Aloysius o Aloysio nei feudi di Salice e Acaja fra 1300 e 1400 – Luigi Paladini

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ricerche a cura del dott Giovanni Grecomedioevo

Aloysius o Aloysio nei feudi di Salice e Acaja fra 1300 e 1400 – Luigi Paladini


Nel corso delle mie ricerche mi è apparso il nome di un personaggio che sino ad oggi mi era completamente sconosciuto : tal Aloysius o Aloysio. Incuriosito, ho subito cercato fra i documenti storici presenti nel web; e dopo alcuni giorni sono riuscito a raccogliere un buon numero di tracce, deducendo che molto probabilmente si tratta di più personaggi con quel nome (tutti vissuti nel Salento) ma anche che alcuni di loro hanno avuto in comune l’aver avuto in possesso i feudi di Salice e Acaja, presumibilmente fra la metà del 1300 e la metà del 1400. Il più importante di tutti gli Aloysius è stato certamente l’allora famoso e potente LUIGI PALADINI, conosciuto anche con altri nomi : Loise, Aloisio de Paladinis, Loysius Palatinus, e che fu Barone di Salice e Guagnano. Qui la scheda completa di Luigi Paladini XV-XVI sec. (Aloisio, Aloysius, Luise de Paladinis), Barone di Salice e Guagnano, alla corte degli Aragona, conobbe San Francesco di Paola, menzionato dal Galateo, accompagnò Isabella del Balzo, moglie di Federico d’Aragona, nel viaggio da Lecce a Napoli.

Altri Aloysius, Aloysi ricompaiono poi sino alla fine del 1600 in testi del XVII secolo accostati ai d’Aragona e a Ferdinando II il Cattolico (1452 – 1516). Però nei testi sui quali ho trovato queste informazioni le date risultano sfalsate rispetto al regno del re cattolico.

Un primo Loysio ebbe la baronia di Salice attorno al 1380-1384, quando era re -presumibilmente –  Luigi II d’Angiò-Valois (1377  – 1417).
Poi ho trovato un Loysio della Chya (Dell’Acaja, o Caya) nel 1407.
Un nuovo Aloysius lo troviamo consigliere e Barone alla corte del Re Ferdinando d’Aragona (1452 – 1516), Ambasciadore” di Alfonso secondo, Vicerè nella provincia di Terra d’Otranto nel 1493 e “baron di Campie”.
Sulla figura degli altri Aloysius ho trovato solo alcuni scarni riscontri sui testi documentari originali.

Comunque cominciamo con il primo :

Nel proseguio delle mie ricerche poi, nel testo “Giornale araldico-genealogico-diplomatico, Volume 6” del 1878-1879 a pag 324 ho trovato questa corposa notizia su Aloysius (Luigi paladini) che appare come nobile Conte. Riporto la trascrizione e le immagini del testo citato con la fonte. Tutto inizia dal 1427, quando tal Averardo, dottore di leggi, comprò il castello di Lizzanello e parte del casale di Melendugno.

Stemma di Ferdinando II di Aragona, (1474-1492)

Suo figlio Giovanni Francesco fu barone di Lizzanello, che ebbe tre figli : Antonello, Jacomo e Aloysio (Luigi Paladini); quest’ultimo “diè principio alla casa di Salice hora detta di Campiè (…) fu di genio volto alle buone lettere e riuscì dottor di leggi famosiss.mo incominciò servendo gl’Aragonesi per gradi a camminare fu fatto da Ferdinando P.o d’Aragona governatore di mattera appare dalle commissioni della cancelleria nel 1470 al registro di privilegi 37 continuò l’istesso governo l’anno seguente del 71 appare per la commissione nel registro de’ privilegi 34. Fu consigliero in vita di terra d’Otranto … fulle donato bello luogo opera deliciosa del principe di taranto Giovanni Ant mentre che consigliere in calabria si trovava di unito la felice memoria di Gio. Francesco di paula al quale fu molto caro nel registro di privilegi 49 1483 come dal … di certe botteghe nella piazza di lecce, e certi magazzeni la riva del sangue over lo scanneggio (1), et nel territorio di lecce il tenimento del bosco, il feudo della Chianca padula longa padula fetida, et il corrente. nel 1484 fu adoprato come nel registro primo dei mandati di Ferdinando suo Signore in recuperare la città, e Rocca di gallipolj e da Ruberto sindaco della rep.ea Venetiana che la teneva occupata come s’era conchiuso tra quella sig.ria e li procuratori della santissima lega a 7 di agosto di quell’anno. fulle nel 1486 da federico all’hora principe di Altamura e conte di Lecce confirmato il dono del bello luogo e ratificata la vendita del bosco, scanaggio et feudi della chianca et padule perchè invero esso haveva sborsato poco denaro che il resto l’era stato dato per i suoi grati et accetti serviggij a quelle maestà fatti, appare nel registro delle confirmattioni primo. Fu Ambasciadore di Ferdinando come da una lettera regia si raccoglie nel 1490 data nella Terra di Foggie a 3 del mese di Xbre. l’istessa ambascieria si coglie da una bolla di Alessandro VI l’anno 1492 et insieme ancora di quanta affettione li fusse (da questo punto c’è un breve testo in latino che ho tradotto – leggi traduzione dopo il testo) Cupientes igitur ut Ecclesia seu cappella beatae Mariae Annuntiatae liciensis ad quam sicut accepimus dilectus filius nobilis vir Aloysius de paladinis U. J. D. miles et domicellus litiensis ac carissimi in xpo filij nostri Ferdinandi Siciliae Regis illustris orator ad nos missus ipsius ecclesiae patronus singularis etc. donolla
(Traduzione : di quanta affettione li fusse Desiderando mostrare, quindi, che la chiesa, o la cappella della Beata Vergine Annunciata, concede la licenza, alla quale, come comprendiamo, il nostro amato figlio, il nobile conte Aloysius, dei Paladini UJD un cavaliere e una signora, litiense e anche dei padri in Cristo, figlio del nostro Ferdinando di Sicilia, l’illustre re, il patrono, l’illustre ecc.)
detto pontefice per farle utile l’officio della scrittoria della lettera apostolica come si vede motu proprio.
«Magnifico Aloysio de paladinis militi liciesis U. J. D. Aulae Sacri Palatij lateranensis etc.; l’affettione a quella legatione inoltre contorne per lettere di credenza da quel Re al papa nel 1491. Portò l’anno 1493 la chinea bianca di ordine del Re Ferrante al pontefice, tributo solito nel Regno di Napoli nella festa de’SS.mi Apostoli Pietro e Paolo e l’istessa chinea portò (si andò anche Ambasciadore di Alfonso secondo ad Alexandro VI) più anni de’ quali atti ne apparono anchora le ricevute, procurò col costui mezzo Alfonso al suo soldo il Duca di Ursino famoso capitano di quelli tempi che memoria se ne vede nei registri de’ privilegi al N° 1. Sotto Federico accordò Federico suo padrone col principe di Salerno Sanseverino come memoria ne appare fatta procura nel registro primo de’ mandati. fu Vicerè nella provincia di Terra d’Otranto come appare magnifico militi Aloysio de paladino U. J. D. in provintia terrarum bari et hydrunti Vice regi consiliario nostro fideli dilecto «intus vero» Rex Siciliae etc. datum in castris nostris felicitus contra Cayetam die VI mensis novembris 1496 Rex Federicus.»
Costui cambiò con la Regia Corte bel luogo le padule li magazenei et le botteghe il tenimento del bosco et il feudo della chianca con haver havuto incambio la baronia di Salice e di guagnano et il resto perchè valeva molto più di quel che lui haveva dato l’hebbe in dono per li molti et grati serviggi a quei gratissimi principi fatti, l’anno si potria circa quelli tempi della S. V. trovare perchè i privileggi non si han potuti havere trovandonosi una con la baronia in potere dei Sig.r Gio. Ant.o Albrizzi che ultimamente li comprò. Da questo Aloysio e di Caterina Morosini, nobile Tarentina nacque fabritio, Aurelio, Alfonso, Gio. Francesco e ferrante il quale ferrante heredò la baronia e comprò dalla Corte il castello di Campiè, alla quale era discaduto per la morte di Giovanna Maramonte sua nipote figlia di belisario Maramonte ultimo barone di quello di tal gente e di giulia paladini sua sorella, ferrante sopradetto da Martia Guarini dei baroni di S. Cesareo hebbe Aloysio detto baron di Campie il quale vende la baronia di Salice, dal quale usci Ferrante e Carlo Cavaliere hyerosolimitano morto gloriosamente nella guerra di Malta nella espugnattione del castello di S. Ermo da un colpo di artiglieria (1), e niccolo e Marco aurelio, da Marco aurelio ultimamente morto non restano eccetto due fanciulle, da niccolo, Bellissario e loisi e da Ferdinando primogenito e da Giovanna Capece Scondito baronessa di barberano esce Carlo e Ferrante, e da Carlo e da Lucrezia petrarola baronessa di burgagna trovan giunti insieme si spera col favor di Dio prole non dissimile dagli honorati loro predecessori etc.”
.

Sempre in questo testo e nella medesima pagina 324, emerge anche un altro personaggio, dal nome simile : Loysio in questo caso, che fu proprietario del feudo di Salice, ma intorno al 1380.
Andando quindi a ritroso nel tempo, si parla di tal Gerardo della Chya
“di sangue francese fu il p.o che seguendo gli auspicij di Carlo primo di questa fam. nel espugnacione del Regno di Napoli stabilisse le sue fortune in questa provincia di terra d’Otranto nell’anno 1265”
.
Gerardo ebbe in dono dal Re Carlo (2), il castello di “Galignano” e parte del castello di San Cesareo. Poi nel 1294 ebbe in dono il castello di “Segrine” e alcune case della città di Brindisi. In seguito sposò Filippa d’Eugenio “di nobilissimo sangue francese”, dalla quale ebbe due figli Ludovico e Adamo. Ludovico sposò Aurelia Ruffo e dalla coppia nacquero Loysio, Arminia e Damicchia della Chya. Questo Loysio della Chia sposò Catherina d’Eugenio figlia del conte di Conversano (Bari) e, fra il 1383 e il 1384, ebbe in dono dal Re (3) “monte mesula”, delle terre in Ostuni, il casale di Vanze, parte del casale di “Strutha”, dei caseggiati in Otranto.
E infine ebbe da Re ludovico secondo (4) la baronia di Salice.
Nel 1407 Loysio della Chya (Dell’Acaja, o Caya) ebbe in dono da Maria d’Eugenio contessa di Lecce e principessa di Taranto (…) la baronia di Pisignano, Vernole, Pisanello, Specchia Rossa e Santo Cosmo nella provincia hydruntina “et le furono confirmati poi da ladislao re di Napoli seguito che fu il matrimonio fra il detto Re e la soprinominata principessa”.

(1)

(2) ritengo sia Carlo II d’Angiò, detto lo Zoppo (1254 – Napoli, 5 maggio 1309)
(3) ritengo sia Carlo III ossia Carlo d’Angiò-Durazzo, figlio di Luigi, III duca di Durazzo, e di Margherita Sanseverino, fu re di Napoli con il nome di Carlo III, dal 1382, e re d’Ungheria con il nome di Carlo II detto il Breve, dal 1385. Fu, inoltre, principe d’Acaia, dal 1383, e re titolare di Gerusalemme.
(4) Re ludovico II, dovrebbe essere Luigi II d’Angiò-Valois (Tolosa, 5 ottobre 1377 – Angers, 29 aprile 1417).

Notizie tratte da : “Giornale araldico-genealogico-diplomatico, Volume 6” del 1878-1879, pag 324

Cfr : https://books.google.it

Il secondo testo sul quale ho fatto delle ricerche su questo personaggio “Aloysius”, risale al 1697 ed è il “Historia cronologica delli signori vicere di Sicilia, dall’anno 1409 al 1697“. In questo documento a pag 29 e 30 appare il suo nome riferito alla data del 23 luglio 1473 : “Ritornato in Trapani vittorioso il Requenses mandò lo stendardo del Papa a Roma, dove Ramiro Nugnes de Gusman, ambasciatore del Re glielo presentò. Il fatto è riferito dal Surita lib. 10. cap. 7. Tomo ultimo degli Annali d’Aragona da D. Francesco Baronio De familia Requesens in libro De Maiestate Panormitana e dal medesimo : In Amphitheatro Siculae Nobilitatis : ibi Aloysius ex Bauariae Comitibus, &c. (Nell’anfiteatro della nobiltà siciliana : lì Aloysius, dei conti di Baviera,) che però il celebrato Requenses della Maestà del Re Giovanni hebbe per privilegio dato in Perpignano a 23. di Luglio 1473. registrato …

Cfr : https://books.google.it

Il terzo testo sul quale ho proseguito questa ricerca su “Aloysius” è stato : “Memorie de’beati Agostiniani” del 1699, dove a pag 59 ho trovato questo accostamento, non so se casuale, con Ferdinando il Cattolico Re di Spagna.
L’epigramma cita “Dicebamus heri, longas post carceris umbras, Ascedens Cathredam, dixit Aloysius. Nullum etenim Forti tempus, non hora, nec annus Deperit, estq; illi mille, vel una dies”. La traduzione (credo incerta) dovrebbe essere : “Lo abbiamo detto ieri, dopo una lunga prigione, le ombre in ascesa di Cathredam disse Aloysius. No, anzi, per il Potente Uno è stato trovato un periodo di tempo, o un’ora, né si perde l’anno; a lui, mille o uno di loro, i giorni

Cfr : https://books.google.it

Mentre in un quarto documento che ho consultato nel corso di questa ricerca su “Aloysius”, nella “Raccolta d’opusculi scientifici, e filologici”, pubblicata da Angelo Calogera pubblicato in Venezia nel 1739, a pag 225 ho scovato addirittura il nome completo che aveva l’Aloysius del XVII secolo : “Aloysius Tassellus Casaraniensis“; la notizia fa riferimento agli eventi che risalgono al 1693. Dice il testo : “Aloysius Tassellus Casaranensis proxime elapsi feculi scriptor in lib. II. de Antiquitatibus Leucae cap. XVI. & ultimo fol. 284. Editionis Lupiensis anni M.D.CXCIII. de detrimentis, aliisque malis occasione hujus belli a Venetis Neritinae Urbi pro Ferdinando Regi modicus stanti illatis”. Traduzione : “Gli ultimi 2 di Aloysius Tassellus (da) Casarano (?) sono stati trattati in libri. Le antichità di Leuca del capitolo 16. foglio finale. 284. Edizione Lupiensis dell’anno 1693. delle perdite aveva, in occasione di questo e di altri mali, Ferdinando, re della guerra per conto della città dai veneziani (dei ?) Neritini, una quantità moderata, in piedi mentre andavo da suo padre“.

Cfr : https://books.google.it


Nel testo “Palermo Nobile parte terza degli Annali di D. Agostino Inveges prima sedia, corona del rè, e capo del regno di Sicilia” del 1693,

Cfr : https://books.google.it 

Luigi Paladini XV-XVI sec (Aloisio, Aloysius, Luise de Paladinis), Barone di Salice e Guagnano, alla corte degli Aragona, conobbe San Francesco di Paola, menzionato dal Galateo, accompagnò Isabella del Balzo, moglie di Federico d’Aragona, nel viaggio da Lecce a Napoli

Ferdinando II il cattolico 1452 – 1516

Il grande edificio gotico del 1100 – 1300 in Salice Salentino – contemporaneo della basilica di Santa Caterina a Galatina


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