Otranto, dopo una storia così illustre, di cosa è il faro oggi?

di Giovanni Greco

Otranto, dopo una storia così illustre, di cosa è il faro oggi?

badiscoOtranto. Proviamo un rapido excursus della sua storia: l’antica “Idrunto” nel punto più ad est d’Italia, dove sorge la prima alba  e dove si incontrano mar Ionio e mar Adriatico. Terra boschiva abitata sin dal Neolitico (5.600 e i 3.000 anni a.C.) con la Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Che conobbe la popolazione dei Miceni del II millennio fino al IX secolo a. C. Che sin dal IX secolo a.C i Messapi chiamavano Hodrum/Idruntum (Otranto). Terra che Virgilio scelse per far approdare Enea e gli altri suoi compagni nel lido italico nei pressi di Porto Badisco “Italiam. Italiam, primus conclamat Achates; Italiam laeto socii clamore salutant. Tum pater Anchises magnum cratera corona Induit, implevitque mero, divosque vocavit Stans celsa in puppi : Di maris et terrae tempestatumque potentes, Ferte viamvento facilem, et spirate secundi. Crebrescunt optate aurae, portusque patescit Iam propior, templumque apparet in arce Minervae [ENEIDE, Lib. III ]”. Che Strabone nel 40 d.C. circa identificava con S. Maria di Leuca e la romana Castrum Minervae, probabilmente l’odierna località di Castro, prossima a Otranto, dove esisteva un antico approdo [cfr. infra Idomeneo]. Otranto, che per cinque secoli ha conosciuto la presenza monastica del culto bizantino sino all’arrivo dei Normanni nel 1016 d.C. Otranto, che nel VII secolo d.C. fino a Brindisi era la principale via Francigena pugliese ossia la Via Appia-Traiana (poi via Calabra). In seguito l’ascesa di Otranto nell’ordinamento amministrativo bizantino fu talmente importante che la “via Calabra” diverrà denominazione di “Terra d’Otranto”. Il più antico manoscritto delle prime tracce del dialetto salentino risale al 1072, si trova oggi a Parma ma provenie dall’antica accademia talmudica di Otranto. E’ nell’area della cosidetta “Grecìa Salentina” che esisteva già quando giunsero i filocattolici Normanni nel 1068; i quali conquistarono Otranto cacciando i bizantini. Nettario di Casole, fu poeta bizantino vissuto a Otranto tra il XII e il XIII secolo. Come non ricordare il monastero di San Nicola di Càsole, presso Otranto, fondato nel 1098 da Boemondo I d’Antiochia. Successivamente l’insediamento venne donato a un gruppo di basiliani. L’Attivissimo centro culturale, conservò per lunghi secoli numerosissimi volumi greci e latini. Era all’epoca una delle biblioteche più ricche d’Europa. Venne distrutta nel 1480, in seguito alla devastazione dei Turchi. Di essa rimangono oggi solo rovine. Tancredi, l’ultimo re normanno commissionò la famosa Cattedrale di Otranto nella metà del XII sec. con le altrettanto famose immagini del mosaico pavimentale fra le quali i draghi e datato all’anno 1163. Otranto con la sua affascinante torre del serpente. Come non ricordare il sacco di Otranto del 1480 da parte dei turchi. La Terra d’Otranto sarà menzionata nella più antica carta regionale della Puglia  (stampata a Venezia nel 1567). Verso la metà del 1500 Girolamo Marciano scrisse una delle prime dissertazione enciclopedica intitolata “Descrizione, origine e successi della provincia di Otranto”. Sarà città portuale poi presente nella Tabula Peutingeriana del 1591. Otranto nel 1703 fu descritta nel “Regno di Napoli in prospettiva diviso in dodeci provincie“, opera postuma dell’Abbate Giovanbattista Pacichelli. Nel 1744 era una terra particolarmente esposta agli attacchi dei pirati turchi – e che per questo si contavano 54 masserie, di cui molte fortificate, a prova di una funzione di difesa oltre che di produzione di grano. Fu patria del gelso moro. castle-of-otranto_banner_1Il  Castello Aragonese di Otranto XI secolo, poi ricostruito nel XIII secolo e nel XV secolo, ricostruito da Alfonso d’Aragona duca di Calabria e che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, (nell’originale lingua inglese The Castle of Otranto) il romanzo di Horace Walpole pubblicato nel 1784. Città che il Ceva Grimaldi, Giuseppe marchese di Pietracatella descrisse nel suo “viaggio dell’Intendente borbonico da Napoli a Santa Maria di Leuca 1821” : “Otranto è infatti così antica, che non ne rimane neppure vestigio non ombra non memoria quasi alcuna; i suoi contorni sono ameni per l’abbondanza dei fonti e delle sorgenti d’acque, che scorrono tra i boschetti di lauri di mirti di aranci e di ulivi“. E ancora verso la metà dell’Ottocento aveva un porto attivo con barche, popolani e cavalli sempre in continuo lavoro. Nel 1901 in un paese immediatamente vicino vide nascere l’importantissima scuola di ricamo “di Casamassella“.

Dopo cotanta storia … cosa è diventata Otranto? Faro di cosa oggi? SCHIAVONE nel 1988 sul tema dei Rifiuti Tossici  disse: “eravamo ad OTRANTO …”. O le più recenti notizie di danneggiamento del patrimonio arboreo delle Pinete degli Alimini di Otranto”. Cosa dire del movimento NoTAP, appoggiato da qualche “decina di sindaci salentini” … meno uno, quello di Otranto. E poi il famosissimo caso del Twiga : “sequestrato per abusivismo il Twiga lido extra-lusso a picco sul mare di Otranto. Indagato il fratello del sindaco“. E si potrebbe fare strada anche il secondo gasdotto del Salento il “Poseidon“. Oltre il Twiga e il Poseidon … c’è anche l’Aliscafo da Otranto per la Grecia (arrestato l’armatore per corruzione).

Oltre agli “aperitivi time” delle discoteche, Otranto, dopo una storia così illustre, di cosa è il faro oggi?


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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(Isaac Asimov)

 

 

 

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