Il famoso Gran Caffè Buda in Lecce della prima metà del 900

a cura di Giovanni Greco

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Ecco il famoso “GRAN CAFFÈ BUDAnel centro della Città di Lecce, che fino agli anni ’50 del ‘900 è stato conosciuto anche come il caffè degli artisti con al suo interno marmi, tavolini pesanti in ghisa in stile liberty con un solo piede centrale in ferro, grandi specchi e affreschi coloratissimi. Ai tavolini all’esterno nelle serate invernali come nei pomeriggi estivi, era frequente incontrarvi le personalità intellettuali e culturali della Lecce per bene, giacchè il Buda era Il salotto buono leccese; letterati. artisti, poeti e musicisti seduti a leggere il giornale o a discutere di ideali, di progresso e di progetti “intraprenditoriali” … tanto che sin dai suoi esordi, spesso il Caffè leccese si animava di gran fermento creativo, nel clima post ottocentesco del tempo. Si, perchè le idee di futuro che viaggiavano sui giornali dell’epoca, trovavano nel Buda innumerevoli e appassionate occasioni di discussione e di confronto dell’elitè culturale della città.
Grazie ai ricordi del signor Carlo Tarantini, che a quei tempi era molto giovane (parliamo infatti del decennio 1955-1965) apprendiamo che era effettivamente “il bar piu bello“, e che era “rivestito all’interno con marmi color verde venato di colore scuro scuro“. Dai suoi ricordi scopriamo anche che era “un po’ freddino come ambiente per rilassarsi bevendo qualcosa in compagnia (…) Se ricordo bene il locale aveva tre porte di accesso. la porta a nord era quella sempre aperta e sulla destra era collocato il banco per servire i clienti. Il banco era piu alto del normale ed era rivestito con lo stesso marmo delle pareti e delle colonne. Entrando a sinistra c’era la cassa“. In effetti sono ricordi di più di cinquant’anni fa. Per questo sono importantissime tutte le info e ogni dettaglio che possiamo recuperare per ricostruire in maniera quanto più estesa un quadro di oltre mezzo secolo or sono.
Sopra al GRAN CAFFE BUDA al primo piano si sono accavallate alcune banche; vi era la Banca Popolare di San Lazzaro che negli anni seguenti diventerà poi Banca di Matino e Lecce, poi Sud Puglia, Banca Popolare Pugliese, poi negli anni 80 ci fu la Banca del Piccolo Credito Salentino poi ancora Credito Popolare Salentino, Banca 121 e infine Monte dei Paschi di Siena.

Accanto al Buda c’era la “PASTICCERIA” dove ogni domenica tutti prendevano le paste fresche, oppure passavano dalla cioccolateria “SICA” li accanto per bere caldi tazzoni di cioccolata liquida. Alla destra del rinomato ritrovo cittadino si trovava il negozio di tessuti “ACCETTURA.
Il Gran Caffè Buda era situato in Piazza Sant’Oronzo e di fronte quella che precedentemente era la “Piazza dei mercanti”, ossia attuale Piazza S. Oronzo appunto e precisamente sul luogo dove ora vi è l’Anfiteatro romano del I-II secolo d.C.

L’anfiteatro romano di Lecce e la via Appia-Traiana

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Nel 1935, con l’avvento del regime fascista, si attuò il primo Piano Regolatore Generale (P.R.G.) della città che comportò la demolizione dell’isola delle Capande.
cfr : http://bistrocharbonnier.altervista.org/lecce-le-trasformazioni-urbanistiche-di-piazza-s-oronzo/

Piazza Sant’Oronzo (già Piazza dei Mercanti)

Sino agli ultimi anni del XIX secolo la piazza era occupata sul lato meridionale dalla cosiddetta isola del Governatore dove insisteva il Palazzo del Governo (un unico palazzo che comprendeva la residenza del Governatore, il Tribunale e l’antico Sedile o sala del Parlamento generale in cui avevano luogo le assemblee del pubblico reggimento) nonchè quello del console veneziano. Ai primi del 1900, la costruzione del Palazzo della Banca d’Italia, alterò completamente la planimetria e la morfologia della piazza che fu ridedicata al santo patrono. Durante i lavori di costruzione del palazzo furono scoperti i resti dell’anfiteatro romano (rimase /…/ completamente interrato fino ai primi del ‘900, quando venne riscoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia). Per far posto al primo e dar luce al secondo, fu demolita l’intera isola del Governatore nonchè le capande ossia le numerose botteghe dei mercanti veneziani che punteggiavano i portici degli edifici che affacciavano sul lato meridionale della piazza. cfr ; http://wwwbisanzioit.blogspot.it/2015/09/piazza-santoronzo-gia-piazza-dei.html

Qui sotto in foto la zona della piazza con i primi lavori di scavo dell’anfiteatro romano e lo smantellamento dell’Isola del Governatore. Sulla sinstra si intravede il palazzo della Banca d’Italia.
Foto dall’archivio di:  Filippo Montinari.demolizioni_1939-41_02

14484774_1364530960224816_2611672767844108927_nNel 1937 fu anche demolita la “volta a botte lunettata” dell’aula consiliare del Sedile di Lecce. Foto dall’archivio di:  Filippo Montinari.


tramimageEd era una Lecce d’altri tempi, ormai scomparsa dimenticata o travolta dagli eventi del progresso. Da li passava il tram, la tramvia elettrica Lecce San Cataldo (1898 – 1933) proprio di fronte la chiesa di S. Maria delle Grazie e accanto al Buda, qui in foto ai primi del ‘900

 

La Tramvia Elettrica Lecce San Cataldo 1898-1933 ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

15027397_10202384922662560_4069030543690114665_nQuesto è uno dei fogli originali con cui venivano incartati i prodotti dolciari del Gran Caffè Buda, che nel 1998 mi fu donato da un signore leccese (del quale purtroppo non ricordo più il nome), nel mentre delle mie ricerche per una tesi di laurea in archeologia industriale sull’illumnazione cittadina e la tramvia elettrica leccese del 1898-1933. E quel simpatico signore, già parecchio anziano, mi regalò anche un portacenere originale che era in uso sui tavolini in ghisa del Buda, che vedete qui sotto.

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E questa era una Cartolina pubblicitaria viaggiata del GRAN CAFFE  BUDA LECCE che risale al 1940cartolina-pubblicitaria-viaggiata-gran-caffe-buda-lecce-1940


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

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