Il castello di Otranto – di Horace Walpole, il primo romanzo gotico della storia

di Giovanni Greco

Il castello di Otranto (nell’originale lingua inglese The Castle of Otranto) è un romanzo di Horace Walpole ed è considerato il primo romanzo gotico della storia, il capostipite delle opere fantastiche della letteratura inglese moderna che diede avvio al genere letterario (poi diffusosi tra il tardo Settecento e l’inizio del Novecento) colmo di inquietanti fantasie visionarie e misteriose, con elmi magici, spettri giganti, quadri parlanti, sotterranei labirintici.

coverHorace Walpole nacque a Londra nel 1717. Era figlio del primo ministro del governo whig dal 1721 al 1742. Frequentò l’università di Cambridge e aveva viaggiato in Francia e Italia. Morì a Londra nel 1797.

The Castle of Otranto, a Gothic Story è ambientato nella città salentina di Otranto, nell’Italia meridionale. Il romanzo fu pubblicato nel 1784 e l’autore disse che l’idea gli fu data da un sogno. (a cura di Giovanni Greco)

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(da wikipedia) La prima edizione, risalente al 1764, era intitolata The Castle of Otranto, A Story. Translated by William Marshal, Gent. From the Original Italian of Onuphrio Muralto, Canon of the Church of St. Nicholas at Otranto (“Il Castello di Otranto. Una storia. Tradotto da William Marshal, gent. dall’originale italiano di Onuphrio Muralto, vescovo della Chiesa di San Nicola di Otranto”). Questa prima edizione si presentava nella finzione letteraria come una traduzione di un manoscritto stampato a Napoli nel 1529 da poco rinvenuto nella biblioteca di “un’antica famiglia cattolica nel nord dell’Inghilterra”. Si affermava che la storia manoscritta in italiano derivasse da un’altra storia più vecchia, risalente forse al periodo delle Crociate. Il manoscritto italiano e il suo presunto autore “Onuphrio Muralto” rappresentarono gli stimoli creativi di Walpole, che assunse lo pseudonimo di “William Marshal” (il nome citato nel manoscritto). Nella seconda edizione e in quelle successive Walpole riconobbe invece la paternità dell’opera, scrivendo che “Il modo favorevole in cui questi piccoli frammenti sono stati ricevuti dal pubblico impone all’autore di spiegare il terreno su cui egli l’ha composto”. All’epoca era acceso il dibattito sul ruolo della letteratura, se i romanzi dovessero essere o meno rappresentativi della vita o più puramente immaginari (naturale contro romantico).

578012_3466907769584_679456936_nLa prima edizione fu bene accolta da alcuni critici, che inserirono l’opera nel filone del romanzo medioevale, “tra il 1095, l’epoca della prima crociata, e il 1243, l’anno dell’ultima”, come rileva la prima prefazione. Alcuni critici descrissero Walpole come un “traduttore ingegnoso”. In seguito all’ammissione di paternità del libro da parte di Walpole, tuttavia, molti critici furono restii a lodare l’opera, riducendola a prosa romantica assurda e tronfia.

Nelle intenzioni di Walpole, il romanzo era un tentativo di unificare il naturalismo e il romanticismo (alla stregua di Nathaniel Hawthorne col suo La casa dei sette abbaini). Ciò appare chiaro rileggendo la seconda stesura della prefazione: « Fu un tentativo di miscelare le due anime della narrativa, l’antico e il moderno. In principio era tutto immaginazione ed improbabilità: in seguito, la natura è sempre stata copiata con successo… L’autore delle pagine seguenti ritiene possibile riconciliare i due tipi. »

Trama

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Illustrazione dall’edizione tedesca del 1794, disegnata da Johann Wilhelm Meil (1733-1805) e incisa da Johann Friedrich Bolt (1769-1836)La signoria di Otranto era legata a una profezia: «Il castello e la signoria d’Otranto sarebbero venuti a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi». Manfredi, principe d’Otranto, ha due figli: Matilda e Corrado, il suo prediletto. Egli dovrebbe sposare Isabella, la figlia del marchese di Vicenza.

lkjhgfProprio il giorno delle nozze, però, Corrado viene schiacciato da un enorme elmo identico a quello della statua di Alfonso, un precedente principe della signoria d’Otranto. Alla sera Manfredi propone a Isabella di sposare lui. Il Principe desidera infatti un erede maschio, che non riesce ad avere dalla principessa Ippolita. Isabella scappa; Manfredi cerca di inseguirla, ma viene trattenuto dallo spettro di un suo antenato. Isabella raggiunge un passaggio segreto che congiunge i sotterranei del castello alla chiesa di San Nicola e, con l’aiuto di un contadino di nome Teodoro, riesce a fuggire, rifugiandosi nel convento, ma Manfredi lo scopre. I domestici, inoltre, gli riferiscono di aver visto le braccia e le gambe di un gigante nel salone. Il mattino seguente, Padre Girolamo informa Manfredi che Isabella è stata trovata nella chiesa del convento. Manfredi condanna a morte Teodoro, che inoltre è innamorato di Matilda. Il contadino vuole confessarsi prima di morire e Padre Girolamo, durante la confessione, riconosce Teodoro come suo figlio. Se Girolamo avesse voluto risparmiare la vita di Teodoro, avrebbe dovuto riportare Isabella al castello. Il giorno seguente giunge Federico, marchese di Vicenza, per ricondurre a casa la figlia Isabella e per ottenere la signoria d’Otranto, ritenendo di essere il legittimo erede di Alfonso. Manfredi lo accoglie nel castello. Isabella scappa dal convento, perciò tutti si mettono a cercarla. Matilda ne approfitta per liberare Teodoro e indicargli la via di fuga. Nel bosco egli incontra Isabella e la porta al sicuro; per proteggerla, colpisce per errore Federico. Quest’ultimo viene riportato al castello e racconta di aver trovato la spada compagna dell’elmo che prediceva un pericolo per sua figlia. Manfredi propone a Federico la mano di Matilda in cambio di quella di Isabella e costui, affascinato da Matilda, acconsente, per poi cambiare idea a causa dell’apparizione di uno scheletro. Nel salone viene vista di nuovo la mano di un gigante. Manfredi vede Teodoro con una donna e, credendo che sia Isabella, la accoltella, uccidendo invece Matilda. Dopo la morte di Matilda, un boato fa crollare il castello e la figura di Alfonso appare al centro delle rovine. «Ecco Teodoro, il vero erede di Alfonso!» dice la visione prima di ascendere al cielo, dove le nuvole rivelano la figura di San Nicola di Bari. Manfredi svela l’usurpazione di suo nonno e Girolamo racconta le vicende degli antenati di Teodoro. Manfredi abdica, Ippolita si ritira in convento e Teodoro sposa Isabella.

fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Il_castello_di_Otranto

Nella sua edizione 1924 de Il castello di Otranto, Montague Summers ha dimostrato che la storia della vita di Manfredi di Sicilia ha ispirato alcune parti della trama. Il vero castello medievale di Otranto è tra i beni di Manfredi.

tumblr_kx6wdsZsB41qaxjf0o1_500Gli avvenimenti si suppongono svoltisi nel Duecento, con protagonisti Manfredo, cupo signore di Otranto, nipote dell’usurpatore del regno, che ha avvelenato Alfonso, il sovrano legittimo, e che vive sotto l’incubo d’una profezia di san Nicola, secondo cui la stirpe dell’usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello, e finché discendenti maschi dell’usurpatore lo occupino.

20140128-081219 Lo spettro di Alfonso, che s’aggira pel castello con gigantesco aspetto, secondo la profezia diviene troppo grosso per l’edifizio e lo sconquassa; Manfredo, atterrito, rivela il modo dell’usurpazione; Teodoro risulta essere il legittimo erede e sposa Isabella. Manfredo e la moglie si ritirano in un monastero. 

È noto che Walpole si ispirò, per il suo romanzo “Il Castello di Otranto”, alle Carceri di Piranesi, per la descrizione dei passaggi segreti attraverso i quali fugge l’eroina Isabella.

(a cura di Giovanni Greco)

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The first edition of The Castle of Otranto claimed to be a translation of a medieval tale. Image from The works of Horatio Walpole, Earl of Orford. In five volumes. (sf PR3757.W2D98)

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Engraving of the real-life castle at Otranto from The works of Horatio Walpole, Earl of Orford. In five volumes. (sf PR3757.W2D98)


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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(Isaac Asimov)

 

 

 

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