Le Pintaderas a motivo spiraliforme della cultura peninsulare presso la Grotta dei Cervi di Porto Badisco

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

preistoriaLe Pintaderas a motivo spiraliforme della cultura peninsulare presso la Grotta dei Cervi di Porto Badisco

Frammento neolitico con motivo di Pintadera  della Grotta dei Cervi di Porto Badisco conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto
la dea Madre

Nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco in prossimità delle pitture parietali furono rinvenute anche dei vasi in ceramica disposti entro cavità naturali della roccia, con decorazione impressa e ceramiche dipinte, e nell’imboccatura un vaso rituale con il volto della dea Madre  (tutti databili al VI millennio a.C.).

Fra quei reperti vi erano le Pintadere in ceramica, che probabilmente erano dei timbri in terracotta che venivano usati per dipingere il corpo durante cerimonie iniziatiche che pare dovessero svolgersi all’interno della grotta.

Le Pintaderas rappresentano connessioni con il mondo spirituale e ideologico e introducono (o trasportano) simbologie, come il tema della spirale, che gradualmente diverranno parte del patrimonio culturale del quotidiano. Il motivo della duplice spirale del manufatto in argilla si ritrova frequente nelle raffigurazioni simboliche e astratte che ornano le pareti della grotta dei cervi. Il segno della doppia spirale indica l’archetipo originario, una sorte di ritmo alterno (evoluzione-involuzione, nascita-morte. Sempre nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco, si ritrovano diverse figure umane «cuvilineari», come quella conosciuta dello “Sciamano”, il cui corpo è costituito dal motivo della S e i cui arti sono contraddistinti da più motivi a spirale. La presenza di simboli (ampiamente diffusi) indica una loro condivisione diffusa e potrebbero sottendere anche degli scambi tra comunità anche lontane. Queste simbologie sono presenti con decorazioni vascolari di II stile ed elementi di origine orientale; oggetti rituali come la stessa iconografia delle statuine muliebri.

Le Pintaderas compaiono nei Balcani parallelamente e contemporaneamente alla diffusione dell’agricoltura neolitica. Presso Serra d’Alto a Dessueri è stata rinvenuta una Pintadera con motivo a doppia spirale complessa. Altri manufatti come le pintadere a motivo labirintico, a doppio avvolgimento e a spirale sono stati rinvenuti anche in Slovenia, Macedonia, sud-est europeo ed Anatolia.

Molto probabilmente erano stampi da ceramica (come già dovevano essere quelli di Ripalta,  Lesina-FG e di Cala Pantano, Bisceglie-BT), che intrisi di ocra impastata con sostanze grasse, servivano per dipingersi il volto o il corpo in particolari cerimonie. Veniva decorata l’epidermide con motivi grafici, in questo caso, spiraliformi, e con colori probabilmente sgargianti. Ma venivano anche usati per abbellire tessuti, il pane, come anche le superfici di vasi, di statuette o forse anche per marchiare gli animali al fine di evidenziare l’appartenenza ad un ghenos preciso.

Qui le riproduzioni che ho fatto in 3d delle PINTADERA della Grotta dei Cervi … e sono diventati degli orecchini unici, originali e ultratecnologici 😉

Orecchino riproduzione in 3d delle PINTADERAS di Porto Badisco, a cura di BelSalento

PORTO BADISCO – La Grotta dei Cervi


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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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