Dobbiamo quindi accettare l’idea che la causa del CoDiRO è la Xylella?

di Pietro Perrino
18 aprile 2016

Dobbiamo quindi accettare l’idea che la causa del CoDiRO è la Xylella?

  • Dobbiamo quindi accettare l’idea che la causa del CoDiRO è la Xylella? Se per ipotesi accettassimo l’idea, la cura servirebbe? La mia risposta è no, perché essa servirebbe ad ammazzare il batterio, ma non ad eliminare le vere cause e cioè quelle che rendono le piante vulnerabili al batterio. La vera lotta alla patologia del CoDiRO si fa azzerando l’inquinamento, ripristinando la fertilità del suolo e le buone pratiche agronomiche, soprattutto quelle a basso impatto ambientale. Qualunque trattamento che si limita ad uccidere il batterio o a tenerlo sotto controllo non è sufficiente a risolvere il problema del CoDiRO in maniera definitiva e non risolve il problema dell’inquinamento, causa di sterilità dei suoli e di malattie dell’uomo e degli animali. Mi chiedo perché concetti così semplici ed elementari non vengono compresi? Perché si continua a girare intorno alla Xylella? a voler distruggere il vettore della Xylella? Faccio fatica a trovare delle risposte.
  • Curare una malattia significa eliminare i sintomi, ma non le cause. Guarire da una malattia significa eliminare le cause della malattia. Le vere cause del CoDiRO sono l’inquinamento ambientale e le cattive pratiche agronomiche, che rendono vulnerabili le piante d’olivo e tutto l’ecosistema. Trovare il sistema per uccidere il batterio non significa ripristinare le condizioni di equilibrio dell’ecosistema.
  • Ho solo voluto ribadire la differenza tra cura e guarigione. Non ho detto che la notizia non fosse chiara. Anzi, sei stata chiarissima.
  • Attenzione! E’ stato chiarito che l’1,8% si riferisce a tutto il salento e non alle aree focolaio. Questo significa che se riduco l’area solo alle aree focolaio la percentuale di 1,8 aumenta. Di quanto non lo so, perché nessuno lo ha calcolato o pubblicato. Secondo me è stato un errore pubblicare un dato fuorviante. Sarebbe stato più utile pubblicare il dato relativo solo alle aree focolaio. In ogni caso, ritengo che indipendentemente dalla percentuale in cui è presente o assente il batterio, la vera causa del CoDiRO è la vulnerabilità delle piante, che è legata alla vulnerabilità dell’ecosistema, determinata dall’inquinamento e pratiche agronomiche inadeguate, sia per abbandono totale degli oliveti e sia per abuso di fungicidi, insetticidi, acaricidi ed erbicidi, come il glifosato. In genere, i patogeni, inclusa la Xylella, sono degli opportunisti. Se non trovano resistenze attaccano. Questa regola può valere per la Xylella perché non è un batterio simile al bacillus della peste nera e ancora di più può valere per i funghi, che non mi pare siano particolarmente nocivi.

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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.
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