Papa Bonifacio IX da Casarano

di Giovanni Greco

Papa Bonifacio IX da Casarano

Bonifacio IX, nato Pietro Tomacelli (Casarano, 1350 circa – Roma, 1º ottobre 1404), è stato il 203º papa della Chiesa cattolica dal 1389 alla morte, e venne eletto a trent’anni di età. Regnò durante lo Scisma d’occidente, mentre il papa rivale (antipapa), Clemente VII, risiedeva ad Avignone sotto la protezione della monarchia francese. Condizionato dalla guerra dei cent’anni tra Francia e Inghilterra e dalle lotte civili nella penisola, Bonifacio IX fu un abile tessitore di accordi con gli Stati italiani e con le grandi potenze europee. Cercò una mediazione con l’antipapa Benedetto XIII, insediato ad Avignone dopo lo Scisma d’Occidente, mentre sul piano dottrinale convocò due Concili e avviò la canonizzazione di Brigida di Svezia.

Pietro (Piero, Perino) Tomacelli  nacque a Casarano (in Terra d’Otranto, Lecce) nel 1354 (M. FANTASIA, I Papi pugliesi: Bonifacio IX, Innocenzo XII, Benedetto XIII, Schena Editore, Fasano 1987), da una nobile famiglia napoletana. Il padre (il barone) Giacomo e la madre Verdella Caracciolo erano feudatari di quel casale salentino e della piccola frazione di Casaranello (oggi Casarano). Pietro verrà battezzato proprio qui, nella chiesetta paleocristiana di Santa Maria della Croce (conosciuta anche come la chiesa di Casaranello), parrocchiale del casale parvus.  La notizia circa i natali casaranesi del futuro pontefice e quella del battesimo sono testimoniate da una lapide marmorea tuttora esistente, collocata dal vescovo Antonio Sanfelice (1708-1736) in Santa Maria della Croce. L’epigrafe settecentesca, come riportato nel suo stesso testo latino, sostituisce un’altra iscrizione commemorativa, più antica di trecento anni e rinnovata perché spaccata. Un altro dato,  in sintonìa con quanto affermato in precedenza, è relativo al secondo titolo cardinalizio assunto dal Tomacelli. Si conosce ben poco del periodo che precede la sua elezione a Papa. È nota solo la decisione  di Urbano VI (Urbano VI, nato Bartolomeo Prignano (1318ca -1389), fu Papa dal 1378 fino alla morte) del 1381 di crearlo cardinale diacono di San Giorgio, e nel 1385 cardinale presbitero di Sant’Anastasia. La scelta di quest’ultimo titolo sarebbe un ossequio all’omonimo cenobio benedettino, sulle serre casaranesi, in cui il giovane Pietro  aveva ricevuto la prima formazione, e (forse) aveva intrapreso la vita monastica. L’abbazia era una delle quattordici badiae inferiores, suffraganee di Santa Maria di Nerito (Intorno al VIII secolo a.C. i Messapi fondarono  in Puglia l’odierna Nardò, dandole il nome di Nerito che trae spunto dal greco ‘nar’ (acqua)), l’attuale cattedrale di Nardò.
Queste note, utili per successive indagini, chiariscono alcuni aspetti non sempre evidenziati con precisione da taluni autori (Cf AA.VV., Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli. Ornata de loro rispettivi ritratti. Compilata da diversi letterati nazionali (…), 8° volume, tomo undecimo, “Bonifazio IX. Pontefice della Romana Chiesa (…), capitolo scritto da F. de Jorio, Napoli 1826, da Nicola Gervasi, Mercante di Stampe. L. ZANUTO, Il pontificato di Bonifacio IX, Udine 1904. J.N.D. KELLY, Vite dei Papi. Le biografie degli uomini che guidarono 2000 anni di storia della Chiesa, Piemme, Casale Monferrato 1995, 388-391). In tale ambito acquista rilievo anche il riferimento a Bonifacio IX contenuto nel discorso di commiato rivolto il 5 ottobre del 1980 da Giovanni Paolo II (1978-2005) a conclusione della sua visita pastorale ad Otranto. Nell’aeroporto di Galatina (Lecce), il Pontefice – rivolgendosi alle autorità e ai fedeli – disse tra l’altro: “Con pari intensità di sentimento esprimo la mia riconoscenza ai numerosi lavoratori di Casarano, patria di Bonifacio IX e importante centro industriale del Salento”. Il periodo successivo a quello delle origini del Tomacelli trova una migliore documentazione.

cfr : http://www.storiain.net/storia/bonifacio-ix-1389-1404-luci-e-ombre-di-un-pontificato/#_ftn6

A livello preliminare può essere utile ricordare che  l’antichissima e nobile famiglia dei Tomacelli era presente a Napoli già dal  970 con Tomasello, appartenente, forse, alla famiglia Cybo dei principi di Massa e Carrara.  I suoi discendenti avrebbero adottato il cognome Cybo Tomacelli e infine Tomacelli, come è rappresentato in una statua di “Papa Bonifazio IX” nella Basilica di San Paolo fuori le mura, del XIV sec (autore anonimo romano del XIV sec). Si nota che la “y” greca del cognome sparirà per divenire “i”.

Sin da piccolo si trasferì a Napoli ove intraprese gli studi di teologia; nel 1381 fu nominato cardinale e nel 1389 fu proclamato Papa col nome di Bonifacio IX.  Fece si che Ladislao di Durazzo venisse incoronato Re di Napoli e fece annullare la scomunica inflitta alla madre Margherita. Durante il suo pontificato l’antipapa Clemente VII continuò nel suo ruolo di Papa ad Avignone sotto la protezione dei francesi. Antonio Sanfelice vescovo di Nardò fece collocare nella chiesa di di S.Maria della Croce di Casarano una targa in ricordo del battesimo di Papa Bonifacio IX.
Ai tempi della regina Giovanna I d’Angiò tutti i rappresentanti di Casa Tomacelli erano cavalieri dell’Ordine del Nodo.

Pur non essendo né un esperto teologo, né avendo aderenze nella curia, si mosse con tatto e prudenza in un’epoca difficile. Germania, Inghilterra, Ungheria, Polonia e gran parte dell’Italia lo accettarono come papa (lui e il papa di Avignone, Clemente VII, si erano scomunicati a vicenda). Il pontificato di Bonifacio fu contrastato da due antipapi: Clemente VII (1378-1394) e Benedetto XIII (1394-1417). Entrambi risiedettero ad Avignone. Durante il suo pontificato fu forte la pressione per la convocazione di un concilio ecumenico, come unico modo per ricomporre lo Scisma d’occidente, ma il movimento conciliare non si fece strada durante il papato di Bonifacio. Bonifacio IX celebrò a Roma due giubilei. Il primo nel 1390, era stato dichiarato dal suo predecessore Urbano VI, e fu molto partecipato da Germania, Ungheria, Polonia, Boemia, e Inghilterra. Diverse città della Germania ottennero i “privilegi del giubileo”; vennero chieste molte indulgenze, ma queste diedero vita anche ad abusi e scandali. Il giubileo del 1400 attirò a Roma grandi folle di pellegrini, in particolare dalla Francia. Nonostante una disastrosa epidemia di peste, Bonifacio rimase in città. Nella seconda metà del 1399 sorsero gruppi di penitenti flagellanti, noti come Bianchi, o Albati, specialmente in Provenza, che si diffusero poi in Spagna e nell’Italia settentrionale.

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Questi evocarono scomodi ricordi delle processioni di flagellanti erranti del periodo della Morte Nera (1348-49). Si spostavano in processione di città in città, indossando vesti bianche, con i volti coperti e una croce rossa cucita sulla schiena, seguendo un capo che portava una grossa croce. Le voci di un imminente giudizio divino e le visioni della Vergine Maria abbondarono. Durante le loro processioni cantavano un inno, lo Stabat Mater, divenuto rapidamente popolare. Per un momento, mentre i “penitenti bianchi” si avvicinavano a Roma, Bonifacio e la curia appoggiarono il loro entusiasmo penitenziale, ma quando questi raggiunsero la città, Bonifacio fece bruciare sul rogo il loro capo, e questi si dispersero rapidamente. “Bonifacio frammentò gradualmente queste folle vaganti, facile preda di agitatori e cospiratori, e infine le dissolse”. Santa Brigida di Svezia venne canonizzata da Bonifacio il 7 ottobre 1391. Le Università di Ferrara (1391) e Fermo (1398) devono la loro origine a Bonifacio, e quella di Erfurt il suo riconoscimento (1392). Nel 1386 era morto Carlo III di Napoli. L’erede di diritto al trono era l’italiano Ladislao d’Angiò-Durazzo, discendente da una linea nobiliare che aveva tradizionalmente appoggiato i papi. Il 1º novembre 1389, l’antipapa Clemente VII, approfittando della vacanza della Sede apostolica, incoronò re di Napoli Luigi II d’Angiò, un principe francese. Bonifacio fu eletto papa il giorno seguente, 2 novembre. Una delle sue prime decisioni fu di imporre Ladislao, che venne incoronato re di Napoli (a Gaeta il 29 maggio 1390). Il pontefice sostenne Ladislao nel decennio successivo nella sua lotta contro le forze angioine nell’Italia meridionale. In Inghilterra re Riccardo II entrò in contrasto con la Santa Sede. Il re, insieme all’alto clero, si opponeva all’abitudine di Bonifacio di incamerare i benefici inglesi man mano che questi diventavano vacanti. Bonifacio introdusse una novità nella forma di entrate note come annates perpetuæ, trattenendo metà delle entrate del primo anno di ogni beneficio garantito alla corte pontificia. La reazione del Parlamento inglese fu decisa: l’assemblea confermò ed estese gli statuti di Provisore e Præmunire di Edoardo III (1327-1377), dando al re il potere di veto sulle nomine pontificie in Inghilterra. Papa Bonifacio venne sconfitto da un fronte unitario e la lunga controversia venne infine appianata, per la soddisfazione del re inglese. Cionondimeno al sinodo di Londra (1396), i vescovi inglesi si riunirono per condannare John Wyclif, il maggiore teologo inglese dell’epoca. Sia il re d’Inghilterra (nel 1396), sia i principi tedeschi (dieta di Francoforte del 1397), sia l’imperatore Venceslao (a Reims, 1398) invitarono il pontefice ad abdicare: a ciascuno di essi Bonifacio oppose un rifiuto. Nel 1398 e 1399 il pontefice si appellò all’Europa cristiana in favore dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo, minacciato a Costantinopoli dal sultano Bajazet, ma l’idea di una crociata suscitò poco entusiasmo. In Germania i principi elettori deposero a Rhense (20 agosto 1400) il poco valido Venceslao, e scelsero al suo posto Roberto, duca di Baviera. Nel 1403 Bonifacio approvò la deposizione ed incoronò Roberto. Nel corso del suo regno Bonifacio ripristinò la sovranità papale su Roma. Non fu facile sottrarla alle mire delle grandi famiglie feudatarie locali. Alleato degli Orsini, assoldò il condottiero Mostarda da Forlì riuscendo a scacciare gli avversi Colonna da Roma. Inoltre s’impossessò del porto di Ostia, sottraendolo al cardinale vescovo. Infine avviò la fortificazione di Castel Sant’Angelo e dei ponti sul Tevere. Comunque, per motivi di sicurezza, per diverse stagioni Bonifacio risiedette fuori Roma, ad Assisi o Perugia. Negli Stati Pontifici Bonifacio riottenne gradualmente il controllo delle principali città e castelli e rifondò gli stati nella forma che avrebbero mantenuto per tutto il XV secolo. Nel 1404 Bonifacio morì, dopo una breve malattia.

cfr : http://www.anspiascolisatriano.it/node/272


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