dio egizio Thoth signore del tempo rinvenuto a Porto Cesareo riproduzione in 3d a cura di Giovanni Greco per BelSalento.com  

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ricerche a cura del dott Giovanni Greco

dio egizio Thoth signore del tempo rinvenuto a Porto Cesareo riproduzione in 3d a cura di Giovanni Greco per Www.BelSalento.com  

MarTA Museo Nazionale di Taranto – Statua del dio Thot – Porto Cesareo (LE). IV secolo a.C – il dio egizio della scrittura, come ricorda l’iscrizione geroglifica incisa sulla base.
Giovanni Greco con la riproduzione in 3d della statua del dio egizio Thoth per Www.BelSalento.com.

Queste scoperte archeologiche possono quindi azzardare l’ipotesi di una probabile proliferazione del culto egizio in onore alla dea Iside anche in Italia meridionale?  

Ecco qui di seguito una felice riproduzione in 3d della statua del dio egizio Thoth che ho fatto per Www.BelSalento.com. Il primo settembre 2020 sono andato al MarTA Museo Nazionale di Taranto, un meraviglioso viaggio dalla preistoria all’alto medioevo accompagnato da Enzo Fina, Florence Caillaud e Lorenzo Di Pierro, con i quali ho fatto anche una passeggiata in una parte del meraviglioso centro storico. Al MarTA trovai alcuni reperti della preistoria e della storia del Salento che avevo già riprodotto in 3d come le veneri di Parabita, le Pintaderas della grotta dei Cervi, lo Zeus di Ugento e alcuni vasi bizantini. In questi giorni ho realizzato una copia del dio egiziano Thot rinvenuto a Porto Cesareo.
L’originale in basalto verde è una spettacolare statuetta a forma di babbuino conservata in ottimo stato presso la collezione del MarTA Museo archeologico di Taranto. Il reperto è alto 36 centimetri, ha una base a rettangolo irregolare cm. 15x14x24 cm circa e pesa 14,600 kg. Fu rinvenuto nell’ottobre 1932 nel mare di Porto Cesareo (Le) da Raffaele Colelli, suo fratello Francesco ed Eupremio Alemanno, a circa 4 metri di profondità in prossimità dello scoglio della Malva (Salento).

Raffigura THOUT (scritto anche Toth Thot), una delle più antiche divinità egizia che si camuffava sempre sotto due sembianze e si mostrava o come essere umano dalla testa di ibis (o uomo ibiocefalo), con un disco lunare, o come un babbuino (scimmia cinocefala o scimmia dalla testa di cane). Il nome di Thoth significa ‘Lui di Djehut’, che era una provincia del Basso Egitto. Il Dio Thot è considerato tra i più importanti essere divini dell’antichità. Gli Egiziani credevano che Seshat avesse inventato la scrittura, mentre Thoth l’avrebbe solo insegnata all’umanità.

Era il dio faraonico che adora il sole legato ai miti della creazione del mondo e alla nascita di Osiride ed era anche il dio lunare e quindi “signore del tempo” e dio della saggezza, della matematica, della geometria, delle arti magiche, della guarigione, della medicina e regolatore delle fasi lunari, messaggero degli dei e inventore della scrittura, considerato patrono e protettore degli scribi in quanto inventore della scrittura, scriba degli dei e loro messaggero. Egli governò la “Casa della Vita“ e si diceva che aveva codificato le cerimonie che trasformano i morti in spiriti, in un rito che solo i sacerdoti sapevano. Risale al periodo Saitico della XXX dinastia del VI secolo a.C. Con il babbuino seduto gli egizi indicavano i due equinozi : in tali periodi, infatti, l’animale urina 12 volte al giorno, cioè ogni ora, e così pure durante le due notti corrispondenti. Ecco che gli Egizi posizionarono un babbuino seduto sulle loro clessidre ad acqua, congegnate in modo tale che l’acqua fuoriesca dal membro dell’animale, poiché esso indica le 12 ore dell’equinozio”.

Molto probabilmente la statua rinvenuta a Porto Cesareo faceva parte del carico di una nave funeraria romana, presumibilmente naufragata nelle acque  lungo del litorale salentino sul Mar Ionio. Originariamente sul capo era presumibilmente presente il simbolo divino con disco e crescente lunare. Ha una minuziosa decorazione nella peluria del mantello e una incisione calligrafica che è stata interpretata con : “Thoth Signore di Hermopolis Magna, Signore delle Parole del Dio, venerato in R-nfr”.

Hermopolis tempio di Thot

Thoth Signore di Hermopolis Magna” : Hermopolis o Ermopoli dovrebbe indicare il luogo di origine della statua. Questa città  era il principale centro di culto di Thoth ed era chiamata “la città di Hermes” poiché i greci identificavano Hermes con Thoth. In Hermopolis Thoth era considerato il dio supremo che aveva creato con la parola un gruppo di otto dei paredri, l’Ogdoade. Infatti il termine Hermopolis è il nome attribuito dagli storici greci alla località egizia di Khnum (o Khmonou) nel Medio Egitto, che significa “Otto-Città” in quanto venerava un gruppo di otto divinità “primordiali”, fra i quali lo stesso Thoth.  La sua funzione è forse tra le più temute e rispettate dalle numerose culture in cui questa divinità compariva seppur attraverso nomi diversi : Eshmun per i Fenici; Hermes per i Greci; Sim per i Sumeri; Mercurio per i Romani; Quetazcoatl per i Maya; Chiquitet per gli Atlantidi.

Entrambe le divinità (Hermes e Thoth) erano i traghettatori dei defunti. Thoth in qualità di psicopompo segnava l’esito della pesatura dell’anima ed il suo destino, ossia l’accesso al regno dei morti o  alla dea Ammit che ne avrebbe divorato il cuore.
venerato in R-nfr” : La città di Ra-Nefer, localizzabile nel Delta del Nilo molto probabilmente corrisponde al sito greco-romano Onuphis (Basso Egitto) da dove si presume sia giunta fino alle coste pugliesi forse in epoca romana.

Queste scoperte archeologiche possono quindi azzardare l’ipotesi di una probabile proliferazione del culto egizio in onore alla dea Iside anche in Italia meridionale?  
Nel lungo viaggio della sua storia, questa statuetta egizia, anche se naufraga nel mare di Porto Cesareo, è quindi giunta sulle coste salentine e da questo rinvenimento nel mar mediterraneo si possono sviluppare alcune deduzioni e varie ipotesi.
Come scrivevo sopra, sappiamo che il dio Thoth comparve già nel periodo predinastico seppur attraverso nomi diversi : Eshmun per i Fenici; Hermes per i Greci; Sim per i Sumeri; Mercurio per i Romani; Quetazcoatl per i Maya; Chiquitet per gli Atlantidi. E interessanti studi, dimostrerebbero (almeno teoricamente) che determinati aspetti delle religioni pre-età del bronzo siano state importate con il passa-parola fino ad epoche successive. Inoltre in una biografia del Kremmerz (1861-1930 esoterista ed ermetista italiano) viene riportato: Iniziato probabilmente da Izar Bne Escur, il giovane Ciro attinse i principi e le sue teorie filosofiche a quella tradizione ermetica che, traendo le sue lontane origini dall’Ermes Thot egizio, si diffuse nella Magna Grecia con la Scuola pitagorica e nelle terre partenopee, tant’è che ancor oggi a Napoli, nel quartiere Nilense, ove si insediarono coloni giunti da Alessandria d’Egitto nel III secolo a.C. si apprezzano monumenti che dimostrano l’importazione di culti egizi durante l’Ellenismo, come la statua dedicata al Dio Nilo, eretta dagli alessandrini nelle adiacenze di Piazzetta Nilo.
Effettivamente in Occidente, Erodoto, Talete, Parmenide, Empedocle, Orfeo, Pitagora, tutti, nella loro epoca, andarono alla ricerca della Saggezza nelle Scuole Misteriche egizie, nella speranza di risolvere i problemi dell’universo. Ammonio Sacca (II-III sec d.C. filosofo alessandrino, fondatore del Neoplatonismo) insegnava che la Dottrina Segreta si trovava completa nei Libri di Thot (Ermete), da cui Pitagora e Platone trassero entrambi la loro conoscenza e molta della loro filosofia; e questi libri, egli dichiarava, erano “identici agli insegnamenti dei Saggi dell’Estremo Oriente”. Poiché il nome Thot significa un collegio, un’assemblea,  è probabile che i libri siano stati così denominati essendo la raccolta delle dottrine del sodalizio sacerdotale di Memphis.
Quindi la prima ipotesi è che sia una  probabile prova del contatto con la civiltà egizia e che i culti egiziani siano proliferati anche nel territorio italiano in seguito al periodo ellenistico tramite le rotte commerciali fra l’Egitto e la Magna Grecia.
L’altra ipotesi è che 
questo reperto sia “banalmente” uno dei tanti frutti della conquista romana dell’Egitto, ossia dall’importazione a Roma di suppellettili e sculture, come questo genere di amuleti egizi e che sia poi naufragato durante il suo tragitto.

Riproduzione in 3d del dio egizio Thoth rinvenuto a Porto Cesareo 

Per ottenere “fisicamente” il nostro dio Thot, il computer ha elaborato il rendering della scansione delle foto che avevo fatto al MarTa. Successivamente ho ripulito al pc l’immagine ottenuta, per poi elaborarla con il software “Meshmixer”. Quindi l’ho predisposta per la fase di stampa e settato svariati parametri del software “Cura”, lo slicer di stampa che uso in questo momento … e finalmente son passato alla stampa con la mia Creality Cr10s e dopo quindici ore di stampa il dio Thot è apparso. Dopo la stampa son passato alla post-produzione, ultima fase indispensabile per la conclusione della copia ossia la levigatura e la smussatura di piccole imperfezioni con un gesso per plastica (Pla); infine ho fatto la coloratura 😉 concretizzando la replica di un nuovo reperto, per una futura mostra archeologica (di buon pregio) che pian pianino sto materializzando replicando in 3d gli originali.

 


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Per questi lavori ho usato una CREALITY CR10 ed una CREALITY CR10S e con loro BelSalento è veramente 3d ! 🙂 Eccole qui

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dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.
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Giovanni Greco, dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell'aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l'agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com - arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari - Servizi di Fruizione Culturale”.

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