Carmelo Bene nato in Campi Salentina

di Giovanni Greco

parco letterario poesieCarmelo Pompilio Realino Antonio Bene

(Campi Salentina, 1º settembre 1937 – Roma, 16 marzo 2002) è stato un attore, regista, drammaturgo, filosofo, scrittore e poeta italiano.

cfr : http://it.wikipedia.org/wiki/Carmelo_Bene

 

Biografia

Nasce a Campi Salentina, in provincia di Lecce[2], alle ore nove e trenta del 1º settembre 1937, da genitori originari di Vitigliano, frazione di Santa Cesarea Terme. I suoi genitori, Umberto Bene (1900 – ?) e Amelia Secolo (1905 – 1992), gestivano una fabbrica di tabacco dove lavoravano diverse centinaia di giovani operaie. Bene era un bambino gracile, timido, introverso e taciturno. Sua madre era fervente cattolica e praticante, così il piccolo Carmelo si trova a servire «un’infinità di messe», sia a Campi Salentina che a Lecce, dove abitava la zia Raffaella, anche tre o quattro al giorno[3]. Una vocazione, questa, che abbandona man mano, sino a diventare allergico a qualsiasi tipo di ritualizzazione religiosa.

Frequenta la scuola degli Scolopi di Lecce, mostrandosi critico verso i propri insegnanti, definiti successivamente nella sua autobiografia[4] come incompetenti in teologia, bestemmiatori e pedofili. Trascorre così l’infanzia perlopiù fra i vezzi di questa moltitudine di ragazze, la scuola degli Scolopi e le gite domenicali a Lecce. Dopo gli studi presso l’Istituto Calasanzio dei Padri Scolopi di Campi Salentina, ove frequenta le scuole medie e il liceo classico sino al secondo anno, conclude gli studi classici nel Collegio Argento dei Padri Gesuiti di Lecce.

In seguito si iscrive, diciassettenne, alla Facoltà di Giurisprudenza a Roma, senza tuttavia frequentarla, tranne inizialmente per quel che riguarda le lezioni di anatomia. Si iscrive allo stesso tempo al primo anno dell’Accademia Sharoff. Intanto da Lecce gli arriva la cartolina precetto e parte così per la visita di leva, ma, contrario a utilizzare 18 mesi delle sue «numerose vite» svolgendo mansioni ritenute inutili, riesce a evitare di svolgere servizio militare fingendosi omosessuale. Anche all’esame psichiatrico risulta la sua ambivalenza, guadagnando così l’attestato di RAM (ridotta attitudine militare)[5].

Nel 1957 si iscrive all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico» e ne frequenta i corsi per un solo anno, ritenendoli inutili[6]: esisteva un certo attrito fra lui e gli insegnanti, e lo stesso Carmelo Bene sintetizza i divergenti punti di vista affermando che «il metodo per risvegliare i sentimenti era l’accademia Sharoff, quello per addormentarli la Silvio D’Amico». Aggiungendo: «Per fortuna, dopo un anno passai a non frequentare la Silvio D’Amico». Diventò presto famigerata la battuta: «Come va? Non c’è Bene grazie»[7]. Bene ricorda che alla Silvio D’Amico, solo due insegnanti credevano in lui: l’insegnante di metrica e la signora Morino[8], trent’anni prima attrice con Ruggero Ruggeri.

A Roma i genitori gli pagano l’affitto e un minimo di vitto, perciò in questi primi anni romani Carmelo, per sostenere la propria vita sregolata, deve lavorare di astuzia e praticare sotterfugi. In questi anni si ubriaca frequentemente e fuma molto. Finisce spesso per essere arrestato: «Bastava girare con la barba non rasa di un giorno» per essere fermato, interrogato o addirittura arrestato.

Nel solo anno 1958 Carmelo Bene trascorse «trecentoventicinque notti nei vari commissariati di zona»[9]. Debutta ventiduenne in teatro con Caligola di Albert Camus nel 1959, per la regia di Alberto Ruggiero[10]. Dopo le prime esibizioni romane torna a Campi Salentina con l’intento di sposare Giuliana Rossi, attrice fiorentina di sei anni più grande, mal vista dalla famiglia di lui[11]. Il padre, in combutta con il primario, arriva a farlo internare al manicomio per un paio di settimane, con l’intenzione di scemare l’attrazione e l’intenzione a realizzare il matrimonio; Giuliana poi subisce esplicite minacce. Si sposano comunque a Firenze il 23 aprile del 1960, «più per accontentare la suocera che per effettiva vocazione»[12] e dalla loro unione nasce un figlio, Alessandro, che viene allevato prevalentemente dai nonni materni e muore di tumore in giovane età[13] il 3 ottobre 1965 all’ospedale Meyer di Firenze.

In questo periodo fiorentino avviene l’incontro letterario fondamentale della sua vita; legge l’Ulisse[14] di James Joyce[15] che lo affascina talmente da sconvolgerne il modo di pensare, sottraendogli gli ultimi residui di esistenzialismo[16]. Dopo questo primo impatto letterario Carmelo Bene lascia Firenze, vivendo un periodo di «pura erranza»[17], «scombussolato», senza una meta, prima di approdare a Genova. Nel 1960 conosce e si lega in amicizia con Aldo Braibanti e Sylvano Bussotti il quale cura le musiche dello Spettacolo-concerto Majakovskij che si tiene a Bologna nello stesso anno. Con la seconda serie di repliche del Caligola del 1961 Bene diventa «regista di se stesso», e da Genova in poi, non delegherà più a nessun altro la regia del suo teatro[18]. Tra il 1961 e il 1962 realizza il primo Amleto, «tutto shakespeariano, non ancora pervertito in Laforgue»[19], e il primo Pinocchio. Dalla Compagnia D’Origlia-Palmi, in auge a Roma tra gli anni trenta e settanta, Carmelo Bene ha modo di prelevare attori come Manlio Nevastri (in arte Nistri), Luigi Mezzanotte e Alfiero Vincenti:

« Giovanissimo capocomico, senza un soldo, circondato finalmente da guitti straordinari reperiti nel Borgo Santo Spirito dalla signora D’Origlia e dal cavalier Palmi, miei ottimi amici[20]. »

Dal 1961 fino al 1963 costituisce il cosiddetto “Teatro Laboratorio” (con gli attori prelevati dall’anzidetta compagnia), realizzato in un locale di Trastevere, nel cortile al numero 23 di San Cosimato. Viene in seguito chiuso definitivamente a causa del fattaccio del «piscio» sulla platea e sull’ambasciatore argentino attribuito a Carmelo Bene, ma probabilmente perpetrato dal pittore argentino Alberto Greco. Al Teatro Laboratorio si allestiscono gli spettacoli cabaret con titoli significativi come Addio porco, una specie di happening, goliardata o presa in giro, che serviva a raggranellare denaro attirando gente snob e ricca a caccia di emozioni forti. Lo spettacolo Cristo ’63 (registrato da Alberto Grifi ma che viene censurato[21]) scatena più d’uno scandalo, fino ai tafferugli con la polizia. Bene racconta:

« La sera della prima successe un parapiglia infernale. Questo Greco, poco assuefatto al bere, si briaca di brutto […] L’apostolo Giovanni (il Greco) cominciò a dare in escandescenze […] In ribalta si alza la veste, mette il lembo fra i denti e comincia a orinare nella bocca dell’ambasciatore d’Argentina, della consorte in visone e dell’addetto culturale.Nel frattempo, si faceva passare le torte destinate al dessert e le spappolava in faccia a quel diplomatico e signora […] Fui condannato in contumacia [… e poi] assolto per essere estraneo ai fatti[22]. »

Lo stesso evento si ripeté successivamente in una villa sulla Cassia Antica messa appositamente a disposizione da una gallerista col solo scopo di far rivivere quel fatidico happening, comprensivo di tafferugli, e questa volta furono i Re Magi che si misero a orinare addosso alle signore impellicciate[23]. In questi primissimi anni, dal Caligola in poi, fino alla parentesi cinematografica, Carmelo Bene in definitiva non trae altro successo che dallo scandalo, come ricordano, fra gli altri, Franco Quadri[24], Lydia Mancinelli e lo stesso Carmelo Bene nella sua autobiografia. D’altra parte Giuliana Rossi descrive Carmelo come un irresponsabile, cinico, sprezzante verso il prossimo, ma fascinoso e accattivante. Questo suo comportamento biasimevole, però, veniva compensato da una forza creativa e una cura straordinarie che dedicava ai suoi spettacoli.

Sempre nel 1963 e quasi subito dopo la chiusura del Teatro Laboratorio, Carmelo Bene si imbatte casualmente, per la prima volta, in un’edizione laforguiana, che gli farà in seguito concepire poi i suoi Amleti. Già pensa alla sua Salomè; legge The Monk di Matthew Gregory Lewis che porterà poi in scena il 12 ottobre 1966 al Teatro delle Muse[25], con la rivisitazione[26] dal titolo Il Rosa e il Nero. Sempre nel 1963 viene allestito l’Edoardo II tratto da Marlowe che, in una delle sue repliche all’Arlecchino, vede fra gli spettatori la compagnia degli attori del Living Theatre, di passaggio a Roma, con i quali Bene stringe amicizia. Lavora contemporaneamente all’Ubu roi da Alfred Jarry che porterà al Teatro dei Satiri e alla Salomè da Oscar Wilde (con lo “straordinario” Franco Citti nei panni di Giovanni Battista) al Teatro delle Muse, davanti a un pubblico accanito e irriducibile composto da detrattori e da sostenitori (Ennio Flaiano, Alberto Arbasino, John Francis Lane, Alberto Moravia).

Comincia in questo periodo il lungo sodalizio artistico-sentimentale con l’attrice Lydia Mancinelli la quale per la prima volta recita in La storia di Sawney Bean (su testo di Roberto Lerici) del 1964. Negli anni sessanta-settanta Lydia Mancinelli[27] e Alfiero Vincenti sono per Carmelo Bene due figure fondamentali e insostituibili. Il 1964 segna anche l’anno del debutto al Teatro delle Muse della prima Salomè tratta da Oscar Wilde, con la partecipazione di Franco Citti nella parte di Jokanaan[28]. Lo spettacolo è osannato da Ennio Flaiano e da Alberto Arbasino, oltre che dal critico John Francis Lane del Times; fu criticato invece aspramente da Giuseppe Patroni Griffi. Dello stesso anno è la Manon, spettacolo teatrale tratto dalla Manon Lescaut di Prevost, le cui recensioni dell’epoca (come per gli altri suoi spettacoli) imputano un certo gusto per lo scandalo e una tendenza a voler stupire fine a sé stessa, cosa che Bene smentisce, asserendo che questa “rappresentazione” già era il suo “teatro degli handicap” a venire pienamente affermatosi negli anni ottanta[29].

Dopo il sequestro e la chiusura definitiva del Teatro Laboratorio trascorrono sei mesi con l’allestimento del Teatro Carmelo Bene al Divino Amore (1967), esperienza breve come l’altra precedente del Beat ’72, la cui apertura avviene nel 1966[30]. Inoltre, in questo stesso periodo, tra il 1965 e il 1966, Bene scrive i romanzi Nostra Signora dei Turchi e Credito italiano, portati poi a teatro. Ma, come tutta l’opera beniana di questo periodo, il successo ebbe più che altro un riscontro elitario. Viene portato in scena al Teatro delle Muse Il Rosa e il Nero, rivisitazione[26] di The Monk di Matthew Gregory Lewis. Risale a questo periodo una testimonianza della trasmissione televisiva Avvenimenti 30. La voce fuori campo del cronista commenta:

« Un giovanotto magro, nervoso, spiritato, venuto dalle Puglie per inventare a Roma un suo personalissimo teatro. Si chiama Carmelo Bene. Non ha ancora trent’anni. Ha già scritto un romanzo Nostra Signora dei Turchi. Ha diretto come attore, autore, regista, una decina di spettacoli. Dieci spettacoli, dieci polemiche clamorose. È un istrione? Oppure: è un genio? È un mistificatore? Su questi giudizi il pubblico e la critica si danno battaglia…[31]. »

Carmelo Bene pensa ora di abbandonare il teatro per dedicarsi ad altro. Nel 1967 Pier Paolo Pasolini lo invita a partecipare al suo film Edipo re. Intanto Nelo Risi, avendo progettato un film su Pinocchio, propone la parte della fatina a Brigitte Bardot, quella di Pinocchio a Carmelo Bene e quella di Geppetto a Totò; ma questi morì proprio nel 1967, mandando in fumo il progetto. Nello stesso anno Bene inizia la sua esperienza da regista cinematografico, arrivando l’anno successivo a vincere il Leone d’Argento al Festival di Venezia con quello che viene considerato il suo capolavoro: Nostra Signora dei Turchi. Fra i suoi principali amici e collaboratori di questo periodo vi furono il noto attore, autore e regista tarantino Cosimo Cinieri, Mario Ricci, Leo de Berardinis, Piero Panza e il noto pittore e scenografo leccese Tonino Caputo. Nel 1969 vediamo Bene partecipare come attore in Umano non umano, film di Mario Schifano. La parentesi cinematografica dura sino al 1973, costituita da una serie di lungometraggi come Capricci (1969), Don Giovanni (1970), Salomè (1972), oltre al già citato Nostra Signora dei Turchi, che spesso producono in Italia reazioni sconsiderate, violenza gratuita e spaccatura di pubblico e critica, tra fautori e detrattori. Un Amleto di meno segna la fine di questa meteorica apparizione cinematografica di Carmelo Bene, esperienza mai più ritentata.

Il 1970 è l’anno in cui Carmelo Bene conosce Salvador Dalí ed Emilio Villa[32], che contribuiscono a segnare la sua esperienza artistica. In questo stesso anno un Don Chisciotte televisivo commissionato dalla RAI sfuma, poiché il progetto viene ritenuto “impopolare”. Il cast d’eccezione contemplava, oltre a Carmelo Bene, artisti di fama come Eduardo De Filippo, il clown sovietico Popov e Salvador Dalí (scenografo)[33]. Stessa sorte toccò a un altro progetto filmico fatto insieme con Eduardo, tratto da La serata a Colono di Elsa Morante. Scrive inoltre A boccaperta, pensato inizialmente come una sceneggiatura dedicata a San Giuseppe da Copertino. Partecipa inoltre in qualità di attore a film come Necropolis di Franco Brocani e a Storie dell’anno mille di Franco Indovina. Nel 1972-1973, Con il ritorno al teatro, dopo la parentesi cinematografica, Carmelo Bene ottiene un vero trionfo. Il primo spettacolo teatrale di Nostra Signora dei Turchi, riportata di nuovo in scena, con le sue venticinque repliche romane, vede in platea un’infinità di “nomi che contano”, tra cui Ennio Flaiano, Alberto Arbasino, Vittorio Gasman, Mariangela Melato, Giuseppe Patroni Griffi, Alberto Moravia, Renzo Arbore, Gianni Morandi, Gigi Proietti, Elsa de’ Giorgi, Enzo Siciliano, Franco Franchi e tanti altri[34]. Del 1973 sono le interviste impossibili radiofoniche con testi di Ceronetti, Sermonti e Manganelli, in cui Carmelo Bene e altri attori danno immaginificamente voce a vari personaggi storici e preistorici.

Il 1974 segna l’anno della sua prima apparizione in televisione con “Quattro modi di morire in versi: Majakowski, Blok, Esenin, Pasternak” con la collaborazione di Roberto Lerici e Angelo Maria Ripellino, che ottiene un grande successo di pubblico e critica e un indice d’ascolto elevatissimo. Con gli anni settanta iniziano le assidue frequentazioni della Versilia dove Bene incontra intellettuali e uomini di cultura come Eugenio Montale, Vittorio Bodini, lo scultore Henry Moore. Inizia anche il febbrile interessamento di Bene per la storia medicea e in particolare per Lorenzino de’ Medici, detto Lorenzaccio, la “sfinge medicea”, che lo farà “impazzire” per un decennio. Nel 1975 Carmelo Bene partecipa come attore nel film di Glauber Rocha Claro. In questo stesso anno, durante la recita dell’Amleto al Manzoni di Milano, venne a sapere della morte del suo amico Pier Paolo Pasolini[35].

La stagione teatrale continua nel 1976 al Teatro Metastasio di Prato con Faust-Marlowe-Burlesque e Romeo e Giulietta da W. Shakespeare. Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta Bene conoscerà grandi successi. Nel 1977 viene messo in onda il Riccardo III televisivo. Alla prima al Teatro Manzoni il suo S.A.D.E. viene fatto sospendere dal questore di Milano per oscenità, provvedimento motivato apparentemente dalla presenza di nudi femminili sul palcoscenico. In questo stesso anno Bene ottiene un successo strepitoso in Francia, portando a Parigi (Opèra-Comique, Festival d’Automne) i suoi spettacoli teatrali (undici repliche di S.A.D.E., sei di Romeo e Giulietta) e dove conoscerà Jean-Paul Manganaro e altri intellettuali francesi con cui intesserà rapporti duraturi e molto proficui. Nella capitale francese frequenta Gilles Deleuze, Pierre Klossowski, Michel Foucault, conosce Jacques Lacan ed altri.

Il 1979 segna l’inizio del suo periodo cosiddetto concertistico e della macchina attoriale, arrivando ad esibirsi alla Scala di Milano con un memorabile Manfred in forma di concerto accompagnato dalle musiche di Robert Schumann. Di questo anno è un Otello televisivo, realizzato a Torino insieme a Cosimo Cinieri, ma il restauro e il montaggio venne iniziato soltanto nel 2001, sotto la vigile direzione di Bene[36]. Il 1980 vede la V edizione dello Spettacolo-concerto Majakovskij al Teatro Morlacchi di Perugia e l’Hyperion. In questo suo periodo di “approfondimento musicale”, conosce e stringe amicizia con il tenore Giuseppe Di Stefano, il quale amava appellarsi il “Carmelo Bene della musica”, definito da questi a sua volta, in sintonia con Toscanini, “la più bella voce mai sentita”[37].

Nel 1981, con la Lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli di Bologna, porta la lettura della Divina Commedia davanti ad un pubblico di oltre centomila persone, in occasione del primo anniversario della strage della stazione. Terza edizione del Pinocchio al Teatro Verdi di Pisa. Nell’estate del 1982 a Forte dei Marmi scrive Sono apparso alla Madonna, titolo che gli viene suggerito dall’inconsapevole Ruggero Orlando, in preda ad una delle sue sbornie. Anche se contrito da vari malanni fisici e dagli abusi, prosegue forsennato, anche se in modo discontinuo, a calpestare le scene teatrali. Nel 1983 abbiamo la rappresentazione del Macbeth al Teatro Lirico di Milano, L’Egmont in Piazza Campidoglio a Roma; l’Adelchi nel 1984 al Teatro Lirico di Milano; la seconda edizione di Otello nel 1985 al Teatro Verdi di Pisa; Lorenzaccio nel 1986 al Ridotto del Teatro Comunale di Firenze. Il 12 settembre del 1987 Carmelo Bene è a Recanati per recitare i Canti di Leopardi e il 10 novembre dello stesso anno al Teatro Piccinini di Bari con Hommelette for Hamlet.

Nel 1988 Carmelo Bene viene nominato clamorosamente direttore artistico della sezione teatro della Biennale di Venezia, suscitando non poche polemiche, finendo poi per degenerare il tutto in querele e contro-querele, ricorsi, per un’intricata faccenda di competenze e responsabilità, e addirittura di appropriazione indebita di opere d’arte. Il 12 gennaio 1989 vede la seconda edizione della Cena delle beffe al Teatro Carcano di Milano (con la partecipazione dell’attrice Raffaella Baracchi, che sposerà nel 1992) e il 26 luglio dello stesso anno il Pentesilea al Castello Sforzesco che l’anno dopo, il 19 maggio, verrà ripreso a Roma, al Teatro Olimpico. Nonostante gli acciacchi e i diversi interventi chirurgici subiti, e che subirà ancor più in seguito, non tradirà la sua fama di enfant terrible. Memorabili furono le sue apparizioni televisive a Mixer Cultura (1988) e al Maurizio Costanzo Show (1994 e 1995).

Alla fine del dicembre del 1990 Carmelo Bene è a Mosca per insistenza e intraprendenza di un suo grande ammiratore, Valerj Shadrin[38], realizzando un successo strepitoso. Al suo seguito troviamo, tra gli altri, Camille Dumoulié, Jean-Paul Manganaro, Gian Ruggero Manzoni ed Edoardo Fadini. Questa sua collaborazione e “ricerca teatrale” in terra russa durerà circa tre anni, suscitando, a dire di Bene, non pochi clamori e ostilità nell’ambito dell’E.T.I.[39] Nel febbraio del 1992 Carmelo Bene spende 200 milioni di lire per far pubblicare[40] e reiterare delle inserzioni pubblicitarie o propagandistiche sul “Messaggero” e la “Repubblica” che in definitiva si dimostreranno essere tout court potenti armi scagliate soprattutto contro il “Ministero dello spettacolo” e il Teatro Stabile. Questo evento clamoroso fu infatti avvertito come una calunnia e un danno da parte degli interessati addetti ai lavori, tanto che seguiranno poi querele, con richiesta di risarcimento di due miliardi di lire, da parte del Teatro di Roma, rivolte contro i quotidiani anzidetti e contro lo stesso Bene. Ecco l’incipit di uno stralcio estratto da quelle fatidiche inserzioni.

« Oggi lo Stato dello Spettacolo è in mutande: per sopravvivere ad ogni costo, minaccia contributi e sovvenzioni (a una marea indiscriminata di sfaccendati che – “quasi” nessuno escluso – può giovare al teatro in un solo modo: togliendosi di mezzo=disoccuppandosene) […][41] »

Dopo pochi mesi di matrimonio con Raffaella Baracchi, i quotidiani riportano la notizia delle percosse inflitte da Bene alla moglie incinta di sei mesi, per fortuna senza gravi conseguenze né per la moglie né per il feto. Seguiranno poi querele e controquerele in cui vengono a trovarsi coinvolti direttamente anche i carabinieri[42]. Nel 1994 vediamo Bene con l’Hamlet Suite al 46º Festival shakespeariano al Teatro Romano di Verona. Nel 2000 con la pubblicazione del poema ‘l mal de’ fiori viene acclamato “poeta dell’impossibile” dalla Fondazione Schlesinger, istituita da Eugenio Montale, la cui presidenza onoraria era tenuta allora da Rita Levi-Montalcini.

….

Per espressa sua volontà il suo corpo fu cremato e il suo funerale non reso pubblico. La lapide riporta solo il suo nome e cognome e le date, di nascita e di morte. Anche dopo la morte, Bene non cessa di alimentare polemiche e contrasti[44]. Raccontano alcuni testimoni, tra cui Roberto D’Agostino, che proprio durante la veglia funebre, ci fu un alterco verbale, che stava per degenerare in una violenta rissa, tra Luisa Viglietti (compagna di Bene negli ultimi suoi nove anni) con la Baracchi, la quale si era presentata con la figlia Salomè insieme al suo legale[42].

Come se non bastasse, alla successiva tumulazione ufficiale delle ceneri nel cimitero di Otranto sono seguite una serie di contrasti sulla loro definitiva e giusta sistemazione, che vedono come protagonisti contrapposti la moglie Raffaella Baracchi e la sorella Maria Luisa insieme a Luisa Viglietti, entrambe assenti al funerale ufficiale, data la loro esplicita disapprovazione. La sorella in particolare lo ha commemorato (senza la presenza dell’urna) nel camposanto di Vitigliano (Santa Cesarea Terme), laddove riposano le ceneri della madre Amelia[45]. Dopo più di sette anni dalla morte dell’artista salentino, la fondazione L’Immemoriale di Carmelo Bene è tuttora[quando?] impedita nel dare avvio alle sue attività prefissate, stagnazione dovuta più che altro alla battaglia legale non ancora conclusa fra le parti in causa: Raffaella Baracchi, Luisa Viglietti e Maria Luisa Bene[46].

Il 13 gennaio 2009 Maria Luisa Bene, sorella di Carmelo, annuncia ai media di non credere alla morte per cause naturali del fratello. “Io, Maria Luisa Bene – dice la donna – avendo piena consapevolezza delle mie condizioni di salute, rendo noto di non intendere lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello, Carmelo Bene, nominato ‘chevalier des lettres et des arts’ dal governo Mitterrand, è morto per mano altrui”[47]. Per un motivo o per l’altro, non ultima l’evidenza della malattia, l’ipotesi dell’omicidio è stata accolta dal generale scetticismo di collaboratori e persone vicine all’attore.[46]

Opera

La sua discussa e controversa figura, spesso oggetto di clamorose polemiche, ha diviso critica e pubblico fin dagli esordi: considerato da alcuni un affabulante ingannatore e un presuntuoso “massacratore” di testi[48], per altri Bene è stato uno dei più grandi attori del Novecento. Dalle dichiarazioni di Bene risulta evidente il suo disprezzo per certa critica teatrale, da lui ritenuta “piena di parvenus”. Tra i primi a rendergli omaggio si ricordano alcuni tra i più illustri esponenti del mondo intellettuale dell’epoca, come, ad esempio, Eugenio Montale, Alberto Moravia, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini. Bene ebbe poi modo di collaborare, tra gli altri, con Pierre Klossowski e Gilles Deleuze, i quali scrissero alcuni saggi sul modo di fare teatro dell’artista italiano. La lotta di Bene si rivolge contro il naturalismo e la drammaturgia borghese, contro le classiche visioni del teatro. Rivendica l’arte attoriale innalzando l’attore da mera maestranza (così definita da Silvio D’Amico) ad artista-personificazione assoluta del complesso teatrale. Il testo, poiché nato dalla penna di uno scrittore spesso avulso dal problema del linguaggio scenico, non può essere interpretato[26]: esso deve necessariamente essere ricreato dall’attore.

Carmelo Bene è contro il teatro di testo, per un teatro da lui definito “scrittura di scena”[49], un teatro del dire e non del detto. Fare “teatro del già detto” sarebbe un ripetere a memoria le parole di altri senza creatività, quello che Artaud definiva un “teatro di invertiti, droghieri, imbecilli, finocchi: in una parola di Occidentali”. È l’attore, con la scrittura di scena, a fare teatro hic et nunc. Il testo viene considerato come “spazzatura”, perché lo spettacolo va visto nella sua totalità. Il testo ha il medesimo valore di altri elementi come le luci, le musiche, le quinte. Il teatro di testo, di immedesimazione, viene definito da Bene come un teatro cabarettistico. Gli attori che si calano in dei ruoli, che interpretano, sono per lui degli intrattenitori, degli imbonitori, dei “trovarobe”. Nel suo teatro, l’attore è l’Artefice. Il testo non viene più messo in risalto come nel teatro di testo, viene anzi martoriato, continuando un discorso iniziato da Artaud, che già aveva iniziato la distruzione del linguaggio, ma che per Bene fallì sulle scene, perché cadde nella interpretazione[26].

Bene distrugge l’Io sulla scena, l’immedesimazione in un ruolo[50], a favore di un teatro del soggetto-attore. Bene è stato definito Attore Artifex, cioè attore artefice di tutto, e lui stesso preferiva definirsi, con un neologismo, una “macchina attoriale”: autore, regista, attore, scenografo, costumista.[51] Buona parte delle opere letterarie di Carmelo Bene le possiamo trovare raccolte in un volume unico, dal titolo Opere, con l’Autografia di un ritratto, nella collana dei Classici Bompiani. Inoltre La Fondazione Immemoriale di Carmelo Bene si preoccupa della “conservazione, divulgazione e promozione nazionale ed estera dell’opera totale di Carmelo Bene, concertistica, cinematografica, televisiva, teatrale, letteraria, poetica, teorica, …”

….

Il Grande Teatro

Il linguaggio e la terminologia usati per spiegare il suo modo di concepire e “dis-fare” il teatro sono unici e inequivocabili, mai tentati prima, perciò Carmelo Bene si sente sempre necessitato a precisare, dicendo che il Grande Teatro, o altrimenti detto teatro senza spettacolo[59], è:

« … un non-luogo soprattutto; quindi è al riparo da qualsivoglia storia. È intestimoniabile. Cioè, lo spettatore per quanto Martire, testimone, nell’etimo [da martyr], per quanti sforzi possa compiere lo spettatore, dovrebbe non poter mai raccontare ciò che ha udito, ciò da cui è stato posseduto nel suo abbandono a teatro.[60] »

In questo Grande Teatro agisce, o meglio, viene agito il non-attore o la macchina attoriale (conseguenza del grande attore), non vi è rappresentazione[61] e rappresentanza, divisione dei ruoli, messaggio più o meno sociale, psicodrammaticità. In questa utopia o “non-luogo”, viene a imporsi l’osceno (fuori scena e fuori di sé) e l’assenza, il porno (l’aldilà del desiderio): tutti “concetti” di cui Bene ha dimostrato la sussistenza sperimentandoli in prima persona. Per questo sentiamo Bene sempre parlare di dis-fare e non di fare (teatro o altro), di di-scrivere e non di scrivere o descrivere, di non-attore e non di attore[62], di non-luogo, di assenza e non di presenza, di irrappresentabile e non di rappresentabile o rappresentazione, di porno e non di eros, di assenza di ruoli, di togliere di scena e non di mettere in scena, di essere agiti e non di agire, di esser detti e non di dire, ecc. La maggior parte degli studiosi concordano sul fatto che questa revisione totale del teatro (riferita al suo linguaggio, al modo, alla forma e alla sua stessa essenza), consente a Bene di essere annoverato fra gli “attori” di genio e non di talento.

….

Opere

Teatrografia

Dove non altrimenti specificato, autore, regista e interprete[26] è Carmelo Bene

  • 1959, Caligola, di Albert Camus. Versione italiana di Alberto Ruggiero e Carmelo Bene. Regia di Alberto Ruggiero. Con Antonio Salines, Flavia Milanta (La Spezia 1934 – Perugia 2010). Scene e costumi di Titus Vossberg. Roma, Teatro delle Arti

  • 1960, Spettacolo-concerto Majakovskij, da Majakovskij, Blok, Esenin e Pasternak. Musiche dal vivo: Sylvano Bussotti. Bologna, Teatro alla Ribalta

  • 1961

    • Caligola, di Albert Camus (II edizione). Scene di G. Bignardi. Genova, Teatro Politeama

    • Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, da Robert Louis Stevenson. Scene di G. Bignardi. Genova, Teatro la Borsa di Arlecchino

    • Tre atti unici di Marcello Barlocco. Genova, Teatro Eleonora Duse

    • Gregorio: cabaret dell’Ottocento. Con R. B. Scerrino, N. Casale, M. Nevastri, P. Falaja. Scene di S. Vendittelli. Roma, Teatro Ridotto dell’Eliseo

    • Pinocchio, da Carlo Collodi. Con R. B. Scerrino, G. Lavaggetto. Roma, Teatro Laboratorio

    • Amleto, da William Shakespeare. Con R. B. Scerrino, C. Sonni, L. Mezzanotte. Roma, Teatro Laboratorio

  • 1962

    • Spettacolo-concerto Majakovskij (II edizione). Musiche dal vivo di A. Rosselli. Roma, Teatro Laboratorio

    • Spettacolo-concerto Majakovskij (III edizione). Musiche dal vivo di G. Lenti. Roma, Teatro Laboratorio

  • 1963

    • Addio porco (II edizione di Gregorio: Cabaret dell’Ottocento). Con R. B. Scerrino, L. Mezzanotte. Roma, Teatro Laboratorio

    • Cristo ’63. Con A. Greco. Roma, Teatro Laboratorio

    • Edoardo II, da Christopher Marlowe. Con L. Mezzanotte, M. Francis, H. Cameron, G. Ricci. Scene e costumi di Carmelo Bene. Roma, Teatro Arlecchino

    • I polacchi (Ubu Roi), di Alfred Jarry. Con L. Mezzanotte, E. Torricella, A. Vincenti. Costumi di Carmelo Bene. Roma, Teatro dei Satiri

  • 1964

    • Salomè, di Oscar Wilde. Con R. B. Scerrino, A. Vincenti, F. Citti. Costumi di Carmelo Bene. Scene di S. Vendittelli. Roma, Teatro delle Muse

    • La storia di Sawney Bean, di Roberto Lerici. Con L. Mancinelli, L. Mezzanotte. Scene e costumi di Carmelo Bene. Roma, Teatro delle Arti

    • Manon, dal romanzo dell’Abbé Prévost. Con A. Vincenti, R. B. Sciarrino, L. Mancinelli. Scene e costumi di Carmelo Bene. Roma, Teatro Arlecchino

  • 1966

    • Faust o Margherita, di Carmelo Bene e Franco Cuomo. Con L. Mancinelli, M. Tempesta, P. Vida, A. Angelucci, M. Kustermann, V. Nardone, R. Vadacea. Costumi di Carmelo Bene. Scene di S. Vendittelli. Roma, Teatro dei Satiri

    • Pinocchio, da Carlo Collodi (II edizione). Con L.Mancinelli, L.Mezzanotte, E.Florio, P.Vida. Roma, Teatro Centrale

    • Il Rosa e il Nero, da “Il monaco” di Matthew Gregory Lewis. Con M. Monti, L. Mancinelli, S. Spadaccino, O. Ferrari, M. Spaccialbelli. Costumi di Carmelo Bene. Scene di S. Vendittelli. Musiche di Sylvano Bussotti e V. Gelmetti. Roma, Teatro delle Muse

    • Nostra Signora dei Turchi (I edizione). Con L. Mancinelli, M. Puratich. Roma, Teatro Beat ’72

  • 1967

    • Salomè, di Oscar Wilde (II edizione). Con L.Mancinelli, R.B.Scerrino, M. Nevastri, S.Siniscalchi, P.Prete. Roma, Teatro Beat 72–81.208.107.249 (msg) 17:48, 13 giu 2012 (CEST)

    • Amleto o le conseguenze della pietà filiale, da Shakespeare a Laforgue (II edizione). Con A. Bocchetta, P. Napolitano, P. Prete, A. Moroni, L. Mezzanotte, M.Francis, E. Florio, C. Tatò, L. Mancinelli, M. Puratich, M. Nevastri. Roma, Teatro Beat 72

    • Salvatore Giuliano, vita di una rosa rossa di Antonio Massari. Con L. Mezzanotte, L. Mancinelli, C. Tatò. Roma, Teatro Beat 72

  • 1968

    • Arden of Feversham, di anonimo elisabettiano. Rielaborazione di Carmelo Bene e Salvatore Siniscalchi. Con G. Davoli, M. Nevastri, L. Mancinelli, F. Gulà, N. Davoli, A. Vincenti. Roma, Teatro Carmelo Bene.

    • Spettacolo-concerto Majakovskij (IV edizione). Musiche dal vivo di V. Gelmetti. Roma, Teatro Carmelo Bene

    • Don Chisciotte, di Cervantes. A cura di Carmelo Bene e Leo de Berardinis. Con L. Mancinelli, L. de Berardinis, P. Peragallo, C. Colosimo, G. d’Arpe, C. Orsi. Roma, Teatro delle Arti

  • 1973, Nostra Signora dei Turchi (II edizione). Con I. Marani, I. Russo, A. Vincenti, B. Baratti, F. Lombardo, G. Scala. Scene G. Marotta. Roma, Teatro delle Arti

  • 1974

    • La cena delle beffe, da Sem Benelli. Con G. Proietti, L. Mancinelli, M. Fedele, A. Haber, F. Leo, A. B. Dakar, R. Lattanzio, C. Colombo, R. Caporali, S. Ranieri, I. Russo, C. Cassola, S. Nelli. Compagnia del Teatro Stabile dell’Aquila. Scene e costumi di Carmelo Bene. Musiche di V. Gelmetti. Firenze, Teatro La Pergola

    • Amleto, da William Shakespeare e Jules Laforgue (III edizione). Con A. Vincenti, L. Mezzanotte, L. Mancinelli, F. Leo, P. Baroni, B. Buccellato, M. N. de Cristofano, M. Fedele, M. A. Nobencourt, M. L. Serena, M. Tagliaferri, V. Venturini. Scene e costumi di Carmelo Bene. Prato, Teatro Metastasio

    • S.A.D.E. ovvero libertinaggio e decadenza del complesso bandistico della Gendarmeria salentina. Con C. Cinieri, L. Mancinelli, L. Conte, F. De Rosa, M. Fedele, S. Nelli, G. Castronuovo, F. Cosolito, W. Francesconi, V. Iadicicco, I. Russo, G. Tiegli, A. Vincenti, V. Waiman. Musiche di Sante Maria Romitelli. Scene e costumi di G. Bignardi. Direttore d’orchestra: Luigi Zito. Milano, Teatro Manzoni

  • 1976

    • Faust-Marlowe-Burlesque, di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti. Regia di Aldo Trionfo. Con Franco Branciaroli. Scene di Emanuele Luzzati. Costumi di G. Panni. Prato, Teatro Metastasio

    • Romeo e Giulietta, storia di William Shakespeare. Collaboratori al testo e alla traduzione italiana: Roberto Lerici e Franco Cuomo. Con L. Mezzanotte, L. Mancinelli, E. Florio, F. Branciaroli, P. Baroni, M. Brancaccio, A. Vincenti, M. Bronchi, L. Bosisio, R. Lerici, B. Lerici, L. D’Angelo. Musiche originali di Luigi Zito. Scene e costumi di Carmelo Bene. Maestro d’armi: E. Musumeci Greco. Prato, Teatro Metastasio

  • 1977

    • S.A.D.E. ovvero libertinaggio e decadenza del complesso bandistico della Gendarmeria salentina (II edizione). In lingua francese. Parigi, Opèra-Comique, Festival d’Automne

    • Riccardo III, da Shakespeare. Con L. Mancinelli, M. G. Grassini, D. Silverio, S. Javicoli, L. Morante, M. Boccucci. Musiche originali di Luigi Zito. Scene e costumi di Carmelo Bene. Cesena, Teatro Bonci

  • 1979

    • Otello, o la deficienza della donna, da Shakespeare. Con C. Cinieri, L. Bosisio, J.P. Boucher, C. Dell’Aguzzo, L. Dotti, S. Javicoli, M. Martini. Musiche di Luigi Zito. Scene e costumi di Carmelo Bene. Roma, Teatro Quirino

    • Manfred, poema drammatico di George Gordon Byron. Traduzione di Carmelo Bene. Con L. Mancinelli. Musiche di R. Schumann. Direttore d’orchestra: Piero Bellugi. Orchestra e coro dell’Accademia di S. Cecilia. Roma, Auditorium di Santa Cecilia / Milano, Teatro alla Scala

  • 1980

    • Spettacolo-concerto Majakovskij (V edizione). Musiche di G. Giani Luporini. Percussioni dal vivo: A. Striano. Perugia, Teatro Morlacchi, XXXV Sagra Musicale Umbra

    • Hyperion, suite dall’opera per flauto e oboe di Bruno Maderna, con testo di Friedrich Hölderlin. Traduzione di Carmelo Bene.Direttore d’orchestra: Marcello Panni. Orchestra e coro dell’Accademia di S. Cecilia. Solisti: A. Persichilli (flauto), A. Loppi (oboe). Roma, Auditorium di Santa Cecilia

  • 1981

    • Lectura Dantis per voce solista. Musiche di Salvatore Sciarrino. Solista: D. Bellugi (flauto). Bologna, Torre degli Asinelli

    • Lectura Dantis e Eduardo recita Eduardo, recital di Carmelo Bene e Eduardo De Filippo. Roma, Palaeur

    • Pinocchio, storia di un burattino, da Carlo Collodi (III edizione). Con L. Mancinelli, fratelli Mascherra. Musiche di G. Giani Luporini. Scene e costumi di Carmelo Bene. Maschere di G. Gianese. Strumentazione fonica: R. Maenza. Pisa, Teatro Verdi

  • 1982, Canti Orfici, poesia e musica per Dino Campana. Chitarra solista: Flavio Cucchi. Milano, Palazzo dello Sport

  • 1983

    • Macbeth, due tempi, da W. Shakespeare. Con S. Javicoli. Musiche di Giuseppe Verdi. Orchestrazione e direzione: F. Zito. Scene e costumi di Carmelo Bene. Strumentazione fonica: R. Maenza. Milano, Teatro Lirico

    • Egmont, un ritratto di Goethe. Elaborazione per concerto e voce solista. Con B. Lerici. Musiche di Beethoven. Direttore d’orchestra: Marc Albrecht. Orchestra e coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Roma, Accademia di Santa Cecilia

    • … Mi presero gli occhi…, da Friedrich Hölderlin e Giacomo Leopardi. Musiche di G. Giani Luporini. Torino, Teatro Colosseo

  • 1984, L’Adelchi di Alessandro Manzoni in forma di concerto, uno studio di Carmelo Bene e Giuseppe Di Leva. Nel bicentenario della nascita di Alessandro Manzoni. Con A. Perino. Musiche di G. Giani Luporini. Direttore d’orchestra: E. Collina. Orchestra e coro della RAI di Milano. Percussioni dal vivo: A. Striano. Milano, Teatro Lirico

  • 1985, Otello, da William Shakespeare (II edizione). Con C. Borgognoni, V. De Margheriti, B. Fazzini, Isaac George, F. Mascherra, A. Perino, M. Polla De Luca. Musiche: Luigi Zito. Scene e costumi di Carmelo Bene. Pisa, Teatro Verdi

  • 1986, Lorenzaccio, al di là di Alfred De Musset e Benedetto Varchi. Con I. George, M. Contini. Firenze, Ridotto del Teatro Comunale

  • 1987

    • Canti, di Giacomo Leopardi. Recanati, Piazza Leopardi

    • Hommelette for Hamlet, operetta inqualificabile da Jules Laforgue (IV edizione). Con U. Trama, M. Polla De Luca, A, Brugnini, S. De Santis, O, Cattaneo, W. Esposito, F. Felici, L. Fiaschi, D. Riboli, A. Zuccolo. Musiche adattate e dirette da Luigi Zito. Scene e costumi di G. Marotta. Sculture: G. Gianese. Bari, Teatro Piccinni

  • 1989

    • La cena delle beffe, da Sem Benelli (II edizione). Con D. Zed, R. Baracchi, A. Brugnini, S. De Santis, D. Riboli. Voce di Ginevra S. Javicoli. Musiche di L. Ferrero. Scene e costumi di Carmelo Bene. Milano, Teatro Carcano

    • Pentesilea la macchina attoriale – Attorialità della macchina, momento n° 1 del progetto-ricerca achilleide. Da Stazio, Kleist, Omero. Con A. Perino. Elaborazioni musicali elettroniche di Carmelo Bene. Milano, Castello Sforzesco

  • 1990, Pentesilea la macchina attoriale – Attorialità della macchina, momento n° 2 del progetto-ricerca achilleide. Da Stazio, Kleist, Omero. Roma, Teatro Olimpico

  • 1994

    • Hamlet suite, spettacolo concerto da Jules Laforgue (V edizione). Con M. Chiarabelli, P. Boschi. Arrangiamenti musicali: Carmelo Bene. Scene: Carmelo Bene. Costumi: L. Viglietti. Luci: D. Ronchieri. Verona, Teatro Romano, XXXVI Festival Shakesperiano

    • Canti Orfici, poesia della voce e voce della poesia, di Dino Campana. Ostia Antica, Teatro Romano

  • 1996, Macbeth – horror suite, da Shakespeare (II edizione). Nel centenario della nascita di Antonin Artaud. Con S. Pasello. Musiche di Giuseppe Verdi. Arrangiamenti musicali: Carmelo Bene. Scene: T. Fario. Costumi: L. Viglietti.Luci: D. Ronchieri. Roma, Festival d’Autunno, Teatro Argentina

  • 1997

    • Adelchi di Alessandro Manzoni, spettacolo in forma di concerto (II edizione). In memoria di Antonio Striano. Con E. Pozzi. Musiche di G. Giani Luporini. Luci: D. Ronchieri. Costumi: L. Viglietti. Roma, Teatro Quirino

    • Voce dei Canti – Giacomo Leopardi, spettacolo in forma di concerto. Musiche di G. Giani Luporini. Pianoforte: S. Bergamasco. Luci: D. Ronchieri. Roma, Teatro Olimpico

  • 1998, Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza, da Carlo Collodi (IV edizione). Con S. Bergamasco. Voci in play-back di Carmelo Bene, S. Bergamasco, Lydia Mancinelli. Musiche: G. Giani Luporini. Scene e maschere: T. Fario. Luci: D. Ronchieri. Costumi: L. Viglietti. Roma, Teatro dell’Angelo

  • 1999, Gabriele D’Annunzio – concerto d’autore, poesia da “La figlia di Iorio”. Musiche di G. Giani Luporini. Scene: T. Fario. Luci: D. Ronchieri. Costumi: L. Viglietti. Roma, Teatro dell’Angelo

  • 2000In-vulnerabilità d’Achille, impossibile suite tra Ilio e Sciro, spettacolo-sconcerto in un momento. Da Stazio, Kleist, Omero. Arrangiamenti musicali: Carmelo Bene. Scene: T. Fario. Costumi: L. Viglietti. Roma, Teatro Argentina

  • 2001, Lectura Dantis. Contrabbasso: F. Grillo. Otranto, Fossato del Castello

Scritti

Libri di Carmelo Bene

  • Pinocchio Manon e proposte per il teatro, Milano, Lerici, 1964.

  • Nostra Signora dei Turchi, Milano, Sugar, 1966 (riedizione, con introduzione di Ugo Volli: Milano, SugarCo, 1978).

  • Credito Italiano V.E.R.D.I., Milano, Sugar, 1967.

  • L’orecchio mancante, Milano, Feltrinelli, 1970.

  • A boccaperta (contiene: Giuseppe Desa da Copertino, A boccaperta; S.A.D.E. ovvero libertinaggio e decadenza del complesso bandistico della gendarmeria salentina. Spettacolo in due aberrazioni; Ritratto di signora del cavalier Masoch per intercessione della beata Maria Goretti. Spettacolo in due incubi), Torino, Einaudi, 1976.

  • Il rosa e il nero, in F. Quadri, L’avanguardia teatrale in Italia, Einaudi, Torino, 1977.

  • Dramaturgie (contiene la traduzione in lingua francese di S.A.D.E. curata da J. P. Manganaro e D. Dubroca, e scritti di J. Guinot e F. Quadri), Garnier, Sarcelles, 1977.

  • Sovrapposizioni (Con Gilles Deleuze; contiene Riccardo III di Carmelo Bene e Un manifesto di meno di G. Deleuze), Feltrinelli, Milano 1978 (ristampa ampliata: Quodlibet, Macerata, 2002).

  • Pinocchio, Giusti, Firenze, 1978.

  • Manfred, Giusti, Firenze 1980.

  • Pinocchio (con G. Dotto, Pinocchio o lo spettacolo della Provvidenza, distrazione a due voci tra scena e quinta), La casa Usher, Firenze,1981.

  • Otello, o la deficienza della donna (Contiene saggi critici di G. Deleuze, M. Grande, P. Klossowski, J-P. Manganaro, G. Dotto), Feltrinelli, Milano, 1981.

  • La voce di Narciso (Contiene interventi di S. Colomba, M. Grande, A. Signorini), Il Saggiatore, Milano 1982.

  • Sono apparso alla Madonna. Vie d'(h)eros(es), Longanesi, Milano 1983.

  • L’Adelchi o della volgarità del politico (Con G. Di Leva), Longanesi, Milano, 1984.

  • Lorenzaccio (Contiene lo studio di M. Grande, La grandiosità del vano), Nostra Signora Editrice, Roma 1986.

  • La ricerca teatrale nella rappresentazione di Stato (o dello spettacolo fantasma prima e dopo C.B.), in AA. VV., La ricerca impossibile. Biennale Teatro ’89 (Contiene saggi di U. Artioli, C. Dumoulié, E. Ladini, M. Grande, J-P. Manganaro, A. Scala), Marsilio, Venezia 1990.

  • Il teatro senza spettacolo (Contiene saggi di U. Artioli, C. Dumoulié, E. Ladini, M. Grande, P. Klossowski, J-P. Manganaro, A. Scala), Marsilio, Venezia 1990.

  • A boccaperta (Ristampa del solo testo A boccaperta), Linea d’ombra, Milano 1993.

  • Vulnerabile invulnerabilità e necrofilia in Achille. Poesia orale su scritto incidentato. Versioni da Stazio Omero Kleist, Nostra Signora Editrice, Roma, 1993.

  • Lorenzaccio e Il teatro di Bene e la pittura di Bacon (Edizione fuori commercio per gli abbonati di Linea d’ombra, allegato al n. 78 del gennaio 1993), Milano – Roma, Linea d’ombra – Nostra signora, 1993

  • Opere,con l’Autografia d’un ritratto, Bompiani, Milano 1995. (contiene l’opera omnia di Bene, selezionata e revisionata dall’autore, più un’antologia critica).

  • Nulla patria in profeta, in AA. VV., L’immemoriale (Con scritti di G. Deleuze, G. Fofi, P. Giacchè, N. Savarese, F. Taviani, Argo, Lecco), 1995.

  • Discorso su due piedi (il calcio) (Con E. Ghezzi), Bompiani, Milano 1998.

  • Vita di Carmelo Bene (Con G. Dotto), Bompiani, Milano 1998.

  • .’l mal de’ fiori poema, Bompiani, Milano 2000.

  • Sovrapposizioni (Con G. Deleuze) (Ristampa con aggiunta di materiale fotografico inedito), Quodlibet, Macerata 2002.

  • Un dio assente (monologo a due voci sul teatro) (Con U. Artioli), Edizioni Medusa, Milano, 2006.

Articoli e interventi di Carmelo Bene su riviste, giornali e altro

[111]

  • Con Pinocchio sullo schermo (e fuori), Milano, Sipario N°244-245, 1966

  • Arden of Feversham; C.B. e S. Siniscalchi; Sipario N°259, Milano, 1967.

  • A proposito di Kenneth Tynan, Teatro, n3-4, Milano, 1968.

  • Comunicativa e corruzione, Teatro, n. 1 (seconda serie), pp. 64–67, Milano, 1969.

  • Salomè, cartella informativa a cura dell’Ufficio Stampa dell’Italnoleggio Cinematografica, Roma, 1972.

  • S.A.D.E. (Extrait), Travail Theatral, n. 27, Lausanne, 1977.

  • Fragments pour un auto-portrait, «Les Nouvelles Littéraires», Paris, 22 settembre 1977.

  • La Salomè di Oscar Wilde, Edizioni della Rai per il XXIX Premio Italia, Roma, settembre 1977.

  • Non fate il mio nome invano, «Paese Sera», Roma, 28 maggio 1978.

  • Discorso sull’attore – L’avvento della donna; «Paese Sera», Roma, 7 luglio 1978.

  • Discorso sull’attore, «Paese Sera», Roma, 10 luglio 1978.

  • Piccola storia dell’attore – Tra cerimonia e verità, «Paese Sera» 20 luglio 1978

  • Caro critico ma tu credi il mio teatro educativo?, «La Stampa», Torino, 16 febbraio 1979.

  • Niente scuole (a cura di S. Colomba), «Sipario degli attori», anno XXXV, n.405, pp. 54–55, II trimestre 1980,

  • Macbeth. Libretto e versione da Shakespeare di Carmelo Bene, in «Macbeth» (Programma di sala), 1983.

  • Brutti matti, «Dove sta Zazà, Rivista di cultura meridionale», nn.3-4, Pironti ed., Napoli, 1994.

  • Carmelo Bene, frammenti dal «Maurizio Costanzo Show» del 27 giugno 1994, selezionati e rielaborati da Sergio Fava, «Panta» – Conversazioni, n. 15, pp. 57–63, 1997.

  • Lezioni sull’arte, «Lo Straniero», anno VI, n.22, aprile 2002.

Volumi su Carmelo Bene

  • Alberto Arbasino, Grazie per le magnifiche rose, Feltrinelli, Milano, 1965.

  • Giuseppe Bartolucci, Carmelo Bene o della sovversione, in: La scrittura scenica, Lerici, Roma, 1968.

  • M. Moretti, Carmelo Bene Story, «Le théâtre», 1970, I, Bourgois ed., Paris, 1970.

  • Goffredo Fofi, Il cinema italiano: servi e padroni, Feltrinelli, Milano, 1972.

  • Franco Quadri, L’avanguardia teatrale in Italia (materiali 1960-1976), Einaudi, Torino, 1977.

  • F. Quadri, Il teatro di Carmelo Bene, in: Il teatro degli anni sessanta. Tradizione e ricerca, pp. 309–327, Einaudi, Torino, 1982.

  • Oreste del Buono, Il comune spettatore, Garzanti, Milano, 1979.

  • Dante Cappelletti, La sperimentazione teatrale in Italia tra norma e devianza, Eri ed., Roma, 1981.

  • Gianfranco Dotto, Il principe dell’assenza (Carmelo Bene), Giusti, Firenze, 1981.

  • Roberto Tessari, Pinocchio «summa atheologica» di Carmelo Bene, Liberoscambio, Firenze, 1982.

  • Ennio Flaiano, Lo spettatore addormentato, Rizzoli, Milano, 1983.

  • Gilles Deleuze, Cinema 2. L’immagine-tempo, Ubulibri, Milano, 1985.

  • L. Caffo, Flatus Vocis. Breve invito all’agire animale, Novalogos, Aprilia, 2012.

  • Maurizio Grande, L’uso della strumentazione elettronica nell’ultimo Bene, in: R. Tomassino (a cura di), Il suono del teatro, Acquario ed., Palermo, 1982.

  • M. Grande, La riscossa di lucifero, Bulzoni, Roma, 1985.

  • M. Grande, La lettera mancata (uno studio su La cena delle beffe di Carmelo Bene), Marchesi ed., Roma, 1988.

  • M. Grande (a cura di), Carmelo bene il circuito barocco, Studi monografici di Bianco e Nero (estratto da Bianco e Nero, fascicolo 11/12), Roma, 1973.

  • G. Bartalotta, Amleto in Italia nel Novecento, Adriatica ed., Bari, 1986.

  • G. Bartalotta, Carmelo Bene e Shakespeare, Bulzoni, Roma, 2000.

  • Sergio Colomba, Assolutamente moderni (figure, temi e incontri nello spettacolo del Novecento), introduzione di C. Meldolesi, Nuova Alfa ed., Bologna, 1994.

  • A. Attisani, Scena Occidentale, Cafoscarina, Venezia, 1995.

  • AA. VV., Per C. B. (con scritti di A. Aprà, A. Attisani, R. Castellucci, C. Cecchi, V. Dini, G. Fofi, P. Giacchè, G. Giani Luporini, M. Grande, S. Lombardi, J.-P. Manganaro, N. Savarese, E. Tadini, G. Turchetta), Linea d’ombra ed., Milano, 1995.

  • E. Baiardo – R. Trovato, Un classico del rifacimento. L’Amleto di Carmelo Bene, Erga ed., Genova, 1996.

  • Enrico Ghezzi, Cose (mai) dette, Bompiani, 1996.

  • E. Villa, Letania per Carmelo Bene (a cura di A. Tagliaferri), Vanni Scheiwiller ed., Milano, 1996.

  • E. Baiardo – F. De lucis, La moralità dei sette veli. La Salomè di Carmelo Bene, Erga ed., Genova, 1997.

  • Cosetta G. Saba, Carmelo Bene, Milano, Il Castoro, 1999.

  • J.-P. Manganaro, Homo illudens – prefazione a: C. Bene, Notre-Dame-des-Turcs suivi de Autographie d’un portrait, traduzione di J.-P. Manganaro, P.O.L., Paris, 2003.

  • J.-P. Manganaro, Portrait sans corps – prefazione a: C. Bene, Théâtre. Oeuvres completes II suivi de Autographie d’un portrait, traduzione di J.-P. Manganaro, P.O.L., Paris, 2004.

  • T. Conte, Amato Bene, Einaudi, Torino, 2002.

  • G. Costa (a cura di), A CB. A Carmelo Bene, Editoria & Spettacolo, Roma, 2003.

  • G. Di Leva, (a cura di), Carmelo Bene a Milano, Edizioni del Teatro alla Scala, Milano, 2003.

  • A. Attisani – M. Dotti (a cura di), Bene crudele, Stampa Alternativa, Viterbo, 2004.

  • L. Maiorano – P. De Florio, Carmelo Bene & Giuseppe Desa da Copertino. Visioni e contemplazioni, Lupo ed., Copertino, 2004.

  • A. Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, edizioni ETS, Pisa, 2004.

  • F. Ponzetta (a cura di), Carmelo Bene al Costanzo Show: «Occhio zombie che stasera vi spacco il cervello»”, Jubal, Siena, 2005.

  • Giuliana Rossi, I miei anni con Carmelo Bene, Edizioni della Meridiana (collana Teatro studio), 2005.

  • Armando Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, Edizioni ETS (collana diretta da Anna Barsotti, 2005.

  • A. Valcalda, Florilegio per Carmelo Bene, con un testo di J.-P. Manganaro, ed. l’Obliquo, Brescia, 2006.

  • Piergiorgio Giacchè, Carmelo Bene, Antropologia di una macchina attoriale, Bompiani (collana Studi Bompiani), 2007.

  • P. Boioli, Carmelo Bene, il cinema della dépense, Falsopiano, Alessandria, 2011.

  • Emiliano Morreale (a cura di), Carmelo Bene contro il cinema, Minimum Fax, Roma, 2011.

  • L. Liberatore, Il Salento Metafisico di Carmelo Bene, introd. di Carlo Coppola, F.A.L. Vision, Bari, 2012.

  • C. Tempio – D. Dell’Ombra, Quel che viene a mancare. Il saggio critico e Carmelo Bene, Villaggio Maori Edizioni, Catania 2012.

Articoli, giornali e altro su Carmelo Bene

[111]

  • M. Sardina, L’uomo che apparve alla Madonna – Carmelo Bene dieci anni dopo, «Amedit», n.10, pp. 4–7, marzo 2012.

  • Aldo Busi, Busi intervista proprio Bene, «Amedit», n.10, pp. 8–11, marzo 2012.

  • M. Cavalli, Bene sul Carmelo della letteratura, «Amedit», n.10, p. 12, marzo 2012.

  • Corrado Augias, L’antiphysis di Carmelo Bene, «Teatro», n.2, pp. 86–90, autunno-inverno 1967-68.

  • Edoardo Bruno, Nostra Signora dei Turchi, «Filmcritica», n.193, dicembre 1968.

  • Italo Moscati, Una rivoluzione che parte dal teatro, «Sipario», n.270, 1968.

  • I. Moscati, Nostra Signora dei Turchi, «Rivista del Cinematografo», n.9-10, settembre-ottobre 1968.

  • I. Moscati, Dopo il teatro e il cinema la TV secondo Carmelo, «Cineforum», a. XVIII, n.10, ottobre 1978.

  • E. Ungari, I nudi e i morti, «Cinema e film», n.9, 1969.

  • Alessandro Cappabianca, Capricci, «Filmcritica», n. 202, novembre-dicembre 1969.

  • M. Grande, Maschere e pugnali, «Cinema e film», n.9, pp. 257–259, estate 1969.

  • M. Grande (a cura di), Carmelo Bene. Il circuito barocco, «Bianco e nero», n.11-12, novembre-dicembre 1973;

  • M. Grande, Prassi della teoria nel teatro e nel cinema. Un esempio: Carmelo Bene, «Quaderni della Biblioteca U. Barbaro», n.1, Bulzoni, Roma, 1973.

  • M. Grande, Estetica del vacuo. La cena nuda di Bene, «Proposta», n.12-13, pp. 20.23, marzo-giugno 1974.

  • M. Grande, L’arte cancellata, dal programma di sala di Amleto di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue) Ormagrafica, Roma, 1975.

  • Adriano Aprà, Fiori di ghiaccio, «Cinema e film», nn.11-12, 1970.

  • Francesco Bolzoni, Don Giovanni, «Rivista del Cinematografo», n.8-9, agosto-settembre 1970.

  • S. Arecco, Don Giovanni, «Filmcritica», n.211, 1970.

  • Guido Aristarco, Carmelo Bene, forma barocca e travestimento dell’io, «Cinema e film», nn.11-12, 1970.

  • G. Turroni, Capricci, «Letture», n.4, 1970.

  • G. Aristarco, Carmelo Bene, forma barocca e

  • M. Abati – G. Raboni, Nostra Signora dei Turchi, Capricci, Don Giovanni, «Cineforum», n.104, 1971.

  • Franco La Polla, Ragioni dell’avanguardia nell’opera di Carmelo Bene, «Cinema nuovo», n.212, 1971.

  • Giuseppe Bartolucci, Per una lettura di Carmelo Bene dal sessanta al settanta, «Bianco e nero», n.11-12, pp.6-18, 1973.

  • Franco Pecori, I veli di Salomè, «Filmcritica», n.231, 1973.

  • Giovanni Grazzini, Un Amleto di meno, «Corriere della sera», maggio 1973.

  • Vittorio Giacci, Carmelo Bene: il lucido significato del non-senso, «Cineforum», nn.135-136, 1974.

  • Rino Mele, Nota a un Amleto di meno, «Filmcritica», n.247, 1974

  • Enzo Natta, Un Amleto di meno, «Rivista del Cinematografo», n.10-11, ottobre-novembre 1974.

  • Alberto Arile, Aspettando Carmelo, «Cinema sessanta», n.102, marzo-aprile 1975.

  • Filippo Bettini – Francesca Salina (a cura di), Il nuovo teatro di Carmelo Bene (con scritti di G. Bartolucci, F. Bettini, M. Grande, I. Moscati, P. Perrotti, F. Salina), «Quadrangolo», n.5, pp. 55-114, gennaio-marzo 1976.

  • Cesare Garboli, Bene, grande attore “postumo”, «Il Mondo», n.17, 22 aprile 1976.

  • Fernando Trebbi, Il bianco medaglione degli Endimioni: surface e profondeur nel Salomè di Carmelo Bene, «Nuova corrente», n.70, 1976;

  • H. Ginette, L’énergie sans cesse renouvellée de l’utopie, «Travail théâtral», n.27, 1977.

  • J.-P. Manganaro, Carmelo Bene, «Lumière du Cinéma», n.9, pp.38-47, novembre 1977.

  • S. Toni, Narciso e la morte del soggetto, «Sipario», n.369, 1977.

  • Franco Quadri, Dal teatro alla radio (passando per il cinema), in La “Salomè” di Oscar Wilde secondo Carmelo Bene, XXIX Premio Italia, Venezia, Rai Radiotelevisione Italiana, 1977.

  • Sergio Colomba, L’orgasmo dimezzato (a fin di Bene), «Scena», n.3-4, 1978.

  • Antonio Costa, Carmelo Bene, in Storia del cinema, vol. IV, Venezia, Marsilio, 1981.

  • Erik Bullot, Sur quelques films de Carmelo Bene, «Trafic», n.22, 1997.

  • Alessandro Bertani, Salomè di Carmelo Bene, «Cineforum», n.377, settembre 1998.

  • Ciriaco Tiso, Il cinema di Carmelo Bene o l’estasi convulsa dell’immaginario, «Close-Up», n.7, maggio 1999.

  • Alessandro Bertani, L’infinito in cartellone. Gli Amleti di Carmelo Bene, «Cineforum», n.437, pp. 44-46, agosto-settembre 2004.

  • Lorenzo Mango, “Ferita era la benda e non il braccio”, «Filmcritica», n.491-492, p.13, gennaio-febbraio 1999.

  • P. Giacchè, Carmelo Bene, attore della cultura, «Lo straniero», anno VI, n.22, aprile 2002.

  • C. Dumoulié, Carmelo Bene o lo splendore del vuoto, «Lo straniero», anno VII, n.34, aprile 2003.

  • P. Giacchè, Perdere un amico, «Rivista di psicologia analitica. Nuova serie», n.17, pp. 87-97, 2004.

  • R. Censi, Anamorfosi. Don Giovanni, «Cineforum», n.437, pp. 39-41, agosto-settembre 2004.

  • G. Manzoli, Atti puri. Carmelo Bene sportivo, «Cineforum», n.437, pp.53-56, agosto-settembre 2004.

  • E. Morreale, Storia, geografia, cecità. Nostra Signora dei Turchi, «Cineforum», n.437, pp.42-43, agosto-settembre 2004.

  • G. Pisanò, S. Giuseppe da Copertino nella letteratura del Novecento (I. Silone, V. Bodini, C. Bene, A. Prete), «Studi salentini», anno 49, LXXXI, pp.148-184, 2004.

  • A. Soncini, Fottersene di Shakespeare. Carmelo Bene in televisione, «Cineforum», n.437, pp.50-52, agosto-settembre 2004.

  • P. Spaziani, Una macchina attoriale, «Cineforum», n.437, pp.47-49, agosto-settembre 2004.

  • B. Filippi, L’humilité est conditio prima. Le renvers de l’excés chez Carmelo Bene, «Théâtre/Public», n.178, pp. 31–35, 2005.

  • R. Cirio, “Tutto per Bene”, “Nero su bianco”, “Lo schiacciavoci” in “Serata d’onore” pp. 279–285, Bompiani 1983

  • R. Cirio, “Carmelodramma” L’Espresso 10 gennaio 1988

  • G. Podestà, “L’avventura del realismo in Italia”, in “La plasticità teatrica”, Mondini e Siccardi Editori, Genova 1982.

Cinema

Regie

  • Ventriloquio (1970), mediometraggio (17′). Con Carmelo Bene, Lydia Mancinelli. Montaggio: Mauro Contini. Irreperibile.

  • Hermitage (1968), mediometraggio (25′). Con Carmelo Bene, Lydia Mancinelli. Musica: Vittorio Gelmetti. Fotografia: Giulio Albonico. Montaggio: Pino Giomini. Produzione: Nexus film. Formato: 35 mm. Copia conservata presso la Cineteca Nazionale.

  • Il barocco leccese (1968), cortometraggio (6′). Documentario.
  • A proposito di “Arden of Feversham” (1968), mediometraggio (20′). Con Carmelo Bene, Giovanni Davoli, Manlio Nevastri.
    Irreperibile. Presso la Cineteca Nazionale è stato individuato il negativo privo di colonna sonora.
  • Nostra Signora dei Turchi (1968), lungometraggio (124′). Con Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Ornella Ferrari, Anita Masini, Salvatore Siniscalchi, Vincenzo Musso. Premio speciale della giuria al XXIX Festival di Venezia (“per la totale libertà con cui ha espresso la sua forza creativa mediante il mezzo cinematografico”).
    Musiche: Čajkovskij, ‘Capriccio italiano’; Donizetti, ‘Lucia di Lammermoor’; Musorgksij, ‘Una notte sul Monte Calvo’, ‘Quadri di un’esposizione’; Gounod, Faust; Puccini, ‘Manon Lescaut’, ‘La fanciulla del West’; Rachmaninov, ‘Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra’; Rossini, ‘La gazza ladra’; Stravinskij, ‘Petrouchkà; Verdi, ‘Un ballo in maschera’, ‘La Traviatà; Jarre, tema da ‘Lawrence d’Arabià; Karas, tema da ‘Il terzo uomo’.
  • Capricci (1969), lungometraggio (89′). Con Carmelo Bene, Anne Wiazemsky, Tonino Caputo, Giovanni Davoli, Ornella Ferrari, Gian Carlo Fusco, Poldo Bendandi. Presentato al XXII Festival di Cannes 1969, Quinzaine des Realisateurs.
    Musiche: Čajkovskij, ‘Capriccio italiano’; Puccini, ‘La Bohéme’; Verdi, ‘Macbeth’, ‘La Traviata’.
  • Don Giovanni (1970), lungometraggio (90′). Musiche: Bizet, ‘Carmen’; Donizetti, ‘Don Pasquale’; Mozart, ‘Don Giovanni’; Musorgskij, ‘Quadri di un’esposizione’; Prokof’ev, ‘Aleksandr Nevskij’; Verdi, ‘Simon Boccanegra’.
  • Salomè (1972), lungometraggio (80′). Con Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Alfiero Vincenti, Donyale Luna, Veruschka von Lehndorff, Piero Vida, Franco Leo, Giovanni Davoli.
    Musiche: Brahms, ‘Ein Deutsches Requiem’; Schubert, ‘Sinfonia “Incompiuta”‘; Sibelius, ‘Valse Triste’; R. Strauss, ‘Danza dei sette velì.
  • Un Amleto di meno (1973), lungometraggio (70′). Con Carmelo Bene, Luciana Cante, Sergio di Giulio, Franco Leo, Lydia Mancinelli, Luigi Mezzanotte, Isabella Russo, Giuseppe Tuminelli, Alfiero Vincenti.
    Soggetto liberamente tratto da: Jules Laforgue, “Hamlet, ou les suites de le pitié filiale” (1877).
    Musiche: Musorgksij, ‘Quadri di un’esposizione’; Rossini, ‘La gazza ladra’, ‘Il turco in Italià, ‘L’italiana in Algeri’; Stravinskij, ‘L’histoire du soldat’; Wagner, ‘Tannhauser’, ‘Tristano e Isotta’.

Partecipazioni

  • Un’ora prima di Amleto + Pinocchio di Paolo Brunatto, 1965
  • Bis di Paolo Brunatto, 1965
  • Edipo re, di Pier Paolo Pasolini, 1967
  • Lo scatenato di Franco Indovina, 1967
  • Umano non umano di Mario Schifano, 1969
  • Colpo rovente di Piero Zuffi, 1969-1970
  • Necropolis, regia di Franco Brocani (1970)
  • Tre nel mille di Franco Indovina, 1970 (ma mandato in onda in Rai con il titolo Storie dell’anno mille nel gennaio/febbraio 1973)
  • Claro di Glauber Rocha, 1975

Televisione

  • 1974
    • Bene! Quattro diversi modi di morire in versi. Blok-Majakovskij-Esènin-Pasternak; adattamento testi di C.B. e R. Lerici; traduzioni di: I. Ambrogio, R. Poggioli, A. M. Ripellino, B. Carnevali; riduzione, adattamento, regia e voce recitante C.B.; scene M. Fiorespino; direttore della fotografia G. Abballe; musiche di V. Gelmetti; voce solista C: B.; assistente alla regia C. Tempestini; mixer video A. Lepore; operatori RVM: m: Nicoletti, E. Piccirilli; produzione RAI; durata 1h 20′, trasmesso in due parti il 27 e 28/10/1977, Rai2.
    • Amleto, di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue); regia, scene, costumi e interprete[26] principale C.B.; direttore della fotografia G. Abballe; montaggio RVM G. Marguccio; musiche L. Zito; altri interpreti: A. Vincenti, J. P. Boucher, F. Leo, P. Baroni, L. Mezzanotte, D. Silverio, S. Javicoli, L. Bosisio, M. A. Nobencourt, L. Morante, L. Mancinelli, C. Cinieri; delegato alla produzione R. Carlotto; produzione RAI; durata 63′; trasmesso il 22/4/1978, Rai2.
  • 1977 Riccardo III (da Shakespeare) secondo Carmelo Bene; regia, scene, costumi e interprete[26] principale C.B.; direttore della fotografia G. Abballe; montaggio RVM S. Spini; musiche L. Zito; altri interpreti: L. Mancinelli, M. G. Grassini, D. Silverio, S. Javicoli, L. Morante, L. Dotti; assistente alla regia A.M. Angeli; tecnico audio B. Severo; mixer video G. Casalinuovi; elaborazione elettronica per il colore G. Virgili; delegato al programma R. Carlotto; produzione RAI; durata 76′; trasmesso il 7/12/1981, Rai2 (e il 5/1/1984)
  • 1979 Manfred versione per concerto in forma d’oratorio; regia e interprete[26] principale C.B.; direttore della fotografia G. Abballe; aiuto regia M. Fogliatti; montaggio RVM F. Biccari; elaborazione elettronica per il colore M. Taruffi; direttore di scena M. Contini; mixer video M. Agrestini, S. Di Paolis; mixage audio A. Bianchi; altri interpreti: Astarte – L. Mancinelli, (soprano) A. Tammaro, (contralto) S. Mukhametova, (tenore) D. Di Domenico, (bassi) F. Tasin, B. Ferracchiato, A. Picciau, A. Santi; Orchestra e coro comunale di Bologna; direttore d’orchestra P. Bellugi; maestro del coro L. Magiera; registrazione in esterni, realizzazione e produzione RAI; coordinamento per l’edizione L. Stefanucci; trasmesso il 12/9/1983, Rai2
  • 1984 L’Adelchi, di Alessandro Manzoni in forma di concerto; da uno studio di C.B. e Giuseppe Di Leva “L’Adelchi o la volgarità del politico”; regia e interprete[26] principale C.B.;regia televisiva C. Battistoni; musiche G. G. Luporini; altri interpreti: Ermengarda – A. Perino; percussioni live A. Striano; registrato al Teatro Lirico di Milano 1984; trasmesso il 9/9/1985, Rai2
  • 1987
    • Carmelo Bene e i canti di Giacomo Leopardi; intervista introduttiva con M. Grande e Vanni Leopardi e lettura dei Canti di C.B.; riprese in diretta da Villa Leopardi e in piazza Leopardi a Recanati; regia televisiva F. Di Rosa; trasmesso il 12/9/1985, Rai 3.
    • Hommelette for Hamlet, operetta inqualificabile (da J. Laforgue); regia e interprete[26] principale C.B.; scene e costumi G. Marotta; direttore della fotografia G. Abballe; musiche originali adattate e dirette da L. Zito;sculture G. Gianese; direttore di scena M. Contini; fonico mixer S. Santori; fonico recordista M. Corazzini; altri interpreti: il Re – U. Trama, Kate – Marina Polla De Luca, Orazio – A. Brugnini, Gertrude – S. De Santis, Will – V. Waiman, gli angeli – O. Cattaneo, W. Esposito, F. Felice, L. Fiaschi, D. Riboli, A. Zuccolo; produzione Nostra Signora S.r.l. – RAI; durata 62′; trasmesso il 25/11/1990, Rai 3.
  • 1996
    • Macbeth horror suite di Carmelo Bene da William Shakespeare; regia e interprete[26] principale C.B. musica da G. Verdi; montaggio P. Centomani; altri interpreti: Lady Macbeth – S. Pasello; scene T. Fario; costumi L. Viglietti; datore luci D. Ronchieri; montaggio audio E. Savinelli; tecnico video P. Murolo; mixer video C. Ciampa; assistente alla regia M. Lamagna; ottimizzazione A. Loreto; direttore di produzione G. Pagano; produzione Nostra Signora S.r.l. e RAI; realizzato nel Centro di Produzione Tv di Napoli; durata 60′; trasmesso il 5/4/1997, Rai2.
    • Lectura Dantis, regia e interprete[26] principale C.B.; montaggio P. Centomani; montaggio audio E. Savinelli; tecnico video P. Murolo; mixer video C. Ciampa; assistente alla regia M. Lamagna; ottimizzazione A. Loreto; direttore di produzione G. Pagano; produzione Nostra Signora S.r.l. e RAI; realizzato nel Centro di Produzione Tv di Napoli; Rai2. Inedito.
    • Canti orfici, regia e interprete[26] principale C.B.; montaggio P. Centomani; montaggio audio E. Savinelli; tecnico video P. Murolo; mixer video C. Ciampa; assistente alla regia M. Lamagna; ottimizzazione A. Loreto; direttore di produzione G. Pagano; produzione Nostra Signora S.r.l. e RAI; realizzato nel Centro di Produzione Tv di Napoli; durata 62’33”, trasmesso da Rai2.
  • 1997 Carmelo Bene – In-vulnerabilità d’Achille (tra Sciro e Ilio), libera versione poetica da Stazio, Kleist, Omero ci Carmelo Bene; regia, scene, costumi e voce solista C.B.; tecnico del suono A. Macchia; montaggio M. Contini; produzione Nostra Signora S.r.l., Rai; durata 50’50”.
  • 1998 Carmelo Bene e la voce dei Canti, dai Canti di G. Leopardi, regia e interprete[26] C.B; musiche di G. Giani Luporini; pianoforte solista S. Bergamasco; tecnici del suono D. D’Angelo, A. Macchia; montaggio M. Contini; direttore di studio T. Fario; Luci D. Ronchieri; produzione Nostra Signora S.r.l., Rai e l’Assessorato alla Cultura di Roma; trasmesso in sette puntate di circa 30′ dal giugno al luglio 1998 da Rai2.
  • 1999 Pinocchio, ovvero lo spettacolo della Provvidenza; riduzione e adattamento da Caro Collodi di Carmelo Bene; regia e interprete[26] principale C.B., musiche G. Giani Luporini; scene e maschere T. Fario; costumi L. Viglietti; direttore della fotografia G. Caporali; montaggio F. Lolli; altri interpreti: S. Bergamasco; luci spettacolo D. Ronchieri;fonico A. Macchia; assistente alla regia M. Lamagna; postproduzione audio C. Bocci; postproduzione in Edit box C. Bonavita; direttore di produzione G. de Vizio; produzione RAI e Nostra Signora S.r.l.; durata 75′; trasmesso il 29/5/1999, Rai2.
  • 2001 Carmelo Bene in Carmelo Bene – quattro momenti su tutto il nulla, di C.B.; luci P. Rachi; cameraman N. Confalonieri; direttore produzione R. Romoli; montaggio A. Buonomo; direttore tecnico C.B.; produzione Nostra Signora S.r.l., S. Giussani -Sacha Film e P. Ruspoli – Rai Trade, durata1 h 45′; Rai2 Palcoscenico
  • 2002 Otello o la deficienza della donna di William Shakespeare secondo Carmelo Bene, riprese del 1979; girato in due pollici, durata circa 15 ore, presso gli studi Rai di Torino; montaggio 2001/2002 di C.B. e M. Fogliatti; regia scene, costumi e interprete[26] principale C.B.; musiche L. Zito; altri interpreti: C. Cinieri, M. Martini, L. Bosisio, C. Dell’Aguzzo, J.P. Boucher; produzione RAI; in onore di Carmelo Bene proiettato in prima internazionale al Teatro Argentina il 18 marzo 2002.; durata 76′ 46″.
  • 2003 Lorenzaccio, al di là di de Musset e Benedetto Varchi, di Carmelo Bene. Regia di Carmelo Bene, interpreti[26]: Carmelo Bene, Isaac George, Mauro Contini. Registrazione dello spettacolo teatrale del 1986, montaggio di Mauro Contini con la supervisione di Carmelo Bene. Direzione televisiva: Mauro Contini, Produzione: Fondazione l’Immemoriale di Carmelo Bene in collaborazione con Rai International e il comune di Roma, durata 90′, 2003, Italia, colore, video. (Proiettato in prima internazionale all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito della manifestazione “Roma per Carmelo ” il 1º settembre 2003)

Radio

Produzione RAI

  • 1973
    • Le interviste impossibili
      • Giorgio Manganelli incontra De Amicis
      • Giorgio Manganelli incontra Tutankamon
      • Giorgio Manganelli incontra Nostradamus
      • Giorgio Manganelli incontra Casanova
      • Giorgio Manganelli incontra Dickens
      • Giorgio Manganelli incontra il califfo di Bagdad
      • Guido Ceronetti incontra Jack lo squartatore
      • Guido Ceronetti incontra Attila
      • Oreste Del Buono incontra Leopold von Sacher Masoch
      • Oreste Del Buono incontra Dostoevskij
      • Vittorio Sermonti incontra Marco Aurelio
      • Alberto. Arbasino incontra Ludwig II di Baviera
      • Alberto Arbasino incontra Oscar Wilde
      • Nelo Risi incontra Jean-Paul Marat
      • Italo Calvino incontra Montezuma
    • Cassio governa Cipro; di G. Manganelli. Personaggi e Interpreti[26]: Otello: Carmelo Bene; Jago: Cosimo Cinieri; Desdemona: Lidia Mancinelli; Cassio: Giacomo Ricci; Emilia: Rosa Bianca Scerrino; Bianca: Renata Biserri; Roderigo: Alessandro Haber; Brabanzio: Piero Baldini; Ludovico: Rodolfo Baldini.
    • Nostra signora dei turchi
  • 1974
    • In un luogo imprecisato; di G. Manganelli.
    • Amleto; da Shakespeare e Laforgue
    • Pinocchio, due parti dal romanzo omonimo di Carlo Lorenzini Collodi. Personaggi e Interpreti[26]: Pinocchio: Carmelo Bene; La Bambina dai Capelli Turchini: Lidia Mancinelli; Lucignolo: Luigi Mezzanotte; La Volpe: Bianca Doriglia, Mastro Ciliegia, Il Grillo Parlante, Il Pappagallo, L’Imbonitore: Cosimo Cinieri; Geppetto, Mangiafuoco, Il Gatto, Il Narratore: Alfiero Vincenti; Un Ragazzo, Rosa Bianca Scerrino; La Piccola Vedetta Lombarda: Irma Palazzo.
  • 1975
    • Salomè da O. Wilde
    • Tamerlano il grande; di C. Marlowe; protagonista C.B.; regia C. Quartucci
  • 1976 Romeo e Giulietta; da W. Shakespeare
  • 1979
    • Cuore; di E. de Amicis
    • Manfred; da Byron – Schumann
    • Otello; da W. Shakespeare
  • 1979 Hyperion; da F. Hölderlin – Maderna
  • 1983 Egmont; da Goethe – Beethoven
  • 1984 L’Adelchi; da A. Manzoni
  • 1997
    • Canti orfici; di D. Campana
    • Lectura Dantis; di Dante Alighieri
  • 1998
    • Carmelo Bene e la voce dei Canti di Giacomo Leopardi
    • Pinocchio, ovvero lo spettacolo della provvidenza; di C. Collodi
  • 1999
    • Gabriele D’Annunzio – La figlia di Iorio; da G. D’Annunzio
    • Pinocchio, ovvero lo spettacolo della provvidenza; riduzione e adattamento da Caro Collodi di Carmelo Bene; regia e interprete[26] principale C.B., musiche G. Giani Luporini; scene e maschere T. Fario; costumi L. Viglietti; direttore della fotografia G. Caporali; montaggio F. Lolli; altri interpreti: S. Bergamasco;
  • 2000 In-vulnerabilità d’Achille, da Stazio, Omero e Kleist

Discografia

  • 1962 –Il teatro laboratorio Majakovskij e Garcia Lorca; attore-solista C.B.; musiche di G. Lenti; Roma, RCA Edizioni letterarie.
  • 1976 – Una nottata di Carmelo Bene con Romeo, Giulietta e compagni; a cura di R. Lerici – registrazioni al Teatro Valle di Roma durante le prove di Romeo e Giulietta 1976; Audiolibri Mondadori
  • 1980
    • Carmelo Bene – Manfred – Byron-Schumann; poema drammatico di G. G. Byron; musiche da R. Schumann; traduzione italiana, regia e voce solista C.B.; e con: L. Mancinelli (voce recitante), S. Baleani (soprano), W. Borelli (mezzosoprano), E. Buoso (tenore), C. del Bosco (basso); orchestra e coro del Teatro alla Scala, direttore D. Renzetti; direttore del coro R. Gandolfi; produzione a cura di R. Maenza; direttore musicale della registrazione F. Miracle; regia del mixaggio C.B.; registrazione live effettuata al Teatro della Scala di Milano il 1/10/1980; doppio LP stereo, Fonit Cetra.
    • Carmelo Bene – Majakovskij, dedicato a Sandro Pertini, nel cinquantenario della morte di Majakovskij e nel centenario della nascita di Blok, concerto per voce recitante e percussioni; testi di A. Blok, V. Majakovskij, S. Esenin, B. Pasternak; traduzioni di: R. Poggioli, A. M. Ripellino, B. Carnevali; riduzione, adattamento, regia e voce recitante C.B.; musiche di G. Giani Luporini; musicisti solisti: M. ilie, (violino), S. Verzari (tromba), V. De Vita (pianoforte); direttore della registrazione P. Chiesa; fonico R. Citterio; produzione a cura di R. Maenza; registrazione live effettuata il 10/10/1980 – Roma – Teatro dell’Opera doppio LP Fonit Cetra.
  • 1981
    • Carmelo Bene – Lectura Dantis; voce recitante C.B.; musiche introduttive di S. Sciarrino; musicista solista D. Bellugi (flauto); produzione R. Maenza; registrazione live Bologna, Torre degli Asinelli, 31 luglio.- CGD.
    • Carmelo Bene in Pinocchio (storia di un burattino da Collodi); nel centenario della nascita di Pinocchio; regia, elaborazione testi e voce principale C.B.; musiche di G.Giani Luporini; la Fatina L. Mancinelli; tecnici della registrazione: G. Burroni, M. Contini, B. Bucciarelli; Mixer L. Torani; produzione a cura di R. Maenza; registrazione effettuata a Forte dei Marmi – CGD.
  • 1984 Carmelo Bene – “L’Adelchi di Alessandro Manzoni”; uno studio di Carmelo Bene e Giuseppe Di Leva; musiche di G. Giani Luporini, orchestra sinfonica e coro di Milano della Rai; Direttore E: Collina, maestro del coro M. Balderi; voce principale C.B.; Ermengarda: A. Perino; percussioni A. Striano; registrato in occasione delle recite al Teatro lirico di Milano febbraio – marzo 1984; produzione a cura di A, Pischedda; regia del mixaggio C.B.; tecnici del suono L. Cavallarin, G. Jametti; Fonit-Cetra.
  • 1994 Carmelo Bene in Hamlet suite – spettacolo-concerto; collage di testi e musiche di C.B.; interprete[26] principale C.B.; Kate-Ofelia: M. Chiarabelli, P. Boschi; mixer P. Lovat; assistente L. Viglietti; produzione a cura di M. Bavera; registrato al Teatro Morlacchi di Perugia il 25 novembre 1994, Nostra Signora S.r.l.
  • 1999 Dino Campana – Carmelo Bene – Canti Orfici – Variazioni per voce – stralci e varianti, voce recitante C.B., in collaborazione con la RAI; Mastering Suoni S.r.l.; tecnico del suono A. Macchia; libro e compact disc – Bompiani, giugno

Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco

AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l’ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)

 

 

 

— ~ —
a cura di Giovanni Greco
info cel : 373 7244103
mail : [email protected]
fb : facebook.com/groups/belsalentoweb
— ~ —
Segui BelSalento, arte storia ambiente e cultura della terra dei due mari.
Dal 1998 servizi di fruizione culturale : Tradizioni, Mare e Terra del BEL SALENTO.
Parco Letterario, Archeologia Industriale, Preistoria, Storia e Ambiente, Cucina, Arte, Musica, Poesie, Cinema, Teatro, Webtv, GreenLife, Foto, Giornalino e Video Documentari più un blog e due profili fb

Iscriviti al nostro gruppo facebook

         

Precedente TAULA DE PETRA DE SANTU SIDERU Successivo Salvatore Trinchese scienziato salentino di metà '800