La Terra d’Otranto

ricerche a cura di Giovanni Greco

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Terra d’Otranto

È la parte estrema della regione pugliese, che si allunga fra il Mare Adriatico, il Canale d’Otranto e il Mare Ionio a formare il cosiddetto “tallone d’Italia” e prende il nome dalla città di Otranto, che ebbe grande importanza nell’antichità sino all’alto Medioevo; Otranto fu sede del governo bizantino, ed è sin da quel periodo che risale  la prima denominazione di “Terra d’Otranto”.

Stemma

Provincia di Lecce Stemma

Lo stemma raffigura un delfino guizzante che ha in bocca la mezzaluna islamica, simbolo dell’Impero Ottomano. La mezzaluna fu inserita dopo la cacciata degli islamici ad opera di Alfonso d’Aragona, figlio di Ferdinando I Re di Napoli avvenuta nel 1481, un anno dopo la Battaglia di Otranto e la caduta in mano nemica.

La Terra d’Otranto è una regione storico-geografica dell’Italia meridionale, nonché un’antica circoscrizione amministrativa, prima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e successivamente del Regno delle due Sicilie. Divenuta parte del Regno d’Italia, fu definitivamente smembrata nel 1927.
Tale toponimo “Terra d’Otranto” sorse nell’XI secolo sotto il dominio Normanno. Fin dall’XI secolo, hanno formato parte integrante della Terra d’Otranto i territori delle odierne province di Lecce, Taranto e Brindisi (con l’eccezione di Fasano e Cisternino) e il territorio di Matera fino al 1663, quando questa città fu dichiarata capoluogo di Basilicata con decreto di Filippo IV di Spagna. Costituito in giustizierato dai Normanni, il territorio mantenne tale assetto organizzativo durante tutto il Regno di Sicilia ed il successivo Regno di Napoli, quantunque a partire dall’epoca aragonese i giustizieri furono sostituiti con altri funzionari regi, mentre i distretti territoriali del Regno vennero chiamati, più semplicemente, province – Il termine giustizierato designava in epoca sveva ed angioina ogni distretto amministrativo in cui era suddiviso il Regno di Sicilia, governato da un funzionario di nomina imperiale, il giustiziere, che rappresentava l’autorità regia a livello provinciale – Mentre l’assetto organizzativo del territorio e, in particolar modo, la confinazione delle province derivò dalla ripartizione territoriale stabilita con i giustizierati di età normanno-sveva, dai quali derivarono le province.
Anche se il giustizierato fu titolato a Otranto, la città del Canale non riebbe più il ruolo politico e amministrativo che aveva nel periodo bizantino, pur conservando il prestigio arcivescovile. Già verso la fine del XII secolo assunsero notevole rilievo le varie signorie feudali in cui fu organizzato il territorio (Principato di Taranto, Contea di Lecce, Contea di Soleto), finché nel XV e XVI secolo Lecce si affermò come indiscussa capitale politica e amministrativa non solo della Terra d’Otranto ma per alcuni periodi anche dell’intera Puglia, diventando una delle più ricche, popolose e culturalmente vive città mediterranee. In particolare, mentre nelle altre province del Regno gli Aragonesi istituivano le Regie Udienze Provinciali, tribunali con giurisdizione civile e criminale, con a capo un Governatore Provinciale, in Terra d’Otranto Raimondo Orsini del Balzo istituì nel 1402 a Lecce un Tribunale feudale con ampi poteri, il Concistorium Principis. Dopo la morte nel 1463 di Giovanni Antonio Orsini del Balzo, ultimo Principe di Taranto e Conte di Lecce, tornata Lecce città demaniale, Ferrante d’Aragona trasformò il Concistorum Principis in Sacro Regio Provincial Consiglio Idruntino, vi pose a capo il figlio Federico con la carica di Luogotenente Generale Provinciale e conferì ad esso autorità pari a quella del Sacro regio consiglio di Napoli, perché – come questo – fu composto da Consiglieri regi e in grado di emettere sentenze inappellabili con giurisdizione extra-provinciale, estendendosi inizialmente sull’intera Puglia e fino al 1584 sulla Terra di Bari. A partire dal 1503 sotto gli Spagnoli, pur mantenendo immutate composizione e giurisdizione, il tribunale inizierà ad appellarsi Sacra Regia Udienza (dove il termine sacra rimase a testimonianza dell’antica investitura aragonese) con a capo – come per le Regie Udienze delle altre province – un Governatore Provinciale (detto anche Viceré Provinciale o Preside).

Luogotenenti e Governatori della Provincia

Luogotenenti Generali nelle Province di Terra d’Otranto, Terra di Bari e Capitanata (1463-73)

  • Federico d’Aragona (1463-1473)

Luogotenenti Generali nelle Province di Terra d’Otranto e Terra di Bari (1473-1500)

  • Cesare d’Aragona (1473-1481)
  • Marino Brancaccio (1481-82, 1487-88, 1490-92)
  • Federico d’Aragona (1483-1487)
  • Camillo Pandone (1494-95)
  • Luigi Paladini (1495-1497)

Governatori delle Province di Terra d’Otranto e Terra di Bari (1503-1584)

  • Giulio de Capua (1518-19)
  • Alfonso Castriota (1519-1522)
  • Pirro Castriota (1533-1536)
  • Scipione de Somma (1539-1542)
  • Ferrante Loffredo (1542-1557)
  • Diomede Carafa (1560-61)
  • Francesco (Cicco) Loffredo (1569-?)
  • Giovan Lorenzo Pappacoda (1575)
  • Ferdinando Caracciolo (1582)
  • Francesco Carafa (1583-84)

Governatori della Provincia di Terra d’Otranto (1584-1859)

  • Antonio d’Alarcon de Mendoza (1614)
  • Lorenzo Cenami (1627-28)
  • Geronimo Curone (1642)
  • Francesco Boccapianola (1647)
  • Tommaso Ruffo (1774)

La provincia di Terra d’Otranto

Con la legge 132 del 2 agosto 1806 Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l’8 agosto di quell’anno, Giuseppe Bonaparte riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese e soppresse il sistema dei giustizierati. La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in circondari.

Negli anni successivi (tra il 1806 ed il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d’istituzione delle province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui veniva suddivisa ciascuna provincia. I circondari erano costituiti dai comuni, l’unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggi, centri a carattere prevalentemente rurale.

La provincia di Terra d’Otranto manteneva senza modifiche il suo assetto territoriale, comprendendo quattro distretti, classificati in base alle funzioni e al numero degli abitanti. Di prima categoria erano i distretti di Lecce e di Taranto, di seconda quello di Mesagne (nel 1814 rinominato in distretto di Brindisi), di terza quello di Gallipoli (costituito nel 1814, scorporando 14 circondari dal distretto di Lecce). Il numero totale dei circondari nella provincia era 44.

Dal 1º gennaio 1817, sotto il Regno delle Due Sicilie, l’organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la Legge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Province dei Reali Domini di qua del Faro del 1º maggio 1816. I Borbone mantennero sostanzialmente lo stesso assetto napoleonico, limitandosi ad apportare qualche variazione territoriale dei circondari, istituendo nuovi comuni e declassandone altri al rango di villaggi senza autonomia amministrativa.

La sede degli organi amministrativi era ubicata a Lecce nel palazzo dei Celestini attuale sede della prefettura.

Soppressione della provincia di Terra d’Otranto

Dopo l’unità d’Italia, la Provincia di Terra d’Otranto fu chiamata anche di Lecce, e il suo territorio fu diviso nei quattro circondari di Lecce, di Gallipoli, di Brindisi e di Taranto.

Nel corso del XX secolo, il territorio della storica provincia sarà smembrato con l’istituzione, nel 1923, della provincia dello Jonio e, nel 1927, della provincia di Brindisi (alla quale furono aggregati due comuni, Fasano e Cisternino, già appartenenti alla Terra di Bari).

Geografia

Dopo il 1663, la Terra d’Otranto si estendeva per circa 140 km dalla soglia messapica e la Valle d’Itria situate a Nord, fino a Santa Maria di Leuca a Sud, e mediamente per circa 40 km tra il Golfo di Taranto ad Ovest ed il Canale d’Otranto ad Est. Confinava a Nord con la Terra di Bari, ad Ovest con la Basilicata, a Sud con il mar Ionio e ad Est con il mare Adriatico. Conteneva quindi l’intera penisola Salentina, ma anche una parte notevole della Murgia dei Trulli, conosciuta come Valle d’Itria, e una parte dell’Alta Murgia che declina verso il Mar Ionio.

Qui alcuni estratti dell’opera di Giuseppe Ceva Grimaldi nel viaggio dell’Intendente borbonico da Napoli a Santa Maria di Leuca 1821 – Ceva Grimaldi, Giuseppe marchese di Pietracatella.

“Itenerario da Napoli a Lecce e nella provincia di Terra d’Otranto nell’anno 1818”

Qui alcune immagini delle mappe della terra d’Otranto

Mappe del Salento

Bibliografia :
A. De Ferraris (Galateo), De situ Japygiae, 1511;
S. Ardito, La Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto, Lecce 1879-85;
C. De Giorgi, Note geologiche sulla provincia di Lecce, ivi 1876; id., Geografia fisica e descrittiva della prov. di Lecce, ivi 1897;
Descrizione geologica e idrografica della provincia di Lecce, ivi 1922;
C. Colamonico, La piovosità della Terra d’Otranto, Roma 1917.

In base agli “Annali civili del Regno delle due Sicilie del 1836“, l‘antico nome della Terra di Otranto e di Bari era Calabria. Ma il termine Calabria è anche riferito alle origini della parola ITALIA – da Enotria (terra del vino) di età del bonzo o da Vituli (terra dei vitelli) di età greca e romana?

L’antico nome della Terra di Otranto e di Bari era Calabria. Ma il termine Calabria sembra anche alle origini della parola Italia – da Enotria (terra del vino) di età del bonzo o da Vituli (terra dei vitelli) di età greca e romana?


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