Busto di SM Francesco II di Borbone – riproduzione in 3d

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ricerche a cura del dott Giovanni Grecojhgfghjklkj

Busto di SM Francesco II di Borbone – riproduzione in 3d

《 Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr’aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni》

Re Francesco II
“proclama reale dell’8 dicembre 1860”


“Francesco d’Assisi Maria Leopoldo di Borbone”; (Napoli, 16 gennaio 1836 – Arco, 27 dicembre 1894), fu l’ultimo re delle Due Sicilie, salito al trono il 22 maggio 1859 e deposto il 13 febbraio 1861 dopo l’annessione al Regno d’Italia; è divenuto Servo di Dio il 16 dicembre 2020, con l’apertura del processo di canonizzazione.
Regno della Sicilia peninsulare noto come Regno di Napoli, Stato sovrano sette volte secolare, pacifico, amico, alleato del Regno di Sardegna, governato da un cugino del Re Vittorio Emanuele II.   

“Ferdinando II” di Borbone morì nel 1859 e in quella data nel “Regno delle Due Sicilie” salì al trono il figlio “Francesco II”, il quale però regnerà appena cinque mesi, dal 22 maggio 1859 al 21 ottobre 1860. Sua Maestà Re Francesco II, l’ultimo re della casa Borbone, appena ventitreenne e al trono delle Due Sicilie vide travolgere l’intero regno per l’invasione savoiarda e per i tradimenti che si erano insinuati nella corte napoletana. A quel tempo, nell’intero regno non esisteva l’emigrazione, le tasse erano basse, la percentuale dei poveri nel Sud era del 1.34%; le casse erano floride come anche lo sviluppo industriale e culturale, in quanto Napoli contendeva con Parigi la supremazia culturale europea. Questo era il regno dei Borbone che sino a quei giorni ha vissuto il Meridione; ed è lo stesso in cui si affacciava il giovane Francesco II, una terra che nel 1860 era preparata allo slancio culturale e alle innovazioni tecnologiche … ma che purtroppo terminava all’improvviso, come uno tzunami e sotto gli occhi di tutti e con una guerra priva di dichiarazione oltre che priva di umanità. Da quel momento e per oltre un decennio la violenza usata su Gaeta prima e su tutta la popolazione meridionale poi, fu immensa. Era “la nuova realtà” che capovolse lo slancio del meridione. Già nel 1858 con i Patti di Plombières, Cavour aveva preparato l’invasione del Regno delle Due Sicilie, con la complicità di Napoleone III e della Gran Bretagna, e l’aiuto del mondo democratico italiano.

In quei frangenti il 7 marzo 1859 Francesco, Duca di Calabria sposava a Bari Maria Sofia di Baviera, sorella dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, detta “Sissi“.
Quel matrimonio era già avvenuto per procura, ma il rito religioso fu celebrato a Bari. Dopo quattro mesi Ferdinando II morva il 22 maggio 1859.

Per alcune generazioni (in 160 anni) si è sempre rinnegata, confusa e oscurata tutta la verità che si manifestava al regno duosiciliano, che fu una conquista del Sud. E ancora ora nei libri scolastici è nascosto lo strazio, gli omicidi di massa, le atrocità bestiali (…) ma che emergono comunque dalle accurate ricerche contemporanee. Quella fu “la nuova realtà” che han vissuto in tutto il regno borbonico, dalle persone più umili alle classi benestanti, tutti vissero nel terrore dell’invasione piemontese.
Francesco II
disse 
“non vi lasceranno neanche gli occhi per piangere”. Infatti non restarono neanche le lacrime e il sud fu indotto ad alimentare il falso mito del cosiddetto risorgimento italiano.
Il 13 febbraio del 1861 terminò l’assedio savoiardo con le cannonate su Gaeta, l’ultima roccaforte del Sud Italia, decretando la fine del nostro antico Regno delle Due Sicilie. Sino a quel giorno Francesco II non smise mai di cercare aiuti diplomatici in tutta Europa. Il 13 febbraio di ogni anno sarà il giorno della Memoria per i massacri subiti dalle popolazioni meridionali del ex Regno delle Due Sicilie.
Erano lì sotto i bombardamenti e a soccorrere i feriti fra i soldati borbonici, Francesco II e la regina Maria Sofia Wittelsbach, (sorella minore di Sissi), due ventenni che assieme a ciò che restava dell’esercito borbonico tentarono invano un’ultima resistenza alle truppe piemontesi. Ma fu tutto inutile; la regina Maria Sofia, vestita con una giubba militare, distribuiva coccarde e cercava di tenere alto il morale delle truppe.
Francesco II esiliò, fra i primi del meridione. Visse a Roma 9 anni, ospite di Papa Pio IX nell’ultimo tentativo di recuperare il Regno delle Due Sicilie. Poi dopo che i bersaglieri arrivarono a Porta Pia esiliò in Francia. Il Governo Italiano gli propose la restituzione dei beni e la possibilità di tornare a vivere a Napoli, a patto di rinunciare ufficialmente alla pretesa al trono.
Francesco II rispose : il mio onore non è in vendita“.

Con grande piacere ho finalmente realizzato la riproduzione in 3d del Busto di SM Francesco II di Borbone. Interamente eseguiti con filamento plastico Pla e con stampante Creality Cr10s. Una scultura modernissima e tecnologica, che ora è sul mio pianoforte; ma conto di posizionarlo meglio sulla scrivania o fra gli scaffali nello studio.

E’ stato particolarmente difficile e lungo elaborare in 3d l’intero progetto che è iniziato nel novembre 2020; con Meshmixer modellavo al computer la prima versione del volto di SM Francesco II e ricordo che la prima prova di stampa uscì esattamente la notte di capodanno. Poi da gennaio hanno fatto seguito tante altre prove di stampa e modelli. Per dimezzare i tempi ho usato due stampanti la Creality Cr10 e la Cr10s in quanto la stampa di ogni modello è durata in media 20 ore ognuna. Sin quando contento dei risultati a marzo 2021 finalmente ho riprodotto il busto di SM per i miei Servizi di Fruizione Culturale sulla terra dei due mari Www.BelSalento.com.

Consulta la categoria “Borbone e Risorgimento” qui  http://belsalento.altervista.org/category/borbone-e-risorgimento/

E’ il busto che volevo realizzare e tra l’altro non so se esistano delle sculture in marmo. O meglio, non finirò mai di migliorare perchè infatti molti altri dettagli ancora mancano. Certo è che per raggiungere i migliori risultati finali, ho tentato di avvicinarmi quanto più fedelmente alla realtà in base alle foto e ai materiali che nella metà del XIX secolo potrebbero esser stati usati per realizzare un busto al re. Quindi pietra come marmo o travertino, e metallo come bronzo, rame, argento o oro. Pertanto in postproduzione ho esplorato alcuni spray di 3° generazione che magari vi metto in descrizione, con i quali ho ottenuto risultati eccellenti per rendere l’effetto “pietra” per la base del capitello di supporto e l’effetto “metallo” per il busto e il capo del re.
L’immagine è stata elaborata interamente al computer, poi stampata con la tecnologia del 3d con un materiale leggerissimo, la plastica PLA; infine per ogni modello ho accuratamente levigato, stuccato e colorato con tinte a pennello e spray innovativi e pertinenti color rame, argento, bronzo e travertino.
Tutti i modelli della scultura al busto del Re sono alti da 20 a 25 cm e comprendono la base del capitello di supporto in effetto “pietra”; il busto e il capo del re in effetto “metallo”; la targhetta.


ALTEZZA : 20 – 25 cm
LARGHEZZA : 13 – 15 cm
MATERIALE : PLA
COLORE : rame, bronzo, argento, oro, marmo, travertino
PESO : 20 g
COSTO :
SPEDIZIONE : IoInvio per l’Italia. Raccomandata Internazionale per l’estero.

La postproduzione è stata altrettanto complessa in quanto vengono accuratamente staccate dalla stampa le torri di supporto e ripulita, levigata e stuccata da eventuali imperfezioni. Ho usato olio di gomito, carta vetrata e stucco per plastica pla per stampanti 3d.

L’ho stampato con la mia CREALITY CR10S e i risultati sono OTTIMI. E vi ricordo che oltre al greenscreen le mie variegate produzioni sullo studio del Salento, spaziano su :  ricerche leggibili qui in www.BelSalento.com, da vedere nei vari video che trovate nel mio canale youtube, da ascoltare in BelSalentoRadio nel mio canale radio in podcast, da toccare nelle riproduzioni che svolgo con le mie stampanti 3d, e nelle stampe su tazzoni in ceramica e a breve potrete  anche leggere a casa su carta nei prossimi mesi.

In ogni caso, vi invito a diventare miei Patreonhttps://www.patreon.com/BelSalento, miei mecenati così che potrò migliorare la qualità di tutte queste mie produzioni e tutti i Servizi di fruizione Culturale di BelSalento. Grazie per la visione e al prox video 😉

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Queste riproduzioni le ho realizzate con un filamento Pla e con le mie stampanti CREALITY CR10 e CREALITY CR10S. Sono uno storico del Salento con ricerche iniziate nel 1998 e che spaziano dalla preistoria ai giorni nostri per i servizi di fruizione culturale di Www.BelSalento.com. Con le mie stampanti 3d riproduco ciò che la cultura contemporanea ha perso o non ha memoria. Pertanto con queste riproduzioni e con queste VENDITE OCCASIONALI da hobbista, posso pagare in parte i notevoli costi di ricerca del mio sito web ma anche la stessa produzione di questi manufatti.


Per questi lavori ho usato una CREALITY CR10, una CREALITY CR10S, una  Anycubic Stampante 3D Photon e con loro BelSalento è veramente 3d ! 🙂
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Ricerche a cura del dott Giovanni Greco;
dott in Conservazione dei Beni Culturali, con laurea in archeologia industriale, è studioso e autore di numerose ricerche sul Salento, Erasmus in Germania nel 1996, ha viaggiato per venti anni in Italia e in Europa, ha lavorato un anno in direzione vendite Alitalia nell’aeroporto internazionale di Francoforte, ha diretto per cinque anni la sezione web di un giornale settimanale cartaceo italiano a Londra, libero professionista, videomaker, artista raku, poeta, webmaster, blogger, ambientalista, presentatore, art director, graphic designer, speaker radio, giornalista freelance Internazionale iscritto presso l’agenzia GNS Press tedesca, collabora come freelance con diverse realtà sul web e sul territorio locale. Dal 1998 è direttore responsabile della rivista on line “BelSalento.com – arte, storia, ambiente, politica e cultura della Terra dei Due Mari – Servizi di Fruizione Culturale”.

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Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli (Isaac Asimov)

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