Giustiniano (Tauresio, 482 – Costantinopoli, 14 novembre 565) e la prima “colonizzazione bizantina”

ricerche a cura del dott Giovanni Greco

medioevo

Giustiniano (Tauresio, 482 – Costantinopoli, 14 novembre 565) e la prima “colonizzazione bizantina”

Giustiniano I

V-VI secolo d.C – Giustiniano è il più famoso tra gli imperatori bizantini. Il suo potere assoluto durò trentotto anni dal 527 al 565, che condivise con la moglie Teodora. Dimostrò capacità decisionali e di governo fuori dal comune. Restaurò l’autorità imperiale sia ad occidente che ad oriente; riconquistò i territori perduti dell’impero; effettuò riforme sia in campo amministrativo che in quello fiscale; combattè la corruzione tra i funzionari statali; aumentò le paghe dei funzionari per evitare che questi potessero derubare i sudditi; limitò il potere dei grandi proprietari fondiari; favorì i commerci (in particolare quello assai redditizio della seta) e lo sviluppo artistico – culturale a Bisanzio soprattutto e nel resto dell’impero; cercò di mettere ordine tra le sette cristiane in oriente; perseguitò ariani, manichei, samaritani, maroniti, montanisti e pagani.  Nel 529 ordinò la chiusura di tutte le scuole filosofiche pagane nell’impero bizantino, in cui il cristianesimo era diventato religione di Stato. In campo giuridico fece raccogliere tutte le leggi del diritto romano promulgate nei secoli precedenti. Era una costruzione più ampia del «Codice Teodosiano», che raccoglieva i testi giuridici da Costantino in poi ed era stato pubblicato sotto il regno di Teodosio II. Questa raccolta di leggi emanate da Giustiniano ispirò le successive legislazioni giuridiche del mondo occidentale. Sotto Giustiniano l’impero romano d’Oriente raggiunse un’espansione che prima non aveva conosciuto né mai immaginato. La guerra contro i Vandali (533-534) per l’annessione dei territori africani, della Sardegna e della Corsica; la guerra greco – gotica (535-553) per la riconquista dell’Italia e della Sicilia; la guerra contro i Visigoti (554) per la conquista della parte sud-orientale della penisola iberica furono le tappe che gli permisero di avere il pieno controllo del Mediterraneo. Sicuramente le grandi spese dell’esercito e della flotta lasciarono ben presto vuote le casse del tesoro pubblico, così che Giustiniano dovette aumentare le tasse. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la Puglia fu sconvolta da una serie di guerre che interessarono Bizantini, Goti, Longobardi e Saraceni.

pag 299 tratto da “Teatro topografico storico-poetico della Capitanata e degli altri luoghi più memorabili e limitrofi della Puglia” Napoli 1828

Dapprima l’Italia fu conquistata dai Goti di Teodorico che ne detennero il controllo fino alla prima colonizzazione bizantina, quando a seguito della guerra bizantino-gotica (535 – 553) voluta dall’l’imperatore d’Oriente Giustiniano I per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma, Belisario prima e poi Narsete procedettero alla conquista dell’intera penisola. I bizantini erano presenti nel Mezzogiorno sin dal VI secolo, da quando Giustiniano aveva sconfitto gli ostrogoti. Per farlo, Giustiniano aveva attaccato prima dalla Sicilia e poi dalla Puglia, precisamente dalla città di Otranto, destinata a diventare fulcro della presenza bizantina del Mezzogirono. La cosiddetta prima dominazione bizantina, la guerra greco-gotica (535-553)  fu cruenta, durò diciotto anni e ridusse alla fame ed alla povertà le popolazioni del Meridione d’Italia. Durante le guerra furono distrutte e depredate città come Arpi ed Herdonia, mentre Totila, re dei Goti, creò successivamente un forte presidio a Taranto. Gli Ostrogoti espugnarono Lecce, taranto, Oria, Brindisi e Gallipoli; nel 546 caddero Manduria, Egnazia, Nardò, Valesio, Ostuni e Mesagne; fra il 547 e il 550 vennero rasi al suolo i villaggi fra Ugento, Lecce e Soleto. Longobardi e Bizantini si contesero la città di Otranto. Il Salento divenne terra di confine fra Longobardi e Bizantini. Il generale bizantino Narsete, successore di Belisario, con rinforzi bizantini sbarcati a Brindisi, sconfisse Totila completando quindi la conquista bizantina della penisola salentina. Nel 553 d.C. la Puglia era finalmente conquistata e Giustiniano avviò la cosiddetta prima “colonizzazione bizantina”: i Bizantini avvicinarono i territori del Salento   alla cultura greco-orientale, alla loro lingua, ai loro costumi e religione. Giustiniano elevò la città di Otranto a capoluogo della regione. Una traccia di quel periodo della prima dominazione bizantina, è visibile nello splendido mosaico absidiale della Chiesa di Santa Maria della Croce a Casaranello (Casarano).

Per quasi cinquecento anni il Salento, entrò nella sfera del governo bizantino, cioè dalla riconquista giustinianea dell’Italia nel 554 alla presa normanna di Otranto da parte di Roberto il Guiscardo nel 1068.


L’imperatore dapprima fu un seguace dell’eresia monofisita, propugnata dal monaco Eutiche, il quale affermava che in Cristo fosse presente la sola natura divina. Successivamente Giustiniano si convertì al dogma cattolico della doppia natura, umana e divina, di Cristo grazie all’opera di papa Agapito (533-536). Il culto di san Giovanni giunse in Puglia in età Giustiniana nel IV secolo sia per la diffusione del battesimo sia per opera dei monaci; dal VI secolo in poi il santo diventò, assieme a san Pietro, santo basiliare della religiosità pugliese, lasciando grandi tracce nel folclore.

Gli affreschi di Carpignano Salentino sono sicuramente databili all’età bizantina, tramite iscrizioni datate a 959 e 1020, mentre alcune pitture della chiesa rupestre dei SS. Stefani a Vaste, che forse recava la data 1032, e poche altre possono ragionevolmente essere pre-normanne, comprese quelle appartenenti ad un numero di chiese sub-divali. Almeno una decina di grandi insediamenti o città esistevano nel Salento bizantino, comprendendo Otranto, Castro, Oria, Ugento, Gallipoli, Nardò, Lecce, Taranto e Brindisi (forse Manduria), sebbene scavi archeologici, su grande scala, di contesti del periodo bizantino sono stati condotti soltanto ad Otranto. Il problema di caratterizzare il Salento bizantino è ulteriormente aggravato dall’estrema carenza di documentazione scritta.

Dante promuove Giustiniano a modello ideale di imperatore, il quale esercita il potere temporale in piena armonia col magistero spirituale della Chiesa. Inoltre Dante esalta Giustiniano per essere stato l’artefice e il promotore del «Corpus iuris civilis», testo di diritto civile realizzato da una commissione di giuristi presieduta da Triboniano tra il 528 e il 533. Con questa opera, per Dante, Giustiniano aveva assolto ad uno dei principali compiti di chi comanda: formulare le leggi e curare la giustizia come base di tutto l’ordine civile.

Cesare fui e son Giustiniano
Che, per voler del primo amor ch’i sento
D’entro le leggi trassi il troppo e ‘l vano.
(vv. 10-12)

(In questa terzina del VI canto del Paradiso Dante fa parlare lo stesso Giustiniano che ricorda di essere stato imperatore e di aver promulgato il «Corpus Iuris Civilis», raccolta di leggi romane da cui l’imperatore eliminò le norme oramai rese desuete dal trascorrere degli anni e le inutili ripetizioni, «il troppo e ‘l vano»).


Durante l’età bizantina il costume riprendeva le fogge romane, ma si distingueva per lo sfarzo e la ricchezza dei decori. L’opulenza di quegli ornamenti furono regolamentate durante il periodo di Giustiniano : tramite il Codex Iustinianus, la raccolta di costituzioni imperiali, Giustiniano amministrò l’uso e le limitazioni di abiti, gioielli, vesti, ornamenti, gioielli, fogge e colori. I tessuti e i materiali purpurei, molto costosi, come anche anche la triade cromatica: blu, bianco e verde ottenuta da zaffiri, perle e smeraldi erano ad appannaggio esclusivo dell’imperatore della moglie Teodora e della sua famiglia.
I gioielli dell’Imperatore comprendevano una corona a cerchio, decorata con perle e pietre poste su file orizzontali, da cui scendevano pendenti terminanti con perle. Il manto purpureo era fermato da una fibula in oro con pietre e perle. Ancora più ricercato erano i decori di Teodora. Dal ricco ed elaborato diadema in oro, ornato con pietre preziose e lunghissimi fili di perle ai grandi orecchini pendenti in oro, perle, smeraldi e zaffiri. L’abito era ulteriormente abbellito con un colletto di stoffa ricamato in oro, perle e pietre e fermato da 3 grandi spille in oro, smeraldi e rubini. Oltre alla elevata qualità di fattura dei gioielli, anche altri oggetti e ambienti specialmente quelli liturgici erano diventati segni della bravura artistica dei bizantini.


Una “seconda bizantinizzazione” del Mezzogiorno è convenzionalmente databile a cavallo del periodo compreso tra gli anni 871-1071 d.C., quando i bizantini riuscirono a difendere la Puglia dagli attacchi saraceni e a sottrarla sia al loro controllo che a quello dei longobardi (in questa fase, i maggiori centri furono quelli di Brindisi, Gallipoli, Siponto, Taranto, ma soprattutto Otranto, che divenne il porto più importante della marina bizantina, e Bari, capitale del catapanato pugliese).  Il dominio greco raggiunse l’apice nel corso del IX-X sec., il periodo d’oro di Bisanzio, allorquando furono fondati nuovi monasteri di rito basiliano, rifiorirono le arti e fu migliorata anche l’amministrazione.

BIZANTINI nel Salento


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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

i miei viaggi in Europa dal 1996 al 2014 – Giovanni Greco

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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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