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La meravigliosa "Cozza Penna". Pesca illegale.




ricerche a cura del dott Giovanni Greco

La meravigliosa "Cozza Penna". Pesca illegale.

Cozza Penna "Pinna Nobilis" con Posidonia oceanica

Questo elegante mollusco è particolarmente longevo ed anche molto importante per l'ecosistema marino. Si tratta del più grande mollusco bivalve presente nel Mar Mediterraneo. Può raggiungere un metro di lunghezza. Vive su fondali sabbiosi e fangosi del Salento ad una profondità da pochi metri fino a 40 o 50 metri, predilige le praterie di "poseidonia" ed è denominato "pinna nobilis" o più comunemente "cozzapenna" o "nacchera". Fa parte integrante dell'habitat e della biodiversità dei nostri mari ed ha una crescita estremamente lenta, pari a circa un centimetro l'anno; può vivere più di 20 anni.

E' vietato catturare anche un solo esemplare in quanto si arreca un gravissimo danno per l'intero habitat biologico marino. Raramente sopravviverebbe in cattività. Come anche è praticamente inutile tentare un qualunque reimpianto nei fondali marini. È una specie minacciata dalla raccolta per il collezionismo. È inserita negli allegati della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) dell'Unione europea e nei successivi aggiornamenti Direttiva 2006/105/CE, elencata nell'Allegato IV - Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa e perciò ne è vietata la raccolta se non per scopi scientifici. Tra l'altro essendo un mollusco filtratore, è estremamente rischioso mangiarlo in quanto accumula assorbendoli dal mare grandi quantità di inquinanti e patogeni, tossine e veleni. Conduce una vita sedentaria filtrando dall'acqua il suo nutrimento necessario, ragione per cui è una specie che risente particolarmente dell'inquinamento, ed è utilizzata come indicatore dell'inquinamento marino. La pesca della "pinna nobilis" produce anche la distruzione irreversibile di scogli e rocce dell'habitat di questo mollusco. Infatti è un organismo bentonico che vive fissato con la parte appuntita della sua conchiglia triangolare nella sabbia o nella roccia.

Come tanti molluschi marini produce dei filamenti con i quali si ancora al fondo del mare. Questi fili, sottili e robusti, costituiscono il materiale con cui si fabbrica il filamento detto bisso marino, utilizzato in passato nel mediterraneo specialmente in Sardegna per la tessitura di preziosi indumenti dai colori cangianti. A seguito della tutela della specie la lavorazione del bisso marino è quasi scomparsa del tutto.

Per nutrirsi e respirare pompa l'acqua nella cavità del mantello mediante un sifone inalante e poi la emette attraverso uno esalante. Le valve hanno il margine posteriore arrotondato e presentano una ventina di coste radiali con scaglie a forma di canali. Il colore è bruno con scaglie più chiare; l'interno è bruno e lucente con la parte anteriore madreperlacea.

http://belsalento.altervista.org/la-posidonia-oceanica-delle-coste-salentine-la-sentinella-del-mediterraneo-che-tutela-la-biodiversita-marina/


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;

dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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a cura di Giovanni Greco

 

 


Post date: 2017-06-25 17:59:55
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