Ivan Navi, a un anno dal suo decesso (21 giugno 2015) ancora ombre sul suo suicidio.

di Giovanni Greco

… Un breve saggio della sua arte di cantautore, che BelSalento curò nell’ottobre del 2015, quando apprendemmo della sua tragica scomparsa.

Ivan Navi, a un anno dal suo decesso (21 giugno 2015) ancora ombre sul suo suicidio.

Aveva 34 anni Ivan, giovane cantautore e dj salentino di Acquarica del Capo, aveva tanta voglia di vivere tanti progetti e tanti sogni da realizzare. E invece da un giorno all’altro, esattamente un anno fa il 21 giugno 2015, l'”apparente” suicidio. Si sarebbe impiccato. Già, “apparente” in quanto quel gesto estremo ha lasciato tanti, troppi dubbi. L’avvocato della famiglia ritiene infatti che si tratti di omicidio. Ed è notizia dell’ultima ora che la Procura stia indagando per istigazione.

Ivan Navi, è giallo sull’apparente suicidio di un ragazzo pieno di vita

Qui la sua ultima registrazione in un video trovato in inernet che però risulta tagliato e imparziale

Era giovane, pieno di vita e di sani principi Ivan Ciullo, in arte Ivan Navi. Un bravo ragazzo. Senza grilli per la testa, senza vizi, economicamente agiato e con un grande amore per la sua famiglia. Dal padre aveva imparato a lavorare in radio dove era diventato prima dj e poi cantautore talentuoso e virtuoso; in Racale lavorava presso Radio Salentuosi come tecnico del suono ma faceva anche da regista radio, fonico, rapper e conduceva quotidianamente programmi molto seguiti ed apprezzati. Aveva in mente un viaggio di lavoro in Inghilterra proprio per esaudire la sua voglia di vivere e di fare musica. E invece alle prime luci del mattino di un anno fa (il 22 giugno 2015) fu trovato impiccato ad un albero di ulivo nella sua Acquarica. La sera precedente (poco prima che il filo di un cavo del microfono gli si fosse stretto al collo), era appena uscito dal suo studio di registrazione, il Pilamaya Recstudio, aveva fatto il pieno di benzina … e dopo poche centinaia di metri da li si sarebbe impiccato.

Avrebbe lasciato una sola lettera nella quale avrebbe salutato la sua famiglia e motivato quel suo gesto. Ma alla notizia del suo suicidio sono subito emersi dubbi soprattutto da parte dei suoi amici intimi e parenti. In primis, ovvio, i suoi genitori Rita e Sergio. E mentre chi ha svolto le indagini ha subito determinato che si tratti di un suicidio, invece non la pensano affatto così chi conosceva Ivan. Anzi il gesto non convince quasi nessuno.

Ad esempio non convince un suicidio per impiccagione, quando i piedi dell’impiccato poggiano per terra. Per quanto strano è questa la scena che ha subito visto chi ha trovato il corpo del giovane. E’ stato proprio lo zio di Ivan che ha scoperto la salma e ha prontamente avvisato i carabinieri. Addirittura, visto che i piedi poggiavano il suolo, sulle prime lo zio ha pensato che il ragazzo stesse in piedi. Solo dopo ha dedotto l’anomalo decesso.
cfr : http://www.tagpress.it/cronaca/ivan-navi-una-morte-avvolta-nel-mistero-20160621

Attorno al collo un cavo di microfono e con i piedi che poggiano a terra. Troppa fretta nello stabilire che un giovane pieno di vita sia “depresso” e si sia suicidato. Ad esempio sulla stessa lettera scritta a mano e in stampatelo quegli inquirenti non si sono affatto accertati che fosse autografa, cioè scritta di suo pugno. E per di più questa stessa lettera sarebbe passata di mano in mano, inquinando ogni probabile prova. Inoltre nessuna autopsia per chi muore in nodo anomalo.

E’ stato il padre Sergio che a circa un anno dalla scomparsa del giovane, per conto suo ha fatto delle indagini e con il Gps dell’auto di Ivan, ha scoperto gli spostamenti nelle ore prcedenti il tragico evento.

  • La mattina del 21 giugno, alle ore 9:21, la sua auto è parcheggiata vicino al suo studio, dove ci rimane fino alle 16:02, quando si dirige a presso la stazione di servizio Total di Presicce, in via Roma, probabilmente per fare rifornimento. Arriva alle 16:15 per poi ripartire alle 16:17.
    E’ a questo punto che iniziano le anomalie.
    Dalla stazione di servizio, Ivan si dirige verso la strada comunale Ruffano – Acquarica del capo, la percorre fino ad un certo punto per poi ritornare indietro, senza fermarsi. Secondo i dati registrati dal localizzatore Gps, l’auto usata da Ivan non era mai stata, in precedenza, su quella strada.
    Alle 16:33 Ivan fa rientro a casa, per poi uscire di nuovo alle 16:50, dirigendosi verso il suo studio, dove alle 16:52 arresta per alcuni secondi la marcia, per poi proseguire nuovamente verso la S.C. Ruffano – Acquarica. La percorre in andata, poi ritorna e si ferma per circa 5 minuti. Riavvia quindi la marcia per poi svoltare verso sinistra, su strada vicinale Conese Caloiri. Qui, alle 17:13, si ferma definitivamente, dopo aver percorso circa 200 metri, vicino al sito dove poi verrà ritrovato senza vita.
    Alle 18:27 il suo smartphone accede per l’ultima volta a Whatsapp. Dopo non risultano più esserci collegamenti. (da TagPress http://www.tagpress.it/cronaca/ivan-navi-una-morte-avvolta-nel-mistero-20160621)

Troppi dubbi, troppa fretta nel liquidare il caso come un suicido. Quella stessa sera Ivan si doveva incontrare a cena con il fondatore di Radio Salentuosi ad Alliste : “ci vediamo stasera” è stato il suo ultimo messaggio delle 16:40 alla sua collega.

Tutto fa pensare che Ivan stesse conducendo una vita normale, senza stati d’ansia o depressione, come in genere accade per chi medita di suicidarsi. Attualmente le indagini stanno proseguendo, sotto la guida del PM Carmen Ruggiero, con l’ipotesi di reato di “istigazione al suicidio”. Infatti Sonia Santoro, avvocato della famiglia di Ivan, sostiene che dalle indagini stiano emergendo elementi interessanti e a riguardo “l’istigazione al suicidio”, ritiene si tratti di  simulazone di suicidio. Quindi di un omicidio.
L’avvocato Santoro e i genitori di Ivan chiedono ora che venga effettuata l’autopsia, che potrebbe fornire delle risposte decisive. Sembra che al momento non ci siano indagati. Sull’inchiesta vige il segreto istruttorio.

Lungo quest’anno i genitori Rita e Sergio hanno versato molte lacrime, cercando giustizia contro il velo di omertà che si è alzato attorno alla triste vicenda del loro amato Ivan.

Si fa strada l’ipotesi che qualcuno avesse interessi per farlo passare come suicidio. Ad esempio appena scoperta la sua tragica fine, non sono stati avvisati i suoi genitori, i quali lo hanno saputo dopo molte ore; poi non è stata fatta l’autopsia, nessuna ricerca nel suo pc come nel suo cellulare e nessun eventuale rilievo sul luogo del decesso. Nessun rilievo calligrafico sulla lettera che il giovane avrebbe lasciato. Nessuna perizia sugli spostamenti della sua auto. Il maresciallo dopo appena 7 ore del macabro ritrovamento ha consegnato auto e tutti i documenti nonostante mancassero un mazzo di chiavi e due open drive, dicendo : “caso chiuso, accertato suicidio … è stata una sua scelta e va rispettata“.

A QUANTO PARE PERO’, IL CASO RESTA APERTO.

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A Ivan Navi – da BelSalento


a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

 


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a cura di Giovanni Greco
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