Palazzo Celestini in Carmiano

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Palazzo Celestini in Carmiano

Palazzo Celestini, che sorge sulla via provinciale per Lecce, è una testimonianza inconfutabile della permanenza a Carmiano dei Padri Celestini che vi si insediarono nel 1448 e ivi sostarono per diversi decenni prima del loro definitivo trasferimento a Lecce, nel Palazzo Celestini adiacente alla famosa Santa Croce.

Quando i Padri Celestini s’insediarono a Carmiano, scelsero come dimora l’allora Palazzo Baronale, che con le dovute modifiche divenne un convento. Il Palazzo è stato realizzato in varie epoche e presumibilmente il nucleo più antico risale alla prima metà del XIV secolo. La sua imponenza deriva dalle ragguardevoli dimensioni in lunghezza, pari a 45,50 metri, e in altezza, pari a 13 metri. Completamente realizzato in conci di tufo locale, è strutturato in due piani, comprendenti sale grandiose. Il prospetto del Palazzo presenta un’ampia superficie liscia movimentata da diverse porte e finestre ed un ampio portale affiancato ai lati da due nicchie di statue lapidee raffiguranti Santi e incorniciato superiormente da uno stemma della Santa Croce che rappresenta l’ordine dei Celestini.
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È interessante ricordare che il famoso architetto Giuseppe Zimbalo, a cui si deve in gran parte l’epopea del barocco leccese, frequentò il Cenacolo di questo Palazzo da cui attinse le grandi conoscenze teologiche che ispirarono la sua arte allegorica.
A sinistra del portone Durazzesco, una porta immette all’interno di una chiesetta dedicata a San Donato, ormai spoglia del corredo religioso ma ricca ancora di un altare fregiato da stucchi e marmi di vario colore.
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(foto tratta dal sito web di Salento a Colori)

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Nell’atrio del Palazzo vi sono dipinti quattro tondi disposti simmetricamente e collegati a quello centrale rappresentante lo stemma di Santa Croce sorretto da due angeli.

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Uno dei quattro tondi raffigura San Benedetto seduto sul trono e circondato dai suoi seguaci ai quali mostra il libro della Regola come l’unica strada da seguire per poter raggiungere il cielo.

 

In un altro tondo vi è la raffigurazione di Santa Gertrude che non indossa gli abiti cistercensi ma è rappresentata come una monaca benedettina. In questo dipinto Santa Gertrude appare inginocchiata e con lo sguardo rivolta al cielo.
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ll muro che collega i quattro tondi è decorato da un affresco dove cinquantadue angeli si affannano a tirare le corde cariche di fiori e di frutta e a reggere simboli di potere, come ad esempio una corona regale.
L’atrio con le quattro scale e i due locali ad esso affiancati rappresenta il nucleo di più antica costruzione. In una stanza adiacente alla chiesa compare sul muro un affresco di Madonna col Bambino che sovrasta un’apertura ad un piano interrato.
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Il chiostro, che appartiene al nucleo più recente dell’edificio, è dominato da un pozzo decorato con grande fastosità barocca.
Il pozzo è formato da quattro colonne sormontate ciascuna da un capitello ionico. Al di sopra dei capitelli, presi due a due, è posizionata una balaustra scanalata in pietra leccese. Un motivo di ghirigori in pietra, che termina a punta con lo stemma dei Celestini, domina il tutto con una sobria eleganza.
Il piano superiore del Palazzo comprende una serie di stanze comunicanti con un ampio e luminoso salone ricoperto da stucchi eleganti che incorniciano le porte di accesso ed alcuni riquadri ormai spogli di tele.

Oggi tale bene architettonico, il cui valore storico ed artistico è stato riconosciuto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Artistici e Storici della Puglia, non è visitabile e si trova in uno stato di totale abbandono.

9Le nuove generazioni carmianesi non ne conoscono neppure l’esistenza. Le statue presenti nelle due nicchie della facciata esteriore sono ormai rese irriconoscibili dall’avanzato stato di degrado.
Questa testimonianza artistica di grande valore è stata negli ultimi anni al centro di controverse vicende giudiziarie fino ad essere divenuta oggi di proprietà del Comune. Purtroppo non si è finora fatto nulla per rivalutarne l’importanza artistica e Palazzo Celestini resta avvolto dalla desolazione e, come se fosse un vecchio palazzo qualunque, giace agli argini di una strada tra gli sguardi indifferenti dei cittadini che vi transitano.

Il FAI ha indetto un censimento (quest’anno giunto alla sua ottava edizione) attraverso cui è possibile votare i propri “luoghi del cuore” con l’obiettivo di segnalare e salvare dalla noncuranza i piccoli e grandi tesori che le nostre città custodiscono. Tutti possiamo partecipare e votare uno o più luoghi accedendo al sito www.iluoghidelcuore.it. o scaricando l’app “FAI-Fondo Ambiente Italiano”. Il periodo del censimento va dal 17 maggio al 30 novembre 2016. Votare Palazzo Celestini (accedendo al link seguente: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/carmiano/palazzo-celestini/5621) come “luogo del cuore” è un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica nei riguardi di un bene artistico che rischia di essere seppellito per sempre dall’oblio e dalla dimenticanza. Per votare è necessario registrasi sul sito del Fai inserendo il proprio indirizzo e-mail oppure effettuando l’accesso attraverso la propria pagina Facebook. Grazie.
Fonti:
– Silvio Macchia, “Appunti di storia locale . Palazzo Celestini”, in “La nostra comunità”, Parrocchia Maria SS.ma Assunta, Carmiano (LE), 07/06/1998
– Giovanni Paticchia, “Carmiano e Magliano – Compendio di storia patria”, Panico, Galatina (LE), 2000
a cura di Lorenzo Quarta e Maria Elena Petrelli

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

 

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