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Antichi pesi e misure nel Salento






ricerche a cura di Giovanni Greco

jhgfghjklkjNel Salento il Regno delle due Sicilie aveva le proprie unità di misura



Le antiche unità di misure variavano da provincia a provincia ed addirittura da comune a comune. Si usava la Tomolata (tumanata), che equivaleva a 63 are circa, più precisamente 62,57 are.
La Picciolata che valeva mezza tomolata, quindi 31,28 are. (1 ara = 100 mq.)
La Stoppellata (stuppiaddhata) che valeva 1/8 di tomolata, quindi 7,8 are.

I recipienti utilizzati erano in ferro, che venivano usati per misurare le quantità di cereali, i legumi, la farina ecc. Quindi si usava il tomolo, il pìcciolo e lo stoppello.
Il tomolo (in dialetto leccese “lu tummenu” o "lu tùmanu") corrispondeva a 55,54 litri attuali. Era un recipiente di ferro a forma cilindrica con una barra di ferro centrale posta sull'orlo. Un tomolo era formato da 2 Minzetti e 8 Stuppieddi.
Il pìcciolo (Mezzettu) era la metà del tomolo e quindi conteneva 27 litri all'incirca.
Lu Quartuddu era 1/4 di tomolo e misurava 13,88 litri circa che corrispondevano a 8,33 kg.
Lo stoppello (stuppiedhhu), era 1/8 di tomolo, corrispondeva a  6,8 litri circa (circa 4,165 kg).

Il Tomolo si usava anche come unità di misura per i terreni coltivati a seminativo. Il suo valore espresso in metri quadri variava da provincia a provincia: in quella di Lecce era pari a 6.298 mq. 1 Tomolo corrispondeva a 0,63 ettari circa, quindi un totale di 819 ettari. Esso si divideva in otto stoppelli. Gli altri sottomultipli, come il mezzetto (1/2 tomolo), il quarto (1/4 di tomolo) e la misura (1/24 di tomolo), venivano usati prevalentemente come misure locali. La misura del tomolo – un tomolo di grano da seme per tomolo di terra – non era uguale in tutti i comuni pugliesi, in quanto variava sia in relazione alla misura locale del passo, sia in relazione al numero dei passi quadrati che lo componevano. Cfr : http://sast-regionepuglia.it/index.php/documenti-cartografici/le-antiche-misure-di-superficie-nel-mezzogiorno

Il Tomolo era anche l'unità di misure delle olive o mandorle, che misurava 55,55 litri circa (33,33 kg di olive circa). Quindi 3 tomoli di olive erano l'equivalente di 1 quintale. Per seminare un tomolo di terra serviva all'incirca un tomolo di grano. Mentre la Vascata equivaleva a 5 tomoli (166,5 chili di olive) quindi un quintale (e 66,5 chili di olive). La Macina corrispondeva alla quantità di ulive che si possono spremere in una sola volta negli antichi frantoi (alla calabrese). La Macina era formata da 10 tomoli di 10 stoppelli rasi ciascuno, oppure di 12 tomoli e un picciolo di 8 stoppelli rasi ciascuno: per capacità era pari quindi a circa 69.50 ettolitri.

Per i liquidi, ed in particolare per il vino, l'unità di misura era la Salma (sarma) che valeva 175 litri. La decima parte di essa era il Barile (valire) di 17,5 litri. Il barile era in rame rossa.

Per l'olio invece si usava la Mina che era un recipienti che equivaleva a 8,5 litri. Al suo interno vi era un segno che indicava il livello detto 'nnizzu.

Altri recipienti per l'acqua e per il vino erano la Menza (Minzana) i più antichi erano in terracotta smaltata all'interno; i più moderni saranno in rame o in lamiera stagna. La minzana era usato per trasportare l'acqua in campagna. Veniva riempita di poltiglia bordolese alla conza e portata all'operaio addetto all'irrorazione.

U bottu era un recipiente cilindrico in rame rossa dotato di manico e becco, che era utilizzato soprattutto nelle cantine.
La Caratizza era una piccola botte che poteva essere caricata su un carretto. Infine la Tina o Tinella che era un recipiente a tronco di cono.

 

Qui dal Regno delle Due Sicilie le: "Tavole di riduzione dei pesi e delle misure delle due sicilie: in quelli statuti dalla legge de' 6 aprile del 1840"
Cfr : https://books.google.it/



Antichi pesi e misure nel Meridione d'Italia



Cfr : http://www.calitritradizioni.it/Antichi%20pesi%20e%20misure.pdf
Questo glossario ha lo scopo di chiarire il significato di alcuni termini ormai desueti, documentando il lettore sulle misure (di lunghezza, superficie, volume, capacità, peso e valore) usate in passato nel meridione d'Italia.

La ricostruzione temporale delle equivalenze fra le misure antiche e quelle odierne è stata attuatavconsultando diversi scritti.

Tra questi, le opere più importanti sono:

- Antonio Pasquale Favaro, Metrologia o sia Trattato Generale delle Misure, de' Pesi e delle Monete, Napoli, Gabinetto Bibliografico e Tipografico, 1826;

- Carlo Afan de Rivera, Tavole di riduzione de' Pesi e delle misure della Sicilia Citeriore in quelli statuiti dalla legge de' 6 aprile del 1840, Napoli, Stamperia e Cartiere del Fibreno, 1840;

- Angelo Martini, Manuale di metrologia ossia Misure, Pesi e Monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Roma, Editrice E.C.A., 1976, ristampa anastatica dell'edizione originale di Torino del 1883.


Barile

Quantità di liquido contenuto nell'omonimo recipiente;

prima dell'introduzione del sistema metrico decimale, costituiva la misura di capacità (ovvero, la misura del volume) dei liquidi, specialmente per vino e olio.

Nel Regno delle Due Sicilie, prima del 1840, il barile (= 60 caraffe di botte = 66 caraffe di vendita a minuto) era uguale a 43,621600 litri.

La legge del 6 aprile 1840, n, 6048, stabilì che per la misurazione di alcuni liquidi (come il vino, l'aceto e l'acqua) si facesse uso del solo barile di Napoli considerato come unità e diviso in 60 caraffe (di once 27,143 ossia 814,3 trappesi = 725,539 grammi).

La capacità (o cubatura) del barile legale di Napoli, dopo il 1840, valeva 43,625030 litri pari ad un peso d'acqua distillata di 48,858 rotoli (= 43,532331 chilogrammi).


Botte

Antica unità di misura della stazza dei bastimenti.

La botte (o bolla) indicava il contenitore per vino utilizzato per valutare le dimensioni di una nave.

La botte veneziana, nel secolo XIII, valeva circa 450 litri.

Nel XV secolo doveva pesare 640 chilogrammi; successivamente, la botte veneziana valeva 751,17 litri.

La botte napoletana, nel secolo XIII, conteneva circa 470 litri.

Prima del 1840, la botte napoletana (= 12 barili) valeva 523,4594 litri.

Due botti per vino costituivano un carro (di vino);

ogni botte era della capacità di 28,556 palmi cubici pari a 0,52346 metri cubi (= 523,460 decimetri cubi = 523,46 litri).

La botte per vino napoletana, dopo la legge del 6 aprile 1840 (pubblicata il 22 aprile), era composta da 12 barili ed aveva una capacità di 523,5 litri (pari ad un peso d'acqua distillata di 490,31219 chilogrammi).

La botte utilizzata nel commercio dell'olio a Napoli era composta di 44 staja napoletane, oppure di salme 2 e 3/4 (di rotoli 165 e 1/3, per un totale di rotoli 454 e 2/3) pari a 405,1(x)72 chilogrammi.

La botte legale napoletana conteneva olio per 5,366 cantaja equivalenti a 478,10909 Kg.


Braccio

Unità di misura lineare (o di lunghezza) in uso prima dell'adozione del sistema metrico decimale. Valeva:

0,6853 metri a Venezia; 0,5421 metri a Napoli.


Canna

Misura di lunghezza utilizzata prima dell'introduzione del sistema metrico decimale.

In base all'editto del 6 aprile 1480, emanato da Ferdinando I d'Aragona, veniva utilizzata la canna composta di 8 palmi avente valore di 2,109360 metri.

Questa canna era utilizzata nel commercio al minuto dei tessuti e nelle misurazioni inerenti a costruzione

di fabbricati; nella pratica era pari a 2,12 metri (considerando ogni palmo di 26,5 centimetri).

La legge del 6 aprile 1840, emanata da Ferdinando II, stabilì che doveva utilizzarsi la canna lineare composta da 10 palmi avente valore di 2,6455026455 metri.

Canna cubica Misura di volume utilizzata prima dell'adozione del sistema metrico decimale.

La canna cubica di liquido era pari a botti 17, barili 11, caraffe 9 e 1/4.


Carlino

Moneta d'argento o anche d'oro coniata per la prima volta nel 1278 nella Zecca di Napoli da Carlo d'Angiò.

Il carlino d'argento, coniato dai Borboni, costituiva la decima parte di un ducato napoletano.

In ordine temporale, il carlino del Regno delle due Sicilie ha assunto i seguenti valori:

- carlino di 10 grana (20 tornesi) pari a 0,4368 lire italiane (fino al 1784);

- carlino di 10 grana (20 tornesi) pari a 0,42249 lire italiane (dal 1784 al 1814);

- carlino di 10 grana (o 100 cavalli) pari a 0,4249 lire italiane (giusta legge del 14 agosto 1814).


Cavallo (abbr.callo)

Moneta di rame coniata nel 1472 da Ferdinando I d'Aragona.

La sua coniazione continuò con tipi vari, salvo breve interruzioni, fino al 1815, anno in cui fu sostituito dal Tornese.

Il cavallo, nel tempo, ha assunto diversi valori:

• 0,0036 lire italiane, fino al 1784;

• 0,0035 lire italiane, dal 1784 al 1814.

Fino al 1814, il cavallo era la dodicesima parte di un grano napoletano.

Con la legge del 14 agosto 1814 divenne la decima parte di un grano napoletano e valeva 0,0042 Lit.


Dito

Unità di misura di lunghezza veneziana, equivalente alla sedicesima parte del piede (da terra) veneziano.

Il suo valore era di 0,0217334 metri.


Ducato

Moneta coniata sotto la giurisdizione di un duca (o di un doge).

Indicò dapprima una moneta d'argento coniata in Puglia nel 1140 e nel 1156, poi quella coniata a Venezia nel 1202 (chiamata poi anche grosso) e la moneta d'oro purissimo emessa dal doge Enrico Dandolo nel 1284 (detta poi lecchino).


Il ducato napoletano si suddivideva in:

• ducato di 100 grana, pari a 4,3685 lire italiane (fino al 1784);

• ducato di 100 grana, pari a 4,2487 lire italiane (dal 1784 al 1814); -ducato di 1O carlini (o 100

grana) pari a 4,2487 lire italiane (giusta legge del 14 agosto 1814).

Quest'ultima suddivisione, stabilita dalla legge del 14 agosto 1814 e confermata dalla legge del 20 aprile

1818, fu legalmente in uso fin oltre il 1861.

Con Regio Decreto del 17 luglio 1861 il valore del ducato fu fissato a 4,25 lire italiane.

Nel 1990, il valore (calcolato) era di circa 25000 lire italiane.


Grana o grano o soldo

Moneta d'argento e rame fatta coniare da Ferdinando I d'Aragona per il Regno delle Due Sicilie, che

equivaleva idealmente la 6001 parte dell'oncia d'oro.

Fino al 1814 si divideva in 12cavalli o 2 tornesi; con la legge del 14 agosto 1814 fu introdotta la divisione in 10 cavalli.


Libbra

Unità di misura di peso, che si divideva in 12 once.

A Napoli, la legge del 19 maggio 1811, n. 974, stabilì l'utilizzazione della libbra composta da 360 trappesi (ossia 12 once di 30 trappesi) pari a 0,32075899 chilogrammi.

Questa unità di misura fu abolita nel 1840.


Oncia

Antica unità di peso, equivalente a un dodicesimo di libbra e composta da 30 trappesi pari a 0,026729916 chilogrammi (= 26,72 grammi).

L'oncia era anche un'antica unità di misura di lunghezza del valore di 1/12 di piede.


Palmo

Unità di misura della lunghezza in uso prima dell'adozione del sistema metrico decimale e avente valore variabile a seconda dei luoghi e dei tempi:

• il palmo veneziano antico, cinque dei quali facevano il passo, era equivalente a 0,3774 metri.

• il palmo napoletano valeva:0,2633333670 metri (dal 1480 al 1840); 0,26455026455 metri

(giusta legge del 6 aprile 1840).

Passo

Unità di misura di lunghezza in uso prima dell'adozione del sistema metrico decimale e avente valore

variabile a seconda dei luoghi e dei tempi.

A Napoli, l'editto del 1480 stabilì l'utilizzazione di due passi:

• il passo itinerario, composto da 7 palmi uguale a 1,84569 metri;

• il passo da terra, composto da palmi 7 e 113, pari a 1,9335799 metri.


Piede

Unità di misura lineare diversa per luoghi.

Il piede napoletano, usato sin dall'XI secolo, valeva 0,3349 metri.

Nel Regno delle Due Sicilie si utilizzava anche il piede francese o piede regio di Parigi che valeva 0,324839 metri (oggi valutato 0,324864 metri).


Pila

Antica unità di misura di capacità.

Per l'olio valeva 1.832,5 chilogrammi.


Pollice

Unità di misura di lunghezza pari a 1/12 di piede, diffusa prima della adozione del sistema metrico decimale.

Il valore del pollice parigino era di metri 0,027070, mentre il pollice veneziano valeva 0,0289779 metri.


Salma

Unità di misura di capacità per i liquidi, avente valore variabile a seconda dei luoghi e dei tempi.

La salma utilizzata nel commercio dell'olio a Napoli

era di due tipi:

• salma composta di 16 staja napoletane, avente un peso di rotoli 165 e 1/3 pari a 147,31153 chilogrammi;

• salma avente un peso di 170 rotoli pari a 151,46952 chilogrammi.


Staio o stajo o staro

Misura di capacità per aridi e liquidi, di valore variabile da luogo a luogo.

Lo stato d'olio napoletano di peso pari a rotoli l0 e 1/3 (uguale a 9,2069707 chilogrammi) valeva 10,0811 litri.


Tomolo

Misura di capacità per gli aridi (frumento, riso, granturco, miglio, orzo, avena, segale, sorgo, panico, ecc.).

Nel Regno delle Due Sicilie valeva:

• 55,3189 litri, giusto editto del 6 aprile 1480;

• 55,2340 litri, giusta legge del 19 maggio 1811, n. 974;

• 55,545113 litri, giusta legge del 6 aprile 1840.


Tornese

Moneta in rame del valore originale di 6 cavalli, usata già nel periodo anteriore al 1790.


Vigna

Unità di misura delle aree delle superfici agrarie e dei fondi, in uso a Molfetta. Era equivalente ad un

quadrato che aveva per lato 40 passi (ognuno con lunghezza) di palmi 6 e 2/3. La sua superficie era,

quindi, di 1600 passi quadrati ossia di palmi quadrati 71111,11 pari a:


• 4943,77 metri quadrati, dal 1480 al 1840;

• 4976,84 metri quadrati, dallo gennaio 1841.


Con la legge del 6 aprile 1840 l'unità superficiale delle misure agrarie divenne il moggio legale di 10000

palmi quadrati.

La vigna si divideva in 40 ordini di palmi quadrati 1777,777 equivalenti a:


• 123,594 metri quadrati, dal 1480 al 1840;

• 124,421 metri quadrati, dallo gennaio 1841; ed ogni ordine si divideva in 40 viti di palmi quadrati

44 e 4/9 (o 44,444), ossia: -3,08986 metri quadrati, dal 1480 al 1840;

• 3,11052 metri quadrati, dallo gennaio 1841.

Pertanto, il lato della vite (ottenuto dalla radice quadrata degli ultimi due valori) era pari a:


• 1,75779 metri, dal 1480 al 1840;

• 1,76366 metri, dallo gennaio 1841, ossia l'equivalente di palmi 6 e 2/3 (cfr. passo d'arsenale di Marina).


In definitiva, oggigiorno:

• 1 vigna = 40 ordini = 49,76 ara;

• 1 ordine = 40 viti = 1,24 ara;

• 1 vite = 40ma parte dell' ordine = 0,031 ara.











Ricerche a cura del dott Giovanni Greco
BelSalento è un progetto a cura del dott Giovanni Greco









AsimovSe la conoscenza può creare dei problemi,
non è con l'ignoranza che possiamo risolverli
(Isaac Asimov)



 








 

 

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