La via Appia IV-III aC e la via Appia Traiana I dC

di Giovanni Greco

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La via Appia (IV-III aC) è fra le più importanti strade romane ed è la prima sulla quale apparvero le pietre miliari. La Via Appia nacque come via militare; data la sua importanza già ai tempi della sua creazione,  i Romani la chiamavano: ‘Regina Viarum‘ (Stazio, Silvae 2, 12), che da Roma conduceva a Brindisi. Per circa tre secoli e mezzo la via Appia è stata il principale asse di collegamento tra Roma e l’Oriente.  Solo in seguito alla conquista, al tempo di Traiano, si ebbe un miglioramento della precedente viabilità attraverso la costruzione e sistemazione di varie strade, tra cui la via “Augusta Sallentina”, che rimasero sostanzialmente su un tracciato messapico. Nel 268 a.C. la via fu prolungata fino a Benevento. Seguirono poi altri prolungamenti. Interventi particolari vi sono stati nel periodo di Adriano, Settimio Severo e Caracalla quando, agli inizi del III secolo d.C., furono innalzate a Brindisi, davanti al porto, le due gigantesche colonne monolitiche a fare da segnacolo terminale della via. L’aspetto più suggestivo della via Appia è dato dalle numerose vestigia di antichi monumenti funebri, distribuiti ai suoi lati, conformemente alla legge delle XII tavole (V secolo a.C.) che vietava le sepolture entro le mura della città. L’Appia fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano. L’imperatore Traiano fece anche realizzare, tra il 108 ed il 110, una diramazione denominata via Appia Traiana, che da Benevento raggiungeva Brindisi attraversando l’Apulia (Puglia). Come apprendiamo da Galeno (medico greco) fra il 108 ed il 110 d.C., l’imperatore Traiano perfezionò la via Appia e ne ordinò il prolungamento che da lui prese il nome di ‘via Appia – Traiana‘ e che da Brindisi giungeva a Leuca.

La via Appia Traiana (I sec.) attraversava Taranto (Tarentum) per giungere presso il porto di Brindisi (Brundisium). Oggi è la via Vecchia Surbo (Lecce). In seguito alla sconfitta di Taranto, con la colonizzazione greca, Lecce passò sotto la dominazione dei romani che la fortificarono contro gli attacchi macedoni. I principali accessi di epoca romana alla via Appia erano Brindisi e Taranto. Da Brindisi si dipartivano due vie per raggiungere Roma: la via Appia (che attraversava Taranto, Venusia e poi la Lucania e Benevento) e la via Traiana (sul versante del mare adriatico che attraversava la Peucetia, la Daunia, la trra dei Sanniti fino a Benevento). La Via Appia Traiana avrebbe poi collegato,  Benevento con Aecae (Troia), Canusium (Canosa) e Barium (Bari). L’Appia Traiana passava nell’abitato di Valesium, e di Lupiae e si dirigeva verso Hidruntum, seguendo l’attuale via costiera. La via Traiana era un’opera ambiziosa che consentiva di raggiungere Brindisi, da Roma, in soli tredici giorni, compiendo un viaggio di 560 chilometri, dei quali 296 in terra di Puglia. In epoca romana la viabilità del Salento ripercorreva il sistema viario messapico. I Romani svilupparono i due assi principali jonico e adriatico con le vie principali : l’Appia, la Traiana, la Traiana ‘Calabra’ e la ‘Sallentina’. La via Calabra e la via Sallentina erano le due principali arterie.

  Qui a confronto la via Appia Antica e la via Appia-Traianadc9d42427cbfbcb714056f6df2d4fb57


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