Cav. Luigi Maggiulli – studioso di storia

di Giovanni Greco

Cav. Luigi MAGGIULLI – studioso di storia (Muro Leccese 9 /10/1828 – ivi 20/5/1914)

Era figlio di Giuseppe e Giuseppa Mongiò dei Gigli famiglia benestante del ramo nobilitato dei Maggiulli-Alfieri, di origini galatinesi. studiò lettere e scienze nel Collegio dei Gesuiti di Lecce. Si trasferirà a Napoli per studiare anche giurisprudenza ma, colto dai moti popolari del ’48, ritornò a Muro Leccese. Nella ricca biblioteca di famiglia, approfondì ricerche su vari ambiti : dall’archeologia alla storia, dalla paleografia alla numismatica, dalle lettere all’araldica come alla genealogia. Nel 1851 Sposò Leonetta Papadia di Muro Leccese, figlia di Ignazio Papadia, medico cerusico di Muro (nipote di Giuseppe Antonio Papadia che nel 1732 aveva fondato l’Accademia degli Eclissati di Muro). Il Maggiulli potè ampliare i suoi studi e ricerche nella biblioteca Papadia. Trasferitosi con Leonetta nel palazzo dei Papadia di Muro, oggi in via Salentina, continuò i suoi studi affiancandoli ai numerosi incarichi di pubblico amministratore che assolse sino al 1899. Dal 1825 al 1865 fu giudice conciliatore per il Circondario di Gallipoli. Dal 1856 al 1891 fu sindaco di Muro Leccese. Nel 1874 fece parte del Consiglio Provinciale di Terra d’Otranto, con incarichi di membro della Commissione d’inchiesta per le Opere Pie del Circondario di Gallipoli e di ispettore governativo nella Commissione per gli scavi e monumenti di Terra d’Otranto.

Fu socio fondatore e onorario di numerose Congregazioni di Carità, Società Operaie e Agricole nonchè membro e corrispondente di accademie nazionali e internazionali : nel 1860 collaborò con l’lstituto Archeologico Germanico di Roma, nel 1870 con il Circolo letterario e scientifico Giovanbattista Vico di Napoli, nel 1873 con l’Accademia Araldico-Genealogica Italiana di Fermo, nel 1875 con la Società italiana di storia e archeologia di Firenze, nel 1884 con l’Accademia Imperiale di Archeologia di Mosca e nel 1884 con la British Athenorum di Londra. Il 28 luglio del 1874 fu l’unico studioso di Terra d’Otranto, a partecipare al Comitato letterario di Avignone per il V° Centenario del Petrarca. Nel 1866 ricevette l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, nel 1894 quella di Cavaliere della Corona d’Italia poi elevata nel 1897 a Commendatore della Corona per i suoi meriti letterari e scientifici.

Il 1859 viene scoperto il tempio di Afrodite a Muro Leccese. Il cav Maggiulli sarà il primo a descriverlo

Il 19 aprile del 1859, in un fondo di Muro Leccese un contadino portò casualmente alla luce un fonte lustrale in pietra leccese. Lo studio dello storico murese Luigi Maggiulli (1828-1914) concluse la trascrizione di un’iscrizione sul suo bordo, graffpita in caratteri messapici: “HANΩORIAS SANAN ANAN APRODITAN MA” (cfr.CIM, Ribezzo), che significherebbe: “Hanqorias alla dea madre Afrodite donò”. Questa fonte lustrale è attualmente ospitata e visitabile presso museo di Muro Leccese. Muro è stata una delle maggiori città dei Messapi già sin dal VI sec. a.C. Il Maggiulli con i suoii scavi scoprirà un antico tempio di forma circolare con un altarino e una statuetta bronzea alta tredici centimetri priva della testa, una colonnetta probabile base di appoggio. Poi una tomba con scheletro e una moneta d’argento di Taranto sul teschio e ai piedi una di Terina, antica città calabra. E ancora due frammenti di vaso su uno dei qualii è dipinta in bianco su fondo nero, la figura di un uomo in groppa a un cavallo alato. Il Maggiulli concluse che si trattasse di un tempietto messapico dedicato ad Afrodite (Venere per i latini), e che la statuetta rinvenuta rappresenti una dea per l’abbigliamento femminile.

Qui un serie di estratti sui suoi studi sulle origini di una MINERVA e AFRODITE in Castro.

in foto il libro MONOGRAFIA Tipografia Pietro Galatino – Galatina 1896 (circa 195 pagine), con saggi storici su vari argomenti di storia civica, come l’elenco dei religiosi tenutari della Diocesi di Castro, l’elenco dei feudatari della Contea di Castro, l’elenco dei personaggi illustri di Castro del Passato.


Dal sito CULTURA SALENTINA apprendiamo alcune ulteriori notizie utili  sul Maggiulli

cfr: https://culturasalentina.wordpress.com/2010/04/27/luigi-maggiulli-l%e2%80%99attivita-di-studioso-e-i-suoi-scritti-di-storia-patria/#more-3993

(…) nel 1867, Luigi Maggiulli strinse amicizia con Sigismondo Castromediano (1811-1895), patriota e archeologo salentino, fondatore del Museo Archeologico di Lecce. A questi indirizzò una lettera, integralmente pubblicata sul “Cittadino Leccese”, nella quale gli comunicava la scoperta a Muro Leccese di alcune epigrafi messapiche. Da questa amicizia e dalla comunanza degli studi sulle epigrafi messapiche del Salento, assieme al Castromediano il Maggiulli pubblicherà nel 1871 “Le iscrizioni messapiche” che saranno recensite nello stesso anno sul “Bollettino” dell’Istituto Germanico di Roma. Sempre nel 1871 vedrà la luce la “Monografia di Muro Leccese”. Su spinta dello stesso Castromediano, in soli tre anni, tra il 1867 e il 1870, Luigi Maggiulli pubblicherà la “Monografia numismatica di Terra d’Otranto” che sarà in appena dodici giorni esaurita e recensita dalle maggiori testate scientifiche nazionali. Quest’opera vedrà qualche tempo dopo una nuova edizione riveduta e corretta in seguito ai suggerimenti del marchese di Cavallino (…) nuovamente nel suo studio intento ad approfondire le conoscenze dei dolmen e dei menhir salentini. Eseguirà anche alcuni scavi archeologici insieme agli amici della “Commissione per gli scavi di Terra d’Otranto” Cosimo De Giorgi, Luigi De Simone e Sigismondo Castromediano.

Molto interessante lo studio del 2010 su “La chiesa bizantina di Santa Marina a Muro Leccese” a cura di Vincenzo D’Aurelio in https://culturasalentina.files.wordpress.com/2010/11/affreschi-nella-chiesa-di-santa-marina-a-muro-leccese.pdf


Il testamento olografo di Luigi Maggiulli 21 giugno 1898

«Alla mia diletta consorte, Leonetta Papadia, ai miei carissimi figli Pasquale e Giuseppe, ed ai miei nipoti Vitantonio e Giuseppe Donato Cacciatore, nati dalla mia dilettissima figlia Giuseppa, morta trentenne, lascio alcune memorie, che riguardano la mia vita sociale e letteraria. Da esse prendano esempio per proseguire le tradizioni della famiglia Maggiulli, che lasciò sempre nella società orme incancellabili di moralità, onestà e rettitudine. Col presente testamento olografo, scritto per intero, datato e sottoscritto di proprio carattere, io qui sottoscritto Luigi Maggiulli del fu Giuseppe, nato e domiciliato in Muro Leccese, intendo col medesimo disporre del mio patrimonio. Preliminarmente, revoco e annullo ogni altra disposizione testamentaria da me fatta, e voglio che la presente sia la sola che debba regolare la mia eredità dopo la morte./
1°) Istituisco e nomino per miei eredi e legatari universali, sopra tutti i miei beni immobili, mobili, mobilia ed affetti mobiliari diritti, azioni e ragioni che formano la quota disponibile, i miei affezionati figli maschi a nome Pasquale e Giuseppe; e ciò a titolo di prelegato anteparte con dispensa di collazione./
2°) Al resto dei miei beni che formano la quota legittima e riserva, chiamo per miei eredi tutti i miei amatissimi figli a nome Pasquale, Giuseppe e Giuseppa: e questi saranno i soli che rappresenteranno la mia personalità giuridica. Però siccome la mia carissima Giuseppa, nell’andare a marito con il Sig. Vincenzo Cacciatore di Miggiano s’ebbe in dote Lire Trentaquattromila, così voglio che la somma fosse computata su ciò che le potrà appartenere sull’intera quota di legittima o riserva./
3°) Lego alla mia carissima compagna Leonetta Papadia, oltre la porzione che l’aspetta per legge sulla quota di legittima della mia eredità, la somma di Lire Quattrocento, da essere pagate dai miei eredi e legatari universali Pasquale e Giuseppe in ogni fine di Agosto di ciascun anno; però questo legato sarà soddisfatto finché conserverà il letto vedovile./
4°) Lego al Comune di Muro Leccese, mia patria, la somma di Lire Ottocento che sarà pagata un anno dopo la mia morte dagli eredi universali Pasquale e Giuseppe; e ciò per una volta soltanto. Il Comune poi disporrà di questa somma di Lire Ottocento come meglio crederà./
5°) Se i miei eredi e la mia compagna, si ricorderanno dell’affetto che a loro mi legava, spero che non mancheranno di farmi pompe funebri secondo il mio grado, e di pregare sempre per l’anima mia./
6°) Impongo poi finalmente ai miei figli, di amare e rispettare la madre loro, udire i suoi consigli, e consolarla nella sua vecchiezza; come del pari i loro zii Giovanni e Tommaso, miei carissimi fratelli./ Questo è il mio testamento olografo, scritto e datato e sottoscritto da me stesso, in Muro Leccese, oggi nove Febbraio, dell’anno Milleottocentosettantasette 9 Febbraio 1877.// Luigi Maggiulli fu Giuseppe.// Col presente codicillo da me scritto, datato e sottoscritto, aggiungo quanto in appresso al sopracitato testamento./ Siccome la fu prediletta mia figlia Giuseppina, ebbe in dote nei suoi capitoli matrimoniali la somma di Lire Trentaquattromila come legittima, così voglio, che venendo i suoi figli in divisione con i miei eredi, e trovandosi un di più sulla quota legittima assegnata, questo avanzo intendo di assegnarlo sulla disponibile. Questa è la mia volontà, per prevenire qualsiasi futura questione.// Muro Leccese, tredici Febbraio Millenovecentocinque, 1905.// Luigi Maggiulli fu Giuseppe.// Col presente codicillo da me scritto, datato e sottoscritto, revoco ed annullo il Legato di Lire Ottocento, largito al Comune di Muro Leccese, che andrà in beneficio di tutti i miei eredi. Questa è la mia volontà.// Muro Leccese, nove Febbraio Millenovecentotto, 1908.// Luigi Maggiulli fu Giuseppe».

cfr : http://salentopoesia.blogspot.it/2010/03/luigi-magiulli.html

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