Cosimo Moschettini e la malattia della Brusca negli ulivi

a cura del dott Giovanni Greco

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Cosimo Moschettini

Nacque a Martano, Lecce, (26 agosto 1747 – 2 settembre 1820). E’ stato uno scienziato agrario italiano salentino appartenente alla corrente della fisiocrazia. Era figlio di ricchi proprietari terrieri Giordano Moschettini e Silvia Capsi. In Napoli si laureò in medicina ma studiò approfonditamente i problemi dell’economia agraria meridionale e salentina. Questo studio lo avvicinerà alla scuola francese dei fisiocrati, i quali si opponevano al mercantilismo e consideravano la terra come il principale fattore della ricchezza. Per quella corrente di pensiero infatti, il vero fattore di moltiplicazione della ricchezza non risiede negli scambi e nella quantità di moneta posseduta da uno Stato, ma nella fertilità della terra, nella sua naturale produttività che gratifica e arricchisce l’agricoltore e lo Stato. Moschettini vede nell’agricoltura il primato su ogni attività economica  (dall’industria, ai trasporti, al commercio), che in base alle teorie fisiocratiche sono ritenute occupazioni sterili o parassitarie. Nella fisiocrazia è determinante la necessità di garantire ai prodotti agricoli la massima libertà sia nella loro coltivazione sia nella loro circolazione in quanto ogni vincolo, monopolio e dazio rappresenta limiti alla libertà.

Da questa base intellettuale andrà alla ricerca di ogni tecnica e di ogni conoscenza in grado di apportare beneficio all’agricoltura meridionale (che verso la fine del ‘700 pareva ancora legata a pratiche primitive, poco produttive e a una conduzione di sussistenza e di conoscenze arcaiche); e pose attenzione ai problemi dell’olivicultura e dell’agricoltura del Regno delle Due Sicilie. Individuò  le cause della malattia della “Brusca”, una patologia che distruggeva interi raccolti. Su questa tematica della malattia della Brusca si aprì una diatriba con lo scienziato gallipolino suo contemporaneo, Giovanni Presta. Sembra che negli ultimi decenni del Settecento il paesaggio degli ulivi secolari salentino sia stato colpito da questa malattia dell’olivo, la BRUSCA appunto, la quale arrossisce e “abbrusca” le foglie con la conseguente distruzione e perdita di intere distese di uliveti. Tra il 1777 ed il 1794 produsse quattro volumi : Della brusca malattia degli ulivi di Terra d’Otranto, sua natura, ragioni, effetti (1777), Della rogna degli ulivi (1790), Osservazioni intorno agli ostacoli de’trappeti feudali (1792) e, infine, Della coltivazione degli ulivi e della manifattura dell’olio (1794)

Da : Della brusca, malattia degli ulivi di Terra d’Otranto, sua natura cagioni effetti, Mazzola Vocola, Napoli 1777; ried. Mazzola Vocola, Napoli 1789

  • I contadini della Terra d’Otranto hanno l’abitudine di riunirsi in questa maniera, quasi fosse una veglia, una tormentosa agonia, un ultimo e irrazionale impulso di frapporsi fisicamente alla sciagura, quando con lo scirocco e il conseguente calare delle nebbie, si approssimano le condizioni climatiche che sembrano presagire la comparsa del morbo.
    Annotava scrupolosamente nel suo breviario Cosimo Moschettini.
  • La Brusca dunque è quella malattia de’ nostri ulivi, per cui mezzo ammortendosi, e presso a poco seccandosi le più vigorose, e verdeggianti frondi, delle volte col loro più tenero stelo si staccano da questo, cadono, restando l’albero bruscato. Chiunque a mio avviso con occhio filosofico mira un ulivo da Brusca già attaccato, altro non puote congetturando dire, senonse che una tale malattia sia una vera gangrena.
    Cosimo Moschettini, Della Brusca malattia degli ulivi.

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  • Suole questo morbo attaccare gli Ulivi in Autunno, e Primavera (stagioni per le istantanee mutazioni di freddo e di caldo, e d’umido e secco, cui va l’atmosfera soggetta, incostanti) massime incomincia nel Plenilunio circa d’Ottobre, a Marzo. Nel 1773 si videro in Ottobre gli ulivi da Brusca assaliti; ma per tutto quasi l’inverno dell’anno seguente proseguì. E’ da notarsi di vantagio, che patiscono lo più delle volte meno nella Primavera, che nell’Autunno.
    Cosimo Moschettini, 1777 Brusca paragrafo 2
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La malattia della Brusca ha origini nella mutazione istantanea da freddo a caldo (pag 138). Uno dei rimedi sarebbe nell’arare di due palmi la terra e di mettere letame, meglio di gallina o volatile, non molto vicino alla pianta e in giusta quantità, precisamente in settembre o febbraio,  prima dei mesi in cui la Vrusca propizia, ciò perchè il letame fermenta e allevia il freddo. Altro rimedio da attuare è la bruciatura degli sterpi, in quanto le ceneri promuovono la vegetazione. Altra accortezza è la buona potatura, … tagliarne la parte centrale per far godere di buona ventilazione.

Dal 1810 al 1815 ottenne il prestigioso incarico di segretario perpetuo della Società di Agricoltura di Terra d’Otranto.

Opera

  • De caussis morborum commentaria, Napoli, 1769
  • Della brusca malattia degli ulivi di Terra d’Otranto, sua natura, ragioni, effetti, ecc., Mazzola-Vocola, Napoli, 1777
  • Della rogna degli ulivi, De Dominicis, Napoli, 1790
  • Osservazioni intorno agli ostacoli de’ trappeti feudali, De Dominicis, Napoli, 1792
  • Della coltivazione degli ulivi e della manifattura dell’olio, Nobile, Napoli, 1794

Bibliografia

  • Ennio De Simone, Cosimo Moschettini (1747-1820) : profilo biografico e scritti di “Rustica Olearia Economia”, Lecce, Edizioni Del Grifo, 1997, ISBN 88-7261-103-2.
    Mastrolia F.A., Olivicoltura e tecniche estrattive in Terra d’Otranto nei secoli XVIII e XIX attraverso gli studi del Presta e del Moschettini, in “Annali del Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali”. Università di Lecce, II, 1983

 

Fonti :
http://www.salentopromotions.it/cosimo-moschettini
http://it.paperblog.com/cosimo-moschettini-1777-brusca-paragrafo-2-2557520/
http://centrostudiagronomi.blogspot.it/2014/10/cosimo-moschettini-della-brusca.html
http://www.cortegrandeonline.it/2012/11/cosimo-moschettini-e-lolivicoltura-di-terra-dotranto/
https://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_Moschettini#Biografia


Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
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(Isaac Asimov)

 

 

 

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