Quei due progetti di mega impianti di Pale Eoliche alte 160-250 metri previsti fra Veglie e Salice visibili in tutto il Salento a 80 chilometri

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a cura del dott Giovanni Greco

Oggi parliamo dei due “progetti” di PALE EOLICHE fra Veglie e Salice (Le), che dovrebbero essere ALTE circa 160-250 METRI. Questo vuol dire che quindi sarebbero visibili in tutto il Salento a 80 chilometri di distanza. 

“E’ difficile immaginare cosa significhi un generatore alto 220 metri in questo paesaggio. Pensiamo che la più alta costruzione della provincia di Lecce è il campanile del Duomo di Lecce che è alto 60-70 metri, la guglia di Raimondello a Soleto circa 40 metri, la torre del camino Colacem a Galatina è alta 100 metri.
Qui stiamo parlando di 250 metri.
Ingegnere Antonio De Giorgi

Per approfondimenti :

Qui i link ai due progetti presentati presso il ministero dell’ambiente e riportati sul sito del ministero

Nel Salento abbiamo già conosciuto il “progresso” di decenni di uso di fonti rinnovabili, con il fotovoltaico selvaggio e invasivo che ha inquinato le campagne salentine; oltre alle “normali” pale eoliche, all’agricoltura chimica dei fitofarmaci Ogm (pesticidi, insetticidi, moschicidi, lombricidi …), autostrade, centrali biomasse, depuratori che scaricano in mare, cementificazione delle coste, consumo di territorio …
Esempi di turbine eoliche off-shore di potenza attorno a 6 MW a 15 giri/min, con dimensioni caratteristiche delle pale e delle torri.

Ora si tratta anche di due nuovi progetti di mega impianti di Pale Eoliche delle società Iron Solar ed Enel Green Power; solo per uno dei due progetti in campo sarebbero previste complessivamente 21 pale, distribuite su due parchi eolici di 7 e 14 pale, dell’altezza compresa tra i 165 ed i 250 metri, con una capacità produttiva di 126 MW e tutte da realizzarsi nel prossimo futuro in ettari di terreni (dei quali molti sono fertili) fra Veglie e Salice (Le). Una posizione contraria anche da parte del Presidente del GAL. Va chiarito che oltre le onde elettromagnetiche (che saranno emesse da questi impianti in modo permanente per almeno vent’anni), data l’incredibile altezza, qualora quelle pale venissero realizzate, in tal caso saranno visibili a 80 chilometri di distanza e quindi in tutto il Salento. Cioè a Santa Caterina vedranno le nostre “infinite” torri eoliche. Le quali rappresenterebbero ciò che qualcuno ha definito … “progresso!” Tra l’altro sempre in nome della LORO idea di “progresso” presso Masseria Casili, nello stesso terreno dei progetti eolici di cui sopra, era stato presentato un altro progetto (poi bocciato) per un fotovoltaico di ben circa 5 megawatt della società trentina HEPV20 Srl.

Questo modello di “progresso” però stravolge il paesaggio, rovinando il bello, la natura, la storia passata presente e futura, l’armonia e la stessa fertilità degli agri un tempo rigogliosi. Per approfondire meglio questi due progetti e ri-scoprire il nostro territorio (perennemente a rischio ambientale) Domenica 13 giugno 2021 molti Comitati e Associazioni ambientali dell’Arneo hanno promosso l’interessante passeggiata culturale in agro di Veglie dal titolo “Nel cuore dell’Arneo, visita ad un paesaggio che potrebbe non esistere più”. All’appello sono giunti un centinaio di cittadini della terra d’Arneo sia per ascoltare la storia passata e presente, ma anche per opporsi a queste controverse volontà di erigere pale eoliche incredibilmente alte, che segneranno l’ennesimo sfregio del nostro Salento, e che questa volta forse sarà “fra i più visibili” mai realizzati.

Le associazioni promotrici dell’incontro culturale e ambientale sono : Blowin’ in the Wind, Comitato Ambiente Sano Veglie, Comitato Ambiente Territorio Salute di Terra D’Arneo, Comitato Tutela Ambiente Salentino di Veglie, Federcaccia Lecce, GAL Terra D’Arneo, Italia Nostra Sezione Sud Salento, Legambiente, Pro Loco Veglie.
E’ nel cuore dell’Arneo quindi che risorge un primo nucleo di cittadini che vogliono riscoprire e far conoscere la storia dimenticata delle nostre terre e che puntano a tessere una nuova rete di contatti per discutere più a fondo su questi progetti di torri eoliche – abbondantemente faraonici e invasivi per l’ambiente. Difatti, con le tonnellate di cemento che verrebbero impiegate, la visione della pianura salentina cambierà radicalmente per sempre e con un decisivo impatto all’ambiente, alla cultura e palesemente anche alla vista. Ecco che quest’incontro spontaneo di liberi cittadini e profondi conoscitori dei temi culturali e ambientali, ha dato i primi importanti segni per sensibilizzare parte della cittadinanza sulla ipotizzata “bontà” di questi mega impianti eolici. Mentre nel 2017 la pala eolica più grande del mondo era alta appena 200 metri, nel gennaio di quest’anno 2021 è uscito un articolo su ilpost, dal titolo :”La turbina eolica più grande di sempre” alta 260 metri e che potrebbe cambiare la produzione di energia elettrica dal vento, con nuovi grandi impianti in mare aperto (Cfr : https://www.ilpost.it/2021/01/05/haliade-x-general-electric-turbina-eolica/).
Sono solo alcuni dei vari esempi di mega progetti, ma leggendo e ascoltando il prof Costantini come anche tanti altri esperti del settore ingegneristico, forse queste torri sarebbero da fare in mare? O nel deserto? Invece qui da noi “alcuni nostri governanti locali” le hanno pensate semplicemente in terreni della distesa pianeggiante del Salento, che per la maggior parte sono ancora fertili! In ogni caso non è ipotizzabile che sia diventata una “moda” quella di appropriarsi della parola “green”; eppure è come fosse la nuova moda (o l’ultima speculazione ambientale?) che spinge a ingigantire in modo esponenziale il metraggio complessivo di quelle strutture eoliche, che naturalmente impatteranno in maniera estrema su ambiente, salute, paesaggio … E non bisogna essere ingegneri per capirlo … In fondo basterebbe solo il buon senso per comprendere che si tratti di un obbrobrio. Ma esser favorevoli a questi impianti, vuol dire negare l’ovvio, ignorare la storia, umiliare l’intelligenza degli altri che convivono nello stesso luogo. Che è la cosa che hanno fatto, con decisioni (a nostro avviso austere e arcigne), quelli che hanno immesso nel nostro presente il problematico modello di “progresso” delle faraoniche pale eoliche nell’agro delle terre d’Arneo … E infatti non è mai possibile aprire un qualsiasi dialogo sereno con chi non vede e non sente. Che sarebbe esattamente come pretendere la profondità da una pozzanghera!
Probabilmente esistono molle molto convincenti per far passare per idonei e accettabili 21 pale che potrebbero arrivare all’altezza di oltre 2o0 metri.

La passeggiata si è svolta in tre gradevoli momenti. Ha iniziato lo storico prof. Antonio Costantini nei pressi della masseria “La Noa” (SP 111 – Veglie-Monteruga, nel cuore dell’Arneo), che ha fatto una introduzione sulla storia dell’Arneo. Poi dopo circa 1 chilometro a piedi, lungo un sentiero arato a fieno ci siamo recati presso l’unico trullo esistenze nell’intera zona, dove ha parlato l’ing. prof. De Giorgi riguardo importantissime note tecniche di queste pale eoliche. Ed infine la conclusione musicale con l’happening di Enzo Fina sulle note “Salentu mia”.

Il viaggio nella nostra storia dell’Arneo lo ha introdotto il Prof. Antonio Costantini ricordandoci, fra le altre cose, il significato del toponimo “Arneo” che fa riferimento alla parola “acqua”. E’ la conoscenza che ci fa progredire, pare dica il prof 😉 e difatti il discorso ambientale, prosegue, deve semplicemente partire da un concetto condiviso, ossia che : “il paesaggio è il frutto dei segni che l’uomo ha lasciato sul territorio” e che “è il contadino che ha modellato il paesaggio”. In pratica dovete conoscere la vostra storia e rispettare chi l’ha curata prima di voi e ciò che ha lasciato, sembra dica fra le righe il professore. Che ci ha quindi ricordato la nostra storia recente, quella del tempo feudale di metà Novecento con i Tamborino signori locali del Salento, quando nel 1951 ben 400 contadini vennero con le loro biciclette qui nell’Arneo per occupare le terre, dando inizio a giorni di repressione, sangue e biciclette bruciate.

La seconda tappa del nostro tour è stata presso l’unico trullo esistenze nell’intera zona. Qui l’ingegnere Antonio De Giorgi ci ha parlato riguardo alle energie non fossili (ma accentrate in regime di monopolio) e sull’impatto paesaggistico di questi generatori che sarebbero visibili in tutto il Salento anche a 80 chilometri di distanza. Quindi ha illustrato i progetti tecnici dei megaparchi eolici, illustrando anche l’impatto che le grandi pale potrebbero avere sull’intero ecosistema del nostro territorio. Ha detto il prof : “E’ difficile immaginare cosa significhi un generatore alto 250 metri in questo paesaggio. Pensiamo che la più alta costruzione della provincia di Lecce è il campanile del Duomo di Lecce che è alto 60-70 metri, la guglia di Raimondello a Soleto circa 40 metri, la torre del camino Colacem a Galatina è alta 100 metri. Qui stiamo parlando di 250 metri.Addirittura lo scatenarsi degli appetiti che è esploso in questa terra già colonizzata. Nel progetto di Enel GreenPower, l’azienda Ironsolar ha fatto notare che i progetti interferiscono fra loro, accavallandosi; come è accaduto per i loro distinti progetti, le cui pale si toccherebbero vicendevolmente.

Uno scempio ed una aggressione permanente in cui bisogna snocciolare tutte le osservazioni tecniche, ma soprattutto manifestare apertamente e coralmente contro questi mostri così imponenti … in una terra che invece offre ancora un tesoro nelle antiche memorie ambientali ancora presenti.

Giovanni Greco


Il 26 nov 2018 alla ricerca delle tracce di un passato quasi dimenticato con l’amico Cosimo Fema avevamo ri-trovato proprio questo antico furnieddhu salentino in agro di Veglie. Cosimo sapeva della sua esistenza perchè lo vedeva quando sin da piccolo lavorava nelle campagne li vicino. Ed è stata una sorpresa anche per lui averlo rivisto ancora in piedi anche se diroccato. Dalle foto che ho fatto ho poi ricavato un modello 3d che ho successivamente stampato (qui in formato piccolo) con stampanti 3d delta e Creality Cr10 con filamento pla.

 

Link inerenti  🙂

http://belsalento.altervista.org/?s=arneo

La via “Calabra“ e la via “Sallentina”

Il tabacco e le tabacchine nel Salento rurale – la rivolta delle tabacchine di Tricase

Le Terre dell’Arneo

La Terra d’Arneo descritta dal Marinosci – Guagnano, Nardò, Porto Cesareo, Salice Salentino, Veglie, popolata da lepri, volpi, daini, tassi, lupi, linci, scoiattoli, donnole, un paradiso terrestre con peculiarità uniche

“Valle della Cupa, Terra d’Arneo” con Oreste Caroppo – le serate culturali galleria “La Colonna” Salice 25 marzo 2017

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Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”. BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

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