la CATTURA del Sud fu attuata anche tramite la meticolosa e capillare distorsione iconografica dei regnanti borbonici e del brigantaggio

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ricerche a cura del dott Giovanni Greco

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la “CATTURA del Sud” fu attuata anche tramite la meticolosa e capillare distorsione iconografica dei regnanti borbonici e del brigantaggio.

Un piano di conquista predatorio dagli *evidentissimi connotati razziali e pesantemente discriminatori* nei confronti dell’intero popolo meridionale DuoSiciliano.

Per conquistare il Sud e mantenerlo in pugno per oltre 150 anni, era indispensabile far “apparire” Borbone e briganti per ciò che non erano in realtà. Ossia era necessario che gli stessi meridionali (come anche gli stati europei di fine ‘800) dimenticassero i primati dei Borbone e le peculiarità delle terre meridionali.
Gli invasori piemontesi infatti, sia prima che dopo il 1861, descrissero puntualmente Borbone e briganti, come inetti, ignoranti, violenti, retrogradi.  Come fosse una sorta di “educazione alla minorità”, ossia una strategia utilizzata per azzerare la dignità del popolo meridionale; il quale, da conquistato in breve tempo si trasformava in soggetto passivo, ampiamente sottomesso e predisposto alla coercizione e all’ignoranza indotta dal carnefice invasore. In questo modo i conquistatori hanno potuto tramandare ai posteri l’unica cosa che interessava loro che restasse nei libri di scuola; e cioè : che il sud era arretrato e bisognava “aiutarlo” grazie ai Savoia e a Mr Garibaldi per poter (finalmente ?) raggiungere una sorta di “redenzione”.

Ad esempio qui scrivevo : “… In quanto furono i Savoia a decimare ogni risorsa meridionale, a trucidare migliaia di cittadini, a costringerci all’emigrazione e a chiudere le scuole per 15 anni, proprio per renderci ignoranti e ancor più plasmabili. Cose queste che oggi stiamo smascherando recuperando la memoria che i filo Savoia contemporanei, temono possa emergere.”

La “CATTURA del Sud” quindi fu solo un’escamotage dell’allora poverissimo piemonte utile per  risollevare la magre casse (pre-risorgimentali) dei Savoia; i quali con l’invasione del Regno delle Due Sicilie, attuavano un piano di conquista predatorio dagli *evidentissimi connotati razziali e pesantemente discriminatori* nei confronti dell’intero popolo meridionale DuoSiciliano.

La cancellazione della memoria e la demonizzazione del passato, ha fatto si che ad esempio Sua Maestà Re Francesco II di Borbone, sia stato descritto come codardo, pavido e inetto. Niente di più falso!

Qui ancora scrivevo : “La prima guerra del Meridione (e la prima manipolazione di massa del Meridione) fu nel 1861; partì senza nessuna dichiarazione, ma con un’adeguatissimo strumento di propaganda. Tant’è che sin da subito i poteri forti di quei tempi propinarono in Europa e nello stesso Sud, l’idea che i cattivi erano i Borbone, la dinastia più longeva e pacifica dell’intero continente europeo e regnante da ben 8 secoli.

L’illustrazione riproduce la caricatura di Francesco II di Borbone, ex re di Napoli travestito da brigante. In questo modo l’infame propaganda Savoiarda cercava di far apparire il sovrano borbonico. Il vincitore cerca sempre di denigrare il vinto, con tutti i mezzi leciti e illeciti possibili.

Si riuscì a manipolare l’opinione pubblica dicendo che era “necessario” liberare il Meridione dal presunto despotismo e dalla presunta arretratezza della dinastia del regno delle Due Sicilie. E si convinsero tutti che liberando il Sud dai Borbone (dipinti come oppressori) si poteva dare lavoro, libertà, progresso al Meridione. Però però però … i documenti desecretati e le ultimissime ricerche di valenti studiosi del “Risorgimento”, hanno smentito definitivamente quelle presunzioni e quelle falsità che nei decenni a venire sono passate come “storia” e quindi sono finite nelle scuole. La storia si sa, la scrivono i vincitori; e il vincitore cerca sempre di denigrare il vinto, con tutti i mezzi leciti e illeciti possibili. Le nostre ricerche rivelano invece l’opposto di ciò che venne porpagandato per denigrare il periodo borbonico. Era un regno florido e all’avanguardia. Ma a quei tempi si voleva creare un’Italia Unita sotto la casa Savoia; che era anche poverissima sino alla data del 1861. Quindi con la falsa necessità di liberare il Meridione dai Borbone (che furono definiti oppressori), in molti applaudirono Garibaldi, Cavour, Mazzini e i Savoia. La storiografia ufficiale ha poi continuato per oltre 150 anni con questa distorsione e manipolazione della realtà. Una manipolazione ben riuscita in pratica! (Poverinoi).

La propaganda anti-borbonica. Una spietata, costante, martellante campagna del fango su un regno, quello borbonico, che macinava primati, ricchezza, e innovazione, molto oltre ciò che i sabaudi avrebbero mai sperato di poter ottenere un giorno con le proprie forze. Un esempio di denigrazione internazionale valga per tutti: la storia delle carceri borboniche.
Cfr : https://www.vocedinapoli.it/2017/04/20/regno-napoli-la-germania-la-guerra-lunita-ditalia-colpi-bond/

Anche la regina Maria Sofia Wittelsbach, (sorella minore di Sissi), moglie di Francesco II, fu presa di mira dai comitati liberali sostenuti dai Piemontesi, attraverso una forte  campagna denigratoria con delle fotografie che presentavano la regina nuda, concretizzando un’altra fra le prime fake news della storia moderna. Infatti, dopo che i Borbone furono sconfitti a Gaeta, Maria Sofia era scesa in campo a combattere in prima persona; ma fra gli invasori savoiardi, temendo che Sofia potesse capeggiare il brigantaggio (che si era sviluppato nel meridione dopo l’unificazione), qualcuno di loro pensò di organizzare il modo di prendere in giro la regina per infangarne la notorietà. Tant’è che degli agenti liberali filo-piemontesi, elaborarono delle foto false con la regina nuda, che servivano proprio a dimostrare che fosse una donna poco seria. Quindi intorno al 1863-1865 furono divulgati fra Napoli e in tutta la penisola e in tutta Europa, le presunte fotografie nude della regina. La notizia conquistò le prime pagine dei giornali dell’epoca e anche la Roma papalina fu scossa da quel *primo* eclatante scandalo. In pratica si cercò di distruggerne l’immagine utilizzando foto (dagherrotipi) falsificate con fotomontaggi grossolani. In seguito comunque, gli autori di questa manipolazione fotografica furono poi scoperti e condannati dalla polizia, che li scoprì grazie alle rivelazioni della pentita Costanza Vaccari Diotallevi, che in cambio di 100 scudi aveva fatto quelle foto in pose osè. Era la propaganda anti-borbonica.

E per i Briganti qui scrivevo :”il termine “Brigante” fu coniato dai francesi per definire quei ribelli meridionali che si opponevano all’invasione francese nel periodo napoleonico e fu riutilizzato così come dai francesi, da parte dell’esercito dei Savoia, per giustificare gli stermini contro quei poveri ribelli, che venivano ricordati come dei banditi e latitanti. Quindi : i briganti nascono come “fuorilegge” che operano con piccole bande, banditi di campagna. Ma come vediamo, negli anni successivi al 1860 però questo termine verrà esteso, a scopo denigratorio, a tutte le truppe partigiane irregolari che combattono contro gli invasori piemontesi“.

Decisamente oggi finalmente qualcosa si muove dopo il flagoroso rumore che abbiamo fatto in questi anni. Parlo dei tantissimi ricercatori liberi che, come il sottoscritto, hanno e abbiamo passato ore e ore di ricerche e di durissimo lavoro di ricostruzione storica, bene ora possiamo iniziare a intravedere luce per la diffusione e conoscenza delle falsità che per oltre 150 anni sono state dette e scritte nei libri di scuola.

Vi consiglio un buon libro “La questione meridionale” con l’introduzione di Pino Aprile, opera inserita nella grande enciclopedia della storia del sud della penisola italica, che prima ci racconta quello che c’era, nello splendido periodo Duosiciliano e poi parte dal 1861 col primo parlamento unitario, attraverso le grandi figure che lo hanno caratterizzato, attraversando le guerre mondiali e il fascismo, la nascita del neo meridionalismo, i movimenti principali, gli eventi, il meridionalismo 2.0 di Terroni e quello 3.0 il futuro, tutto condito dai questionari o talk show scritti, con l’intervento dei più autorevoli meridionalisti contemporanei. 

 

 

IL REGNO BORBONICO ANNOVERA MOLTI PRIMATI

Reddito di cittadinanza nel Reame Due Sicilie, 1831

1852 telegrafi, istruzione, campagna, alghe marine, strade – il quadro della Terra d’Otranto di  Sozi-Carafa 

Guerra perenne e Manipolazione di massa nel Sud – Ecco le 10 costanti che si perpetuano ciclicamente dal 1861 ad oggi

Da Garibaldi ai massoni agli inglesi ai Savoia. Viaggio dal 1861 alla mafia di oggi

I Briganti, quei cittadini del Regno Borbonico resistenti al regime piemontese


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a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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Un commento su “la CATTURA del Sud fu attuata anche tramite la meticolosa e capillare distorsione iconografica dei regnanti borbonici e del brigantaggio

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