1834 cattiva amministrazione finanziaria della TERRA D’OTRANTO descritta nella Corografia dell’Italia

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

jhgfghjklkjNella “Corografia dell’Italia” (di Giovanni B. Rampoldi) del 1834, si sottolineava la cattiva amministrazione finanziaria della TERRA D’OTRANTO.

Nei documenti ufficiali del Regno delle Due Sicilie è particolarmente ricorrente che la stessa monarchia borbonica riconoscesse una cattiva amministrazione finanziaria  insita nel nostro Salento e che ha mantenuto uno stile parassitario ai danni delle comunità locali; un feudalesimo mai terminato che si è perpetuato all’ombra dei re di Napoli. Difatti i re Borbone di Napoli hanno sempre tentato di risolvere il perdurare di un regime locale monarchico – oserei dire “presumibilmente imperialista” – che nel Salento perdurava sin dai regni medioevali e che opprimeva la popolazione di questa parte del meridione. Già sin dal 1700 il governo dei Borbone aveva posto attenzione al problema del Feudalesimo in Terra d’Otranto, inviando studiosi come il Giuseppe Palmieri e David Winspeare, la Storia degli abusi feudali del 1811, notizie sul feudalesimo in Terra d’Otranto.

In questa “Corografia dell’Italia”, a cura di Giovanni B. Rampoldi del 1834, la Terra d’Otranto è descritta tal quale la avvertiva il redattore del capitolo; interessante rileggere il punto dove si scrive che: “I terreni sono però molto bene coltivati, per cui sembrano un continuato, giardino. I vini, gli olii e la bambagia vi abbondano più che ogn’altro prodotto, e sono ricercati per la loro bontà (…) La fertilità del terreno, congiunta al temperato clima, all’attività ed all’industria de’ suoi abitanti, renderebbe questa provincia una delle più ricche d’Italia, se non vi si trovassero ad ogni passo gli ostacoli di una cattiva amministrazione finanziera.“.

TERRA D’OTRANTO, prov., la più, orientale del regno delle Duesicilie, in quella parte situata al di qua dal Faro : è quasi interamente circondata dal mare, poichè soltanto verso ponente si unisce alla Basilicata ed alla Terra di Bari. Il mare Adriatico la divide dalla Grecia o Albania, la cui larghezza media quivi non oltrepassa le 5o miglia per cui molto bene in ogni stagione scopronsi i monti della Chimera. Dal lato di scirocco è conterminata dal mare Ionio o golfo di Taranto. In tal modo componesi di una penisola di circa 2oo miglia di coste marittime, ed offre l’aspetto del tallone allo stivale che forma l’Italia, il quale termina col promontorio di Leuca. La sua lunghezza è di circa 100 miglia e 25 la maggiore sua larghezza. I principali suoi porti sono quelli di Taranto, Levorano, Gallipoli, Ugento, Trecase, Ripa, Otranto, Sancataldo e Brindisi. Le altre città sono Ostuni, Oria, Castellaneta, Nardo, Castro, Alessano e Lecce: quest’ultima, è capoluogo della provincia, per cui da taluni dicesi Terra di Lecce. Questa regione corrisponde all’antica Messapia e ad una parte della Lucania. Quivi stavano i Tarantini, i Salentini ed i Iapigii, popoli ricchi, guerrieri e possenti. Il Subapennino Tarantino attraversa questa provincia nell’intera sua lunghezza : non è però molto alto, e, ad esclusione di alcune vette, come il Sanazzo, lo Scotano e l’Idro, paragonare si può ad una lunga collina alta tra le 150 e 200 tese. La provincia è quindi interamente priva di grossi fiumi, ed i pochi suoi fiumicelli, i quali sono il Gallese, il Lieto, il Patimisco, l’Idronto, il Patrica ed il Patricello, non mai fra loro si congiungono, ma sboccano direttamente al mare. Vi sono alcuni piccioli laghi, ma in generale l’acqua è scarsa, e quella della pioggia è accuratamente conservata nelle cisterne. I terreni sono però molto bene coltivati, per cui sembrano un continuato, giardino. I vini, gli olii e la bambagia vi abbondano più che ogn’altro prodotto, e sono ricercati per la loro bontà. Il frumento si raccoglie nella quantità neicessaria al consumo degli abitanti. La fertilità del terreno, congiunta al temperato clima, all’attività ed all’industria de’ suoi abitanti, renderebbe questa provincia una delle più ricche d’Italia, se non vi si trovassero ad ogni passo gli ostacoli di una cattiva amministrazione finanziera. Il tabacco che vi si raccoglie è della migliore qualità, ed in verun modo la cede a quello di Siviglia; nulladimeno ogni possidente non può coltivarne che una data quantità di piante: il di più è contrabbando. In generale ogni terra, ogni villaggio può essere considerato un sito de’ più ameni, di tutta l’Italia. Le chiese e le case sono quasi tutte costruite con una pietra bianca, la quale fa un bell’ effetto alla vista i spiace soltanto che vi domini il più meschino gusto gotico. Questa provincia, divisa in 4 di stretti, Brindisi, Gallipoli, Lecce e Taranto, e 45 cantoni, annovera circa 354,000 abitanti, un quarto dei quali è d’origine greca, cioè di quegli Albanesi che nel XV secolo ripararonsi in Italia, onde sfuggire al dominio dei Turchi. La maggior parte di essi conservò il loro modo di vestirsi, come pure il proprio idioma ed il rito religioso nelle chiese. L’industria loro esercitasi sopra i tessuti di bambagia. Il commercio delle lane, note in Europa col nome di Tarantine, è molto proficuo ed attivo. Il suo clima è alquanto caldo, e non è cosa rara il trovarvi la vipera, l’aspide e specialmente la tarantola.

Cfr : Corografia dell’ItaliaGiovanni B. Rampoldi. Anno 1834.  pag 1158-1167 https://play.google.com/books/reader

Terra d’Otranto 1800 – Feudalesimo mai terminato all’ombra dei Borbone

Giuseppe Palmieri, marchese economista salentino del ‘700

David Winspeare – 1811, Storia degli abusi feudali : notizie sul feudalesimo in Terra d’Otranto


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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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