La zecca di Brindisi sotto Federico II di Svevia (AD 1215 – 1249) e il Denaro coniato a Brindisi nel 1242

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

Federico II di Svevia, la zecca di Brindisi (1215 – 1249) e il Denaro coniato a Brindisi nel 1242

Federico II (1197-1250) Denaro coniato a Brindisi nel 1242 con A su Crescente Spahr 123. Regno di Sicilia → Federico II (1197 – 1250) → Federico Imperatore (1220-1250)

Rarissima moneta medioevale della prima metà del XIII secolo, Federico II, Mezzo denaro del 1242. Dritto : A su crescente. Rovescio : Croce. MIR e Sp. coniata nella zecca di Brindisi da Federico II (1197 – 1250).     (collezione privata del dott Giovanni Greco)

Qui sotto la stessa moneta (foto presa da internet) ma visibilmente in migliori condizioni

Dal 1221 al 1249 nella Zecca federiciana di Brindisi furono effettuate tredici diverse coniazioni, le quali, con tutte le loro differenze furono catalogate nel Corpus Nummorum Italicorum in 108 tipi diversi. Cfr : http://emeroteca.provincia.brindisi.it

La Zecca di Brindisi fu probabilmente aperta dai Normanni all’inizio del XII sec. Il primo documento che attesta l’esistenza di questa Zecca risale al 1215, anno in cui Federico II concedeva all’Ordine dei Cavalieri Teutonici parte della domus Margariti escludendo il Telonio (la Banca dello Stato) e la Moneta (la Zecca). L’edificio venne poi donato nel 1284 ai Francescani, l’attuale Chiesa di San Paolo. La Zecca brindisina fu poi ampliata da Federico II nel 1229. I denari coniati a Brindisi (a. 1222 per ordine di Federico II), ebbero corso in tutto il Regno in sostituzione dei tarì amalfitani. La monetazione di Federico II si innesta in un contesto economico variegato e condizionato dai mutamenti in atto negli equilibri monetari del Mediterraneo. Durante il periodo normanno, il Regno di Sicilia si era mantenuto, dal punto di vista monetario, vicino all’area economica islamica e bizantina, che fondava la propria economia sull’oro, a differenza dell’Italia settentrionale e dell’Europa nord – occidentale in genere, la cui monetazione era fondata sull’argento. A differenza del mondo islamico, la Sicilia e l’Italia meridionale prevedevano unacircolazione monetale mista, poichè accanto ai tarì d’oro, usati per le grandi transazioni, venivano coniate monete in argento e rame, destinate al piccolo commercio ed agli scambi interni al minuto.


Da Treccani : Federico II lasciò una traccia molto importante nella monetazione del Regno di Sicilia, visibile specialmente nel controllo della produzione e della circolazione della moneta negli anni 1221-1250. L’uso fiscale della moneta e delle zecche, realizzato attraverso distribuzioni forzate di monete e continue renovationes, fu determinante come fonte di introiti per la Corona (per le riflessioni economiche cf. Martin, 1999 e 2000).  (…) Il Regno era amministrativamente diviso in due parti, anche per la distribuzione delle monete, fin dall’età normanna: le zecche siciliane di Palermo e Messina producevano tarì d’oro per tutto il territorio, ma i nominali inferiori erano prodotti rispettivamente in Sicilia, per la distribuzione nell’isola e in Calabria, e nella zecca di Brindisi (Salerno in età normanna), per la distribuzione nelle province settentrionali del Regno, dalla Puglia fino al Tronto e al Garigliano (…) I denari svevi di Brindisi e Messina, e fino al 1220 anche in parte di Palermo, non portano indicazione di zecca, ma hanno tipi leggermente diversi; fino a tempi recenti erano stati in gran parte attribuiti indistintamente a Messina-Brindisi, ma la distribuzione dei ritrovamenti ha permesso ora di attribuirne un buon numero all’una o all’altra zecca, dato che le due parti del Regno mostrano presenze diverse (Ead., 1993; Ead., Produzione e distribuzione, 1995). L’analisi dei ritrovamenti monetali, sia di monete isolate e da scavo, sia in ripostigli, ha permesso recentemente importanti nuove conoscenze sulla circolazione monetaria e più in generale sull’amministrazione della moneta, a complemento di quanto era noto grazie alle fonti scritte (…) l’ipotesi, già più volte sostenuta da vari autori, che la zecca di Brindisi fosse rimasta inattiva dal 1197 al 1220 (Travaini, 1994) (…) Nel 1229 Federico tolse all’Ordine teutonico quella parte della domus Margariti a Brindisi che gli aveva donato nel 1215.

AUGUSTALE  di FEDERICO II, moneta d’oro emessa dall’imperatore a partire dal 1231 dalle zecche di Messina e di Brindisi  Dorso /Busto di Federico a d. laureato • CESAR AVG °IMP ROM R/Aquila spiegataa s. con la testa rivolta a d. +FRIDE RICVS – Au
Evidente è l’ispirazione dell’incisore all’iconografia degli aurei imperiali romani per la realizzazione del busto di Federico. Moneta di grande fascino, una delle più belle ed importanti del nostro medioevo. Questa moneta, la più nota e studiata, reca l’aquila monocefala circondata dalla scritta: +FRIDERICUS, a dimostrazione del fatto che Federico stesso si considerava un’aquila, simbolo di chi sta al disopra di tutti.
AUGUSTALE  di FEDERICO II, moneta d’oro emessa dall’imperatore a partire dal 1231 dalle zecche di Messina e di Brindisi 
Dorso /Busto di Federico a d. laureato
• CESAR AVG °IMP ROM R/Aquila spiegata
a s. con la testa rivolta a d. +FRIDE RICVS – Au

La zecca di Brindisi, che aveva sede in alcuni locali di quella domus, era già stata riattivata nel 1221 per l’emissione dei denari; nel 1229 Federico, riappropriandosi dell’intero edificio, cominciò ad ampliare la zecca, in vista della creazione degli “augustali”, che furono battuti a Brindisi e Messina a partire dal dicembre 1231 (…) Riccardo di San Germano, al dicembre 1231, riferì espressamente che gli augustali d’oro erano prodotti in entrambe le zecche di Brindisi e Messina, quasi a voler evidenziare la novità dell’oro a Brindisi. (…) La creazione degli augustali non offuscò il successo dei tarì, che molto probabilmente dal 1231 furono emessi anche a Brindisi oltre che a Messina.

Cfr : http://www.treccani.it/enciclopedia/monetazione_%28Federiciana%29/


Per l’enorme circolazione di moneta Federico II istituì la zecca imperiale di Brindisi e coniò l’AUGUSTALE, la prima moneta d’oro della storia, nata per l’esorbitante mole di commerci da e verso l’Oriente che sotto il suo regno raggiunse la città di Brindisi. Federico II nominò quel porto per decreto “Caput terrarum maritimarum apulia” (capitale marittima della Puglia). Sotto Federico II, le zecche del regno erano costituite, da quella di Amalfi, che coniava solo monete d’oro di stampo largo, e da quella di Brindisi, che coniava monete d’oro e di mistura. Fu battuta moneta anche a Palermo, ma solo nei primi anni del regno di Federico. La coniazione di Denari nel periodo federiciano in Brindisi, risale agli anni 1197-98. I Denari Coniati a Messina e Brindisi negli anni tra il 1220-22, avevano il titolo imperiale proprio per celebrare l’incoronazione ad Imperatore. Nel 1236 furono battuti denari a Brindisi con un titolo di 1/8 d’argento e pio sempre nella stessa zecca ad 1/12 di “fino” tanto che Gregorio IX dopo aver scomunicato l’imperatore, per la seconda vota, lo bollò con il nome di “novus falsarius“. Dal 1242 al 1248 ci fu un ulteriore impoverimento di questa moneta, il titolo giunse a 1/16. L’ultima emissione di tarì fu quella di Brindisi e si arrivò ad un contenuto d’argento pari ad 1/32. Tale impoverimento della moneta è da attribuire alla crisi economica in cui versava il regno in quegli anni, a causa delle continue guerre che dovette affrontare.

Zecche di Brindisi e Messina
Conio di monete d’oro:
  • Periodo dell’infanzia di Federico: Tarì e multipli di Tarì.
  • Periodo Federico re: Tarì e multipli di Tarì.
  • Periodo Federico imperatore: Tarì e multipli di Tarì e Augustali.
Conio di monete di mistura:
  • Denari (lega di rame ed una piccola percentuale di argento).

Cfr : http://www.stupormundi.it/it/la-monetazione-epoca-federiciana

Svevi nel Salento / Federico II (1197-1250)


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Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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