Pietro Migali compositore violinista del XVII secolo leccese

a cura del dott Giovanni Grecomusicisti

Pietro Migali (Lecce, 1635-1715) fu un compositore violinista del XVII secolo leccese.

Nel 2017, grazie ad una accanita ricerca in archivi italiani e stranieri a cura dell’Ensemble BariAntiqua, Diego Cantalupi ricercatore e musicista, e Lorenzo Capanna,  hanno fatto l’eccezionale scoperta di alcuni frammenti di una (rarissima) traccia di musica sacra (“Sonate a trè, doi Violini, e Violone, ò Arcileuto, col basso per l’Organo”, del 1696) composta dal violinista seicentesco Pietro Migali (compositore sino ad oggi ancora poco conosciuto, nato a Lecce, 1635-1715). L’Ensemble BariAntiqua (Cfr : http://www.bariantiqua.com), formato dai violini Dario Palmisano e Michele Saracino, da Edward Szost alla tiorba e Diego Cantalupi all’arciliuto, nasce dall’unione di differenti generazioni di musicisti con conseguenti esperienze e professionalità con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e musicale del territorio pugliese. Dal sito internet di BariAntiqua, sul Migali si legge: “In una Lecce nel pieno dello splendore del barocco, Pietro Migali, maestro di cappella della Cattedrale, pubblica una raccolta di sonate a tre dall’editore romano Mascardi. È l’unica opera rimasta ma rivela un compositore di altissimo livello che lo colloca senza ombra di dubbio al primo posto tra i compositori pugliesi della seconda metà del Seicento.“.


Pietro Migali formatosi nell’epoca d’oro del Rinascimento, per la sua eccellente capacità stilistica rappresenta un unicum nel panorama musicologico meridionale e salentino. Di tutta la sua produzione musicale oggi resta solo questa sonata: “Sonate a trè, doi Violini, e Violone, ò Arcileuto, col basso per l’Organo”, del 1696. Nella recente scoperta di Cantalupi e Capanna, questi frammenti erano contenuti in un registro notarile che il Cantalupi ed il Capanna hanno trovato conservato presso l’archivio storico comunale di Casperia. Nella rilegatura di quel registro notarile, i due ricercatori si sono fortunatamente imbattuti in una decina di pagine di partiture musicali della sonata del Migali, che erano adattate al formato del volume; nel frontespizio poi, oltre al titolo dell’opera vi è anche presente la dedica “all’illustrissimo signor D. Carlo Marulli”. Ma l’eccezionalità del ritrovamento consiste anche nel fatto che, oltre quest’ultimo ritrovamento nell’archivio di Casperia, esistono soltanto due altri esemplari della partitura completa dell’opera del Migali e si trovano uno a Bologna (nella Biblioteca del Conservatorio Musicale G.B.Martini) e l’altro  in Germania (Münster).

Pietro Migali, 1696 – Sonate A trè, doi Violini, e Violone, ò Arcileuto, col basso per l’Organo Consegrate all’Illustrissimo Signor D. Carlo Marcelli, Op. 1

Pietro Migali fu “Maestro di Cappella della Cattedrale di Lecce”; la sua «lucrosissima professione di Maestro di Cappella e di Compositore di musica» è confermata dall’unica opera a stampa a noi pervenuta: la “Sonate a trè, doi Violini, e Violone, ò Arcileuto, col basso per l’Organo”, opera datata 1696.

Poche e scarne notizie sulla sua formazione musicale, tranne alcuni dettagli: frequentò la casa di Diego Personè (e del figlio Camillo) dai quali potè ricevere una discreta istruzione: «eminente nella tastatura degli organi, nella Musica, nella Scherma, e nelle arti militari, ma di maniera».
L’unica opera a stampa a noi pervenuta è la sopramenzionata “Sonate a trè” del 1696 ma in essa è espresso l’elevato, aulico e raffinato livello compositivo del Migali, che quasi sicuramente fu molto apprezzato nei salotti di corte napoletani e romani. E’ un’opera “da chiesa” destinata ad una platea intellettualmente colta, che fu pubblicata a Roma (anche se nella dedica è riportata la dicitura: “Lecce, 12 febbraio 1696“); ed è dedicata ad un sacerdote di Barletta un nobile signor D. Carlo Marulli, il cui blasone compare nel frontespizio e all’interno di ciascuno dei quattro libri.

Ma sono veramente poche le notizie pervenute su questo compositore della seconda metà del Seicento leccese. I documenti lo menzionano come clerico, ossia godeva di un sostegno economico, poteva svolgere una libera professione e poteva anche sposarsi (ma solo una volta e con una vergine). L’Archivio di Stato di Lecce conserva il suo testamento biografico risalente al 6 settembre 1715, quando il Migali era ottantenne. In esso è scritto : “rimasto orfano del padre Angelo “d’anni 22 incirca”, si prese a carico l’intera famiglia composta dalla madre, Francesca Redesi, e da sette fratelli”. Ma il padre morì nel 1669  e in base a quanto scritto nel testamento, se avesse avuto ventidue anni alla data della morte del padre, il Migali sarebbe dovuto essere nato nel 1647. Invero il Duomo di Lecce conserva l’atto di battesimo di Pietro Migali, e la data risulta essere quella del 6 gennaio 1635; pare quindi che nel suo testamento (del 1715) il Migali abbia posticipato di 12 anni la sua stessa data di nascita; probabilmente per un calo di memoria dell’anziano compositore (?)

Fu contemporaneo del maestro di violino Carlo Mannelli

Cfr : http://www.mvcremona.it/CdMigali.htm

Pietro Migali fu menzionato in “Rinascenza Salentina” rivista diretta da Nicola Vacca dal 1933 al 1943


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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