debbano essere state -forse- tendenzialmente uguali (?) a quelle Corinzie. Comunque ho eseguito quella che ritengo sia la prima ricostruzione in 3d di un elmo (presumibilmente) Messapico (almeno nelle ultime fasi del loro splendore) e che ho creato dal nulla in quanto chiaramente non ho trovato nessun file esistente che potesse adattarsi. L’immagine dal quale son partito l’ho trovata in questa moneta di Valesio.

Qui in foto vedete a sinistra l’elmo spartano, che ho personalizzato per poterlo indossare e difatti è abbastanza robusto. A destra “il presunto” elmo messapico, è un pezzo unico (ha oltre 50 ore di stampa) è più piccolo dell’altro, ha un infill (riempimento) pari al 10%, è delicato e probabilmente sarà impiegato solo per esposizione.

Inizialmente avevo preso in esame questa moneta della Magno-greca “Μεταποντιον” (Metaponto). Qui si ipotizza che Ceglie e Metaponto fossero in ottimi rapporti e per questo Ceglie in segno di amicizia, abbia stampato alcune conii col simbolo di Metaponto sul dritto, e la Pallade armata sul rovescio, con le scritte “Και”, “Καιλιν”, “Καιλινον”; altre monete hanno invece col capo laureato di Giove , Minerva. Ma poi la mia attenzione si è spostata su un’altra moneta rinvenuta a Valesio (qui sotto) e che oltre a presentare anche maggiori dettagli, ritengo sia più vicina alla fine dell’età dei Messapi (anche se con qualche “discreto” lasso di tempo) … Dalle mie ricerche sui Messapi questi furono un’antica popolazione illirica che, prima dei Greci e dei Romani, probabilmente erano giunti in Puglia alle soglie dell’età del ferro intorno all‘IX secolo a.C e durante l’età del Bronzo. Si stanziarono nell’entroterra a sud della penisola pugliese e in età preromana si distribuiranno in tutto il Salento. Sin dal IX secolo a.C. i Messapi ebbero frequenti contatti  con il mondo greco, favoriti poi dalla futura fondazione della colonia greca di Taranto. Il fenomeno della “ellenizzazione” avvenne con una serie di guerre con la città greca di Taranto, la quale voleva ampliare il suo territorio agricolo ed utilizzare come schiavi le popolazioni messapiche vinte in battaglia. (…) Riconducibile all’età messapica è lo Zeus di Ugento, una statua bronzea magnogreca (databile al 530 a.C.) rinvenuta a Ugento (Lecce) nel 1961. Nel IV sec a.C. i Messapi ha una importante vittoria contro Taranto e Reggio le due città magnogreche che miravano al possesso delle terre messapiche. I Messapi ottennero questi successi militari grazie alla loro abilità nell’arte equestre dei guerrieri a cavallo messapici. I Romani vollero i cavalieri messapici al loro fianco nella seconda guerra sannitica (326-304 a.C) e anche nella terza (298-290 a.C) proprio per l’imbattibilità e per i celeri spostamenti della cavalleria messapica. (…) Famose le campagne militari dei Messapi in Terra d’Otranto nel periodo 473-350 a.C. Nel 413 Artas principe messapico aiutò gli Ateniesi contro Siracusa durante la guerra del Peloponneso. Tennero testa contro gli spartani di re Archidamo III (343 – 338) che era accorso in aiuto di Taranto. Saranno sconfitti da Alessandro d’Epiro. Si allearono con Roma nella prima e nella seconda guerra sannitica, ma nella terza i Messapi si schierarono con Pirro nella lotta di Taranto contro Roma. Saranno sconfitti nel 280 a.C. Dopo la presa di Brindisi avvenuta nel 267 a.C., nel 267-266 a.C. la città messapica di Rudiae fu sottomessa a Roma e fu completamente romanizzata tramite la ristrutturazione del territorio, sconvolgendo i secolari rapporti commerciali fra Taranto e i Messapi.

L’elmo che io ho riprodotto credo faccia parte della tarda età messapica e forse addirittura posteriore all’epoca. Comunque credo di essere il primo ad averne realizzato uno in stampa 3d.

Come dicevo son partito quindi da questa moneta rinvenuta a Valesio (Balesium) Nord-Torchiarolo (Br).
La coniazione monetale di Ambrakia erano riproduzioni fedeli del tipo di Athena sul D/ e di Pegaso sul R/. Nel V secolo a.C. ebbe una ricca monetizzazione in argento, che fu utilizzata solo per scambi e commerci transmarini.
L’autorità emittente di questa monetizzazione era Ambrakia (Epiro).
Sul fronte la moneta reca la dea Athena guernita di elmo corinzio rivolta a sud, con sotto il collo la lettera “A”, mentre di lato vi sono dei fulmini.
Sul rovescio questa moneta presenta il Pegaso in volo a sud.
La datazione oscilla fra il 480-250 a.C. e il 480-343 a.C.

Quindi per questa prima versione dell’elmo Messapico, mi son “ispirato” a quelli corinzi. Forse impropriamente … comunque resta uno studio, non facile, di ricostruzione archeologica (e sperimentale per l’impiego della tecnologia del 3d) che mira ad avvicinarsi alla realtà, in base alle poche informazioni che son riuscito a reperire. Qualora un vero elmo messapico fosse differente da come l’ho ricreato, bene 😉 sarò lietissimo di correggere l’errore e “scolpire” al computer la -nuova- vera forma.

Ecco la ricostruzione che ho fatto con il programma di modelling per 3d Meshmixer, con il quale ho creato al computer questa mia prima prova di elmo Messapico.

Qui di seguito in questa galleria l’ELMO MESSAPICO, riprodotto sui riferimenti di quelli corinzi che ho ritenuto di prendere in esame per questa prima edizione. Eccolo uscito dalla stampante 3d e collocato sul suo supporto. E’ ancora “nudo e crudo” nel senso che ancora non è stato colorato.

Ambrakia (greco Ἀμπρακία, latino Ambracia, ora Arta) fu un’importante colonia fondata in Epiro intorno al 660-650 a.C. (VII secolo a.C.) da coloni di Corinto guidati da Kypselos figlio Gorgos. Il nome deriva dal forte situato nella laguna di Ambrakos. Nella prima metà del V secolo a.C. Ambrakia fu impegnata con la sua flotta e con la sua fanteria contro i Persiani a Salamina e a Platea a fianco di Corinto e delle altre città Greche. In seguito, unita ad Atene, fu coinvolta nelle grandi guerre che scossero la Grecia : la guerra del Peloponneso e la guerra contro i re macedoni. Nel III° secolo a.C. Ambrakia divenne la capitale del regno del re macedone Pyrrho I, e dotata di un palazzo reale. Pirro fece di Ambracia la sede dei re di Epiro e ornò la città con magnifici edifici e molte opere d’arte.

Ripeto, ritengo che le tipologie corinzie non siano esattamente affini e/o corrispondenti al 100%  agli elmi messapici del periodo più glorioso di questo popolo che ha vissuto agli albori di quella che oggi chiamiamo terra del Salento. Però da qualcosa dovevo pur partire … Se avete o se potete fornirmi dettagli o altro, potrò migliorare e anche rifare completamente l’intero elmo, nella speranza di avvicinarci quanto più possibile alla realtà storica di questo popolo così affascinante.

I Messapi


Per questi lavori ho usato una CREALITY CR10 ed una CREALITY CR10S e con loro BelSalento è veramente 3d ! 🙂 Eccole qui

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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.

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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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