Pitagora in BelSalento

di Giovanni Greco

scienziati

pitagoraPitagora
Samo, 570 a.C. – Metaponto, 496 a.C.

Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio. L’inizio della saggezza è il silenzio.

Pitagora

E’ conosciuto come il primo matematico puro. Le poche notizie sulla vita di Pitagora provengono da antiche biografie Il filosofo ionico visse nel VI secolo a.C., nacque a Samo in Grecia nel 570 a.C. e morì a Metaponto nel 496 a.C.
Fu uno dei più grandi filosofi, matematici e moralisti dell’antichità, predicava la libertà e l’uguaglianza, la tolleranza e il rispetto. Quale creatore della parola filosofica, cioé amore della saggezza, Pitagora volle dimostrare che l’uomo deve tendere con ogni sforzo ad una elevazione morale. Le regole della dottrina e le prescrizioni della condotta dell’uomo sono articoli di fede che formano il catechismo del perfetto pitagorico cui si aggiungeva la promessa di una vita eterna dopo la morte. Pitagora elaborò la tavola pitagorica e nella geometria il famoso teorema di Pitagora.
Dopo aver viaggiato in Egitto e Babilonia, si stabilì a Crotone nel 530 a.C. dove diede inizio ad una setta filosofico-politica, che ebbe notevole influenza sulla Magna Grecia e che porta il suo nome. In seguito si trasferì a Metaponto dove visse e morì.
Ebbe dunque nella Magna Grecia i suoi discepoli che applicarono nei vari campi dello scibile i suoi insegnamenti. Anche se non è rimasto nulla dei suoi scritti, i primi a parlarne furono Filolao di Taranto, Senofane suo contemporaneo, Eraclito ed Erodoto. A Taranto l’esponente più significativo della scuola pitagorica fu il grande Archita, scienziato ed uomo politico amico di Platone, impresse alla città quel sistema moderno di vita civile che causò la sua rovina e quella della sua città.

FONTI

  • Enciclopedia Zanichelli, Milano, ‘La Repubblica’, 1995


Pitagora lasciò Samo e si recò nella parte meridionale dell’Italia circa nel 518 a.C. circa (Lamblichus fornisce alcune ragioni per la sua partenza), e fondò una scuola filosofica e religiosa a Crotone (nella parte sud-est dell’Italia) che ebbe molti seguaci. Egli fu il capo della scuola, insieme ad un circolo interno di seguaci conosciuti come mathematikoi. I mathematikoi vivevano nella scuola permanentemente, non avevano possedimenti privati ed erano vegetariani. Pitagora stesso provvedeva alla loro istruzione ed essi obbedivano a regole severe. Le regole che Pitagora stabilì furono

1) che al suo livello più profondo, la realtà è la matematica nella natura,

2) che la filosofia può essere usata per la purificazione spirituale,

3) che l’anima può elevarsi al fine di unirsi al divino,

4) che determinati simboli hanno un significato mistico, e

5) che tutti i fratelli dell’ordine devono osservare una stretta fedeltà e discrezione.

Sia agli uomini che alle donne era permesso diventare membri della Scuola, infatti molte donne della scuola pitagorica successivamente diventarono filosofi famosi. I membri del circolo esterno della Scuola erano conosciuti come gli akousmatics, vivevano nelle loro proprie case, e andavano alla Scuola soltanto durante il giorno. A loro era permesso avere possedimenti propri e non era loro richiesto di essere vegetariani. Nelle loro pratiche etiche, i Pitagorici furono famosi per la loro amicizia reciproca, il loro altruismo e la loro onestà.

«Pitagora ed Empedocle avvertono che tutti gli esseri viventi hanno eguali diritti, e proclamano che pene inespiabili sovrastano a coloro che rechino offesa a un vivente» (Cicerone) – Pitagora è tradizionalmente considerato l’iniziatore del vegetarianismo in Occidente grazie ad alcuni versi delle Metamorfosi di Ovidio, che lo descrivono come il primo degli antichi a scagliarsi contro l’abitudine di cibarsi di animali, reputata dal filosofo un’inutile causa di stragi, dato che la terra offre piante e frutti sufficienti a nutrirsi senza spargimenti di sangue; Ovidio lega il vegetarianismo di Pitagora alla credenza nella metempsicosi, secondo cui negli animali vi è un’anima non diversa da quella degli esseri umani.

cfr : https://it.wikipedia.org/wiki/Pitagora


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non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

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