PORTO BADISCO – La Grotta dei Cervi – A OLTRE 40 ANNI DALLA SCOPERTA

PORTO BADISCO – La Grotta dei Cervi

Neolitico   5.600 e i 3.000 anni a.C.
La Grotta dei Cervi di Porto Badisco a Otranto (Lecce), con tremila pitture è il complesso pittorico neolitico più imponente d’Europa. E’ uno dei principali monumenti del neolitico in Europa. E il Salento, delle civiltà preistoriche, ha perfettamente conservato  dolmen, menhir, specchie, nemanthol, grotte e graffiti di ineguagliabile bellezza.

Il 1° febbraio del 1970 avvenne la scoperta delle grotte di Porto Badisco (Otranto, Lecce). L’operazione speleologica fu condotta dalla sezione scientifica del Gruppo Speleologico Salentino “P. de Laurentiis” di Maglie (LE), composta dai Soci: Severino Albertini, Enzo Evangelisti, Isidoro Mattioli, Remo Mazzotta e Daniele Rizzo. Senza dubbio una delle scoperte archeologiche più sensazionali degli ultimi anni: uno dei complessi di pitture parietali della tarda preistoria europea, con figurazioni geometriche, umane e animali, databili fra i 5.000 e i 3.000 anni a.C.

cfr : http://belsalento.wix.com/belsalento#!porto-badisco—la-grotta-dei-cervi/c1xb2

La grotta non è accessibile al pubblico.
Si suddivide in tre ampi corridoi percorsi da pitture scoperte al loro interno.

  • Il primo corridoio è lungo circa 200 metri, ed a un certo punto si sdoppia in due rami uno in direzione nord alla fine del quale furono ritrovato due scheletri, e l’altro in direzione sud-est.
  • Il secondo corridoio è ricco di pitture, e anch’esso è lungo 200 metri e vi si accede da un cunicolo passante dal I corridoio. Questo corridoio verso la fine si allarga dando accesso a due sale successive. Verso la metà il percorso si interrompe e vi è la presenza di un laghetto naturale formatosi dalle acque di stillicidio, e successivamente vi è la presenza di un deposito di guano adoperato dall’uomo neolitico per dipingere.
  • Il terzo corridoio è lungo anch’esso 200 metri e al suo interno vi si accede dal II corridoio attraverso un’apertura molto bassa.

Per accedere all’interno del complesso sono presenti due ingressi:

  • Uno occidentale, che si immette solo nel primo corridoio;
  • Uno orientale, che dà accesso a tutti e tre i corridoi.

Vi è inoltre la presenza di un cunicolo che dà accesso ai corridoi, ed è stato prontamente scavato e rinforzato lungo le pareti da muretti a secco, da parte dell’uomo neolitico;

badiscoLe pitture rappresentano impronte di mani con valore simbolico e magico, scene di caccia con figure stilizzate di uomini armati di archi e frecce, e soprattutto forme geometriche e astratte come spirali, intrecci, complicati grovigli, … Le figure di colore scuro bruno sono stilizzate, e riproducono scene di caccia al cervo, uomini con arco e cani, cervi in lotta tra loro, cavalli presi al laccio e simboli antropomorfi. Nella grotta Romanelli di Castro e nella grotta dei Cervi di Porto Badisco,  graffiti e  pitture erano fatte con guano di pipistrello e con ocra.

La figura stilizzata di uno stregone danzante campeggia su una delle pareti con a fianco alcune forme geometriche coperte da un trasparente velo calcitico. La cultura non scientifica lo chiama “Sciamano”. Ma cosa rappresentano questi pittogrammi? Esprimono la capacità di raffigurare il mondo circostante e sono rappresentazioni delle idee … delle quali non riusciamo però a coglierne un significato funzionale.

Monumento alla Dea?
«Ci sono simboli che ricorrono in tutto il mondo antico, come la spirale (simbolo di vita e rigenerazione attribuito alla Dea Madre), che nella Grotta dei Cervi è presente nei pittogrammi ed è il motivo dominante di decorazione delle ceramiche rinvenute» dice Elettra Ingravallo, docente di Paletnologia all’Università del Salento. «Ma gran parte dei simboli sono un mistero. In realtà, più che guardare ai singoli simboli, a mio parere bisognerebbe considerare l’opera nel suo complesso: lungo il percorso c’è un racconto che si snoda, una storia condivisa e nota ai frequentatori della grotta. La grotta doveva essere l’equivalente di quello che per noi è un santuario o un luogo di culto. Sicuramente ospita la più ricca raccolta di simboli risalenti al neolitico – un vero e proprio manifesto ideologico della preistoria – di tutto il mondo occidentale».

Le Datazioni
«Abbiamo effettuato un sopralluogo nella Grotta dei Cervi con un team di archeologi, fisici e biologi» dice Lucio Calcagnile, docente di fisica e responsabile del Cedad «e abbiamo prelevato anche alcuni campioni di guano di pipistrello, sia dai giacimenti presenti che dalle pitture della Grotta. Alcuni risultati preliminari su resti osteologici indicano che la grotta è stata frequentata nel neolitico, circa 5.600 anni prima di Cristo. Indagini direttamente sui dipinti preistorici sono in corso».

In particolare le grotte di Porto Badisco sono da sempre considerate dagli studiosi il Santuario del Neolitico, in quanto poche grotte nel mondo hanno così nitide tracce della presenza umana. Paralleli significativi si possono riscontrare unicamente con le caverne Altamira, Lascaux, Niaux, ecc.

di Giovanni Greco

Grotta Badisco e del Serpente con Gianni Binucci e Riccardo Rella Lecce 26/6/2016 – BelSalento

dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

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a cura di Giovanni Greco