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Il Mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto




a cura del dott Giovanni Greco

medioevo


 

Il Mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto



Nel Mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto vi è raffigurata anche la leggenda del ciclo bretone come la raffigurazione di Re Artù, il valoroso eroe leggendario, la bella Ginevra, il prode Lancillotto e l'oscuro Mago Merlino. Gli amori, le magie e le mille avventure di Artù e il regno di Camelot.
Ma non solo Re Artù; quel Mosaico è un'opera fantastica tempestata di simbologia e teologia.
Opera di Pantaleone, monaco dell'Abbazia di S. Nicola di Casole in Otranto, che realizzò il pavimento tra il 1163 ed il 1165. Il suo nome appare in tre diverse zone del mosaico. Il pavimento copre oltre 16 metri della cattedrale. Parte con le spalle di due elefanti e risalendolo diventa un grande tronco d'albero, da cui si sviluppano numerosi rami animati sia da animali reali (lepri, volpi, cavalli, leoni, asini, cani, pesci e uccelli) sia mitologici (sfingi, draghi, grifoni, mostri e chimere).
Sul lato destro sono raffigurati due draghi e la figura di Alessandro Magno. Dall'altro lato, vi è la raffigurazione di uomini intenti ad innalzare la Torre di Babele.
L'Immagine centrale dell'opera è un maestoso albero, allegoria della Vita ma anche raccordo di tutte le culture. “Su di esso (dal libro Iconografia di Grazio Gianfreda) come su una sequenza di fotogrammi, scorrono credi politici e religiosi, usi e costumi, miti e leggende del mondo orientale e del mondo occidentale, personaggi camitici come la regina di Saba e personaggi iapetici come Alessandro Magno e Re Artù”.
Molte scene solo tratte dall'Antico Testamento. abbiamo la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden, la storia di Caino e Abele, la leggenda della Torre di Babele, Noè la sua arca ed il diluvio, uomini inghiottiti dai pesci e dopo il diluvio, un ramoscello di ulivo, da intendersi come il ritorno alla pace. E poi i miti pagani di Diana cacciatrice, Atlante che sostiene il mondo sulle spalle, il Minotauro e Alessandro Magno.
Alla destra (per chi guarda l'altare) dell'Albero della Vita il monaco Pantaleone inserì dodici decorazioni circolari che rappresentano i mesi e quimdi lo zodiaco.
Mentre al centro della navata il Bestiario medievale nel quale appare un basilisco, una lonza, un centauro, un liocorno e una illustrazione della sirena. Ma anche le iconografie del Paradiso.
La pianta della Cattedrale, inoltre, è stata concepita su “Precise Regole Matematiche” derivanti dalla regola del cosiddetto “Numero Aureo 1,618”. Le distanze tra le “Varie Istallazioni Interne”, (colonne, transetti, il coro, ma anche della navata stessa), infatti, sono tutte derivate da “Precisi Calcoli” basati sul Numero Aureo. Quale “Scopo Recondito”, c'era nelle intenzioni dell'“Architetto”, del “Vetraio”, del “Tagliapietre” e dell'“Astronomo”?
Al centro, in basso, la cima del grande albero termina con un serpente che si protende verso Eva, la quale occupa il tondo di sinistra, mentre Adamo è raffigurato nel tondo a destra. Entrambi sono intenti a mangiare un fico. Nei tondi laterali figurano un toro ed un altro quadrupede. Nella fila superiore, da sinistra, compaiono invece un cammello, un drago che divora un capretto, un elefante, un felino che azzanna una preda. Poi nella navata laterale destra ancora un grande albero incornicia con i rami una serie di animali e mostri: cani, sfingi, leoni e un drago che ingoia un capretto. E' una cornice collocata sotto quella circolare che racchiude la figura di re Salomone, intorno a un medaglione raffigurante un mostro a forma di drago che divora una lepre, si legge l'iscrizione : HOC OP(US) INSIGN(E O) LEX(((IT) FIDIQ(UE) BENIGNE INIIT U(T) VI(V)IFICUISS(ET) OMN(ES);




 






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AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l'ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)



 








 

 

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