NON CHIAMATELI EROI SE POI LI ABBANDONATE (E LI CENSURATE)

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a cura del dott Giovanni Greco

NON CHIAMATELI EROI SE POI LI ABBANDONATE (E LI CENSURATE)

RACCONTO DALLA CORSIA COVID DI UN OSPEDALE DELLA PROVINCIA DI LECCE
NON CHIAMATELI EROI SE POI LI ABBANDONATE (E LI CENSURATE)
Questo è il commento della Casa del Popolo Silvia Picci Lecce del 4/04/2020 sulla realtà che si vive in un ospedale della Provincia di Lecce:
Ci arriva questa testimonianza da un operatore sanitario di un Ospedale della Provincia di Lecce, dove ad oggi sono ricoverati una ventina di pazienti positivi al COVID 19.
La testimonianza ci porta dentro il reparto e ci svela situazioni drammatiche a tutti i livelli.
Ci racconta l’enorme solitudine degli ammalati, spesso anziani, che combattono contro la malattia lontani dai propri affetti, la disperazione dei familiari, che non possono effettuare visite e ricevono notizie dei loro congiunti col contagocce, le difficoltà e l’altissimo senso di responsabilità degli operatori sanitari, che si trovano ad operare al limite delle loro forze per salvare vite umane.
È chiaro a tutti quanto sia importante conoscere queste situazioni per comprendere le mancanze strutturali del nostro SSN, dopo 15 anni di tagli ininterrotti alla sanità, denunciare le condizioni lavorative dei dipendenti, rivendicare una corretta gestione dei servizi pubblici. È chiaro a tutti, ma non alla ASL di Lecce, evidentemente, che, da quanto si apprende dall’articolo diffuso ieri da Sanità Salento, ha diramato una circolare con cui vieta ai dipendenti di avere rapporti con l’informazione.
Riteniamo gravissima questa censura 2.0, come se l’Ospedale fosse un’azienda privata, come se l’informazione non fosse un diritto di tutti i cittadini, come se i dipendenti fossero pura manovalanza senza alcun diritto di parola rispetto alle condizioni in cui si trovano ad operare.Questa testimonianza diventa allora ancora più preziosa, perché è un atto di coraggio e di esempio per tutti.

“Perché avviene che non ci siano notizie che si possano dare ai parenti?
Primo perché l’accesso in Ospedale non è possibile. I Decreti impediscono di incontrarsi, figuriamoci di incontrare qualcuno presso il nostro reparto. Siamo noi stessi isolati in quanto possibili vettori.

Molte di queste persone vengono ricoverate d’urgenza e la maggior parte sono anziani, non hanno un cellulare con loro o se lo hanno è a casa ed è difficile per molti, una volta entrati in questi reparti, avere contatti. Lo stato di isolamento è grandissimo.

Ieri sera, arrivato in ospedale, ho fatto il giro di tutte le stanze, ho potuto fermarmi con qualche paziente a dare rassicurazioni, a vedere se avevano bisogno di pulirsi un po’ gli occhi, la bocca, quelli più in difficoltà.

Spesso veniamo trattenuti da chi è comunicativo, un po’ più giovane e che affronta con altre forze questo morbo. Ci trattiene nella stanza perché sono gli unici momenti comunicativi. Queste persone più giovani hanno i cellulari e sicuramente comunicano con casa però il tempo per loro diventa infinito. In queste stanze ci sono due porte: c’è una stanza chiusa da una porta, poi c’è un’antistanza dove si dovrebbe garantire una zona pulita, chiusa da una seconda porta. Quindi i pazienti non hanno neanche la possibilità di sentire alcun suono dal corridoio, niente. Sono completamente chiusi, isolati.

La situazione per noi sanitari è difficilissima.
La mancanza di personale è una cosa annosa nei nostri Ospedali: si è pensato di risolverla facendo arrivare nuovo personale, per lo più laureati o laureandi, ma è chiaro che si tratta di una soluzione di emergenza, non adatta a garantire una corretta gestione di una situazione così complessa. Io vedo i miei medici veramente dare il massimo, tantissimo.

Gli strumenti, i mezzi a nostra disposizione sono un telefono sulla scrivania e un cordless ma pure quello non può essere maneggiato, non possiamo avvicinare dispositivi all’orecchio mentre stiamo lavorando, siamo completamente contaminati noi stessi operatori. Ci salviamo appunto per i pochi dispositivi che non devono assolutamente mancare. Questo è un punto molto importante per la tutela del personale.

Ma le quantità di dispositivi non bastano a garantire il ricambio necessario per mantenere le condizioni igieniche adatte. Avere più dispositivi significa non arrivare a toglierli che sono proprio zuppi. Io ieri ero completamente sudato e ancora non fa caldo, non è estate.

Se non c’è una buonissima organizzazione, mezzi e strumenti adeguati all’interno, tutto va a discapito dei pazienti e di chi ci lavora.”

Da un lato è un bene che nella nostra provincia i numeri siano così bassi ma è drammatico che il nostro Sistema Sanitario sia già in forte sofferenza e così impreparato.
I più colpiti sono proprio i sanitari. Questi lavoratori vanno difesi e dotati di mezzi, strumenti e tutele adeguati.

Non chiamateli eroi se poi li abbandonate (e li censurate)!

#storytelling#sanità#nonchiamatelieroisepoiliabbandonate

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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.
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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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